Il problema dell’umanità è che pensiamo che tutto ciò su cui riusciamo ad allungare la nostra ombra ci appartenga di diritto. Nelle prime colonizzazioni dell’America non ci siamo fatti problemi a sterminarne gli abitanti che, se vogliamo, sarebbero stati gli unici ad arrogarsi il diritto di vivere lì. Questo ci fa sentire grandi, quando in realtà siamo piccoli, microscopici, meno che insignificanti se paragonati alla vastità dell’universo. Ma ogni tanto qualcosa torna a farci scendere dal piedistallo: l’asteroide “(367789) 2011 AG5” potrebbe infatti impattare contro la Terra il 5 febbraio 2040. Mentre su internet già da un paio d’anni molti si dimostrano spaventati, dalla NASA arrivano notizie meno allarmanti: la conoscenza dell’asteroide, in base alle poche notizie che sono oggi in nostro possesso, sembra troppo scarna per stabilire quale sarà il suo effettivo comportamento. 2011 AG5 è solo uno dei 9.000 corpi celesti che si avvicinano più o meno pericolosamente alla Terra (Near Earth Objects), ed è ancora troppo presto per arrivare ad una conclusione sulla sua reale pericolosità. Inoltre l’asteroide presenta un’orbita poco chiara, impossibile da prevedere. Secondo la “Scala Torino” che valuta i rischi d’impatto, la possibilità che il corpo tocchi la Terra nel 2040 è circa 1 su 625.

2011 AG5 è l’oggetto che, secondo le valutazioni odierne, ha le più alte probabilità di impattare con la Terra nel 2040. Tuttavia finora abbiamo studiato bene soltanto la metà della sua orbita, quindi non abbiamo una completa sicurezza sulle conclusioni alle quali ci hanno portato i calcoli.  – Detlef Koschny, divisione missioni nel sistema solare del centro Estec dell’Esa a Noordwijk (Olanda)

 

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