Lo studio della privazione del sonno è da decenni uno dei più affascinanti quanto inquietanti enigmi della scienza. Gli esperimenti condotti al riguardo sono spesso in contrasto, suggerendo che la necessità di dormire sia un bisogno che varia da un individuo ad un altro. Tra il 1943 e il 1954 lo psicologo statunitense Abraham Maslow ha concepito il concetto di “gerarchia dei bisogni” nel libro Motivation and Personality; nel libro i bisogni dell’essere umano sono suddivisi in una piramide disposta su cinque livelli:

  1. Bisogni fisiologici
  2. Bisogni di salvezza, sicurezza e protezione
  3. Bisogni di appartenenza
  4. Bisogni di stima, di prestigio, di successo
  5. Bisogni di realizzazione di sé

Ovviamente il sonno appartiene a quelli fisiologici, indispensabili per la sopravvivenza. È possibile lasciarsi morire di fame o sete, ma non è possibile contrastare volontariamente l’abbraccio di Morfeo.

Solitamente si è concordi nel definire in 72 il numero massimo di ore di veglia consecutive, prima di entrare in coma. Il concetto è alla base di film come quelli della serie di Nightmare, in cui gli adolescenti tentano invano di rimanere svegli per sfuggire ad un assassino che uccide solo nei sogni, o di creepypasta come l’Esperimento Russo del Sonno.

Uno studio del 1966 ha come soggetto il diciassettenne Randy Gardner, che riesce a restare sveglio per ben 264 ore consecutive – in pratica 11 giorni – senza dimostrare nessuna reazione psicotica. Alla fine dell’esperimento si abbandona al giusto riposo, restando a letto per 15 ore di fila e risvegliandosi fresco come una rosa.

Altro sconcertante episodio è quello di M. Paul Kern, ufficiale del Governo Ungherese, che nel 1915 viene colpito da una pallottola che gli recide parte del cervello. Fino al giorno della sua morte, avvenuta diversi decenni dopo, non dormirà mai più.

 

I MEDICI SONO SCONCERTATI

L’UOMO CHE NON DORME MAI

RESTA SVEGLIO 24 ORE AL GIORNO

VIENNA, 12 gennaio

Gli specialisti neuronali dell’Europa Centrale sono alle prese con il singolare caso di M. Paul Kern, un ufficiale del Governo Ungherese che non dorme né si riposa da quando è stato colpito da un proiettile russo sul fronte orientale nel 1915.

M. Kern è stato ricoverato privo di conoscenza al Lemberg Hospital, prima di essere trasferito d’urgenza a Budapest. Dal momento in cui ha riaperto gli occhi al Lemberg non ha mai più dormito, né ha manifestato la necessità di farlo.

Il migliore neurochirurgo di Budapest non ha trovato alcuna anomalia dalle lastre. Il dottor Frey, noto professore universitario, ha trattato M. Kern per anni, ed ammette di essere sconcertato.

Curiosamente, al di là di qualche sporadica emicrania, M. Kern non soffre di alcun altro dolore. Non ha dormito per anni, e la sua capacità nel lavoro non dimostra alcun segno di deterioramento.

All’inizio ha provato a dormire, ma le ore passate a rigirarsi inutilmente nel letto si sono rivelate più estenuanti del suo lavoro.

Le sue 24 sono divise così: dalle 9 alle 14 lavora al Dipartimento delle Pensioni; dalle 14 alle 18 legge e scrive; dalle 19 alle 7 si rilassa nei night club e nei cabaret, si concede un bagno caldo e si cambia. Poi colazione e via di nuovo al lavoro.

L’unico motivo per cui è amareggiato della sua condizione è la spesa eccessiva da affrontare per restare sveglio per 24 ore al giorno. – Articolo del 16 gennaio 1930 del Chronicle di Adelaide, Australia

 


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