Il gioco non vale la candela è un’espressione idiomatica (che cioè tradotta in altre lingue non avrebbe lo stesso significato) propria della lingua italiana. Si usa comunemente quando si vuole intendere che un nostro sforzo, progetto o impresa non vale il lavoro svolto per eseguirlo.

La frase ha origine nel Medioevo, in cui le taverne sono il centro attivo delle comunità di classe sociale più bassa. Tra marinai ed ubriaconi si siedono ai tavoli, col favore delle tenebre, anche i giocatori di carte, che rischiarano le loro partite clandestine a lume di candela.

La cera delle candele, così come l’olio delle lampade, ha ancora un costo considerevole, che obbliga i giocatori a pagare l’illuminazione del tavolo da gioco: normalmente si è soliti lasciare al padrone della taverna una somma di denaro, altre volte è il giocatore perdente a sobbarcarsi la spesa. Il gioco non vale la candela indica quindi storicamente una partita a carte in cui si sta perdendo molto denaro, o le cui vincite non coprirebbero nemmeno quelle per pagare la candela.

La Bottega del Mistero
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