Tokio, luglio 1954. È una placida giornata afosa, poche nuvole in cielo e sole che picchia forte sulle carlinghe metalliche degli aerei in partenza. Un uomo si avvia al terminal, facendosi largo tra la ressa di uomini d’affari, donne in bikini e bambini strepitanti. Si presenta, sorride, ed il funzionario gli controlla scrupolosamente i documenti. E resta sbigottito, perché il passaporto dell’uomo è autentico, ma appartiene ad uno stato che non esiste: Taured.

L’uomo viene condotto in una stanza di sicurezza scortato dalle guardie, per maggiori accertamenti. Il funzionario, intanto, non sa che pesci pigliare; gira e rigira il passaporto tra le dita. Non può essere neanche l’opera di una abile contraffattore, no, è originale, autentico. Ci sono i timbri di diversi stati, in entrata ed uscita da molti aeroporti sparsi per il globo, tra cui quelli che testimoniano altre visite precedenti alla capitale nipponica. Niente da fare, sembra proprio tutto in regola, se non fosse per quella scritta, Taured, che capeggia a chiare lettere sul frontespizio del documento. Allora decide di far perquisire l’uomo, che porta abiti convenzionali, è ben curato, e trasporta solo un po’ di contanti di varie valute europee.

D’accordo allora, se viene realmente da questo fantomatico Taured, che ci mostri dov’è – pensa probabilmente il funzionario.

Gli portano una mappa, e l’uomo indica con decisione un puntino tra Francia e Spagna. Le guardie lo fissano dubbiose, poiché quel dito è premuto con forza sul Principato di Andorra. Ed allora è l’uomo a restare senza parole perché lì, lo giura, c’è sempre stata la sua patria, Taured, che è stata fondata oltre mille anni prima. Magari gli stanno tirando uno scherzo, gli hanno portato una mappa falsa e si vogliono prendere gioco di lui.

Ma nessuno in quella stanza ride.

Il cittadino di Taured dichiara di lavorare per un’importante azienda, ha i documenti che attestano la sua qualifica, tutti originali. Autentici lo sono, ma nessuno dell’azienda sa chi sia. Allora chiede di verificare la sua prenotazione nell’albergo dove aveva soggiornato fino a quella mattina, ma non risulta nessuna camera prenotata a suo nome. Le guardie lo conducono in un albergo dove passerà la notte, mentre si cerca di far luce sul mistero; due di loro piantonano la porta, fino al mattino successivo. Si fa giorno, bussano ma non ottengono risposta. Bussano ancora più forte ma niente. Ed il motivo di quell’innaturale silenzio è semplice.

In quella stanza non c’è nessuno.

L’uomo è svanito nel nulla, letteralmente. La porta è sempre rimasta chiusa, la finestra si affaccia sul vuoto, un muro liscio senza sporgenze a cui potersi aggrappare.

Non verrà mai più ritrovato.

Questa storia è apparsa per la prima volta nel libro The directory of the possibilities di Colin Wilson e John Grant nel 1982, nel capitolo The man from Taured. La spiegazione che danni gli autori è che siamo dinanzi a due universi paralleli, molto simili, se non fosse per quel piccolo stato abbarbicato tra i Pirenei. Così l’uomo viene davvero da Taured, è chi dichiara di essere, e lavora realmente per l’azienda di cui è pronto ad esibire i documenti.

Oppure è una spia di qualche agenzia governativa ostile al Giappone, che gli ha fornito una nuova identità ed una storia al limite dell’impossibile se fosse stato preso.

Ma probabilmente è solo un’invenzione letteraria di due fantasiosi scrittori, che sebbene giurino che si tratti di un fatto realmente accaduto non sono mai riusciti ad esibire una prova o anche solo un trafiletto di giornale che riportasse la notizia.


Chi è realmente l'uomo di Taured?

Mostra i risultati

Loading ... Loading ...

 

La Bottega del Mistero
Alza il velo della realtà per portare alla luce curiosità, misteri, eventi grotteschi o divertenti. Ma sempre comunque affascinanti.
Condividi il tuo voto!


  • Fascinated
  • Happy
  • Sad
  • Angry
  • Bored
  • Afraid