Archivio mensile: luglio 2014

Amy Sol – A metà tra cartoon e surreale

Amy Sol è un’artista americana che affonda le proprie radici nella cultura orientale moderna, manga, immaginario vintage e design moderno. Detta così sembra che Amy Sol abbia preso e raccolto un po’ di influenze qui e lì, senza continuità di causa. In realtà l’artista fonde armoniosamente questi e molti altri stili attraverso quello che viene definito come “surrealismo astratto”. Amy Sol vive la sua infanzia in Corea e successivamente si trasferisce a Las Vegas, USA, raccogliendo a piene mani il meglio delle culture orientale ed occidentale.

Solitamente l’artista dipinge direttamente sul legno cui poi aggiunge piccoli grani del legno stesso, creando piccoli capolavori che sembrano ognuno raccontare una storia a sé.

Tutto delle sue opere sembra etereo, inafferrabile, sospeso tra il mito ed il paradossale. I soggetti sono solitamente fanciulle irradiate da un alone fiabesco, nell’atto di interagire con animali che perdono la loro natura terrena sposando quella dei famigli, come degli spiriti guida – o se volete amici. Grande accortezza è data sopratutto al lato bucolico: nebbia, alberi, fiori, dolci colline fanno da sfondo perfetto per l’eleganza leggiadra delle protagoniste. E connubio perfetto non si sarebbe potuto immaginare da chi si diletta a dipingere sul “vivo” legno. I colori sono morbidi, quasi smorzati, come se molto di ciò che l’artista ci mostra si trovi dietro un velo lattiginoso, salvo poi rimanere abbagliati dalla luce che emana ogni soggetto.

Per saperne di più vi basta andare sul sito personale: amysol.com.

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Squali a Lecce

Nel 2011 viene avvistato a Frigole, in provincia di Lecce, quello che sembra essere a prima vista uno squalo.

Più che la sorpresa di vedere questo simpatico predatore poco lontano dalle coste del Belpaese, sono i commenti dei ragazzi salentini che l’hanno filmato a lasciare di stucco.

Gianluca porco D*o!

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Frane Selak – Lo sfigato più fortunato del mondo

Si può essere l’uomo più sfortunato del mondo, nel senso di essere perseguitato seriamente dalla sfortuna, ma essere al contempo quello più fortunato di tutti, di quelli baciati una sola volta ogni mille anni dalla dea bendata? Di esempi di vite travagliate al limite del paradossale ne esistono, come ad esempio quella di Tsutomu Yamaguchi, che un giorno tratterò certamente su queste pagine. Oggi voglio raccontarvi la strana vita di Frane Selak.

Frane Selak, nato nel 1929 in Croazia, è un timido insegnante di musica. Un po’ sovrappeso, con un sorriso sornione stampato sulla faccia, niente farebbe immaginare che quest’uomo sia riuscito a sfuggire alla morte ben sette volte e venirne in qualche modo “ripagato”.

Ma andiamo con ordine.

I suoi colloqui con madama Morte iniziano nel gennaio 1962, su un treno che viaggia veloce lungo le rotaie nel freddo pungente della Croazia. D’improvviso il treno deraglia, terminando la sua corsa affondando in un fiume ghiacciato. Tredici persone perdono la vita, Frane invece viene tratto in salvo e se la cava con un braccio rotto.

L’anno dopo, tolto il gesso, il nostro insegnante di musica si trova su un aereo che sorvola le terre tra Zagabria e Fiume. È il suo battesimo del volo. Il portellone forse difettoso viene scardinato e diversi passeggeri, tra cui lui, vengono letteralmente scaraventati via dalla differenza di pressione. Diciannove morti, Frane sopravvive atterrando placidamente su un covone di paglia. Roba da cartone animato.

Nel 1966, l’autista dell’autobus su cui sta viaggiando perde il controllo e finisce in un fiume. Quattro morti, Frane riesce a nuotare fino a riva cavandosela con qualche escoriazione. Un cerotto o poco più.

Nel 1970 presso una stazione di benzina la sua macchina prende fuoco, avvolgendo la carrozzeria in un abbraccio infernale. Nonostante tutto, riesce a farsi strada tra le fiamme e a fuggire via prima che la sua auto si disintegri nell’esplosione, uscendone completamente illeso. Niente cerotti.

Nel 1973, Frane avrebbe fatto bene a cambiare meccanico, perché la sua nuova auto presenta un difetto nella coppa. L’olio bollente viene incendiato dal motore e le fiamme della combustione invadono l’abitacolo attraverso i condotti dell’aria. La zaffata gli brucia completamente i capelli, ma a parte questo non riporta nessun altro danno.

Passano anni relativamente tranquilli, durante i quali i capelli di Frane ricrescono più o meno correttamente.

Nel 1995 la morte torna a cercarlo, e ci riprova con un autobus: mentre passeggiava placidamente per strada, un pullman lo investe in pieno. Si procura solo qualche ferita superficiale.

Nel 1996 Frane guida la sua (ennesima) nuova auto, quando un camion delle Nazioni Unite in una curva lo spinge fuori strada. La sua macchina si schianta contro il guardrail e lo catapulta fuori, dato che non indossava le cinture di sicurezza. Finisce appeso ad un albero mentre saluta la sua auto che si schianta oltre 100 metri più in basso, in un burrone.

Ma all’inizio avevo detto che Frane alla fine era stato tutto sommato ripagato delle sue sfortune: la signorina Morte, forse arresasi alla sua capacità innata di salvarsi da ogni suo tranello, in qualche modo si sdebita…

Nel 2003, due giorni dopo il suo 73° compleanno, Frane vince € 800.000 alla lotteria, e per festeggiare l’avvenimento si sposa per la quinta volta. Con il ricavato compra due case ed una barca e nel 2010 lascia quasi tutto ciò che gli resta agli amici e decide di vivere in maniera frugale, in attesa che una sua vecchia amica bussi per l’ultima volta alla sua porta.

Questa storia sembra davvero scritta per una commedia, e più o meno potrebbe essere così: l’unico avvenimento verificabile è la vincita della lotteria, ed i fatti antecedenti a questo si sanno per come li racconta Frane. Ma se devo essere sincero, preferisco di più credere alla Morte che tenta in tutti i modi di accoppare un simpatico ciccione e questi, puntualmente, in maniera tanto più spettacolare quanto ridicola, riesce ogni volta a farsi beffe di Lei.

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Notfound.org

Il mistero affascina, intriga, ci attrae a sé come una sirena ammalia un marinaio sprovveduto.

Ma il mistero che più fa paura è quello che lega la scomparsa di migliaia di bambini ogni anno nel mondo. Genitori abbandonati al loro dolore, senza sapere che fine abbia fatto il loro piccolo, svanito nel nulla.

Un destino peggiore della morte.

Da oggi la Bottega del Mistero aderisce alla campagna Notfound.org, progetto europeo per sensibilizzare i cittadini ed informarli in tempo reale su piccoli dispersi. Il funzionamento è molto semplice: in ogni pagina 404 del sito verrà mostrata la foto di un bambino scomparso, sperando che uno dei visitatori possa riconoscerlo. Un esempio lo trovate qui: http://labottegadelmistero.altervista.org/404.

Grazie a tutti quelli che ci aiuteranno a dare una speranza.

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