Categoria: Manga

I manga più inquietanti, i fumetti più controversi, la storia delle nuvole parlanti come non l’avete mai letta.

Franken Fran

C’è un castello in stile gotico abbarbicato tra le montagne giapponesi. Qui vive Fran, il più grande chirurgo di tutti i tempi. Avete perso un braccio? Fran ve lo riattacca. Volete cambiare sesso? Fran può aiutarvi. Volete trasformarvi in un bruco lungo oltre due metri? Allora Fran fa al caso vostro.

 

 

Franken Fran (フランケン・ふらん) è un manga horror di Katsuhisa Kigitsu. Sviluppato tra il 2006 ed il 2012, e raccolto in 8 tankōbon, Franken Fran è una sorta di antologia di storie, legate da un filo comune. Il protagonista è Fran Madaraki, opera del professor Naomitsu Madaraki, chirurgo di fama mondiale che ha fatto della manipolazione delle carni la sua ragione di vita. Fran assomiglia ad una ragazzina, se non fosse per le enormi cicatrici che le ricoprono il corpo, a mo’ del caro vecchio Frankenstein, e per i due vistosi bulloni alle tempie, che ne tradiscono l’origine non del tutto naturale. La fanciulla ha preso il posto del dottor Madaraki, in giro per il mondo già da qualche anno, e si prodiga amabilmente ad aiutare chiunque possa permettersene la parcella. Alla sua porta bussano personaggi di ogni genere, da chi in fin di vita viene trasferito nel corpo di un immenso e viscido bruco, a chi ha sviluppato un neonato nella scatola cranica.

 

 

Il problema è che Fran conosce poco o niente del mondo al di fuori del maniero. Circondata dai suoi mostri, aberrazioni create artificialmente in laboratorio – basti pensare che il suo miglior amico è un gatto con la testa di un ragazzo staccabile e reimpiantatile a piacimento – la ragazza cresce con l’ingenuità tipica di chi non si è fatto le ossa in mezzo alla strada: molte delle sue operazioni si concludono con un successo sotto il profilo medico scientifico, ma con un completo fallimento dal lato umano. Così rancore, invidia, odio e amore diventano concetti eterei, spesso lasciati in secondo piano di fronte alla risoluzione di un problema.

Kigitsu crea un mondo grottesco e lucido, dove non vi è mai una netta distinzione tra il bene ed il male, lasciando questa riflessione al lettore. In definitiva, Franken Fran è un manga non per tutti, sia per le immagini cruente di manipolazione organica, sia perché spesso alla base degli esperimenti della ragazza ci sono solide – anche se un po’ forzate – basi scientifiche, che potrebbero essere di difficile comprensione. Ma fidatevi, ne vale la pena.

 

 

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Another

Da 15 anni la classe 3-3 della Yomiyama Nord è maledetta. Ogni anno tra i banchi si avvicendano gli studenti, con il loro carico di ansie e paure adolescenziali. Ma più di tutto, a gettare terrore nei cuori, è che uno di loro, in realtà, è morto. Solo che nessuno sa chi sia. Benvenuti in Another.

Another è una light novel horror giapponese ideata da Yukito Ayatsuji nel 2009, ed in seguito sviluppata come manga e anime. La storia narra della classe 3-3 della Yomiyama Nord, e della maledizione che incombe sui suoi alunni. La storia è realmente angosciante. Ogni personaggio sembra avere qualcosa da nascondere, ed il giro di vite immaginato da Ayatsuji si sviluppa in una serie di misteri e rivelazioni per nulla scontate, in cui fino all’ultimo non saremo in grado di capire chi è il responsabile della malasorte che colpisce gli studenti della 3-3. Se state cercando un ottimo manga o anime horror Another è certamente quello che fa per voi.

 

 

Trama

Nel 1972 Misaki, studentessa popolare sia tra i compagni che tra gli insegnanti della scuola media di Yomiyama, muore improvvisamente a causa di un incidente. Distrutti dal dolore, gli amici non ne accettano la dipartita, e decidono all’unisono, inconsciamente, di concludere l’anno scolastico come se nulla fosse mai accaduto. I professori assecondano la grottesca situazione, per permettere agli studenti di elaborare il lutto con calma ma, forse, anche perché neanche loro si capacitano della morte di una ragazza così solare e piena di vita. Così il banco di Misaki resta al suo posto, il suo nome non viene annullato sui registri, e tutti vivono in questa sorta di limbo ovattato. Alla cerimonia dei diplomi la situazione non è cambiata, ma ognuno, in cuor suo, è sollevato che finalmente l’anno scolastico sia finito. Viene riservato un posto anche a Misaki, le viene virtualmente dato l’attestato e finalmente, traendo un sospiro di sollievo, con un sorriso un po’ forzato, la classe 3-3 del ’72 conclude la sua storia con una bella foto di gruppo.

In cui compare anche Misaki.

Anni dopo, nella primavera del 1988, il quindicenne Kōichi Sakakibara, trasferitosi dai nonni a Yomiyama, viene assegnato alla classe 3-3, ma a causa di un pneumotorace non può cominciare le lezioni in tempo, saltando un paio di settimane. In ospedale incontra una misteriosa ragazza orba dall’occhio sinistro, Mei Misaki, che scoprirà più tardi essere una sua compagna di classe. Dimesso e presentatosi ai suoi nuovi amici, scopre che Misaki viene completamente ignorata da tutti, insegnanti compresi, come se non esistesse, o peggio. In realtà si tratta di una contromisura adottata dai compagni per evitare la morte: ogni anno, parenti ed amici degli studenti della 3-3 muoiono in circostanze misteriose. Per sfuggire alla maledizione hanno pensato di escludere completamente qualcuno dalla vita di classe, e la scelta è ricaduta su Mei, già non particolarmente amata. In questo modo, secondo Izumi Akazawa, scelta per elaborare piani per annullare il destino infausto che pende su di loro come una spada di Damocle, il numero di studenti resterà costante, e non ci sarà bisogno che muoia nessuno. Kōichi però non vuole stare al gioco, e non crede alla maledizione – non essendo della città non conosce quanto è vera la storia – e trova in Mei un’amica con cui confidarsi, e riportandola così idealmente in vita, richiamando ancora una volta la morte tra i banchi.

Riuscirà Kōichi a spezzare la maledizione, o sarà l’ennesima vittima della follia della classe 3-3?

 

 

Grazie a Damiano per avermi segnalato Another. Era un po’ che volevo scrivere di questa fantastica opera, e con la sua email ne ho trovato l’occasione. 😉

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