Categoria: Sesso

Tutto quello che non vi hanno mai detto sul sesso e non avreste mai voluto sapere.

Emoscambio – La misteriosa setta del sesso

Più o meno dal 1970, per quasi un ventennio, su molte autostrade italiane, sopratutto del nord, compare all’improvviso una scritta misteriosa: ΣMOSCAMBIO. Poco distante, in caratteri più piccoli, un numero di telefono di Milano. A rispondere al telefono c’è un profeta, che ci guiderà alla liberazione da tutti i mali attraverso pratiche sessuali e reclutamenti, a capo di una congrega, di un centro di ricerca e di un’università. Questa è la bizzarra e controversa storia di Emoscambio, la misteriosa setta del sesso.

 

 

Per chi percorre le autostrade piemontesi e lombarde è una costante. Dovunque, su pontili, case, muri, capeggia una strana e per certi versi inquietante scritta: Emoscambio. Poche lettere di vernice bianca a caratteri cubitali. In effetti, a mente fredda, non si tratta di niente di particolare. Nello stesso periodo, sempre in autostrada, circolano scritte curiose, come Dio c’è, ancora oggi visibile su qualche cartellone. L’idea di un writer un po’ mattacchione, che imbratta qualche muro per divertimento.

Se non fosse per quel numero di telefono.

Ogni tanto, di fianco a Emoscambio, compare anche un numero di telefono di Milano. A chi è tanto sciocco o coraggioso da chiamare, risponde una voce registrata, che ci illumina su un’avveniristica teoria salutistica e che, con una donazione di 10.000 lire (meno di € 5) avremmo avuto accesso al sapere custodito dall’Istituto Internazionale di Fisiologia, promotore del messaggio. Starete pensando che si tratta della solita scusa per spillare soldi, ma non è proprio così. Perché dietro quella voce registrata c’è molto più di quanto immaginate.

INVENTORE CERCA per sperimentare suo proprio studio assolutamente fondato e basato su principii fisici e razionali di chiara scuola Galileiana e Copernicana. Scopo della sperimentazione è prevenire e guarire ogni malattia umana: AIDS, tumori, malattie cardiovascolari, decadimento senile, impotenza maschile e femminile, etc. etc.
NON E’ POSSIBILE guarire solo il CANCRO o l’AIDS, o si guariscono tutte le malattie o niente. – Tratto dal sito di Emoscambio

L’indirizzo dell’istituto, che viene presentato come una casella postale dell’aeroporto di Linate, è in realtà di un’abitazione privata, dove vive Vito Cosmaj, scienziato, ricercatore e capo della setta di Emoscambio. Cosmaj crede che la liberazione da tutti i mali, fisici e mentali, derivi da una particolare posizione sessuale, quella a pecorina, definito dall’Istituto Internazionale di Fisiologia Tecnologia dell’Amplesso Fisiologico, in cui l’uomo prende la donna da dietro. Tutte le altre sono un abominio contro natura – sopratutto quella del missionario – e causa di tutto ciò che flagella l’umanità. Per chi volesse, il 27 di ogni mese, è indetto un dibattito con annessa funzione fisiologica.

 

 

I volantini di Cosmaj, come potete vedere nelle immagini, rasentano la follia. Ma l’apice si ha con la cintura di castità Virgo-Virginis S.p.A., artigianale e fatta a mano per difendere le grazie delle donne che, qualora non venga usata, può essere appesa alle pareti di casa quale ornamento artistico medioevale e di pregio. Il costo della suddetta è di solo 105.000 lire, circa € 55, poca roba pensando che si tratta della perfetta riproduzione di quella originale esposta al “Museo degli Schiavoni” a Venezia.

Cosmaj è così certo del suo metodo infallibile che nel sito dell’istituto se la prende un po’ con tutto e tutti, dalla medicina tradizionale ai politici. Ha istituito anche una laurea in TAF, previo superamento delle prove pratiche ed orali.

PER OTTENERE la suddetta laurea [TAF] è necessario superare un esame con prova pratica ed orale in seno all’Istituto Internazionale di Fisiologia. L’ADDOTTORATO in questione è riservato ai soli MASCHI celibi, ammogliati, separati, divorziati, vedovi, ecc. ecc. di nazionalità italiana con età non inferiore agli anni 21, mentre tale laurea è interdetta alle femmine per ovvi motivi. – Tratto dal sito di Emoscambio

Per chi poi volesse documentarsi a fondo sulle idee del fondatore di Emoscambio, è disponibile anche Il Vangelo secondo Vito Cosmai, ghiotta raccolta di 300 verità sulla vita e quant’altro, all’irrisorio costo di 10.000 lire (€ 5). Oltre al sesso, però, il fondatore della setta ha anche altre idee discutibili. Una su tutte lo scambio di sangue tra persone. Ovviamente una cosa del genere è particolarmente pericolosa, in quanto il rischio di venire a contatto con sangue infetto è molto alto. Se Cosmaj ha accolto molti adepti, è probabile che la cosa finirà male. Un’interrogazione parlamentare del 13 novembre 1973, presentata dal deputato Mario Gargano rivela che la setta promuove lo scambio reciproco e simultaneo di sangue tra uomo e donna non consanguinei aventi lo stesso gruppo ed RH con interreazione negativa.

Il mistero sulla congrega si infittisce, e a nulla servono le indagini e le perquisizioni. Non si sa né quanti adepti abbia raccolto né se qualcuno di questi abbia contratto qualche malattia a trasmissione sessuale o ematica. Emoscambio resta un mistero per decenni, fino alla morte del suo fondatore, avvenuta all’incirca nel 1995. La setta, per quanto si sa, si è dissolta, anche se è difficile dirlo. Online fioccano i cloni del sito originale (chiuso nel 2003 ma aggiornato fino al 1998) ed ogni tanto qualcuno ci prova invitando gli utenti a contattarlo per continuare le teorie avveniristiche di Cosmaj. Emoscambio e l’Istituto Internazionale di Fisiologia restano, alla fine, solo una strana, pericolosa, storia.

 

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“Sei tale e quale a tua madre” – Quando le figlie sono identiche alle mamme

“Sei tale e quale a tua madre”, quanto volte ve l’hanno detto, se siete ragazze, o quante volte l’avete pensato della vostra compagna? Non tutti gli uomini, poi, amano la propria suocera, e sapere che un giorno la propria mogliettina adorata possa somigliarle è un vero e proprio incubo. Uno studio condotto dal Daily Mail si pone una semplice domanda: quanto si somigliano davvero mamma e figlia? Davvero tanto.

Il Daily Mail ha chiesto a 5 donne e alle loro figlie di posare di fronte alla macchina fotografica, per poi confrontare le immagini al computer e verificare quanto e se una ragazza, col passare degli anni, assomiglierà alla madre. Ecco gli scatti.

 

Sara Pearson, 62 anni, e sua figlia Clemmie, 30. Entrambe di Londra, gestiscono un’agenzia di pubbliche relazioni.

 

Rhonda Mackintosh, 45 anni, e Darcey, 15. La prima è un ingegnere capo, la seconda una studentessa. Vivono a Glasgow.

 

Frances Dunscombe, 83 anni, e Tineka Fox, 57. La prima è una modella, la figlia è casalinga. Vivono nel Surrey.

 

Esther Savage, 73 anni, e Wendy Brake, 43. Casalinga e pediatra, vivono sull’Isle of Sheppey.

 

Josie O’Rourke, 48 anni, e Jodie Clark, 24. La prima è vicedirettrice di un editore, la seconda è un’organizzatrice di eventi. Vivono rispettivamente a Hasting e Stratford.

Forse le foto non rendono giustizia. Provate a vedere il meshup creato unendo i volti di madre e figlia, e forse vi ricrederete.

 

 

Certo cinque coppie di donne sono un po’ pochine per uno studio serio, ma la prossima volta che conoscete una ragazza, prima di chiederle di sposarvi, fidatevi di un consiglio.

Guardate prima com’è la madre. 🙂

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Dimmi che seno hai e ti dirò chi sei

È davvero possibile che dalla forma del seno di una ragazza se ne possa comprendere la personalità? Sembra proprio di sì.

Nei secoli in molti si sono cimentati in questa tutt’altro che spiacevole ricerca, che affonda le sue radici nell’arte divinatoria della sternomanzia. Nel 18° secolo la sternomanzia raggiunge in suo periodo d’oro in Spagna, quando i divinatori dichiarano di poter leggere il futuro osservando le linee e la forma del petto umani; a quanto sembra, i vaticini più precisi si hanno col seno femminile, che può essere studiato in un’ottica – passatemi il termine – più tridimensionale di quella maschile. Dai futuri matrimoni alle guerre imminenti, niente sfugge all’occhio sempre attento dei divinatori. Negli anni la tecnica si è affinata, e numerosi psicologi, sessuologi e senologi si sono sentiti il dovere di dire la loro.

Ovviamente i loro studi lasciano un po’ il tempo che trovano.

 

 

I due più grandi esperti nella correlazione tra seno e personalità femminili sono l’italiano Piero Lorenzoni, autore del libro Di che seno sei? – Come catalogare le donne e riconoscerne il carattere dalla forma del seno ed il giapponese Mitsugu Shiga, autore di Marugoto Wakaru Onna no Ecchi (Tutto quello che volevate sapere sul sesso femminile) con 40 anni di ricerche alle spalle. Ecco le loro conclusioni.

 

 

Seno molto grande (a melone)

Una ragazza dal seno esplosivo ama il cibo e adora essere ammirata. Ha un atteggiamento positivo nei confronti della vita ed è molto legata al partner; non ammette di essere tradita. È abituata a lavorare sodo e a raggiungere grandi risultati, ma non riesce ad eccellere.

 

Seno florido (a pompelmo)

Una ragazza con un seno florido, ma non eccessivo, risulta particolarmente erotica, ma non riesce a trovare il partner ideale. È una sognatrice.

 

Seno a pera

Una ragazza col seno piriforme è indipendente, intelligente ed ha una forte personalità. Ama con tutta sé stessa.

 

Seno a triangolo

Una ragazza con un seno così ha un animo ribelle e battagliero, pronto a difendere i più deboli.

 

Seno ad arancia

Una ragazza col seno grande poco meno di un’arancia è accattivante, adora conversare ed è affiatata in ogni tipo di rapporto.

 

Seno a limone

Una ragazza col seno a mo’ di limone possiede una grande autoironia. Ama una vita senza sorprese, in cui tutto può essere progettato.

 

Seno piccolo (a ciliegia)

Una ragazza col seno piccolo si dimostra divertente ed intelligente. Nobile d’animo, è sempre sincera con tutti.

 

Piccola curiosità: nel mondo le donne col seno più florido si trovano in Russia, mentre quelle col seno più piccolo in Giappone. In Italia siamo nella media.

 

Mappa della grandezza del seno nel mondo

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Il dilemma della sirena – Sesso e biologia

Siete su nave una della marina mercantile che solca decisa l’oceano, circondati da nerboruti marinai cresciuti a grog e scazzottate nelle peggiori taverne delle isole che circondano Puerto Rico. Gli unici rumori che udite sono i grugniti della ciurma, lo sciabordio delle onde e le assi del vascello che impattano sulla superficie del mare. D’improvviso, un dolce canto, come di coro d’angeli, si alza leggiadro dalle acque. Non riuscite a sentire altro. Ammaliati, vi avvicinate al parapetto barcollante, ed i vostri occhi si colmano della vista di una bellissima ragazza dai lunghi capelli, il cui florido seno è appena accennato tra la spuma del mare. Lei vi guarda con occhi lascivi, e vi gettate dalla nave nel suo dolce abbraccio. Un abbraccio di morte.

Di ibridi metà mostri e metà donna ne sono piene tutte le culture del pianeta. Dalla lamia alla sfinge, dalla succuba all’arpia, ogni epoca e ogni popolo ha fantasticato o ha avuto paura di complessi amplessi con mitologici esseri dalle labbra carnose. Nella letteratura l’argomento del rapporto sessuale tra un essere umano ed una sirena viene affrontato diverse volte: il problema, come si può immaginare, è che le sirene non avrebbero organi riproduttivi femminili. In pratica sotto l’ombelico c’è solo lisca di pesce e poco più.

 

 

Teoricamente, le sirene dovrebbero riprodursi come la maggior parte dei pesci, ovvero rilasciando uova che poi il maschio feconderà all’esterno del corpo materno. In molti dipinti di origine medioevale le sirene vengono spesso rappresentate con un apparato sessuale umano, presente poco prima dell’attacco della coda. Il Kāma Sūtra, l’antico testo indiano del sesso pubblicato nel VI secolo, propone due posizioni sessuali ispirate alla figura delle abitanti del mare, la Sirena e la Sirena Lasciva.

 

 

Ma anche al giorno d’oggi sognatori ed artisti di tutto il mondo restano affascinati dell’idea di unirsi ad una sirena, come ad esempio succede nella graphic novel Sailor Twain – The mermaid in the Hudson dell’autore Mark Siegel, in cui il rapporto con un’abitante degli abissi fa da sfondo ad una bella fiaba di dolore e amore. O come in Mermaid in a Manhole della controversa serie giapponese Guinea Pig, in cui viene narrata la grottesca storia di una sirena ritrovata in un tombino in fin di vita e del pittore che ne vuole dipingere la bellezza prima che la morte la porti via per sempre.

 

 

L’unione tra una sirena ed un essere umano, da millenni, continua ad affascinare ed intrigare. Quello che più ci incanta è la possibilità di poterci innamorare di una ragazza bellissima, esotica ed erotica, che ci porti via dal mondo così come lo conosciamo e ce ne mostri un altro, a noi ignoto; la rappresentazione del nostro desiderio di fuggire via, abbandonarci al caldo abbraccio della donna che ci ama, fuggire dai problemi, da giornate sempre uguali, dalla vita così come la conosciamo. O forse si tratta solo di sesso, chissà.

Io, personalmente, preferisco più immaginare la storia d’amore di una bellissima sirena e del marinaio che l’ha salvata da morte certa, che termina nel più classico dei cliché: e vissero tutti felici e contenti.

Magari senza figli.

 

Se fosse possibile, faresti l'amore con una sirena?

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Expose – La bellezza dell’imperfezione

La Venere di Botticelli ha gli occhi storti (ovvero: la perfezione non è sinonimo di bellezza). Nel 2013 la fotografa Liora K e la blogger Jes Baker fondano il progetto fotografico Expose – Shedding light on collective beauty (più o meno Riscopriamo – Facciamo luce su quello che è la bellezza), in cui le donne della porta accanto mostrano i loro corpi seminudi semplicemente per quello che sono: non i fisici patinati ed artificiali del mondo della moda e dello spettacolo, non quelli al botulino e silicone, ma quelli portati fieramente dalle nostre amiche, fidanzate, mogli o figlie. Il progetto è unico anche per la sua semplicità: niente Photoshop né luci posizionate ad hoc, solo la bellezza data dall’unicità di un viso rotondo o da fianchi troppo larghi, da occhiaie profonde o da cicatrici perenni. Tutto è nato da una semplice domanda della blogger alle sue lettrici.

Quando è stata l’ultima volta che avete aperto il vostro computer e avete visto l’immagine di un corpo che sembrava il vostro? – Jes Baker

Ma dato che non si può rivedere sé stesse in foto di modelle che di reale hanno davvero poco o niente 96 donne imperfette sono state reclutate su Facebook e si sono ritrovate tutte insieme a Tucson, USA, per spogliarsi dei loro vestiti e delle loro vergogne davanti all’obiettivo di una fotocamera.

L’immagine delle donne divulgata dai media non ci corrisponde, nessuno somiglia a quelle foto ritoccate con Photoshop. Eppure tendiamo a credere di essere le uniche sfortunate ad avere seni irregolari, o caviglie troppo grosse, o peli superflui. Non è così. – Jes Baker

E più di ogni altra cosa nelle foto non colpiscono i difetti, né il caleidoscopio di colori di capelli, occhi e pelle, ma i sorrisi. Sorrisi veri, sinceri, amorevoli. Che nessuna modella di plastica potrà mai donare. Qualche anno fa affrontai lo stesso tema con una mia amica siciliana, chiedendole se secondo lei fosse meglio vivere con le imperfezioni che ci rendono unici ma diversi oppure normali come tutti gli altri. Lei, quattordicenne, mi rispose così:

La normalità è banale. – Claudia C.

 

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Gay men draw vaginas

Tutto è cominciato come gran parte dei profondi discorsi filosofici dei nostri tempi: davanti ad un boccale di birra. Un gruppo di amici comincia a parlare di organi genitali femminili, di come sono fatti e di come ne esistano tanti tipi diversi. I maschietti, ovviamente, hanno tutta l’aria di grandi intenditori, amanti navigati; un po’ come quelli che bevono un bicchiere di spumante a Natale e si atteggiano a grandi sommelier decantando le lodi del vino in scatola di turno. Il discorso si fa interessante, ma tra i ragazzi c’è n’è uno gay che preferisce prendere una penna e mettere la sua idea su carta. Che sembra tutto tranne che una vagina. Allora passa la penna al suo compagno, ma anche il suo risultato è lontano anni luce.

Nasce così Gay men draw vaginas (omosessuali disegnano vagine). Non è il fantasioso nome di un film porno a basso budget, bensì un progetto dei visionari Shannon O’Malley e Keith Wilson: chiedere ad uomini gay di abbozzare su carta gli organi sessuali femminili, e vedere quanto ci vanno vicino con la realtà.

Il sito dell’iniziativa si trova su Tumblr, ed i due amici hanno chiesto agli utenti gay di Instagram, Facebook e Twitter di inviare un disegno che rappresenti la loro idea di vagina che verrà poi inserita in un libro di 220 pagine finanziato volontariamente su Kickstarter: in principio la somma necessaria era stata calcolata in $ 37.000, ma ha superato ampiamente i $ 50.000, pertanto il libro verrà dato alle stampe molto presto.

Il risultato è davvero curioso: disegni bambineschi, elaborati, divertenti, macabri, fedeli alla realtà o totalmente sconclusionati, sopratutto per quelli che non sapevano proprio di che si parlasse. Quasi a voler dire: la vagina, questa sconosciuta.

Almeno per i gay.

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Davecat – Storia di amore con una bambola

Davecat è un uomo di Detroit che condivide la sua vita da più di dieci anni con una moglie a suo dire perfetta: bella, paziente, serafica, fedele, sempre disponibile a fare l’amore e per nulla lamentosa che risponde all’esotico nome di Sidore; sembra davvero la donna dei sogni di qualsiasi uomo.

Ecco: sembra, perché Sidore non è una ragazza, ma una bambola sintetica.

Non trovo nulla in una ragazza in carne ed ossa per cui valga la pena allontanarmi dalla mia real doll Sidore. Dopo una lunga giornata di lavoro a contatto con le persone non voglio più interagire con altri esseri umani e le loro contraddizioni. – Davecat

Non pensiate però che il rapporto tra i due sia puramente sessuale. L’uomo si comporta da perfetto gentleman con la sua “signora”, le fa regali costosi, la veste degli abiti più belli, la trucca, le cucina gustosi manicaretti e la bacia e corteggia durante le loro performance amatoriali. Tempo, pazienza e dedizione, gli stessi che Davecat spenderebbe con una donna reale.

L’uomo però afferma anche di comprendere che la sua Sidore non potrà mai sostituire realmente una moglie in carne ed ossa: prova reale interesse a cercare una partner che respiri, ma delle sue precedenti relazioni ha solo tragici ricordi, ritrovandosi a fare ogni volta il terzo incomodo.

È solo questione di tempo, anche gli altri sceglieranno l’alternativa sintetica. – Davecat

Ma volete mettere una moglie che non ti assilla di domande e richieste di attenzioni dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro? Gettarsi tra i suoi grandi seni e lasciare che ansia e preoccupazioni scorrano via: questa è la donna migliore che esista. Almeno secondo lui.

Nel 2009 Davecat è divenuto un vero e proprio fenomeno di costume, conteso tra le maggiori televisioni statunitensi. Tanta celebrità (ed i relativi compensi) gli hanno permesso di accumulare abbastanza per comprare altre due bambole.

Sarà, io preferisco la mia stupenda fidanzata ma, come si dice: contento lui, contenti tutti.

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