È possibile lasciare ai nostri figli, ai nostri nipoti, ai nostri pronipoti, qualcosa che ci appartiene, qualcosa che spieghi anche a chi non ci potrà conoscere chi siamo realmente, non solo il frutto di una fotografia sbiadita o di un ricordo sfocato? E se volessimo che il nostro ricordo, le nostre idee, le nostre parole, sopravvivessero centinaia, migliaia, milioni di anni nel futuro? Sarebbe possibile in qualche modo sopravvivere alla nostra stessa vita? Un modo c’è: la capsula del tempo.

La capsula del tempo è un contenitore creato per un unico scopo: contenere al suo interno il nostro lascito per le popolazioni future. Si tratta solitamente di scatole di diversa grandezza, da un piccolo barattolo a intere stanze sigillate, in cui vengono deposti oggetti quotidiani (foto, giocattoli, un diario) oppure creati specificatamente per permettere all’umanità futura di comprendere quella di oggi (un libro sulla storia moderna, articoli di giornale) oppure ancora per chi verrà dopo di noi (un compendio sull’anatomia umana, ad esempio, per un’ipotetica razza aliena che giungerà sulla Terra dopo la nostra estinzione).

Nel cinema la capsula è stata usata spesso; anche un tesoro dei pirati può essere considerato una capsula del tempo, se costruito con quello scopo: una mappa per ritrovare il baule nascosto in un’isola deserta, in cui in mezzo ai dobloni d’oro c’è l’ultima lettera di un prode capitano al ragazzo che vuole seguirne le orme e le imprese. Esistono centinaia di capsule in giro per il mondo, ma la maggior parte è stata sviluppata per essere aperta nel giro di pochi decenni, come il lascito di un oramai defunto nonno per i propri nipoti, con foto della sua gioventù racchiuse in una semplice scatola di legno abbandonata in soffitta.

 

 

All’inizio del 1900 un gruppo di studentesse del Mount Holyoke College di South Hadley (USA) sigilla una scatola destinata alle loro future colleghe – il Mount Holyoke College è una scuola aperta solo alle ragazze – dell’anno 2000. Cent’anni dopo la scatola viene aperta, ed all’interno si trovano un berretto universitario, programmi teatrali, qualche spicciolo, un libretto d’esami ed un messaggio da parte delle creatrici, che dimostrano una spiccata attitudine al soprannaturale.

Se la scienza vi ha insegnato quello che molti credono sarà uno degli elementi più diffusi delle vostre conoscenze, ovvero il potere di comunicare con il mondo invisibile dal quale staremo osservando il vostro destino, vi preghiamo di rispondere a questo messaggio. – Messaggio della capsula del tempo del Mount Holyoke College

A volte sono non singole persone, ma organizzazioni internazionali che creano capsule da destinare ai posteri, ovviamente molto più sofisticate di quelle fatte in casa.

La Yahoo! Time Capule, chiusa l’8 novembre 2006, raccoglie 170.857 contributi degli utenti di Yahoo! a cui viene chiesto di descrivere la vita nel 2006. Si tratta attualmente del più grande ed importante lascito digitale della storia, destinato ad essere aperto il 2 marzo 2020 (quindi 14 anni dopo) in occasione del venticinquennale del popolare motore di ricerca. Si trova a Washington (USA) affidata alla Smithsonian Folkways Recordings, etichetta discografica storica di blues, folk e jug della Smithsonian Institution.

Il Time Castle (Castello del Tempo) è una particolare versione di capsula del tempo, creata il 17 luglio 1995 dalla The Walt Disney Company in occasione del 40° anniversario di Disneyland. Il Time Castle include 62 oggetti, inclusi diversi gadget presenti nel parco di divertimenti nel 1995 e varie foto aeree dello stesso. La capsula si trova di fronte il castello della Bella Addormentata – ne è fisicamente una versione in miniatura – e verrà riaperta il 17 luglio 2035, in occasione degli 80 anni del parco.

 

 

Capsule del tempo disperse

 

Nel 1793 George Washington, primo Presidente degli Stati Uniti d’America, posa una capsula del tempo nella prima pietra del Campidoglio di Washington (USA). Purtroppo la scatola è andata persa negli anni, e non se ne conoscono né l’ubicazione né il contenuto.

Nel 19° secolo una fondazione seppellisce sotto la torre di Blackpool (Inghilterra) una capsula del tempo, senza specificare quando dovrà essere aperta. Nonostante i numerosi tentativi – tra cui spicca quello organizzato da diversi medium – il lascito non è ancora stato trovato.

Nel 1930 vengono sepolte nel sottosuolo di Corona (USA) 17 capsule. Nel 1986 il comune della cittadina tenta di riesumarle, ma non ne trova neanche una. Probabilmente sono disperse per sempre.

Nel 1939 un gruppo di ingegneri del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge (USA) seppellisce una capsula del tempo sotto un ciclotrone (una macchina usata per accelerare fasci di particelle elettricamente cariche). Progettata per essere aperta 50 anni dopo, in realtà nessuno ne conosce la reale ubicazione. E sopratutto nessuno sa come recuperarla da sotto le 18 tonnellate del ciclotrone.

Nel 1970, in occasione della Fiera Mondiale di Osaka (Giappone), il comitato organizzativo crea una singolare capsula a due strati: per onorare il Progresso e l’Armonia dell’Umanità, la parte superiore della bizzarra struttura viene aperta nel 2000, mentre quella inferiore dovrà essere aperta nel 6970. All’interno di ogni contenitore ci sono 2098 oggetti raccolti specificatamente per raccontare la cultura del 1970.

 

 

Nel 1976, per festeggiare il bicentenario delle carovane dei pionieri negli Stati Uniti, viene creata una capsula del tempo con 22.000.000 di firme di cittadini statunitensi. Si tratta di un lavoro enorme, frutto del viaggio di 50 carri che dalla costa Ovest fino a Washington raccolgono le firme di chi vuole contribuire all’iniziativa. La sera prima della cerimonia, a cui dovrebbe presenziare il presidente Gerarld Ford, la capsula viene rubata. Non si saprà mai chi sia stato l’artefice del furto.

Nel 1988, nell’Old City Cemetery (Cimitero della Città Vecchia) di Sacramento (USA) viene seppellita una capsula del tempo dalla OCCC (la commissione del cimitero della città vecchia). Una lapide recita, sibillina:

Qui giace la storia

Seppellita il 6 agosto 1988

Destinata ad essere

Dissepolta ed aperta

O.C.C.C.

Il 6 agosto 2088 – Lapide del tempo dell’Old City Cemetery di Sacramento

Nessuno sa cosa ci sia sepolto sotto quella lapide nera: si dovrà aspettare il 2088.

 

 

Nella fredda Norvegia si trova il Svalbard Global Seed Vault, un’enorme struttura progettata per accogliere tutti i geni degli organismi vegetali della Terra. Il vault accoglie oltre 2 miliardi di semi, preservati ad una temperatura costante di -18°C e sorvegliati giorno e notte da guardie armate. I semi possono sopravvivere in queste condizioni per oltre 20.000 anni.

 

La cripta della civiltà

 

La Oglethorpe University di Brookhaven (USA) raccoglie, nell’ambizioso progetto International Time Capsule Society, la sfida di catalogare tutte le capsule del tempo che si trovano in giro per il mondo (e non solo). All’interno di una camera a tenuta stagna sono stoccati un numero impressionante di oggetti, tra i quali libri come la Bibbia o l’Iliade, una copia originale di Via col Vento, registrazioni di Adolf Hitler e Benito Mussolini,  tracce audio estratte da Braccio di Ferro, strumenti scientifici del 1930, birre, radio, macchine da scrivere, pupazzi di Paperino, giornali della Seconda Guerra Mondiale e un bicchiere di Martini con tanto di olive. Non ci sono, come specificato nel messaggio della placca che si trova sulla porta d’ingresso della struttura, né gioielli né materiali preziosi. Il vault viene chiuso il 25 maggio 1940, e verrà riaperto nell’8113.

 

 

Come si costruisce una capsula del tempo?

 

Se state pensando di crearne una capsula del tempo, questi sono i consigli della ITCS.

  1. Scegliete una data in cui dovrà essere riaperta. Una capsula di 50 anni o meno può essere ricordata nella nostra stessa generazione. Maggiore la durata, maggiore il rischio che si affronta. Capsule di un centinaio d’anni sono molto popolari.
  2. Scegliete un supervisore. Farsi aiutare nella creazione della capsula aiuta ad alleggerire il lavoro, ma deve essere sempre e solo una persona a gestire tutto il processo.
  3. Scegliete il contenitore. Una cassetta di sicurezza è una buon punto di partenza. Finché l’interno è fresco, asciutto e buio quello che c’è dentro può preservarsi meglio (una delle capsule più antiche è quella dell’Esposizione del Centenario del 1876). Per progetti più ambiziosi – cento anni o più – esistono ditte specializzate.
  4. Trovate un luogo sicuro all’interno di una struttura. Non è consigliato seppellire le capsule – a migliaia si sono perse in questo modo. La cosa più importante è segnare il luogo con una placca che descriva la missione della capsula del tempo.
  5. Assicurate gli oggetti per lo stoccaggio a lungo termine. Molti degli oggetti che inserirete nella capsula potrebbero avere grande importanza in futuro. Scegliete tra diversi oggetti, dai più insignificanti a quelli più importanti. Molti di questi solitamente vengono donati. Il supervisore dovrebbe redigere un inventario di tutti gli oggetti presenti nella capsula.
  6. Organizzate una cerimonia in cui dare ufficialmente un nome alla capsula. Invitate la stampa e fotografate ampiamente tutto il progetto, compreso quello che c’è dentro il contenitore.
  7. Non dimenticatevi della vostra capsula del tempo! Restereste sbalorditi da quanto spesso accada, anche a distanza di poco tempo. Rinverdite la memoria con cerimonie d’anniversario e riunioni. Potreste anche aprire al pubblico la cerimonia di apertura prevista. Siate creativi.
  8. Informate la ITCS quando avete completato il vostro progetto. La ITCS aggiungerà la capsula del tempo al suo database nello sforzo di registrare tutte le capsule del tempo note.

Esistono anche capsule del tempo progettate per essere lanciate nello spazio, e sopravvivere milioni di anni nel freddo siderale. Ne parliamo nel prossimo artico: La capsula del tempo – Il nostro messaggio in viaggio nello spazio.

E voi, avete mai creato una capsula del tempo? Dove la seppellirete e quando la farete aprire? Cosa ci metterete dentro? Scrivetecelo nei commenti!


Creerai una capsula del tempo?

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