Archivio mensile: ottobre 2014

Cecil Hotel – Elisa Lam e l’albergo della morte

Lo Stay on Main è un hotel economico da 600 stanze sulla Main Street di Los Angeles, Stati Uniti. Costruito nel 1927, l’idea era di fornire a prezzi modici un posto dove riposare ai numerosi professionisti che per un motivo o per l’altro si fermavano nella cinematografica Hollywood, finché venne rimodernato negli anni ’50 per svolgere anche la funzione di residence. Oggi è universalmente conosciuto dagli avventori come The premier choice of affordable Downtown Los Angeles hotels (la scelta migliore tra gli hotel a basso costo della Downtown di Los Angeles), ma per i criminologi e gli appassionati di mistero incute ancora timore nell’evocarne il nome originale: Cecil Hotel.

Il Cecil Hotel è stato negli anni teatro di numerosi delitti, incidenti mortali, suicidi e misteri, che si sono susseguiti fino ai giorni nostri. Ma andiamo con ordine.

 

 

Il 22 ottobre 1954 Helen Gurnee cade dalla sua stanza al settimo piano e si maciulla sull’insegna dell’albergo. Una settimana prima si era registrata con un nome falso: Margaret Brown. Non si scoprirà mai il motivo del salto nel vuoto né il perché non avesse voluto dichiarare la sua vera identità.

 

Nel 1947 Elizabeth Ann Short girovaga sorridente per il bar dell’albergo; la sua bellezza, tutt’altro che anonima, le garantisce gli sguardi languidi di ogni uomo che incroci il suo fisico mozzafiato. Pochi giorni dopo, il 15 gennaio, il suo splendido corpo viene ritrovato abbandonato nel South Avenue, tra Coliseum Street e la West 39th Street, ridotto letteralmente a pezzi, tagliato in due parti all’altezza dell’ombelico. Sui giornali dell’epoca, come nell’immaginario collettivo di oggi, Elizabeth è passata alla storia come la Dalia Nera. Il suo omicidio, brutale e di una ferocia inumana, sopratutto se immaginato commesso negli anni del secondo dopoguerra fatti di fumo e lustrini, è tuttora irrisolto. Una storia che certamente prima o poi racconteremo.

 

L’11 febbraio 1962 Julia Moore si affaccia ad una finestra dell’ottavo piano e si lascia cadere nel vuoto, frantumando un lucernario interno del secondo piano prima di toccare terra. Muore sul colpo. Non lascia alcun biglietto d’addio, solo una ricevuta dell’autobus timbrata a St. Louis, 59 centesimi ed un libretto di risparmio della Illinois National Bank di $ 1.800. Le cause del suo suicidio non verranno mai appurate.

 

Il 12 ottobre 1962 la ventisettenne Pauline Otton tenta il suicidio dopo un furioso litigio con l’ex marito, Dewey. Si getta dal nono piano, atterrando sull’ignaro passante George Gianinni. Entrambi muoiono sul colpo, sfracellati sul marciapiede antistante l’albergo.

 

Il 4 giugno 1964 viene ritrovata morta nella propria stanza l’operatrice telefonica in pensione Goldie Osgood, detta Pigeon Lady (la signora dei piccioni), conosciuta e benvoluta da tutti per la sua abitudine di portare da mangiare agli uccelli di Pershing Square. La donna è stata violentata, accoltellata e strangolata, ed il suo assassino ha lasciato la camera d’albergo sottosopra, forse alla ricerca di qualcosa di valore. Di fianco al corpo senza vita, il cappello dei Dodgers (la squadra di baseball di Los Angeles) che era solita indossare ed un sacchetto colmo di mangime per volatili. Poche ore dopo, gli agenti fermano proprio in Pershing Square un uomo con i vestiti grondanti di sangue, Jacques B. Ehlinger; sebbene a prima vista sembri proprio il killer dell’anziana signora, non si riescono a trovare prove a suo carico, e viene rilasciata. La polizia non riuscirà a trovare un colpevole a questo efferato quanto insensato delitto.

Eravamo tutti suoi amici, qui nella piazza. Stavo in piedi qui questa mattina, pensando a quello che era successo, quando qualcuno ha suggerito di posare dei fiori. Nessuno ha molti soldi da queste parti, ma all’improvviso tutti hanno cominciato a darmi quello che potevano. Volevamo solo che lei sapesse che non la dimenticheremo. – Jean Rosenstein, amica di Goldie Osgood, intervistata il giorno dopo l’omicidio

Nel biennio 1984/85 l’albergo ospita all’ultimo piano Ricardo “Richard” Ramirez, detto Night Stalker (il cacciatore della notte). Nella sua stanza da $ 14 a notte mutila, stupra e tortura 14 vittime seguendo un rituale satanico ben preciso, gettando nel panico tutta Los Angeles. Viene arrestato il 31 agosto 1985 e condannato alla camera a gas. Muore in prigione nel 2006 prima che la condanna venga eseguita.

Ci vediamo a Disneyland. – Richard Ramirez commenta la sua sentenza

 

Richard Ramirez

Ricardo “Richard” Ramirez. Pittore e serial killer satanico.

 

Nel 1991 il serial killer Johann “Jack” Unterweger, meglio conosciuto come Jack lo scrittore, affitta una stanza per cinque settimane. Durante la sua permanenza al Cecil Hotel uccide tre prostitute, fatte entrare di nascosto dalla scala antincendio con la promessa di essere pagate 30 miseri dollari. Le stupra e strangola con il loro reggiseno, una tecnica che utilizzerà per ognuno dei suoi 11 omicidi tra l’Austria e gli USA. Viene arrestato nel 1992 e condannato dalla legge statunitense all’ergastolo senza possibilità di uscire sulla parola. Si suicida con un elastico il giorno stesso della sentenza, nel 1994. Paradossalmente, Unterweger è ritenuto ufficialmente innocente dalla legge austriaca poiché morto prima del processo d’appello.

 

Jack Unterweger

Johann “Jack” Unterweger. Scrittore, poeta, assassino.

 

Il 19 febbraio del 2013 numerosi inquilini dell’albergo lamentano che l’acqua che zampilla dai rubinetti delle camere abbia un colore ed un sapore strani. Il Cecil Hotel, come molte strutture dello stesso tipo, è servito da un circuito di acqua potabile interno, per evitare di creare disagio in caso di interruzione della fornitura idrica urbana e per risparmiare sui costi. I tubi terminano tutti in un grande serbatoio sul tetto dell’edificio, che viene prontamente controllato da un tecnico della manutenzione. Qui viene ritrovato a galleggiare il corpo gonfiato dalla decomposizione della ventiduenne Elisa Lam, studentessa canadese scomparsa pochi giorni prima, il 31 gennaio. La giovane viene dichiarata morta a seguito di annegamento casuale: secondo la polizia sarebbe salita sul tetto dello stabile ed avrebbe aperto il coperchio del serbatoio, scivolandoci dentro accidentalmente. Sebbene il comportamento di Elisa sembri legato all’abuso di alcool o droghe, la ragazza era totalmente sobria e lucida. O meglio, relativamente lucida, poiché Elisa soffriva di un disturbo da personalità multipla, che forse l’ha portata a credere di essere in un altro luogo mentre in realtà si chiudeva nel suo sarcofago liquido. Sulla sua morte ci sono ancora molti dubbi, a cominciare dal modo in cui sia riuscita a salire in una zona inaccessibile dell’albergo protetta dal sistema d’allarme senza farlo scattare. Come ha fatto poi ad aprire il coperchio del serbatoio richiudendoselo alle spalle sarà un mistero di cui forse non avremo mai la soluzione. I suoi ultimi minuti di vita sono stati catturati da una telecamera dell’ascensore dell’hotel, e mostrano una ragazza in preda alla follia.

 

 

Ad aggiungere tristezza ad un evento già così tragico, il 13 febbraio la sorella Sarah, fotografa e make-up artist affermata, pubblica un messaggio online alla ricerca di qualcuno che possa aiutarla a trovare Elisa. Purtroppo, le uniche risposte che otterrà saranno di meste condoglianze. A seguito di questo incidente il Cecil Hotel è stato ribattezzato col nome attuale, Stay on Main.

 

 

Nel 2014 l’albergo è nuovamente balzato agli onori delle cronache per la foto di un presunto fantasma che si affaccia da una delle finestre a scrutare i passanti. Nonostante gli innumerevoli servizi di telegiornali nazionali e non che hanno dato grande eco alla notizia, francamente io non vedo nulla di strano – ancor meno paranormale – nell’immagine. A voi l’ardua sentenza.

 

Fantasma del Cecil Hotel

La Bottega del Mistero
Alza il velo della realtà per portare alla luce curiosità, misteri, eventi grotteschi o divertenti. Ma sempre comunque affascinanti.
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Piccioni in passerella

Amati dai bambini, che si divertono a rincorrerli per le strade e le piazze delle città ed odiati dagli adulti costretti a contrastarli perché animali decisamente poco puliti, i piccioni sono una costante nella vita di tutti noi. Allevati per la carne prelibata, per inviare messaggi sin dall’antichità o semplicemente per passione, la storia dell’umanità si è spesso incrociata con quella dei piccioni, sopratutto qui in Italia, dove li si trova a volare liberi e felici a defecare di qua e di là.

Pochi sanno però dell’esistenza di un particolare tipo di colombi, i Fancy Pigeons (più o meno i Piccioni Stravaganti), trattati anche da Charles Robert Darwin nel suo celebre “L’origine della specie”: con oltre 800 specie diverse, rappresentano il risultato di centinai d’anni di allevamento selettivo, alla ricerca dell’esemplare più estroso, più curioso, più bello.

Periodicamente vengono organizzati numerosi concorsi di bellezza, volti a premiare il piccione che tra migliaia di concorrenti si rivela il più surreale di tutti. Avreste mai pensato che un semplice colombo potesse lasciarvi a bocca aperta?

 

 

Piccola curiosità: nel suo ultimo album pubblicato mentre era ancora in vita, The Yellow Shark, Frank Zappa si divertì a comporre un brano per orchestra dal titolo decisamente chiaro: Questi cazzi di piccione.

 

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La legge è assurda per tutti

Diciamoci la verità, i processi negli Stati Uniti sono fatti per essere trasmessi al cinema o alla televisione: avvocati senza scrupoli che si oppongono alle accuse del magistrato di turno per salvare la vita ad un serial killer, giudici con la toga che scrutano tutti dall’alto in basso e naturalmente il giudizio finale dei giurati, quello che può decidere il destino dell’imputato. Tutto lascia a bocca aperta, come nel più classico stile Made in USA, ovvero fare sempre le cose nel modo più spettacolare possibile. Se Perry Mason e Law & Order vi hanno tenuto col fiato sospeso cercando di condannare pedofili, ladri ed assassini efferati, vediamo cosa ne pensate di queste leggi statunitensi veramente senza capo né coda. Ci tengo a precisare che al momento in cui scrivo sono tutte in vigore e legalmente applicabili.

 

Mc Donald

 

In Pennsylvania è illegale per 16 donne convivere sotto lo stesso tetto, in caso contrario la casa viene considerata automaticamente un bordello. Lo stesso limite è di 8 in Tennessee e 5 in Ohio.

A Rochester, nel Michigan, i costumi da bagno devono essere ispezionati dal capo della polizia locale.

A Cleveland, in Ohio, è vietato alle donne indossare scarpe lucide che possano far vedere agli uomini il riflesso della loro biancheria intima.

Nello Utah è legale possedere armi nucleari in casa, ma non è permesso farle detonare.

In Alabama è vietato infilare un cono gelato nelle tasche posteriori dei pantaloni.

Nel Maine è assolutamente vietato solleticare il mento delle donne con uno spolverino.

In Kansas è vietato servire alcolici nelle tazze da the.

È illegale in Arizona avere più di due vibratori in casa, in Texas invece è illegale averne più di sei.

In Ohio è severamente vietato denudarsi davanti a qualsiasi opera d’arte.

In Connecticut è illegale chiamare un cetriolino così se non rimbalza a terra.

In Utah non si può trasportare un violino in una busta di carta.

In Georgia è fatto espresso divieto organizzare picnic in un cimitero.

In California è vietato entrare in una piscina in bicicletta.

In Kansas è vietato il sesso orale.

A Washington dare un passaggio ad una prostituta comporta il sequestro dell’auto.

In Iowa un bacio deve necessariamente durare meno di cinque minuti.

Nel Rodhe Island un matrimonio può essere dichiarato legalmente nullo se uno dei due partner è stupido. Quanti matrimoni sarebbero stati annullati se questa legge si estendesse al mondo intero?

In Iowa se un uomo ha i baffi non può baciare nessuno in pubblico.

A Tremonton, nello Utah, è vietato fare sesso in un’ambulanza in movimento. Se si viene scoperti, l’uomo viene lasciato andare, mentre il nome della donna viene pubblicato sul giornale locale.

Nel West Virginia, un uomo può fare sesso con un animale, ma solo se questo non pesa più di 18 chili.

In Florida è illegale fare sesso con un porcospino.

In Ohio non si possono eseguire arresti di domenica o il 4 di luglio (il giorno dell’indipendenza).

Nel New Jersey è vietato possedere un piccione viaggiatore.

In Alabama non si può giocare a domino la domenica.

In Kentucky è illegale dipingere un anatroccolo di blu per fini commerciali, a meno che non se ne vendano sei alla volta.

In Ohio è illegale dare da bere ai pesci.

Una legge varata nel 1912 nel Nebraska introduce pesanti regole da rispettare in strada. Ai guidatori di notte è richiesto di fermarsi ogni 150 metri, lanciare un razzo di segnalazione, aspettare otto minuti che la strada si rischiari e procedere molto attentamente.

In Alabama è vietata la lotta tra orsi, di qualsiasi specie.

Nel New Hampshire è vietato urinare guardando in alto, ma solo di domenica.

A El Paso, in Texas, i locali pubblici devono essere dotati di un numero adeguato di sputacchiere. Una legge simile era in vigore anche in Italia.

In Florida non è permesso rompere più di tre piatti o scheggiare più di quattro bicchieri al giorno.

Nell’Indiana è illegale allestire uno spettacolo di marionette per fini di lucro poiché ritenuto immorale.

Nell’Indiana un esercizio commerciale che vende alcolici non può smerciare anche il latte.

In Maine non è permesso lasciare le decorazioni natalizie appese oltre il 14 di gennaio.

Nel Kentucky è illegale girare con un’arma nascosta se questa supera i 6 piedi (182 centimetri).

In Florida è illegale l’acquisto e la vendita dei propri figli.

Nel Maine non è permesso lanciarsi da un aereo in volo.

In Massachusetts non è permesso barattare proiettili.

In Oklahoma i proprietari dei bar debbono impedire a qualunque costo che qualcuno dei presenti finga di fare sesso con un bufalo.

Nel South Dakota è legale sparare ai nativi americani sorpresi nella proprietà privata, ma solo se sono più di cinque.

In Tennessee è vietato il matrimonio interrazziale.

In Iowa i pianisti con un solo braccio non possono ricevere mai alcun tipo di compenso dalle loro interpretazioni.

Nel Wyoming fotografare conigli da gennaio ad aprile è illegale, a meno che non si abbia ottenuto uno specifico permesso.

A Mohave County, in Arizona, chi viene beccato a rubare del sapone si deve lavare ininterrottamente col suddetto finché non sarà completamente finito.

A Denver, in Colorado, è severamente vietato prestare l’aspirapolvere al vicino di casa.

A Pueblo, in Colorado, è illegale coltivare denti di leone.

Negli USA si è soliti servire un piccolo buffet a parenti ed amici durante una veglia funebre; in Massachusetts, però, questi non possono mangiare più di tre tramezzini a testa.

Nello stato di New York la legge prevede che in ascensore non si parli con nessuno, si tengano le mani congiunte e si guardi verso la porta.

In North Carolina è vietato cantare stonati.

In North Dakota è illegale addormentarsi indossando le scarpe.

In Pennsylvania è vietato cantare nella vasca da bagno. In doccia si può.

A Barre, in Vermont, i residenti hanno l’obbligo di lavarsi ogni sabato sera.

In Massachusetts è illegale far sedere un gorilla sul sedile posteriore dell’auto.

In Nebraska ed Ohio è vietata la caccia alle balene. Peccato che entrambi gli stati si trovino nel bel mezzo dell’entroterra.

In North Carolina è severamente vietato addomesticare elefanti a raccogliere cotone.

A Fountain Inn, in South Carolina, un cavallo può entrare in città solo se indossa dei pantaloni.

In Alaska è vietato guardare le alci mentre si vola su un aereo.

A Fairbanks, in Alaska, la legge vieta alle alci di fare sesso sulle strade pubbliche.

In Tennessee è fatto divieto assoluto di sparare da un’automobile in corsa a qualunque animale, tranne che alle balene. Superfluo far notare che il Tennessee non ha sbocchi sul mare.

 

America

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La Sindrome di Lavandonia

Negli anni ’90 un ragazzo, Satoshi Tajiri, si aggira per le città dal Giappone collezionando gli insetti più disparati, come fanno molti dei suoi coetanei appassionati di natura ed entomologia. Un giorno si ritrova tra le mani un Game Boy ed il relativo Game Link Cable, che permette a due giocatori di sfidarsi collegando due consolle portatili. Satoshi, che di certo non manca di creatività, rimane così colpito da quel semplice cavetto da concepire un’immagine curiosa:

Ho immaginato veri e propri esseri viventi che si muovevano avanti e indietro lungo il cavo. – Satoshi Tajiri

Nessuno immaginerebbe che da quella singolare fantasia nascerà una delle saghe videoludiche più longeve e redditizie della storia, con oltre 200 milioni di copie vendute: nel 1996, sotto il publisher Nintendo, Satoshi Tajiri sviluppa con la Game Freak il videogioco Pokémon Verde (ポケットモンスター 緑), che da il via ad un impero commerciale e mediatico composto da videogiochi, anime, film, manga, un gioco di carte collezionabili, libri ed innumerevoli gadget.

Parallela all’uscita di Pokémon Verde, che per il mercato occidentale diverrà più tardi Pokèmon Blu, vi è anche quella di Pokémon Rosso (ポケットモンスター 赤): nei due titoli il giocatore può collezionare ed allenare 151 creature di vario genere ed abilità e farle combattere con i Pokémon di altri allenatori incrementandone così la potenza. Molti di questi Pokémon possono evolversi, ovvero mutare stato ed aspetto, acquisendo nuove mosse ed incrementando le loro statistiche. Durante i combattimenti i Pokémon non sanguinano, né possono perire a causa di un incontro. Se vengono sconfitti o sono esausti, perdono semplicemente i sensi e non possono più essere utilizzati negli scontri: questa particolarità ha permesso a Tajiri di creare un gioco di lotta senza tuttavia farlo diventare violento, rendendolo di fatti adatto a tutte le fasce d’età (Nintendo è sempre stata molto attenta a supportare titoli adatti alla famiglia).

 

La mappa indica la posizione di Lavandonia in Pokémon Rosso Fuoco e Verde Foglia.

 

Il successo dei Pokémon ha portato alla genesi di numerose creepypasta, la più famosa delle quali è certamente quella della sindrome di Lavandonia. Secondo la leggenda, un numero molto alto di bambini giapponesi tra i 7 ed i 12 anni si sarebbe suicidato giocando ai primi due titoli, Rosso e Verde, mentre si trovavano nella città di Lavandonia, a nordest della regione di Kanto. In una parte del gioco, l’allenatore si trova a visitare un posto questa città, che è uno dei luoghi più piccoli della regione e possiede ben pochi servizi rispetto ad altri luoghi; sarebbe in effetti un luogo insignificante, se non fosse per la “Torre Pokémon”, un monumentale edificio adibito a cimitero, dove si trovano centinaia di tombe di Pokémon morti negli anni precedenti alla storia narrata nei due giochi. A far perdere il senno è la musica di sottofondo che accompagna il giocatore nella sua triste visita alla città, che presenta picchi e frequenze altissime udibili solo dai più giovani, poiché il loro udito è più sensibile di quello degli adulti. Le copie originali dei giochi sono state ritirate dal mercato, per prevenire ulteriori decessi, portando alla riscrittura completa della musica di Lavandonia prima dell’uscita occidentale dei titoli, avvenuta qualche mese dopo. Nella creepypasta viene narrato anche il viaggio del protagonista contro gli avversari della Torre Pokémon, e di come una semplice sfida tra animali digitali si trasforma velocemente in un vortice di orrore.

Ovviamente, come tutte le altre creepypasta, vi ricordo che ciò che state per leggere è semplicemente frutto della fantasia.

Buona lettura.

 

Pokémon Verde

 

La Sindrome di Lavandonia

 

Non è stato fino alla primavera/estate del 1996 che i casi incominciassero ad emergere come collegati a Lavandonia. La prima testimonianza degli effetti della “Sindrome di Lavandonia” proviene da una relazione interna risalente al giugno del 1996, scritta dalla società Game Freak Inc. che è venuta fuori grazie ad una dipendente, Satou Harue. In essa viene fornito un elenco di nomi, date e sintomi – referti riguardanti bambini tra i 7 e i 12 anni che hanno riscontrato diversi problemi di salute dopo aver giocato a Pokémon Rosso o Verde. Alcuni referti sono riportati sotto come “Appendice A” Va notato che i sintomi elencati non sono tutti da correlare al “Tono di Lavandonia”, ma anche alla “White Hand Sprite”, alla “Ghost Animation” o al “Buried Alive Model”, che sono fenomeni visivi che hanno provocato sintomi simili ma distinti.

12 Aprile 1996: Apnea ostruttiva nel sonno, emicrania, otorragia, tinnito.

23 Maggio 1996 : Generale irritabilità, insonnia, dipendenza dal gioco, sanguinamenti dal naso. Attacchi violenti prima contro gli altri e poi contro se stesso.

27 Aprile 1996: Forti mal di testa, irritabilità. Prescritti antidolorifici misti.

4 Marzo 1996: Emicrania, apatia, poca reattività. Sviluppo di sordità. Scomparso. Il suo corpo verrà poi ritrovato il 20 aprile dello stesso anno ai margini di una strada.

Il documento circolato dapprima internamente costituiva il primo indizio che questi casi venivano ricollegati al gioco – fino ad allora le cause non erano state scoperte o diagnosticate da medici professionisti. Non è chiaro, infatti, come l’azienda sia riuscita a trovare dei collegamenti pur non consultando i servizi sanitari.

 

Dettagli della patologia

 

I sintomi predominati collegati al caso sono mal di testa e forti emicranie, sanguinamenti da occhi ed orecchie, sbalzi d’umore e irascibilità, dipendenza dal gioco, violenza anche se non provocata, isolamento e inattività e nel 67% dei casi tendenze suicide. Tuttavia questi sintomi colpiscono soltanto i bambini tra i 7 e i 12 anni che arrivano appunto a Lavandonia nel gioco, e la maggior parte di loro portava cuffie od auricolari in quel momento.

A quanto pare, gli sviluppatori del gioco volevano creare un luogo che “lasciasse il segno” sul giocatore, secondo Uchitada Seki, che faceva parte appunto del team di sviluppo. Seki ha sostenuto che, durante la fase di sviluppo del gioco, un certo numero di membri del team aveva intenzione di rendere Lavandonia un po’ diversa dal resto del gioco.

La Torre Pokémon ne è un chiaro esempio. Questo, e ovviamente il fatto che Lavandonia sia in sé così diversa da tutte le altre città: è più piccola, non ha una palestra, e la musica di sottofondo è molto, molto inquietante. Infatti, nella prima versione del gioco il manager ci ha letteralmente ordinato di cambiarne il tema, perché quello che avevamo utilizzato avrebbe sconvolto i bambini. La musica delle successive versioni è diversa, infatti. – Uchitada Seki, sviluppatore della Game Freak

O Seki non era minimamente a conoscenza della Sindrome di Lavandonia, oppure ha ampiamente sottovalutato il fattore di sconvolgimento sui bambini – non dice nient’altro sul tema musicale, ma ci sono riferimenti all’aspetto relativamente macabro della cittadina.

Quello che Seki ha omesso nell’intervista è che la prima versione del tema di Lavandonia utilizzata in Rosso e Blu è il risultato di un esperimento sui beats binaurali: utilizzando diverse frequenze, ascoltate con gli auricolari, si possono ottenere diversi effetti sul giocatore.

Nella maggior parte delle versioni della prima ondata di release, questo ha portato al giocatore disagio, apprensione e inquietudine. Tuttavia, a più di duecento bambini ha causato disturbi psichici, che non sono stati diagnosticati completamente perché quelle frequenze non hanno effetto su orecchie umane pienamente sviluppate – infatti sono solo i bambini ad aver accusato disturbi psicologici e fisiologici che in alcuni casi hanno portato alla morte (in molti casi per suicidio).

 

Dettagli della patologia – panoramica visiva

 

Questi fenomeni visivi sono conosciuti nell’ambiente di programmazione come “White Hand Sprite”, “Ghost Animation” e “Buried Alive Model”. Di ciascuno si sa che possono causare emicranie, nausea, e in casi molto gravi emorragie cerebrali e polmonari. Mentre circa il 70% dei casi di Sindrome di Lavandonia è dovuto alla musica, la percentuale restante si spartisce tra i fenomeni visivi. Ciò è dovuto in parte agli stimoli che si verificano dopo che il giocatore ascolta il tono di Lavandonia. La teoria è che tale sindrome colpisce i sordi o comunque persone che sentono poco, che costituiscono il restante 30%. La visione di questi modelli porta gli effetti sopra elencati, ma vi sono dei metodi per visualizzarli in tutta sicurezza.

 

La “White Hand Sprite”

 

White HandConosciuto in codice come WhitHand.gif, secondo il copione avrebbe dovuto apparire come Pokémon selvatico al terzo piano della Torre Pokémon. È diviso in quattro animazioni separate: il verso, la sprite ferma e due attacchi sconosciuti, chiamati “Pugno” e “Brutalità”. Mentre vedere l’animazione può avere effetti collaterali, visualizzarne i frames singoli non lo è. La mano bianca è descritta come striminzita, quasi rattrappita, con particolare attenzione ai dettagli: della carne si stacca dall’osso e alcuni tendini penzolano fuori da polso in modo molto realistico. La prima animazione è la mano che si chiude a pugno, poi oscilla in avanti. Ma l’animazione dell’attacco “Brutalità” ha alcuni frames mancanti: la mano sembra aprirsi, ma poi si taglia. Dopo pochi secondi ricompare, chiusa. Non si sa nulla dei frames mancanti.

 

Ghost Animation

 

Ghost AnimationLa Ghost Animation, codificata come Haunting.swf, avrebbe dovuto trovarsi in diversi settori di tutta la torre, anche al centro di un percorso al secondo piano. Tuttavia, i giocatori non possono interagire con essa, lasciando credere a molti che sia stata creata come “un effetto di sfondo”. Si compone di 59 frame. Tuttavia, dopo l’estrazione, più della metà dei frames si sono rivelati essere il modello del fantasma standard. Circa un quarto dei fotogrammi sono statici, per produrre l’effetto “dissolvenza”. Ancora, nel bel mezzo dell’animazione sono presenti fotogrammi di volti urlanti, insieme alle immagini di uno scheletro ammantato di nero (si ipotizza che sia il Tristo Mietitore), e diversi cadaveri. Il significato di tutto ciò è sconosciuto, ed il capo programmatore Hisashi Sogabe ha giurato di non saper nulla delle immagini trovate. Di tutti i fenomeni collegati alla Sindrome d Lavandonia, questo è il più gettonato: nella sua tesi “I videogiochi e la manipolazione della mente umana”, il dottor Jackson Turner ha affermato che le immagini sono state volutamente inserte. Grazie alla brevità della loro permanenza sullo schermo ed alla loro natura, Turner teorizza che questi frame avessero lo scopo di spaventare i giocatori.

 

Buried Alive Model

 

Buried AliveSpesso chiamato col suo nome in codice, Buryman script, il Buried Alive Model avrebbe dovuto trovarsi in cima alla Torre Pokémon, ma è stato rimpiazzato dal fantasma di Marowak. Da copione, avrebbe dovuto essere il “boss” della Torre. Una volta arrivati, sarebbe avvenuta la seguente conversazione

Sei qui, finalmente… Sono in trappola… E mi sento solo… Molto, molto solo… Vuoi venire con me?

Dopo ciò, la battaglia sarebbe incominciata. Una volta in “Battle view”, il Buried Alive Model sembra essere un cadavere umano in decomposizione che tenta di strisciare fuori dalla terra. È stato programmato per avere due “White Hands”, un Gengar e un Muk. Stranamente, non è stato scritto un copione per quando perde. Nel caso di vittoria del giocatore, il gioco si ferma e basta. Tuttavia, un finale preciso è stato scritto da un programmatore sconosciuto dopo che si perde la battaglia: in questo caso, avrebbe detto “Finalmente, carne fresca!” seguito da altre battute incomprensibili. Dopodiché, il giocatore viene trascinato sotto terra. La scena potrebbe finire con un semplice Game Over, tuttava, sullo sfondo, avrebbe dovuto comparire il Buried Alive che divora il giocatore.

La cartuccia avrebbe dovuto scaricare quest’immagine nella memoria interna del Game Boy ed avrebbe dovuto sovrascriversi alla normale immagine d’inizio. E, come musica di sottofondo, si sarebbe udito un fantomatico file di nome staticmesh.wav. Lo scopo di tutto questo, al contrario di molti altri elementi legati alla Sindrome di Lavandonia, è sconosciuto.

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Yume Nikki – Il diario dei sogni

Yume Nikki (ゆめにっき) è un gioco horror freeware distribuito nel 2005 per Pc e sviluppato con RPG Maker 2003 da un solo programmatore, Kikiyama. Il titolo gode di un’atmosfera opprimente che ci accompagna per tutto il dipanarsi della storia e di una grafica pixelosa ma al tempo stesso molto evocativa, che fanno di Yume Nikki uno dei videogiochi più controversi e disturbanti di sempre.

 

Madotsuki

La protagonista si chiama Madotsuki ed è una hikikomori, una ragazza asociale che vive da sola confinata nella propria stanza, in compagnia di un vecchio televisore e di un Nintendo Famicom.

Gli hikikomori (ひきこもり篭り) sono persone, solitamente giovani, che hanno deciso di estraniarsi da qualsiasi contesto di vita sociale, segregandosi in una sorta di esilio autoindotto nella propria camera; mentre in Giappone il fenomeno sta divenendo sempre più allarmante, qui in Italia vengono solitamente affidati alle cure di uno psicologo.

La storia non segue alcuna trama e non da’ alcuna spiegazione a ciò che viene narrato. Tutto è lasciato all’immaginazione del giocatore, che si ritrova costretto a trovare un senso ad eventi e colpi di scena che sembrano non seguire alcuna logica. All’inizio ci ritroveremo nella nostra stanza, con la possibilità di eseguire solo una manciata di azioni, come uscire fuori per prendere un po’ d’aria o bighellonare sulla sedia da ufficio girando vorticosamente su noi stessi. Potremo muoverci solo all’interno della nostra camera o sul balcone, difatti se proveremo ad aprire la porta la protagonista scuoterà la testa, mostrandoci il suo disappunto. Il vero gioco inizia quando dormiamo, dandoci la possibilità di esplorare il mondo dei sogni creato da Madotsuki, i suoi bizzarri personaggi e le lugubri ambientazioni. L’obiettivo è riuscire a recuperare ventiquattro effetti, ovvero dei poteri che possono modificare l’aspetto e le abilità della ragazza aiutandola a superare talune avversità. Sono dodici i mondi da esplorare, ognuno dei quali è un viaggio allucinante e sinistro nella psiche della giovane. In Yume Nikki nessuno proferisce parola. Madotsuki non parla con nessuno, né elabora alcun pensiero. Tutt’intorno le musiche, ripetitive, disturbanti. Il gioco angoscia non solo per ciò che ascoltiamo, ma anche e sopratutto per ciò che non c’è.

 

Yume Nikki

 

Il mondo dei sogni

Ci sdraiamo nel letto, le nostre palpebre si socchiudono, Morfeo ci accoglie nel suo abbraccio. Ci ritroviamo in una stanza con dodici porte che si aprono su altrettanti mondi dissennati. È completamente inutile cercare di dare un senso all’orrore che affrontiamo: paradossalmente, l’unico modo per continuare nella storia è abbandonarci completamente ai flutti del fiume di follia videoludica. Arti amputati, creature simili ad uccelli che ci danno la caccia, teste mozzate che ci spingono a fuggire via, tutto ci costringe ad esplorare per interminabili minuti i mondi generati dal sonno della ragione di Madotsuki. Ed ogni passo pesa come un macigno. Non c’è terrore in Yume Nikki, solo la costante sensazione disturbante di essere di troppo. La ragazza stessa è aliena nei suoi sogni.

Yume Nikki è un titolo da giocare assolutamente, e si scaricare cliccando sul pulsante qui in basso. Un biglietto di sola andata per il regno degli incubi.

 

Yume Nikki Download

 

Soluzione

Se non riuscite ad andare avanti nell’orrorifico mondo di Yume Nikki, ecco a voi la guida completa. Cercate comunque prima di completare il titolo da soli.

 

 

Teorie

Le teorie che si sono susseguite negli anni sono davvero molte, ed in effetti il gioco lascia davvero spazio ad innumerevoli interpretazioni. Vi ho raccolto qui quelle più realistiche.

 

Violenza sessuale

Nel gioco, si può facilmente intuire che Madotsuki sia stata stuprata. Nel Forest World, lungo una strana strada, diverse creature sullo sfondo ci osservano con i loro occhi e l’ultimo di questi ci scruta per mezzo secondo mentre ci allontaniamo. Molti immaginano che queste creature siano in realtà ovaie: il tema dell’essere costantemente osservati è frequente nei sogni della giovane e si può quindi pensare che sia stata pedinata prima di essere stuprata.

Anche le mani sono molto presenti nel gioco, infatti a loro sono stati dedicati sia interi mondi che apparizioni in altri. Alcuni esempi sono le mani tese che si trovano sulla strada per raggiungere Seccom Masada, o mentre spuntano dal terreno nell’Eyeball World e nel White Desert. Il luogo in cui ci teletrasporta Uboa presenta un paesaggio da incubo dove un mostro con molte mani afferra le colline sullo sfondo, immagine che potrebbe rappresentare l’atto di palpeggiare qualcuno.

Altri elementi che supportano la teoria dello stupro solo le immagini che si trovano sul muro nella stanza d’attesa del The Mall che sembrano alludere a situazioni sessuali, sopratutto quella in cui si vede una figura in lacrime con un oggetto di forma fallica in bocca. Il fatto che l’effetto Flute si trova qui può essere considerato come la raffigurazione della fellatio.

Alcuni dicono che Kyu-Kyu, un grande essere colorato dalla forma di un palo che si vede sfregare la ringhiera di una scala, sia in realtà una rappresentazione fallica. Gli effetti Knife e Cat alterano la velocità con la quale esso sfrega la ringhiera della scala, aumentando con l’effetto Knife, a dimostrare la violenza dell’aggressione subita sotto minaccia di un coltello. Un evento a pieno schermo è quello chiamato FACE, che si trova attraversando la porta a destra di Kyu-Kyu: questi potrebbe rappresentare un pene o una vagina. Si è speculato molto sulla sequenza nella quale il giocatore apre il muro come simbolo della perdita della verginità.

 

Aborto

Direttamente connessa con la teoria precedente, anche quella di una gravidanza ed un eventuale aborto sono supportate da numerose immagini sugli sfondi di molti luoghi che ricordano marcatamente un feto.

 

Apocalisse

Madotsuki sembra una ragazza perfettamente normale, anche se evidentemente una hikkikomori. Molti indizi, tra cui il fatto che il suo sembra essere l’unico palazzo in piedi nell’arco di chilometri, non vuole uscire di casa, la TV non riceve alcun canale e la sua unica fonte di intrattenimento è un gioco per Famicom chiamato NASU, suggeriscono che la ragazza in realtà sia sopravvissuta ad un’apocalisse che ha sterminato la razza umana.

 

Transessualità

Un’altra teoria supportata da molti fan è quella in cui si sostiene che Madotsuki sia in realtà un ragazzo che si identifica come una donna e vive e si veste come tale. I personaggi trovati nei sogni sarebbero versioni distorte di amici, familiari e coetanei che lo avrebbero tagliato fuori quando ha iniziato a comportarsi come una ragazza. Le Toriningen psicopatiche potrebbero essere una rappresentazione del corpo che Madotsuki stesso non accetta come suo. Una prova a favore della teoria sarebbe The Toriningen Party, dove delle giovani si divertono escludendo Madotsuki perché transessuale.

La strada che va dal Graffiti World al Monochrome World potrebbe raccontare la storia del passaggio di Madotsuki da maschio a femmina. Mentre vorrebbe avere i privilegi e lo status sociale di ragazza (ad esempio il bagno delle donne) rifugge la propria mascolinità (bicicletta). Molte persone però non riescono ad accettarlo come il maschio che era una volta (gli abitanti di The Mall), ed il suo terapista la conforta, dicendole che tutto andrà a finire bene (O-San). L’entrata al Monochrome World ha oggetti a forma di fallo flaccido appesi alla parete e un occhio davanti ad una pozza d’acqua, a suggerire le lacrime versate di fronte allo specchio guardando un corpo che non riteneva davvero suo.

Esiste anche una piccola possibilità che Madotsuki sia bisessuale o androgino, e ciò potrebbe spiegare perché gli organi genitali maschili e femminili sono rappresentati in modi così distorti all’interno del gioco.

 

Lesbismo

Per Madotsuki, Poniko è la ragazza perfetta e bellissima che vorrebbe conoscere, senza però poterlo fare. La giovane cerca in tutti i modi di attirare l’attenzione dell’amata, usando diversi effetti o accendendo e spegnendo la luce, ma lei stessa pensa che i suoi pensieri siano sbagliati e ha paura delle reazioni che gli altri potrebbero avere se scoprissero le sue reali pulsioni.

 

Assassina

A secondo del comportamento del giocatore, Madotsuki può ferire o uccidere molte creature nei vari mondi dei sogni. Dato che trova l’effetto Blonde Hair accanto ad una pozza di sangue, è probabile che la ragazza abbia ucciso nella realtà uno dei suoi amici, segregandosi in casa per paura delle conseguenze del suo folle gesto.

 

Lieto fine

Madotsuki potrebbe sognare, o essere in coma, per tutto il tempo di gioco. Il suo suicido sarebbe il risultato della scoperta che niente nel suo mondo è reale e che è intrappolata in un sogno, riuscendo a tornare alla realtà mettendo fine alla sua vita onirica. Questa teoria è supportata dalle creature che sono vicine al suo schizzo di sangue nel mondo reale dopo il suo suicidio, dagli occhi sempre chiusi, dal surreale e variabile sfondo al di fuori della sua casa, dal suo appartamento senza cucina né bagno e dal fatto che sia impossibile abbandonare la stanza. Alla fine, dunque, il gioco potrebbe realmente avere un lieto fine, che restituisce Madotsuki al mondo esterno, quello vero, vivo, che c’è fuori dalla porta di camera sua.

 

Yume Nikki

La Bottega del Mistero
Alza il velo della realtà per portare alla luce curiosità, misteri, eventi grotteschi o divertenti. Ma sempre comunque affascinanti.
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