Se pensiamo all’India, è impossibile non immaginare strade stracolme di gente in bicicletta o su autobus scassati che aggirano agilmente la moltitudine di mucche che gironzolano beate nel caos metropolitano.

In India, giusto per dare un’idea, ci sono oltre trenta milioni di mucche; sono considerate sacre, e a nessun Indiano degno di questo nome verrebbe mai in mente, anche se afflitto dalla fame più atroce, di ucciderne una per cibarsi. In Hindi questo simpatico ruminante è chiamato Gaumata (La Madre Vacca o La Mamma che nutre) che idealmente nutre il mondo col proprio latte.

 

Mucche sacre in India

 

Le origini di questa venerazione si ritrovano nel Mahābhārata (महाभारतLa Grande Storia di Bhārata), testo sacro tra i più importanti della religione induista.

Un re di nome Vena era così malvagio che i saggi dovettero ucciderlo. Siccome era senza eredi, i saggi gli strizzarono il polso destro e nacque Prithu. Anni dopo ci fu una grande carestia e il re Prithu armato di arco e frecce costrinse la terra a nutrire il suo popolo. La terra prese le sembianze della vacca e lo implorò di risparmiarla, in cambio del latte con cui poteva sfamare tutto il suo popolo. E da allora la vacca si munge, ma non si uccide.

Tra i vari esempi di mucche sacre c’è sicuramente la madre di tutte le vacche, Kamadhenu (कामधेनु). Secondo l’induismo, quando gli dei ed i demoni frullarono l’oceano di latte alla ricerca del nettare dell’immortalità, Kamadhenu saltò fuori dalle bianche onde donando all’umanità cinque sacri prodotti: latte, yogurt, ghee (un burro indiano), urina (che viene venduta in India sotto il nome di Gau Jal) e letame, tutti in grado di purificare l’anima e alleviare le ferite del corpo. Il loro insieme è definito Panchagavya, una sorta di panacea contro ogni male.

 

Mucche sacre in India

 

La costituzione dell’India protegge i bovini, vietandone la macellazione e la vendita delle carni, ciò però non è valido in tutto lo stato, dove si va dalle multe alla carcerazione o al non estendere questa protezione a bufali e tori. Molte delle mucche in giro per il Paese orientale non godono di buona salute: l’essere lasciate in pace significa anche essere abbandonate a sé stesse, così molti ruminanti sono costretti a mangiare spazzatura o i manifesti attaccati ai muri cittadini. Fortunatamente esistono molti ricoveri per mucche, che possono ospitare, come nel caso di Mataji Gaushala, oltre 20.000 bovini.

 

Domanda inviata da Anna Rita T.


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