Archivio mensile: aprile 2016

Tre storie di fantasmi

  • Tre storie di fantasmi
    Media: 4.9 | Voti: 10
  • Oggi voglio raccontarvi tre brevi storie di fantasmi, tratte dalla ricerca pubblicata sul Journal of the American Society for Psychical Research nel 1944 dallo studioso del paranormale Edmond Gibson, e degli spettri senza pace che ne sono protagonisti.

     

    Il fantasma del capitano Towns

    Londra, Regno Unito, maggio 1873. Si respira un’aria carica di mestizia in casa del capitano Towns, deceduto da poco più di sei settimane dall’altro capo del mondo, a Sidney, in Australia, lontano dai suoi affetti e dalle persone a lui care. La sua famiglia non è particolarmente ricca, ma può fare affidamento su un discreto gruzzolo che le permette di avere una bella dimora spaziosa e qualche membro della servitù.

    La figlia di mezz’età del marinaio sta facendo fare il giro delle stanze ad un’ospite appena giunta, quando entrambe restano pietrificate nello scorgere nella superficie lucida di un armadio l’inconfondibile sagoma del defunto capitano.

    Era un’immagine a mezzo busto: la testa, le spalle e le braccia appena accennate; assomigliava in tutto e per tutto ad un comunissimo ritratto da medaglione, però a grandezza naturale. Il volto appariva pallido ed esangue… e indossava una giacca grigia di flanella che era solito usare in casa. Stupite ed un po’ allarmate, le donne pensarono lì per lì che nella stanza fosse stato appeso un ritratto del capitano, ma in realtà sulla parete di fronte non v’era quadro alcuno. – Dichiarazione del marito della figlia di Towns

    Immediatamente si precipita nella stanza un’altra figlia del capitano che, credendo di essere vittima di un’allucinazione, chiama in aiuto una cameriera, ma anche quest’ultima non può che ammettere che sull’anta di quell’armadio è nitida la figura dell’uomo di mare. E lo stesso non possono che affermare altri tre domestici, ed infine la vedova dell’uomo.

    Non appena vide l’apparizione, le andò incontro con le braccia tese, come per toccarla, ma quando passò le mani sul pannello dell’armadio la figura gradualmente svanì, e non riapparve mai più. – Dichiarazione del marito della figlia di Towns

    Il fantasma di Towns non lascia, a differenza di molte altre apparizioni nei più disparati tempi e luoghi, alcun messaggio alla propria famiglia. Forse a muovere la figura spettrale è stato il desiderio di poter vedere per l’ultima volta le persone a lei care, a cui non aveva potuto dire addio.

     

    Il patto della morte

    Il patto della morte è un particolare tipo di promessa: ogni persona contraente, giunto il trapasso, tenterà in tutti i modi di mettersi in contatto con gli altri, così da dimostrare che esiste una vita dopo la morte.

    Uno dei casi più importanti di questo genere è quello accorso in Inghilterra nel 1940. Un giovane si sveglia di soprassalto una domenica mattina, turbato nel sonno da una strana sensazione. Di fronte a lui, ai piedi del letto, lo fissa una strana figura eterea: senza dubbio uno spettro, ma il ragazzo non ne ha paura, anzi, il volto dell’apparizione è serafico ed amichevole.

    Ad un tratto l’uomo venne dritto verso di me. Se fosse stata una creatura in carne ed ossa avrebbe dovuto, per farlo, scavalcare la sponda del letto. Si accostò invece a me come se il letto non esistesse, e senza rivolgermi alcuna parola mi passò di fianco, sulla destra, attraversò letteralmente la parete e svanì nel nulla. – Dichiarazione del giovane

    Il ragazzo è ancora confuso da ciò che ha appena visto, quando una seconda apparizione si palesa.

    Un nuova figura si materializza dinnanzi al letto, ma questa volta è un viso conosciuto: si tratta del suo migliore amico, morto sei settimane prima, e con cui molti anni addietro ha stretto un patto di morte. Dopo aver sorriso, il fantasma si dissolve nel nulla, avendo oramai mantenuto fede alla parola data. L’unica cosa che ancora non è chiara di tutta la vicenda è la prima manifestazione. Forse si tratta di uno spirito guida per il giovane defunto.

     

    La promessa infranta

    Siamo nel giugno del 1851, al capezzale del morente John Harford. Poco prima di esalare l’ultimo respiro, l’uomo chiama a sé l’amico di una vita, C. Happerfield, strappandogli la promessa solenne di prendersi cura della moglie.

    Fedele alla parola data, Happerfield sistema a proprie spese la signora Harford in un piccolo cottage, e si fa carico delle sue necessità. Passano mesi sereni, quando uno dei nipoti della donna chiede di poterla accogliere in casa propria. Happerfield ovviamente ne è contento, chi più di un parente stretto può prendersi cura di lei, e così organizza il trasloco, felice di aver adempiuto ai suoi compiti. Passa così qualche settimana.

    In una notte insonne, dettata da alcune questioni di lavoro, Happerfield avverte una strana presenza nella stanza da letto. Di fronte a lui l’amico Harford, col volto deviato da un’espressione innaturalmente preoccupata. Il fantasma, con voce agitata ma chiara, apostrofa così l’uomo:

    Amico Happerfield, vengo da te perché non hai prestato fede alla parola data di prenderti cura di mia moglie. So con certezza che in questo momento è attanagliata dalle preoccupazioni e vive una condizione di bisogno.

    Happerfield è un uomo pragmatico, e per nulla spaventato dal fantasma dell’amico, si dichiara sinceramente stupito di una simile affermazione da parte sua: dopotutto, per quanto ne sa, la donna è stata affidata alle cure amorevoli del nipote. Ad ogni modo, lo giura, indagherà sull’accaduto. Lo spettro, compiaciuto, si dilegua nell’ombra.

    Il mattino successivo Happerfield, non potendo verificare di persona le accuse dell’amico defunto, scrive una lettera al nipote che ha preso con sé la signora Harford, per chiedere se dalla loro ultima visita sia accaduto qualcosa che ne possa turbare la serenità. Il giovane risponde prontamente, ammettendo di aver perso da poco il posto di insegnante e di trovarsi in difficoltà economiche. Happerfield gli invia così del denaro, e la donna passa di nuovo sotto la sua protezione, consentendo inoltre al ragazzo di rimettersi in sesto. Secondo ogni previsione, senza l’intervento provvidenziale di Happerfield, la donna avrebbe certamente fatto una fine miserevole. La signora Harford vivrà così la sua vita serena ed in salute, aiutata da Happerfield, fino alla fine dei suoi giorni. Lo spettro, dal canto suo, non si paleserà mai più.

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    Connor – Il figlio di Satana

  • Connor – Il figlio di Satana
    Media: 5 | Voti: 5
  • A quanto pare il figlio del diavolo partorito da Rosemary nel film Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York di Roman Polanski ha trovato casa, si chiama Connor ed è un bel bambino con gli occhi che brillano al buio che urla come un dannato. Forse perché lo è.

     

     

    I genitori di Connor, ChuckKate Booth, giurano che il video è assolutamente reale, ed è stato catturato dalle telecamere installate dalla nonna del piccolo per controllarlo mentre dorme. Peccato che il bambino di riposare non ne abbia alcuna voglia, ed anzi si prodighi in numeri funambolici che lo vedono in equilibrio sulle barre della culla per oltre venti secondi, raggelando il sangue con urla a dir poco ferali.

    Chuck e Kate precisano, inoltre, di essere quasi – sottolineo quasi – certi che il figlio non sia posseduto dal diavolo, che gli occhi luminosi siano frutto della videocamera notturna, e che secondo loro non è poi così inusuale che un bambino di pochi mesi sia in grado di restare in piedi per così tanto tempo.

    Mah. 😐

    Se Connor non è il figlio di Satana, ha certamente un futuro assicurato al circo.

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    La tigre fantasma

  • La tigre fantasma
    Media: 4.9 | Voti: 7
  • Elliott O’Donnell è un autore inglese a cavallo tra l’800 ed il ‘900 che, a suo stesso dire, ha spesso avuto a che fare con i fantasmi. A cinque anni assiste all’apparizione di uno spirito dell’oltretomba e diversi anni dopo un’altra entità, molto più aggressiva, tenta di strangolarlo, fortunatamente invano. Nella sua notevole carriera – 50 libri e numerose pubblicazioni minori su importanti riviste specializzate, come Weird Tales – O’Donnell scrive non solo storie di fantasmi partorite dalla sua fervida fantasia, ma anche di cronache accadute a persone che lui stesso segue nella ricerca della verità sulle entità paranormali.

    Ho investigato, a volte da solo, a volte con altre figure e la stampa, diversi casi di apparizioni di fantasmi. Credo negli spiriti, ma non mi definisco uno spiritista. – Elliott O’Donnell

    Una delle sue cronache più sconcertanti è quella che vede protagonista una misteriosa quanto letale tigre fantasma.

    La tigre unisce velocità e possanza, grazia e agilità. Temuta e rispettata nei Paesi del Sudest asiatico, non stupisce che sia divenuta nel tempo icona della forza non solo del fisico, ma anche dello spirito. Numerosi racconti la descrivono a volte come alleata, a volte come nemica divoratrice di uomini. In alcune culture viene spesso rappresentata come uno spirito volto a difendere le anime dei defunti, come la tigre Bengala ad Assam, India. O’Donnell racconta di un fatto accaduto ad un suo conoscente, tale Colonnello De Silva e del suo violento incontro con l’enorme felino: un giorno il militare, di stanza in India, assiste impotente all’uccisione di un anziano lebbroso da parte di un’enorme tigre. Il vecchio, poco prima di esalare l’ultimo soffocato respiro, maledice con un filo di voce De Silva e tutta la sua famiglia, per non aver provato a salvarlo.

    Un anno dopo, continua O’Donnell, comincia insistentemente a correre voce che una divoratrice di uomini infesti la regione. Inutili le battute di caccia organizzate dalla polizia locale e dai cittadini: il grosso felino striato miete una vittima dopo l’altra, inesorabilmente. Alcuni fortunati però riescono a sottrarsi alla sua furia e a cavarsela con non più di qualche graffio. Questi ultimi, tutti, inspiegabilmente, contraggono la lebbra e muoiono nel giro di qualche settimana. De Silva è terrorizzato, e teme in cuor suo che la tigre sia il frutto della sua debolezza, pronta a dilaniare le persone che ama. Il colonnello un giorno riesce a spararle, ma purtroppo manca il bersaglio. Poco dopo, ancora madido di sudore per aver sprecato l’occasione di uccidere la fiera, segue le enormi impronte della bestia, e scopre con orrore che si sta dirigendo con passo veloce verso il parco dove passeggia beatamente suo figlio in compagnia della tata. Fa appena in tempo a sparare al mostro quando questo si trova a mezz’aria, pronto a ghermire le prede. Colpita in pieno, la tigre svanisce letteralmente nel nulla senza toccare terra.

    La bambinaia muore sul colpo terrorizzata dal ferale spettro. Il piccolo, per fortuna, è ancora vivo, ma De Silva ha poco da gioire. Il pargolo è stato ferito da uno degli artigli dell’animale; muore in pochi giorni, dopo aver misteriosamente contratto la lebbra.

    La tigre fantasma non si rifarà mai più viva.

     

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    AAA Bambola assassina posseduta da un demone vendesi

  • AAA Bambola assassina posseduta da un demone vendesi
    Media: 5 | Voti: 5
  • Su eBay si trova di tutto, compreso chi mette all’asta la propria anima, una foto che raffigura un fantasma o, come in questo caso, una bambola assassina posseduta da un demone. 🙂

     

     

    Nostra figlia non la vuole più. Il nostro cane non smette di abbagliarle contro e non la troviamo mai dove l’abbiamo lasciata. La bambola ha una risata davvero graziosa. Senza batterie.

    Il bambolotto in questione è finito in vendita su Craiglist, ma nessuno ha avuto il coraggio – o la stupidità, dipende dai punti di vista – di fare un’offerta. Ora si trova all’asta su eBay, alla modica cifra di 17.000 dollari (circa 15.000 euro).

    Allora, la bambola è caduta a terra qualche volta di troppo, e la sua testa a volte si gira su sé stessa a caso, anche se non ha mai fatto del male a nessuno… Sono l’unico proprietario, l’unico ed il solo. L’ho acquistata da un museo. – Estratto dall’annuncio su eBay

    Che sia l’ennesima stupidaggine alimentata da internet, o siamo di fronte ad un nuovo caso simile a quello di Robert, la bambola posseduta, ce lo dirà solo il tempo. O l’utente che avrà il coraggio di sborsare 17.000 dollari.

     

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    The Battery [STREAMING]

  • The Battery [STREAMING]
    Media: 5 | Voti: 7
  • Ben and Mickey sono due amici, giocatori di baseball, costretti a sopravvivere in un’apocalisse zombie che li ha tagliati fuori dal resto dell’umanità. Ma che cosa significa essere umano, quando tutto intorno c’è solo la morte? Ieri sera abbiamo salutato l’end season final della sesta stagione di The Walking Dead e, per voi che avete ancora fame di morti viventi, ho il film perfetto: The Battery.

     

     

    The Battery è uno di quei film che sono un pugno nello stomaco. Narra la storia di BenMickey, giocatori di baseball alle prese con cadaveri ambulanti e avversità del mondo esterno. Nell’ultimo decennio i lungometraggi dedicati agli zombie si sono rivelati quasi sempre dei fiaschi totali, figli della logica commerciale del cavalcare l’onda della moda del momento. The Battery, invece, è diverso. Di cadaveri che non vogliono rimanere tali ce ne sono, certo, ma sono pochi, dannatamente pochi per quasi tutto il film. I protagonisti, a differenza di altre opere, non sono loro. Non è un film di zombie, è un film con degli zombie. Sembra solo una sottile variazione semantica, ma non è così: i morti viventi non sono al centro di tutto, e non rappresentano il gancio da traino della vicenda; sono un modo per raccontare altro, i rapporti umani e le conseguenze delle proprie scelte.

     

     

     

    Diretto da Jeremy Gardner, giovane regista statunitense al suo primo lungometraggio, e interpretato da quest’ultimo e Adam Cronheim, The Battery è stato girato con un budget di 6.000 dollari, in soli 15 giorni. Il film si divide in pratica in due capitoli: il primo è un road movie, che alterna momenti drammatici a scene scanzonate delineando, apparentemente, quella che sarà la storia; il secondo, claustrofobico, narra invece l’evoluzione psicologica dei personaggi, l’interazione tra gli stessi e le conseguenze delle scelte fatte dai due. Ben e Mickey si adattano al nuovo decadente mondo che li circonda o al contrario lo rifiutano, tirando sempre più la corda al cappio che li tiene legati; non sarebbero in grado di sopravvivere da soli, ma non riescono ad accettarsi appieno. E così mentre uno fracassa la testa di uno zombie senza pensare al domani, l’altro si rifugia nella musica – da segnalare Anthem for the already defeated dei Rock Plaza Central –  lasciando che le note lo cullino verso eterei riflessi di un mondo ormai lontano; mentre uno si lascia andare all’alcool, l’altro resta morbosamente affascinato dai seni floridi di una giovane morta vivente.

     

     

    The Battery non è stato tradotto ufficialmente in italiano, così ve lo propongo in streaming sottotitolato in italiano qui in basso. Buona visione. 😉

     

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    Se vedi questo insetto, voltati e scappa immediatamente [BUFALA]

  • Se vedi questo insetto, voltati e scappa immediatamente [BUFALA]
    Media: 5 | Voti: 6
  • Da qualche giorno circola sui social un articolo riguardante un mostruoso ed enorme insetto di origine africana, silenzioso e letale. Ovviamente è tutta una cavolata. 🙂

    SE VEDI QUESTO INSETTO, VOLTATI E SCAPPA IMMEDIATAMENTE

    Questo il testo dell’articolo, copiato ed incollato di sana pianta da centinaia di siti.

    La foto che vedete potrà ingannarvi. Quello che vedete non è un parrucchino ma un nuovo pericolosissimo insetto di origine africane sbarcato in europa grazie al rinnovato commercio ortofrutticolo che intercorre tra africa ed europa. Questo insetto, chiamato Eubetia Bigulae, ha delle dimensioni infinitamente piccole nelle prime fasi della sua vita, tanto che nessuno si accorge della presenza di questo animaletto.
    Il problema sorge quando questo insetto cresce, raggiungendo spesso le dimensioni di un pallone da calcio. Sotto la folta peluria che lo fanno somigliare ad un parrucchino, l’Eubetia Bigulae nasconde una corporatura molto simile a quella del mille piedi. L’unica differenza tra il millepiedi e il cosiddetto animaletto giallo è la sua capacità di spruzzare un potentissimo veleno corrosivo che miete numerose vittime ogni anno in paesi come il Congo e il Chad. L’allarmen in Europa esiste già da tempo, ma in Italia questo insetto sembra essere arrivato relativamente da poco e pertanto nessuno ne ha mai parlato approfonditamente.

     

     

    Peccato che l’Eubetia Bigulae non esista per niente, e che il simpatico insetto peloso nella foto non è altro che una larva di Megalopyge opercularis, o pussy moth (falena gattino), grande sì e no 3 centimetri. Fate attenzione, però: sebbene non sia dotata di veleno corrosivo come riportato dalla bufala, la puntura della larva di Megalopyge opercularis è davvero pericolosa, e può scatenare reazioni allergiche.

     

     

    Il mio consiglio, come sempre, è uno solo: non fermatevi a leggere tutto quello che vi capita a tiro, andate oltre, informatevi, cercate, scoprite.

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