Il mostro nascosto sotto il letto esiste. Punto. Ogni bambino lo sa, e anche qualche adulto ogni tanto butta un occhio sotto il materasso. Quelle che seguono sono cinque storie, rigorosamente vere, di chi ha scoperto che gli incubi, a volte, possono anche non essere relegati al regno della fantasia.

 

La storia di Kyle

È il 3 luglio 2014. C’è una bella ragazza di sedici anni di Chester, in Inghilterra, che si è appena messa a letto. Cerca di prendere sonno, ma viene destata dallo squillo del cellulare: è arrivato un messaggio, decisamente inquietante.

TI STO GUARDANDO

La ragazza conosce quel numero, è quello di uno stalker. È già qualche settimana che la molesta con sms, dove ha dichiarato apertamente che si ucciderà presto davanti casa sua. La giovane fugge dalla madre, che sta riposando, ed insieme restano a letto per un po’, finché non arriva un nuovo messaggio, molto peggiore del precedente.

SONO A CASA TUA

Né la ragazza né la madre credono a questo secondo sms; non hanno sentito entrare nessuno e tutte le porte e le finestre sono ben serrate. Finalmente, nonostante l’agitazione, prendono sonno e la notte scorre tranquilla.

Il mattino seguente la giovane torna in camera sua, e subito sente che qualcosa non torna. Ha la pressante sensazione di essere osservata. Guarda nell’armadio, tra gli abiti appesi, ed infine sotto il letto.

Dove trova il mostro.

Lo stalker è lì, che la fissa con occhi vitrei. La giovane urla, ma il maniaco è veloce, le strappa di mano il cellulare e si scaraventa fuori dalla finestra. Pochi minuti dopo verrà arrestato dalla polizia: si tratta di un diciottenne del luogo, Kyle Ravenscroft, che verrà condannato a 80 ore di servizi sociali per stalking e torture psicologiche.

 

La storia di Guy

Il quarantenne giocatore di cricket Guy James Whittall è appena tornato a casa all’Humani Ranch nello Zimbabwe, quando viene richiamato nella stanza da letto dalle urla della signora delle pulizie. Si precipita in camera, e trova la donna in stato di shock, che indica sotto il letto. Guy non si fa prendere dal panico, ed alza il lembo del lenzuolo.

Sotto ci troverà un alligatore di una tonnellata e mezzo.

Il mastodontico rettile di due metri e mezzo aveva passato la notte a riposare sul pavimento sotto il letto, proprio mentre Guy dormiva ignaro di tutto pochi centimetri più sopra. Il coccodrillo, fortunatamente, verrà catturato e rimesso in libertà.

 

La storia di Jeffrey

Jeffrey Bush la sera del 28 febbraio 2013 sta beatamente dormendo nel letto di casa sua a Seffner, Florida, Stati Uniti. Viene destato all’improvviso da un boato assordante, e non fa in tempo ad aprire gli occhi che viene letteralmente divorato da una voragine creatasi proprio sotto il suo letto. L’uomo prova a gridare a squarciagola, disperso nel buio trenta metri più sotto, ed il primo a soccorrerlo è il fratello, Jeremy, purtroppo invano. In pochi minuti giunge anche lo sceriffo della zona, ma il terreno impraticabile rende difficoltosa la discesa. Pochi istanti dopo, la casa collassa su sé stessa, creando una voragine di decine di metri. Jeremy viene salvato per un soffio dall’ufficiale di polizia. Jeff, invece, scompare letteralmente nell’abisso, e di lui non si saprà più nulla.

 

La storia di James e Rhonda

James e Rhonda Sargent affittano una camera in un hotel economico, il Budget Inn, a Memphis, Tennessee, Stati Uniti, e gli viene assegnata la camera 222. Da subito si rendono conto che c’è qualcosa che non va: un odore pungente riempie l’aria. Certo non si aspettavano che la camera fosse la più pulita del mondo, d’altronde hanno scelto un albergo di serie b proprio per risparmiare, ma quell’olezzo acre è davvero troppo. Dopo due giorni chiedono ed attengono di cambiare stanza, ma il proprietario vuole vederci chiaro. Rovistando a fondo scopre il cadavere di una donna nascosto tra il materasso e le doghe. Si tratta di Sony Millbrook, scomparsa da sei settimane. La camera era stata affittata da Sony, che poi era svanita nel nulla, ed in seguito è stata occupata altre cinque volte. Non si sa come la donna sia potuta finire lì sotto: attualmente il fidanzato, LaKeith Moody, è il maggiore sospettato. Il cadavere sotto al letto in un hotel è spesso tema di leggende metropolitane. In questo caso, purtroppo, è tutto vero.

 

La storia di Bridget e Brian

BridgetBrian O’Neill di Seattle, nel luglio 2014, aprono la porta di casa e la trovano forzata. Impauriti, controllano in giro, ma all’appello sembra che non manchi nulla. I vestiti però sono gettati alla rinfusa, la posta è stata aperta e sulle porte delle stanze è stato spruzzato del profumo. Ad un più attento esame, la coppia trova nascosta una borsetta da donna, contenente una carta d’identità che non appartiene a loro. Da un armadio, inoltre, sono state rimosse tutte le scarpe di Bridget.

Ovviamente i due chiamano la polizia, che procede ai rilievi del caso: setaccia la casa da cima a fondo, cerca eventuali impronte digitali ma niente, tutto immacolato; chiunque sia stato deve essere un professionista che cercava qualcosa che, evidentemente, non ha trovato. Bridget lavora per la Pokemon Company International come graphic designer, e forse il ladro era entrato per rubare qualche bozzetto grafico.

Di nuovo soli, Bridget e Brian fanno per andare a letto, quando restano agghiacciati nell’udire un lamento, come di animale morente, provenire dalla stanza.

Era una sorta di lamento di qualcosa che era vivo, sembrava un procione o un opossum che stava morendo. Solo un animale in fin di vita poteva emettere un lamento del genere. – Brian O’Neill

La polizia torna, e trova sotto il letto una donna emaciata con un coltello e una siringa ipodermica (come quelle per l’insulina). Si tratta di una ventisettenne del luogo, sotto effetto di anfetamine, che aveva progettato di uccidere la coppia da sotto il letto, tagliando con il coltello il materasso. Fortunatamente, il piano non ha funzionato.

E voi, ci credete o no al mostro sotto il letto? 😉

 

Grazie a Giuseppe F.

Condividi il tuo voto!


  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid