Il nostro nome è Booker DeWitt, ex‑agente dell’agenzia investigativa Pinkerton. Nel 1912, un uomo misterioso ci lascia un biglietto scritto a mano con poche, semplici parole.

Portaci la ragazza e cancella il debito.

Ci ritroviamo su una barca nel bel mezzo del nulla, scortati da due individui nascosti da lunghi impermeabili, diretti verso un faro. Ma questi non è altro che la porta verso la nostra vera destinazione: Columbia, una città fluttuante fondata da un enigmatico profeta di nome Comstock. Elizabeth è lì, da qualche parte, e sta a noi trovarla.

Bioshock Infinite è uno dei titoli più profondi della storia videoludica, con una narrazione e meccaniche di gioco studiate fin nei minimi dettagli. Nella sceneggiatura c’è di tutto: varchi temporali, teorie quantistiche, amore, odio, vendetta. Ci ritroviamo letteralmente tra le nuvole, in una città dove ogni cosa risplende, dalle insegne dei negozi ai cavalli robotici che trascinano dolcemente le coppiette su cocchi colorati. Ma dove più splende il sole, più nere sono le ombre. Columbia nasconde un cuore marcio, dove i lavoratori sono poco più che schiavi e dove l’agiatezza di pochi è costruita sul sangue di molti, ed il dubbio che ciò che stiamo facendo sia dannatamente sbagliato si insinua sin da quando mettiamo piede sulla città volante. Ma non ci sono condanne, non c’è perdono, solo la realtà dell’animo animo.

Non vi dico oltre sulla trama, ma voglio cercare di spiegare cosa lega Booker ad Elizabeth e che cos’è realmente Columbia. Se non avete ancora finito il gioco, non leggete oltre; se non lo possedete, trovate i link per acquistarlo su Amazon alla fine dell’articolo. Bioshock Infinite è un titolo che non va giocato, va vissuto.

 

Bioshock Infinite

 

Prologo

Booker DeWitt è sempre stato un violento sanguinario. Il 29 dicembre 1890, ancora sedicenne, prende parte al massacro di Wounded Knee, in cui il settimo reggimento della cavalleria statunitense trucida circa 300 tra uomini, donne e bambini Sioux, mettendo così fine al conflitto tra i nativi americani ed il Governo. Booker si distingue per la sua innata brutalità: al pari dei nemici che combatte, fa’ a pezzi le sue vittime come trofei, alimentando la sua sete di sangue un’uccisione alla volta.

Dopo la battaglia, però, i rimorsi divorano lentamente Booker, che rifugge il suo passato sul fondo di una bottiglia. Sconvolto, trova una via di redenzione in padre Witting, che gli offre il battesimo come via per lavare i suoi peccati. L’uomo accetta, e per tagliare ogni ponte col suo passato di sangue sceglie un nuovo nome: Zachary Hale Comstock.

Comstock resta affascinato dalle ricerche sulla fisica quantistica, fa’ la conoscenza di una giovane scienziata, Rosalynd Lutece, che è riuscita a creare ponti tra diverse realtà parallele. In una di queste Rosalynd incontra una versione maschile di sé stessa, Robert Lutece, ed entrambi passano sotto l’ala protettrice di Comstock, che li spinge a creare una macchina per aprire nuovi strappi interdimensionali. I due scienziati ci riescono e Comstock, in uno dei suoi viaggi tra le realtà, rimane abbagliato dalla vista di una città sopra le nuvole: la visione lo convince di essere il profeta destinato a realizzare quella città. Ha già in mente il nome perfetto: Columbia.

 

Columbia, la città fluttuante

Forte della sua capacità di smuovere i cuori delle masse e delle abilità scientifiche dei Lutece, il nuovo profeta raduna innumerevoli seguaci pronti a seguirlo nella sua utopia, convincendo il governo statunitense ad appoggiarlo nella realizzazione del progetto, che diviene realtà nel 1893. Anche grazie ai finanziamenti di Jeremiah Fink, un uomo d’affari spregiudicato e visionario, Columbia diviene un prodigio scientifico ed architettonico, completamente autonomo sotto ogni punto di vista: energia elettrica, acqua, cibo, beni di lusso, tutto viene prodotto direttamente nella città fluttuante, senza alcun bisogno di commerciare con le città terrestri. Il progetto visionario di Comstock è costruito per affrontare qualsiasi distanza, consentendo al profeta di dimostrare la sua superiorità attraverso numerose fiere nazionali ed internazionali, seguendo un percorso attraverso tutti gli Stati Uniti con fermate nelle più grandi città. Da terra è possibile raggiungere Columbia con dei razzi di trasporto, autoguidati da un sistema codificato. Per spostarsi nella città sopra le nuvole, invece, è possibile usare comodamente dirigibili di varie dimensioni, chiatte da carico, hovercraft, gondole e Sky-Lines, una sorta di monorotaie su cui vengono spostaste grandi quantità di container merci o a cui aggrapparsi con gli Sky-Hook, uncini tridentati da applicare all’avambraccio sinistro.

 

Sky-Hook

 

Durante la Guerra dei Boxer in Cina, nel 1900, Comstock viene a sapere che i rivoltosi cinesi hanno catturato e stanno tenendo in ostaggio diversi cittadini statunitensi; senza chiedere alcuna autorizzazione al governo degli USA, Columbia bombarda dall’alto il nemico. Tornato vittorioso, il profeta si aspetta onore e gloria da parte degli Stati Uniti, che in realtà si sono resi conto della potenza bellica della città fluttuante, e decidono di dichiararla ostile alla federazione. Comstock si sente tradito e decide di allontanarsi per sempre dagli USA, innalzando Columbia ad ultimo barlume di puro spirito americano.

Oramai isolato dal resto del mondo, il profeta continua i suoi viaggi nello spazio-tempo, alla ricerca di qualsiasi mezzo possa garantire la sopravvivenza della città tra le nuvole; si rende conto però che la prima cosa di cui ha bisogno è una discendenza: il frutto del suo seme che porterà la sua parola di generazione in generazione. Purtroppo, però, l’attraversare i varchi in maniera sconsiderata lo ha reso sterile, e questo sta a significare il primo passo verso la decadenza di Columbia; i Lutece, rivelandosi davvero dei geni, trovano una soluzione.

 

Anna DeWitt

In una delle realtà parallele visitate dai fratelli, l’allora Booker non ha accettato il battesimo purificatore, affogando i rimorsi ed i debiti di gioco nell’alcool. I Lutece, sotto ordine di Comstock, gli propongono di annullare tutti i suoi debiti se gli consegnerà la figlia, Anna. Booker, oramai sull’orlo del baratro, non può far altro che affidare la figlia a Robert Lutece. Inaspettatamente, però, Booker si pente subito e tenta invano di strappare la bambina dalle braccia dei Lutece e del profeta: il varco tra i due mondi si chiude all’improvviso, strappando alla piccola la falange distale del mignolo della mano destra, che resta nella realtà parallela di Booker.

 

Anna DeWitt

 

Comstock da’ un nuovo nome ad Anna, presentandola al popolo come il frutto del suo seme e l’agnello che guiderà Columbia nel futuro: Elizabeth. Lady Comstock, però, non riesce a volere bene alla piccola e solo per l’amore che lo lega al marito e per la sua figura esemplare per la gente, decide di recitare la parte della madre amorevole. Comstock, intanto, continua a viaggiare tra le realtà alternative, e scopre che Booker in ogni universo tenta di riprendersi la figlia. Il profeta progetta la costruzione di un’enorme statua in onore della neonata, che in realtà diviene la sua prigione; a guardia e protezione di Elizabeth c’è Songbird, un gigantesco uccello antropomorfo biomeccanico. L’uomo, inoltre, mette in guardia il popolo di Columbia da un falso pastore, Booker, che proverà a rapire la piccola, marchiato sul dorso della mano destra dalle lettere AD. Elizabeth, rinchiusa per anni nella torre con Songbird come unico amico, scopre di poter aprire con la sola volontà i varchi interdimensionali, e non solo: è in grado di materializzare oggetti e persone da altre realtà, modificando quella in cui si trova; la sua abilità è data dal fatto che il suo corpo si trova contemporaneamente in due universi paralleli, poiché il pezzo del suo mignolo si trova in un’altra realtà. Elizabeth è un miracolo, e dannatamente pericolosa.

 

Una vita scritta nel sangue

Lady Comstock, stanca di interpretare la parte della madre amorevole, e ben conscia dell’infertilità del marito, decide di rivelare tutta la verità al popolo di Columbia. Il profeta, però, la uccide, riuscendo allo stesso tempo a chiuderle la bocca per sempre e a dare la colpa dell’omicidio a Daisy Fitzroy, leader della fazione rivoluzionaria dei Vox Populi, e ad innalzarla al ruolo di martire. Con la morte prematura di Comstock, Elizabeth in tutte gli universi paralleli fa’ sue le parole del profeta: spinta dalla rabbia e dal desiderio di vendetta, utilizza Columbia per mondare le città terrestri dal peccato, scatenando dal cielo una pioggia di fuoco. I Lutece, inorriditi dal futuro che scorgono negli squarci del tempo, decidono di porre rimedio all’errore: senza farsi riconoscere ingaggiano Booker, colui che ha dato via Anna, affinché possa salvare la ragazza dalle grinfie del profeta e, in un certo senso, da sé stessa.

 

Elizabeth Comstock adulta

 

Bioshock Infinite

Booker atterra su Columbia attraverso un razzo partito da un faro in mezzo al mare burrascoso. Qui scopre un mondo stupendo, visivamente spettacolare, fondato però sulla menzogna e sul dolore dei deboli. Dopo innumerevoli peripezie, riesce a liberare Elizabeth dalla sua prigione dorata ma, una volta salpati con un dirigibile alla volta di New York, i due vengono intercettati dai Vox Populi, rivoluzionari che stanno cercando di rovesciare il regime dispotico di Comstock, in nome del popolo di Columbia. Elizabeth e Booker riescono a vincere contro il profeta, ma in questo modo distorcono la realtà ritrovandosi in un universo in cui Booker è stato ucciso per portare al potere i Vox Populi, che si rivelano un cancro ben peggiore di Comstock. Braccato dai fedeli del profeta in quanto martire dei ribelli, e dai Vox Populi che lo credono un impostore, l’uomo non può far altro che farsi strada fino al loro leader, Daisy Fitzroy, un cadavere dopo l’altro. Fitzroy uccide Comstock, ed Elizabeth a sua volta la accoltella alle spalle, scappando dall’orrore di ciò che Columbia che è oramai divenuta. Booker, intanto, viene tramortito e rinviene qualche ora dopo. Nella realtà, però, sono passate decine di anni, e l’uomo ritrova il futuro macchiato di sangue che i Lutece avevano tentato di evitare. Elizabeth lo spedisce nella realtà originale, per cercare di porre rimedio agli errori di entrambi.

 

Bioshock Infinite

 

I ponti col passato

Booker ed Elizabeth riescono ad arrivare fino a Comstock. Il profeta non oppone resistenza, ma cerca di aizzare la ragazza contro Booker: secondo lui, l’uomo sa perfettamente il motivo dell’amputazione della giovane, ed è direttamente responsabile di tutto quello che accade a Columbia. Booker non sa di cosa il profeta stia parlando, e crede che lo faccia solo per tentare di minare la fiducia di Elizabeth nei suoi confronti: in un impeto di violenza sanguinaria, spacca la testa al profeta e lo affoga in una fonte battesimale. I due scoprono anche come riuscire ad asservire Songbird, usandolo a loro vantaggio in una grande battaglia contro i Vox Populi.

Elizabeth, senza più nulla a legarla a Columbia, apre uno squarcio per fuggire via. I due si ritrovano nel futuro a Rapture, una grande città sul fondo dell’oceano. Qui Elizabeth taglia l’ultimo legame col passato, lasciando che Songbird anneghi tra i flutti del mare.

 

Songbird

 

La verità

In ogni realtà ciò che ha impedito a Booker di salvare Elizabeth è sempre stato il legame della ragazza con Songbird. È solo quando lei riesce a liberarsi da questo legame che può porre fine al cerchio di violenza infinita. Elizabeth mostra a Booker la verità sul loro passato, facendogli comprendere gli errori commessi ed il sangue versato in nome dei suoi ideali. Booker non è mai davvero cambiato, si è solo rifugiato nel battesimo per sfuggire ai fantasmi che lo tormentavano, rifugiandosi in una falsa sicurezza: non riuscendo a cambiare sé stesso, ha deciso di plasmare il mondo attorno a sé, senza mai pentirsi davvero. L’unico modo per spezzare la catena di eventi è accettare i propri errori, una volta per tutte. Nel luogo del battesimo, le Elizabeth di tante realtà lo affogano, liberando la ragazza dagli orrori del passato e del futuro creati dal padre, finalmente in pace con sé stesso.

 

Elizabeth

 

AD. Un marchio indelebile. Il nome Anna DeWitt, la figlia perduta, simbolo della spirale di violenza che Booker si trascina da quando, sedicenne, ha assaggiato per la prima volta il gusto amaro del sangue. Ma ora significa solo l’amore di un padre per la figlia scomparsa, un padre che ha espiato le proprie colpe, con un ultimo, tragico, gesto.

Un’ultima scena suggerisce che esiste una nuova dimensione dove Booker e Anna possono vivere una vita normale. Ma tutto è incerto: quando lo schermo diventa nero sta a noi immaginare se Anna è nella culla ad aspettarci. Quale futuro Booker si merita di vivere.

 

 


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