Senza andare a scomodare il lupo cattivo di Cappuccetto Rosso, i lupi hanno sempre destato profonda ammirazione e timore negli esseri umani. La leggiadria dei movimenti si scontra con una ferocia che da sempre affascina. Per millenni li abbiamo cacciati per paura, perché guardandoli negli occhi scoprivamo quanto può essere labile la linea tra l’umano intelletto ed il fascino ferale del richiamo del sangue.

“Carn”, corto del francese Jeff Le Bars, ci presenta in poco più di 5 minuti di video una potenza narrativa che riesce a strappare più di un’emozione nello spettatore. Tutto di questo piccolo capolavoro risplende: visivamente molto carico, con contrasti cromatici ricercati e scenari e personaggi disegnati in maniera pulita, semplice; un audio che toglie davvero il fiato, grazie anche alla povertà dei dialoghi tra i protagonisti; ma sopratutto a colpire è il finale. Un finale che si intuisce, perché tu spettatore sai cosa succederà, lo capisci e ti aggrappi con tutte le tue forze alla speranza che l’inevitabile non accada. Oppure faremo il tifo per il mostro, perdendo la nostra umanità, abbandonandoci a quella che è la nostra vera natura, sussurrando in cuor nostro che ciò che accade al protagonista bambino è giusto. E se ci aggrappassimo forte a questo pensiero, così poco umano, così innaturale, forse, e dico forse, capiremmo quando finisce l’uomo, e quando inizia il mostro.

J’accepte.

 

La Bottega del Mistero
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