Categoria: Iniziative

Campagne di solidarietà e sensibilizzazione degne di essere menzionate e riscoperte.

Khadija Khatoon – La ragazza senza volto

  • Khadija Khatoon – La ragazza senza volto
    Media: 4.8 | Voti: 6
  • A Kolkata, India, c’è un agglomerato di case, poco più che baracche, ammassate l’una sull’altra. In una di queste vive la ventunenne Khadija Khatoon insieme ai genitori. Una ragazza come tante altre, se non fosse che Khadija non ha né occhi né naso. In pratica, non ha un volto.

     

     

    Sin dai primi istanti di nascita i genitori di Khadija, il sessantenne Rashid Mulla e la cinquantenne Amina Bibi, si accorgono che qualcosa nella loro bambina non va. La piccina non apre mai gli occhi, e presenta delle strane pieghe della pelle sul volto. Nei due mesi successivi le cose non migliorano, anzi, e Rashid e Amina decidono di farla visitare da un medico. Dopo diversi esami, che hanno portato via sei mesi, la conclusione è una sola: la bambina è affetta da neurofibromatosi, una malattia genetica. La prognosi è infausta, e gli specialisti interpellati non danno speranze alla piccola, che secondo loro morirà inevitabilmente nel giro di qualche anno. Khadija, inoltre, non è operabile, perché qualsiasi tentativo di asportazione chirurgica la porterebbe a morte certa. Il consiglio è di vivere quei pochi anni che le restano a casa, tra l’affetto dei suoi genitori, piuttosto che in un freddo letto d’ospedale.

    È nata con le palpebre inspessite e si notava subito che fosse diversa dagli altri miei bambini; non ci siamo preoccupati realmente finché non abbiamo capito che non riusciva ad aprire gli occhi. Quando l’abbiamo portata in ospedale è stata ricoverata per sei mesi e l’hanno sottoposta a tutti i test possibili, ma i dottori alla fine ci hanno detto che per lei non c’era nulla che potessero fare. A queste parole ci siamo rassegnati, e non l’abbiamo fatta più visitare. In seguito, quando Khadija è diventata più grande, ha rifiutato ogni aiuto. I medici ci hanno spiegato che qualsiasi operazione chirurgica avrebbe portato a morte certa, così abbiamo vissuto nel terrore [delle conseguenze delle nostre scelte]. Ora che Khadija è più grade, ha deciso volontariamente di non sottoporsi ad alcun intervento. – Amina Bibi, madre di Khadija Khatoon

     

     

    Miracolosamente, Khadija supera l’adolescenza e arriva a raggiungere i 21 anni. Le pieghe del volto hanno completamente divorato la sua faccia, spostandole la bocca dalla sua posizione naturale verso sinistra ed in verticale. La sua voce è fioca, quasi impercettibile, ma nonostante tutto la ragazza si dichiara felice della sua vita.

    I miei genitori sono i miei unici amici e li amo con tutto il cuore. Loro sono il mio mondo. […] Riempio le mie giornate seduta a pensare, parlando con mia madre delle cose di ogni giorno ed ogni tanto esco fuori a farmi un giro nel circondario. Adoro il the. Sono contenta della mia vita. – Khadija Khatoon

     

     

    Il neurochirurgo dell’Ospedale Apollo di Kolkata, Anirban Deep Banerjee, prende a cuore la storia della ragazza e svela che tra le pieghe della sua pelle potrebbe annidarsi un tumore maligno, che deve essere asportato con ogni mezzo. Un’operazione chirurgica del genere potrebbe essere, con le attuali tecnologie, possibile, ma i costi sarebbero ingenti: la sua famiglia, in totale, guadagna circa un centinaio di euro al mese.

    Per pagare la delicata operazione è stata avviata una petizione dall’ufficiale di stato Rupak Dutta destinata al governo indiano per chiedere un finanziamento a fondo perduto. È stato anche creato un progetto di raccolta fondi: sebbene non si sia raggiunto l’obiettivo prefissato dalla campagna, le £ 7.515 raccolte (circa € 10.000) sono più che sufficienti per garantire una speranza alla giovane.

     

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    Safer Internet Day 2015 #SID2015

  • Safer Internet Day 2015 #SID2015
    Media: 5 | Voti: 4
  • Oggi 10 febbraio 2015 si celebra in tutto il mondo il Safer Internet Day, una giornata dedicata alla sicurezza in rete di tutti, ma in special modo per i ragazzi, sensibilizzandoli ad un uso corretto, intelligente e consapevole di internet.

    Il motto dell’edizione di quest’anno è creiamo insieme un internet migliore ed invita alla collaborazione di tutti, dai singoli utenti alle multinazionali che in un modo o nell’altro sono attive online, a costruire un web più a misura d’uomo, più sicuro e più divertente da scoprire. In Italia la manifestazione principale è una vita da social, organizzata dalla Polizia di Stato con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ed il supporto di Google.

    Il più grande motore di ricerca del mondo ha stilato una serie di consigli utili per migliorare la sicurezza di tutti, piccoli gesti quotidiani che però assumono grande importanza.

    Quant’è sicura la vostra password? Scopritelo nell’articolo qui sulla Bottega del Mistero!

     

     

     

     

    Il decalogo per tutta la famiglia

    1. Parla con la tua famiglia della sicurezza online, definendo in modo chiaro le regole e le aspettative per quanto riguarda la tecnologia, nonché le conseguenze in caso di utilizzo improprio.
    2. Utilizzate insieme la tecnologia: è un buon modo di educare alla sicurezza online e crea opportunità per affrontare gli argomenti legati alla sicurezza con la tua famiglia man mano che se ne presenta l’occasione.
    3. Discuti dei siti e dei servizi online. Parla con i tuoi familiari dei tipi di siti che preferiscono visitare e di ciò che è appropriato per ciascun membro della famiglia.
    4. Proteggi le password. Aiuta i tuoi familiari a capire come impostare password sicure online. Ricorda loro di non divulgare le password, tranne magari a un adulto fidato, ad esempio un genitore. E assicurati che si ricordino sempre di uscire dai propri account online quando utilizzano computer pubblici a scuola, in un internet point o in biblioteca.
    5. Utilizza le impostazioni di privacy e i controlli di condivisione. Esistono molti siti per condividere opinioni, foto, video, aggiornamenti di stato e non solo. Molti di questi servizi offrono controlli e impostazioni di privacy che ti aiutano a decidere chi può vedere i tuoi contenuti prima di pubblicarli. Parla con i tuoi familiari di ciò che è opportuno o meno condividere pubblicamente e aiutali a rispettare la privacy degli altri non divulgando i dati personali di familiari e amici e non identificando gli utenti per nome nei contenuti condivisi pubblicamente.
    6. Educa la tua famiglia a comunicare in modo responsabile. Ecco una buona regola pratica: se una cosa ti sembra inappropriata da dire di persona, non inviarla tramite SMS, email, chat e non pubblicarla come commento sulla pagina di un utente. Discuti di come ciò che dici online potrebbe fare sentire gli altri e individua linee guida per la tua famiglia su quale tipo di comunicazione è appropriato.
    7. Controlla i limiti di età. Molti servizi online, tra cui Google, prevedono limiti di età che definiscono chi può usufruire dei relativi servizi. Ad esempio, devi rispettare requisiti d’età per disporre di un account Google, mentre l’utilizzo di alcuni prodotti Google è limitato agli utenti dai 18 anni in su. Controlla sempre i termini e le condizioni di utilizzo di un sito web prima di consentire ai tuoi figli di creare un nuovo account e chiarisci con loro le eventuali regole della tua famiglia per quanto riguarda i siti e i servizi che possono utilizzare.
    8. Confrontati con altri adulti. Estendi la conversazione ad amici, insegnanti, consulenti, educatori e alla tua famiglia allargata. Genitori e professionisti che lavorano a contatto con i ragazzi possono essere un’utile risorsa per aiutarti a decidere ciò che è giusto per la tua famiglia, soprattutto se hai a che fare con un’area tecnologica con cui hai poca confidenza.
    9. Proteggi il tuo computer e la tua identità. Utilizza un software antivirus e aggiornalo regolarmente, a meno che non utilizzi un Chromebook, che non ha bisogno di antivirus. Discuti con i tuoi familiari dei tipi di informazioni personali (come il codice fiscale, il numero di telefono o l’indirizzo di casa) che non è opportuno pubblicare online. E insegna loro a non accettare file o aprire allegati email provenienti da sconosciuti.
    10. Sii costante. La sicurezza non è statica: la tecnologia è in costante evoluzione, così come le esigenze della tua famiglia. Assicurati di instaurare un dialogo costante.

     

    Sette regole per gli account Google

    1. Proteggi le tue password. Le password sono la prima linea di difesa contro i criminali informatici. È fondamentale scegliere password sicure che siano diverse per ogni tuo account ed è buona prassi aggiornarle regolarmente. Altrimenti… è come se usassi la stessa chiave per chiudere le porte di casa, dell’auto e dell’ufficio: se un criminale riesce ad accedere a una, sono tutte compromesse!
    2. Esegui l’accesso e disconnettiti. Accedere al tuo account Google è facile e utile, ma devi anche sapere quando è importante uscire dall’account. Quando utilizzi computer pubblici, ad esempio di un internet point o di una biblioteca infatti, anche dopo avere chiuso il browser, potresti essere ancora collegato ai servizi che hai utilizzato. Di conseguenza, quando utilizzi un computer pubblico dovresti assicurarti di uscire dall’account facendo clic sulla foto o sull’indirizzo email dell’account nell’angolo in alto a destra e selezionando Esci.
    3. Usa la verifica in due passaggi. Utilizza la verifica in due passaggi, che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza al tuo account Google, riducendo drasticamente le possibilità di furto dei tuoi dati personali contenuti nell’account. Per penetrare in un account che ha la verifica in due passaggi, i malintenzionati non dovranno solo conoscere nome utente e password, ma dovranno anche avere tra le mani il tuo telefono.
    4. Controlla le impostazioni di Gmail. Se utilizzi Gmail, puoi adottare delle misure specifiche per assicurarti che il tuo account sia protetto. Per farlo, apri la scheda Impostazioni in Gmail e controlla le impostazioni di inoltro e delega che concedono l’accesso al tuo account ad altre persone per verificare che le tue email vengano indirizzate correttamente.
    5. Utilizza reti sicure. Presta la massima attenzione ogni volta che vai online utilizzando una rete che non conosci: il provider potrebbe monitorare tutto il traffico sulla sua rete, inclusi i tuoi dati personali. Se, invece, utilizzi un servizio che crittografa la tua connessione al servizio web, potrebbe essere molto più difficile per qualcuno spiare la tua attività. Come impostazione predefinita, crittografiamo la connessione Gmail tra il tuo computer e Google per cercare di proteggere la tua attività su Google da occhi indiscreti.
    6. Blocca lo schermo o il dispositivo. Non usciresti mai di casa lasciando la porta aperta, vero? Lo stesso principio vale per i dispositivi che utilizzi. Dovresti sempre bloccare lo schermo quando hai finito di utilizzare il computer, il laptop o il telefono. Per maggiore sicurezza dovresti anche impostare il blocco automatico del dispositivo quando entra in stand-by. Questo è particolarmente importante per cellulari e tablet.
    7. Tieni al sicuro il dispositivo. Esistono alcuni segnali comuni da cui puoi capire che il tuo dispositivo potrebbe essere stato infettato da malware (ovvero software dannoso ideato per danneggiare il tuo dispositivo o la tua rete). Puoi proteggerti anche da questo con alcune importanti precauzioni: tieni aggiornati il browser e il sistema operativo; controlla sempre ciò su cui fai clic o ciò che scarichi, come musica, film, file, plug-in o componenti aggiuntivi per il browser; quando installi applicazioni software, assicurati di installarle da fonti attendibili.

     

     

    Internet e pedofilia

    In un rapporto del 2014 stilato da Save the Children risulta che un italiano su tre ritiene accettabile intrecciare un rapporto virtuale o fisico con un minore. Il 28% degli adulti ha tra i propri contatti giovani che non conosce personalmente; il 37% vorrebbe un rapporto di amicizia o d’amore con un minorenne; circa il 10% pensa che in un rapporto pedofilo online l’iniziativa parta dal minore; circa l’1% è convinto che un’esperienza sessuale tra un adulto e un minore sia un’occasione utile di apprendimento per l’adolescente.

    Nella nostra esperienza di lavoro sul campo coi ragazzi, veniamo spesso a conoscenza di tentativi di interazione da parte di un adulto con un minore, uno dei motivi che ci ha spinto ad indagare in profondità il fenomeno dell’incontro a sfondo sessuale tra giovani e adulti, anche attraverso le nuove tecnologie. Ma non ci aspettavamo un grado di tolleranza così alto dei rapporti da parte l’opinione pubblica che, a nostro avviso, prelude ad un’accettazione di una deresponsabilizzazione e di un disimpegno degli adulti rispetto al loro ruolo nei confronti degli adolescenti. Ci rivolgiamo dunque alla società civile, così come a tutti gli attori coinvolti: gli adulti tutti, gli adolescenti, i media, le istituzioni e gli organi di controllo al fine di innescare un dibattito continuativo sul ruolo educativo e sulle responsabilità degli adulti in genere, che siano o meno genitori, nei confronti degli adolescenti. – Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children

     

     

    Per maggiori informazioni sulla sicurezza dei minori online, è attivo il sito Generazioni Connesse, gestito da Save the Children.

     

     

    Sesso con un minore consenziente. È giusto oppure no?

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    Il 29 marzo 2014 Città del Vaticano cade nell’oscurità. La facciata e la cupola di San Pietro si spengono all’improvviso alle 20:30, per riaccendersi solo un’ora dopo, alle 21:30.

    Nessuna apocalisse, o almeno non ancora; è solo il grido muto di solidarietà ad un pianeta che sta lentamente morendo, per colpa nostra. Dal 2007 molte città del mondo accettano di unirsi ad una campagna del WWF denominata “Earth Hour” – L’ora della Terra – che si tiene ogni anno l’ultimo sabato di marzo e dura soltanto 60 minuti: si spegne tutto, dalla TV ai lampioni, dai PC alla lavatrice, dal cellulare al forno a microonde. 60 minuti per donare un respiro alla Terra.

    Tutto è cominciato a Sidney che nel 2007 ha lasciato al buio la città per un’ora, poi la volta di Roma, col Colosseo, di Parigi, con la torre Eiffel, finanche lasciando nelle tenebre l’immensa statua del Cristo Redentore a Rio de Janeiro.

    Anche la Bottega del Mistero si unisce a questa grande iniziativa mondiale, spegnendo il sito ogni anno per i 60 minuti della campagna; un gesto semplice, un piccolo sussurro che si unisce a quello di milioni di altre persone nel mondo, che credono in un futuro migliore: questo mondo non è l’eredità donataci dai nostri padri, ma quella che lasceremo ai nostri figli.

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    Il mistero affascina, intriga, ci attrae a sé come una sirena ammalia un marinaio sprovveduto.

    Ma il mistero che più fa paura è quello che lega la scomparsa di migliaia di bambini ogni anno nel mondo. Genitori abbandonati al loro dolore, senza sapere che fine abbia fatto il loro piccolo, svanito nel nulla.

    Un destino peggiore della morte.

    Da oggi la Bottega del Mistero aderisce alla campagna Notfound.org, progetto europeo per sensibilizzare i cittadini ed informarli in tempo reale su piccoli dispersi. Il funzionamento è molto semplice: in ogni pagina 404 del sito verrà mostrata la foto di un bambino scomparso, sperando che uno dei visitatori possa riconoscerlo. Un esempio lo trovate qui: http://labottegadelmistero.altervista.org/404.

    Grazie a tutti quelli che ci aiuteranno a dare una speranza.

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