In questo articolo voglio giocare un po’ con voi. 🙂

Prendetevi tutto il tempo che vi serve. Ragionate con calma, immedesimandovi nella situazione che vado a raccontarvi. E poi fate la vostra scelta. Avete a disposizione una sola possibilità.

Tutto chiaro? Bene, cominciamo.

 

Il dilemma del carrello

In una giornata qualunque, in una città qualunque, salite su un tram. Vi guardate intorno, ed il veicolo è completamente vuoto. Non c’è nessun autista, nessun passeggero. Solo voi. Il tram si avvia da solo, e subito prende velocità, rendendovi impossibile scendere senza spezzarvi l’osso del collo. Vi precipitate ai comandi, e su una leva trovate un biglietto, scritto dalla mano di un folle. La nota recita così:

Ci sono cinque persone innocenti sul binario che stai percorrendo. Tra pochi minuti il tram le dilanierà una per una. Ti offro una scelta: se tiri questa leva, il tram devierà il percorso su una nuova tratta. Ma attenzione, sul nuovo binario c’è un altro innocente pronto ad essere sventrato. Cosa hai intenzione di fare? Il tempo scorre inesorabile. Tic. Tac.

Se lasciate il tram sul binario, travolgerà cinque innocenti. Se tirate la leva, cambierà rotta investendone uno.

Fate la vostra scelta…

 

Un folle vi costringe a scegliere: se tirate una leva, il tram su cui viaggiate travolgerà un innocente, se non lo fate, cinque. Tirate la leva oppure no?

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Avete preso una decisione? Bene.

 

https://www.flickr.com/photos/_awakeandunafraid_/4381001108

 

Questo dilemma è basato sull’esperimento mentale della filosofa Philippa Ruth Foot come critica dell’utilitarismo, che potremmo ridurre alla frase il bene più grande per il numero maggiore di persone. La scelta ovvia sarebbe tirare la leva; in fondo la morte di una persona – seppur tragica – è razionalmente da preferire a quella di cinque. Ma tirare la leva significa anche divenire complice in un atto immorale: siete appena diventati indirettamente – o parzialmente – responsabili della morte di un innocente. Certo si potrebbe obiettare che in una situazione del genere, al limite della coercizione, in cui non c’è possibilità di scegliere di non scegliere, non è possibile porre limiti morali.

E se avete scelto di sacrificare cinque persone per salvarne una? In questo caso avete dato per scontato che la vita di cinque persone, cinque estranei di cui non conoscete niente, sia meno importante della salvezza di una sola anima. E se la persona salvata fosse lo psicopatico che ha architettato tutto? E se fosse Adolf Hitler (una versione dell’esperimento propone questa alternativa)?

Se invece avete scelto di non fare nulla, mi spiace. Avete semplicemente ucciso le cinque persone sul binario, vittime del folle assassino e della vostra indifferenza.

Ve l’avevo detto che in questo articolo ero io a giocare con voi…

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