Categoria: Alieni

Siamo soli nell’universo? Migliaia di indizi sembrano suggerirci di no.

UFO avvistato in Canada

È stato avvistato a febbraio 2016 un UFO in Ontario, Canada. La particolarità di questo disco volante è che all’improvviso è letteralmente svanito nel nulla.

 

 

Il video che ritrae la manifestazione è stato pubblicato dall’utente V-For-Victor (V4V) su YouTube. Lo youtuber racconta che i tre strani oggetti volanti si muovevano affiancati in una strana formazione, e che sparivano e riapparivano all’improvviso.

Non ho idea di quanto gli UFO fossero grandi o distanti da me. Sembravano enormi. Non c’era alcun suono strano nell’aria, né ronzii né motori… I colori degli UFO erano sul giallo/arancione, come quello dei fanali delle auto. – V4V

L’incidente è attualmente valutato dal MUFON, associazione ufologica internazionale che tenta di spiegare razionalmente gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati, che non crede alle parole dello youtuber. E la credibilità di V4V, in effetti, è un po’ scarsa: in due post diversi dichiara di aver filmato i dischi volanti prima il 19 febbraio, poi il 21.

Per far luce sul mistero, viene contattato dall’HuffPost l’esperto in effetti speciali Marc Dantonio che, visionato il filmato, rilascia quanto segue:

Un video davvero interessante. Comunque, ho notato qualcosa di strano nel momento in cui gli oggetti svaniscono nel “cielo”. Ho scritto “cielo” perché, secondo me, non si tratta realmente del cielo. Ho intravisto, ad un certo punto del video, il riflesso di una finestra. Sono convinto si tratti solo di luci riflesse in un vetro, e la loro “scomparsa” è solo la luce accesa nella stanza e proiettata sul vetro. – Marc Dantonio all’HuffPost

Una semplice burla – fatta anche male – o l’ennesimo fenomeno ufologico inspiegabile? A voi l’ardua sentenza. 🙂

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Hoia Baciu – La foresta infestata

C’è un luogo della Romania che non viene mai pronunciato ad alta voce. Un luogo dove si dice le persone svaniscano nel nulla, dove il tempo e lo spazio non hanno significato, dove gli alberi sussurrano parole di morte, dove il diavolo ha la propria dimora. Benvenuti a Hoia Baciu, la foresta infestata.

Hoia Baciu, (Pădurea Hoia o Hója-erdő), è una foresta poco ad ovest di Cluj-Napoca, nel cuore della Transilvania, in Romania. Si tratta di circa 3 chilometri quadrati di alberi, rocce e qualche animale selvatico. Una foresta come tante, forse resa più spettrale dall’essere nel bel mezzo dei possedimenti del fu vampiro Dracula (al secolo Vlad Tepes). Se non fosse che ad abitarla siano stati, nell’ordine, il diavolo, gli alieni ed infine i fantasmi.

Qualcosa che non va in Hoia Baciu si intuisce appena ci si mette piede: sebbene gli arbusti più antichi risalgano a 200 anni fa, si presentano esili e distorti, come se qualcosa ne avesse preservato la giovinezza nei secoli. Ma sono le storie a farla da padrona.

 

 

Le sparizioni

Si narra che a metà dell ‘800 un pastore di pecore un giorno porta il suo gregge a brucare la tenera erba del bosco. La sera però non ritorna a casa, e gli abitanti del luogo si preoccupano: forse ha avuto un malore, o ha avuto un incidente e non riesce più a camminare, oppure ancora è stato attaccato da qualche misterioso animale selvaggio. Si organizza una battuta di recupero per giorni e giorni l’intera foresta viene ispezionata palmo a palmo, inutilmente. Svanito nel nulla insieme alle 200 pecore.

Una donna, sempre nello stesso periodo, entra nel bosco per una passeggiata. Anche lei sparisce nel nulla, salvo poi uscirne qualche giorno dopo, senza ricordare niente dell’accaduto. In tasca, come unico indizio, la giovane trova una moneta rumena del 15° secolo.

La leggenda più celebre è quella di una bambina, inghiottita dalla foresta. I genitori si disperano per giorni, ma non si danno per vinti. Poi le settimane passano. Ed i mesi. Finché, 5 anni dopo, la piccola ricompare. Con gli stessi vestiti indosso, non è cresciuta di un giorno: è identica a quando è scomparsa tra gli alberi. Tutti le fanno domande insistenti, chiedendole dov’è finita in tutto questo tempo, ma la bambina non capisce. D’altronde, secondo lei, è stata via solo un paio d’ore.

La teoria è che Hoia Baciu sia una sorta di wormhole, in grado di piegare il tempo e lo spazio, catapultando i malcapitati in un’epoca ogni volta diversa. Da cui non sempre è possibile fare ritorno.

 

 

Si potrebbe facilmente obiettare che queste storie sono, per l’appunto, solo storie, buone a spaventare i bambini affinché non si addentrino nella foresta di Hoia col reale rischio di perdersi per giorni e giorni. Inoltre siamo in Transilvania, dove il folklore non è solo cultura ma religione, nella regione più densa di misteri di una terra, la Romania, che fonda le proprie radici sulle leggende narrate da padre in figlio.

Poi, però, arrivano altri strani fenomeni, più recenti, e documentati.

 

Gli avvistamenti alieni

Il 18 agosto 1968 il biologo Alexandru Sift scatta delle immagini straordinarie, che immortalano un oggetto volante discoidale sospeso al centro della foresta. Purtroppo, alla morte dell’uomo nel 1993, quasi tutto il materiale scompare misteriosamente prima di essere pubblicato. Le poche foto salvatesi vengono date alle stampe due anni dopo dall’amico Adrian Pătruț, professore di chimica della Babeș-Bolyai University, nel libro Fenomenele de la Pădure Hoia-Baciu. Pătruț, però, tiene a precisare che tutti i fenomeni descritti dal defunto collega sono spiegabili grazie a solide basi scientifiche. Il dubbio resta.

 

 

Il 18 ottobre 1968 un geniere dell’esercito, Emil Barnea, si aggira nella foresta insieme alla fidanzata Zamfira Mattea ed un paio di amici, quando qualcosa attira la sua attenzione: nel cielo si palesa all’improvviso una luce innaturale, che prontamente (e fortunatamente) l’uomo cattura in fotografia. Secondo la sua ricostruzione, l’oggetto volante non identificato avanza lentamente, cambiando sovente direzione, aumentando di luminosità col passare dei secondi. All’improvviso, così com’è apparso, si dilegua accelerando vorticosamente verso l’orizzonte, dove scompare. Le sue foto vengono studiate a lungo dall’ufologo ed esperto di paranormale Ion Hobana, che non ha dubbi sulla loro autenticità e le ritiene degne di maggiore attenzione. In accordo ai suoi calcoli, l’UFO dev’essere largo non meno di 30 metri, a 600 metri d’altezza dal suolo. C’è da notare che, all’epoca del fatto, in Romania non sono disponibili libri sul fenomeno dei dischi volanti, pertanto è difficile pensare che Barnea abbia orchestrato tutta la vicenda.

 

 

Molte persone riferiscono di sentirsi male all’interno del bosco, ed alcune ne escono con misteriosi eritemi sulla pelle e, in alcuni casi, anche ustioni. Qualcuno ipotizza possa trattarsi dell’attività aliena che sulla zona proietta una forte dose di radiazioni – peraltro verificata – dovuta alla tecnologia UFO.

 

I fantasmi

In tempi più recenti si sta vivendo una vera e propria caccia al fantasma. A seguito delle numerose segnalazioni susseguitesi negli anni molti ghost hunter hanno passato la notte nella foresta. E molti di loro ne sono quasi usciti con le ossa rotte.

L’evento più significativo, in questo senso, è quello della trasmissione Destination Truth, del canale via cavo statunitense Syfy (conosciuto precedentemente come SCI FI). Nell’episodio Haunted Forest del 9 settembre 2009, la troupe televisiva guidata da Josh Gates investiga nella foresta di Hoia, accompagnata dal gruppo di un altro programma, Ghost Hunter, formato dagli esperti Jason HawesGrant Wilson. Al di là degli alti livelli di radiazioni e qualche immagine che può dire tutto o nulla, all’improvviso Gates lamenta un dolore al torace. Fa per alzarsi la maglia, solo per scoprire lunghi tagli lungo tutto il torace. All’esterno, l’abbigliamento è intatto. Realmente spaventato, Gates decide di interrompere le registrazioni, ed uscire il più velocemente possibile dal bosco.

 

 

Il centro di tutto

La cosa più inspiegabile è il centro esatto della foresta. Non vi cresce nulla. Niente di niente. Gli animali lo evitano come la peste, e le radiazioni, già alte tra gli alberi, registrano un inspiegabile picco. Il terreno è stato ampiamente studiato, ma risulta del normalissimo terriccio. Tutt’intorno gli alberi sono arcuati alla base, come se una forza tremenda li avesse costretti a deviare la loro naturale crescita. È bene notare che un evento del tutto simile è presente in un’altra celebre foresta, quella di Nowe Czarnowo, in Polonia, dove gli arbusti sono tutti piegati verso nord. Probabilmente dovuto a una nevicata particolarmente impietosa nei primi anni del ‘900, in molti credono si tratti dei patimenti sofferti dalle anime scomparse nei secoli nei boschi. C’è anche chi suggerisce che sotto terra potrebbe esserci un misterioso e segreto bunker, risalente alla guerra fredda, che sperimenta sulla superficie gli effetti di qualche micidiale scoperta scientifica.

 

 

Hoia Baciu è un crogiolo di attività paranormali e avvistamenti di diverse entità, come se fosse un ponte verso altri mondi. Pur volendo credere fermamente in UFO, alieni e poltergeist, personalmente, una manifestazione così eterogenea mi sembra alquanto bizzarra. Ma prese singolarmente, le singole storie sono decisamente affascinanti. Il mistero – o meglio, i misteri – di Hoia Baciu, per il momento, restano insoluti.

 

Grazie a Chiara GM per aver suggerito su Facebook la storia di oggi. 🙂


Cosa si cela dietro i misteri della foresta Hoia Baciu?

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La donna aliena di Marte

Curiosity, il rover atterrato su Marte il 6 agosto 2012, ha raccolto in questi anni migliaia di immagini straordinarie del pianeta rosso. Tra queste, ve ne sono alcune dense di mistero e fantastiche congetture, come quella che ritrae una donna aliena intenta a scrutare l’orizzonte.

Scoperta casualmente nel luglio del 2015 dall’utente YouTube UFOovni2012, la foto mostra quella che a prima vista sembra solo una distesa di rocce e poco più.

 

 

In realtà, al centro ed in bella vista, c’è una donna aliena, fasciata in un lungo abito nero.

 

 

La figura femminile porta lunghi capelli corvini sciolti dietro la schiena, sono ben visibili entrambe le braccia ed il florido seno e sembra guardare dritta dinnanzi a sé. Qualcuno ha ipotizzato che possa trattarsi di una statua eretta da un’antica civiltà, ma se così fosse sarebbe stata erosa da tempo: in baso al calcolo delle ombre si tratta di un’aliena alta poco meno di 10 centimetri. Sembra un’assurdità, ma bisogna ricordare che l’astronauta William Rutledge, al seguito della fantomatica missione Apollo 20 (quest’ultima smentita da evidenti contraddizioni tecniche, ma tutt’ora spacciata per vera da alcuni ufologi e trasmissioni tipo Mistero di Italia 1) dichiara di aver visto con i propri occhi tubi artificiali di vetro con dei piccoli scheletri nelle vicinanze di circa 5 centimetri semisepolti sulla superficie lunare.

Abbiamo già trattato un caso simile, Ominide sulla Luna scovato su Google Moon, che si è rivelato solo un caso di pareidolia ma, al di là dell’attendibilità di Rutledge, questa foto è autentica e disponibile sul sito della Nasa.

La cosa più inquietante di tutte è che si potrebbe trattare di una vera aliena, molto simile nelle fattezze a noi. E sta fissando attentamente Curiosity.

Come se stesse scrutando in realtà tutti noi.


Che cos'è in realtà la donna aliena di Marte fotografata da Curiosity?

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D&R: Che cosa sono gli incontri ravvicinati del I, II, III e IV tipo?

Con incontro ravvicinato, termine divenuto famoso grazie al film del 1997 Incontri ravvicinati del terzo tipo (Close Encounters of the Third Kind) di Steven Spielberg, ci si riferisce ad un contatto con una forma di civiltà aliena. Ma quanti tipi di incontri ravvicinati esistono?

In ufologia sono detti incontri ravvicinati tutti quegli eventi in cui una persona asserisce di essere entrata in contatto con un UFO. Il termine viene coniato nel 1972 in un libro, The UFO Experience: A Scientific Inquiry, dell’astrofisico statunitense Josef Allen Hynek. Per essere classificato come CE (Close Encounter), un avvistamento deve avvenire a meno di 160 metri dal soggetto; dividendosi in tre gruppi originali, più altri sottogruppi e voci incluse da altri autori.

  1. Incontro ravvicinato del I tipo, si tratta di avvistamenti di oggetti volanti non identificati;
  2. Incontro ravvicinato del II tipo, basato sull’osservazione indiretta della presenza attuale o regressa di un UFO, come cerchi nel grano, interferenze elettromagnetiche e perdite di memoria inspiegabili;
  3. Incontro ravvicinato del III tipo, quando oltre ad un UFO vengono avvistati anche esseri animati (Hynek li definisce proprio così, in maniera esplicitamente vaga). Esistono dei sottogruppi del III tipo creati dal ricercatore ufologico Ted Bloecher.
    • III tipo A, in cui un’entità aliena è osservata solo all’interno di una navicella;
    • III tipo B, in cui un alieno è visibile sia all’interno che all’esterno dell’UFO;
    • III tipo C, in cui è visibile un alieno che non interagisce con alcun UFO;
    • III tipo D, in cui viene osservato un alieno a seguito di una segnalazione di oggetti volanti non identificati;
    • III tipo E, in cui è visibile un alieno senza attività UFO;
    • III tipo F, non vi è alcuna attività UFO o aliena, ma si sperimenta un contatto con una forma di vita intelligente.
  4. Incontro ravvicinato del IV tipo, rapimento di un essere umano da parte di un UFO o dei suoi occupanti (abduction);
  5. Incontro ravvicinato del V tipo, incontri bilaterali tra esseri umani volontari e coscienti con entità aliene;
  6. Incontro ravvicinato del VI tipo, contatti di qualsivoglia genere che possono portare ad effetti sull’organismo della persona a lungo termine, compresa la morte;
  7. Incontro ravvicinato del VII tipo, ibridazione umano/aliena, ovvero la possibilità di procreare un essere con patrimonio genetico sia umano che extraterrestre.

 

 

 


Hai anche tu una domanda a cui non sai dare risposta? Inviacela e potresti vederla pubblicata sul sito!

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Lo strano caso di Zigmund Adamski

È il pomeriggio del 6 giugno 1980 quando Zigmund Adamski si allontana di casa per delle commissioni. Sparisce letteralmente nel nulla per giorni, finché non verrà ritrovato su una pila di carbone a decine di chilometri di distanza. Ucciso dagli extraterrestri.

Zigmund Jan Adamski è un minatore di 56 anni, polacco, che vive e lavora a Tingley, un paese del West Yorkshire, in Inghilterra. Alle 15:30 del 6 giugno 1980 saluta sua moglie Leokadia Kowalska ed esce di casa, per acquistare delle patate all’emporio, da dove non farà più ritorno. Il giorno dopo è atteso come ospite di un matrimonio, ma non si presenta all’evento, e nessuno sa che fine abbia fatto. Passano cinque giorni prima che il suo corpo senza vita venga ritrovato su una pila di carbone a Todmorden. A fare la macabra scoperta, l’11 giugno del 1980 alle 15:45, è Trevor Parker, figlio del proprietario del deposito di carbone, allestito nei pressi di una tratta ferroviaria. Pochi minuti dopo arriva sulla scena l’ufficiale di polizia Alan Godfrey, assieme ad un collega, e procede ad esaminare la scena del crimine. Sembra che Adamski sia morto a seguito di un attacco cardiaco, ma da subito si scopre qualcosa di strano: il corpo è stato ritrovato alle 15:45, mentre la chiusura del deposito è avvenuta alle 11:00. Si tratta di una zona trafficata, ed è impossibile che il cadavere si trovasse lì quel mattino. Godfrey controlla i vestiti, e capisce che qualcosa non torna: l’uomo è vestito di tutto punto, ma non indossa la maglia, che è stata rimossa; sembra che qualcuno l’abbia spogliato e rivestito senza accorgersi della mancanza. A sostegno di ciò, le scarpe sono state allacciate al contrario, come se non fosse stato Adamski stesso a calzarle di persona; anche la patta dei pantaloni è stata lasciata aperta. Sui suoi vestiti, inoltre, non c’è una traccia di polvere. Impossibile. Ci troviamo in un deposito di carbone, per centinaia di metri quasi ogni cosa è coperta di polvere nerastra. Ma Adamski no, i suoi abiti sono immacolati, come se fosse riapparso lì, su quella pila, dal bel mezzo del nulla. Godfrey controlla meglio il corpo, e scopre che presenta delle strane bruciature sul collo e le spalle.

Decisamente, pensa Godfrey, questo non sarà un caso semplice.

Il corpo di Adamski viene spedito al coroner, che conferma la causa della morte: attacco cardiaco. Il medico legale però è decisamente perplesso: Adamski è scomparso da cinque giorni, ma non ha sofferto né la fame né il sonno, non presenta segni di percosse né di violenze, a parte le bruciature, che sono state causate due giorni prima da una strana sostanza gelatinosa sconosciuta, che i tecnici del laboratorio di analisi della polizia non sono in grado di identificare. Il coroner nota inoltre che la lunghezza della barba non coincide; è cresciuta di poco, quindi il giorno prima del ritrovamento la vittima ha avuto modo di radersi e, se è stata rapita, è difficile che il suo aguzzino gli abbia permesso una cosa del genere. Come notato da Godfrey, non c’è traccia di carbone sotto le dita o sulla pelle, segno che Adamski non si è arrampicato volontariamente sulla collinetta.  Si è trattato, dunque, di un omicidio. E Godfrey conosce anche l’assassino, o meglio gli assassini: ad uccidere il cinquantaseienne Zigmund Adamski sono stati, sembra alcuna ombra di dubbio, gli alieni.

Sei mesi prima dello strano caso di Zigmund Adamski, Godfrey dichiara di aver avuto un incontro ravvicinato con un UFO. Il 28 novembre 1979, a notte fonda, viene inviato dal distretto ad indagare su una mandria di mucche che è sparita nel nulla ed è riapparsa all’improvviso in una proprietà privata. Alle 5:00 del mattino, Godfrey sta guidando lungo la Burnley Road A646 di Todmorden, a circa un chilometro e mezzo dal deposito di carbone, quando vede qualcosa ai bordi della strada. Sembra trattarsi di un autobus a due piani uscito dalla carreggiata, e l’agente accende le sirene dell’auto per andare a controllare. Avvicinatosi si accorge di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Di fronte a lui un disco volante che aleggiava ad un metro da terra, emettendo una debole luce. Spaventato, corre a chiedere aiuto via radio, ma questa non funziona, così come la sua automobile di pattuglia. L’oggetto non emette alcun rumore, ha una forma che ricorda vagamente un diamante, con la parte superiore fissa e quella inferiore che ruota lentamente su sé stessa. Poi, d’improvviso, si ritrova a decine di metri dal luogo dell’incontro. Sono passati 45 minuti, e l’uomo ha un buco temporale di oltre mezz’ora. Godfrey, confuso su quello che gli è successo, per essere certo di non essere impazzito gira l’auto e torna indietro, solo per scoprire un’enorme chiazza asciutta nel bel mezzo della strada bagnata dalla pioggia. Godfrey è stato vittima di un incontro ravvicinato del quarto tipo.

Godfrey è convinto che gli extraterrestri abbiano ucciso Adamski, e si siano liberati del corpo nel deposito di carbone. Volendo credere a questa teoria, tutto tornerebbe. Il gel misterioso, il fatto che sul corpo non ci sia la polvere (potrebbe essere stato abbandonato direttamente dal disco volante), e le strane bruciature sulla pelle. Tutto torna, mettendo la parola fine alla morte di Zigmund Adamski. Se si vuole crederlo.

Se invece gli UFO non fanno per voi, mi spiace, ma questa storia resta senza un finale. Senza alcuna prova, con decine di indizi impossibili, il caso Adamski viene abbandonato qualche mese dopo, rimanendo senza soluzione.

L’unica teoria plausibile viene avanzata nel 2005 da John Hanson e David Sankey, della BUFORA, l’associazione inglese per la ricerca sugli UFO. In base alle testimonianze raccolte all’epoca del caso, sembra che Adamski non avesse alcuna intenzione di partecipare al matrimonio previsto per il giorno dopo, a causa di tensioni familiari con due invitati, marito e moglie, che avevano ottenuto contro di lui un ordine restrittivo. Hanson e Sankey credono che quest’uomo misterioso abbia rapito Adamski, rinchiudendolo in un capannone, dove è stato stroncato da un attacco cardiaco.

Ad oggi, il mistero della strana morte di Zigmund Jan Adamski resta ancora insoluto.

 

Cos'è successo realmente a Zigmund Adamski?

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L’alieno di Nuevo Laredo

All’inizio di luglio 2015 un uomo di Nuevo Laredo, in Messico, è turbato da alcuni strani rumori che provengono dall’esterno di casa sua. Fattosi coraggio, impugna il cellulare, pronto a immortalare i ladri che certamente stanno tentando di rubargli il raccolto. Quello che immortalerà su video sarà più di un semplice ladruncolo: si ritroverà faccia a faccia con un alieno.

Messico, Stato di Tamaulipas, Nuevo Laredo. Prima metà di luglio, 2015. Alla periferia di Nuevo Laredo, in pieno giorno, il proprietario di un ranch, dopo aver udito strani rumori provenire dall’esterno della sua casa, ha deciso di investigare. Usando la telecamera del suo cellulare, ha raccolto delle immagini di quello che sembra un alieno. La figura umanoide, apparentemente nuda dalla pelle di un rosa molto pallido, si muove sul tetto della sua residenza. È molto agile, esile, ha gambe e braccia molto lunghe ed una testa particolarmente piccola. Appena si è reso conto di essere osservato balza via lontano ed il fattore, che non è riconoscibile nel video, lo perde di vista. Il video, in spagnolo, è stato postato su YouTube da un’emittente locale, El Mañana. Studi preliminari hanno evidenziato che il filmato non presenta tagli, effetti speciali o transizioni, confermando l’autenticità dello stesso. – Brazil Weird News

Questo il video originale pubblicato dalla televisione El Mañana.

 

 

Il video sembra realmente autentico, anche se qualche dubbio sorge: perché l’alieno se ne sta completamente nudo sul tetto di una casa? E com’è possibile che non si renda conto di essere osservato se non dopo diversi secondi? Inoltre resta completamente immobile per diverso tempo.

Sebbene la maggior parte delle persone abbia creduto alla storia, si tratta in realtà di un falso.

Il filmato è opera dell’artista Jose Joaquim Perez, responsabile del canale YouTube JJPD Producciones, specializzato in computer grafica ed animazione 3d. A quanto sembra El Mañana ha fatto passare una creazione di Perez come una notizia vera, millantando anche di aver effettuato diverse prove per verificare che il video non fosse contraffatto.

Ecco, difatti, il video della creazione della creatura.

 

 

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UFO – Strane luci nei cieli di Napoli

La Campania sta saltando alla ribalta tra gli studiosi di alieni perché negli ultimi giorni si sono susseguiti numerosi interessanti avvistamenti.

Tutto comincia nella prima settimana di giugno, quando viene immortalata una strana luce chiaramente visibile dal porto di Torre del Greco. L’oggetto, davvero enorme, sembra muoversi nel cielo notturno mentre si avvicina lentamente alla Luna.

 

 

Qualche giorno dopo a Giugliano in Campania, sempre in provincia di Napoli, vengono riprese delle luci verdi particolarmente luminose. L’evento è stato catturato da diversi cellulari e da qualche videocamera di sorveglianza. Nelle sere successive, rivelano i testimoni, altre luci gialle e rosse si sono alternate nel buio della notte.

Non riesco a credere a quello che vedo, io non sono solito credere a niente ma quello che sta succedendo qui non me lo riesco a spiegare. – Una donna testimone dell’avvistamento

 

 

La sera del 3 maggio, da Scafati (Salerno) nel cielo terso molte persone scorgono un UFO di grosse dimensioni, che volteggia indisturbato avvicinandosi lentamente al suolo. L’oggetto emette una luce abbagliante, di luminosità crescente. Di colpo, così come è apparso, si è come dissolto nel nulla.

 

 

Potrebbe trattarsi dello stesso UFO che solo due giorni fa, il 16 giugno, una ragazza di Montecorvino Rovella (Salerno) ha immortalato con la fotocamera del cellulare. La giovane si trova nel Parco del Sole della città picentina, quando un oggetto le appare seminascosto tra le nuvole. Riesce fortunatamente a scattargli una foto, che mostra inequivocabilmente, ed in maniera abbastanza nitida, un disco volante.

 

 

Napoli e la Campania non sono nuovi a questo tipo di avvistamenti, ma in questi cieli burrascosi di fine primavera, sembrano diventate un vero e proprio crocevia di oggetti volanti non identificati. Che siano alieni o semplici luci, sta a voi deciderlo.

 

Segnalazione inviata da Mimmo.

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Red hot flames in the sky – Un UFO dal passato

Red hot flames in the sky (Ardenti fiamme rosse nel cielo) è un dipinto del famoso pittore cinese Wu Youru del 1892.

L’opera immortala una folla di curiosi accalcata su un ponte intenta a discutere animatamente con il naso all’insù: quello che ha attirato l’attenzione dei presenti è una grande sfera rossa materializzatasi all’improvviso nel cielo sereno. Wu Youru è testimone oculare dell’accaduto e per evitare che il suo operato venga male interpretato aggiunge un piccolo resoconto della sua esperienza sulla tela, a sinistra dell’inquietante oggetto volante. Eccone il testo.

Erano circa le otto di sera del 28 settembre. Nel cielo a sud di Nanchino apparve una palla di fuoco a forma d’uovo, rossa ma priva di luce. Fluttuava lentamente nell’aria, diretta a est. Dal momento che il cielo al tramonto era nuvoloso e oscuro, la sua comparsa fu evidente.

Sul ponte di Zhu-Que si radunò una folla di diverse centinaia di persone che in punta di piedi allungavano le teste in avanti. Indugiò il tempo di un pasto, svanendo poco a poco in lontananza.

Alcuni ritennero che era passata una meteora. Ma una meteora impiega solo un istante prima di svanire, mentre i movimenti di questa palla dalla sua prima comparsa nel cielo fino alla sua definitiva scomparsa in lontananza furono piuttosto statici. Quindi non poteva essere una meteora.

Altri affermarono che era una delle lanterne cinesi che i bambini facevano volare. Ma il vento soffiava verso nord quella sera, mentre la palla di fuoco era rivolta verso est. Quindi non poteva essere nemmeno una lanterna cinese.

Per un certo periodo ognuno ne parlò ma nessuno seppe risolvere il mistero. Un anziano disse: “Quando all’inizio si alzò, ci fu un leggero rumore, appena udibile, come di un approssimarsi animato di uomini che si lanciano al di là del Cancello del Sud”.

 

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Il trionfo dell’estate

Il Trionfo dell’estate è un arazzo intessuto nel 1538 a Bruges, Belgio, conservato al Bayerisches National Museum a Monaco di Baviera, Germania, donato al museo dalla Hypo Vereinsbank UniCredit Bank AG. L’opera, finemente lavorata, mostra l’ascesa vittoriosa di un sovrano al potere, attorniato dalla folla festante. Ma non solo.

Se si guarda con attenzione nell’angolo in alto a sinistra si notano strane macchie, che ad una prima occhiata sembrano semplici nuvole, ma sono di colore scuro, e sembrano fluttuare nell’aria: si tratta di dischi volanti.

Effettivamente gli oggetti hanno tutta l’aria di essere degli UFO, ed in molti credono che rappresenterebbero il favore delle divinità all’ascesa del sovrano. Possibile che la città di Bruges, che negli anni ha sofferto la dominazione di molti popoli diversi per la sua posizione strategica, sia stata invasa anche dagli alieni? Il dubbio rimane, perché quelle potrebbero essere semplici nuvole grigiastre o, se quello sullo sfondo è il mare, delle isole in lontananza. La storia dell’arazzo è sconosciuta, ed il museo nel quale è custodito non è in grado di dare spiegazioni sulla curiosa singolarità.

Grazie a Giuseppe F. per la segnalazione.

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Ominide sulla Luna scovato su Google Moon

Nei giorni scorsi ha cominciato a girare insistentemente la notizia di un avvistamento alieno scoperto grazie a Google Moon, il servizio di mappe del colosso di internet che permette di visualizzare una veduta aerea del nostro satellite online, alle coordinate 27° 34′ 26.35” N 19° 36′ 4.75” W, visibile anche su Google Earth a 27° 34′ 32.14” N 19° 40′ 25.15” W.

Effettivamente ad una prima occhiata sembrano davvero i lineamenti di un uomo, o ominide, che se ne sta bellamente immobile a prendersi il flebile sole lunare, ma basta farsi un paio di calcoli per capire che la realtà è ben diversa.

 

 

L’ombra proiettata dalla figura è lunga ben 150 metri, il che farebbe dell’alieno un vero titano, e si proietta da una luce che si trova a sinistra, mentre tutte le altre ombre sono generate dal sole a destra. Ne vien da sé che non può trattarsi di un oggetto realmente presente sulla superficie lunare; molto probabilmente è solo un errore prodotto dalla polvere durante lo sviluppo e la scansione delle foto originali. Siamo poi noi che diamo istintivamente una forma conosciuta ad oggetti che sono completamenti estranei, seguendo quella che si chiama pareidolia.

 

Scorgete anche voi il volto nella foto? Peccato che siano solo venature casuali del marmo.

 

Su internet molte testate giornalistiche internazionali hanno riportato la notizia, scatenando i supporter delle teorie del complotto che vedrebbero la Nasa (l’ente governativo statunitense per l’esplorazione spaziale) in combutta con gli alieni.


L'ominide sulla Luna esiste davvero?

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