Quella che segue è la storia di Madoka-chan, una ragazza scomparsa nel 1997 in un paesino tra le montagne del Giappone. Non sono riuscito a scoprire se il racconto è frutto della fantasia o è un fatto di cronaca, ma sono più propenso a pensare alla prima ipotesi. Ad ogni modo, oggi voglio lanciarvi una piccola sfida: siete in grado di scoprire cosa è successo alla piccola Madoka? Buona lettura, e se credete di avere la risposta giusta, scrivetela nei commenti. 😉


In un assolato pomeriggio, Madoka-chan e sua madre erano uscite di case per fare una passeggiata nel parco. Avevano da poco imboccato il viale, che la mamma di Madoka-chan intravide una sua amica, con la figlioletta al seguito. Le due donne si misero a chiacchierare mentre le due bambine scapparono via a giocare.

Passarono pochi minuti, e la madre di Madoka-chan si guardò intorno senza intravedere la figlia. Presa dal panico, corse verso l’altra bambina.

Dov’è Madoka-chan? – chiese la madre con voce tremante.

Stava giocando con la sabbia insieme a me – rispose la piccola – finché non mi ha detto che voleva giocare sullo scivolo, ma a me non piace e così sono rimasta a giocare nella sabbia e lei è andata via.

Le due donne setacciarono tutto il parco, chiamando a squarciagola il nome della piccola Madoka-chan, ma inutilmente. La bambina sembrava svanita nel nulla. La madre, con la voce rotta dal pianto, chiamò la polizia e denunciò la scomparsa della figlioletta. Poco dopo chiamò il marito, per comunicargli la terribile notizia.

La polizia cercò nell’area intorno al parco, ma della piccola Madoka-chan non trovò alcuna traccia. I suoi genitori restarono a lungo nel luogo della scomparsa, ma invano, finché non giunse la notte. Col cuore grondante dolore, tornarono a casa, dove il pianto li accompagnò fino a che crollarono dal sonno.

La polizia aveva assicurato che avrebbe trovato la bambina, ma dopo un mese non ci furono progressi nell’indagine. Sei mesi dopo, Madoka-chan era ancora introvabile, ed i suoi genitori avevano quasi perso la speranza. Quando passò un anno, la polizia visitò la casa della coppia asserendo che, con tutta probabilità, Madoka-chan era ormai morta.

Mi dispiace – disse il capo della polizia – ma abbiamo fatto del nostro meglio. Tutto ciò che era in nostro potere è stato fatto, ed è ora di guardare in faccia la realtà. Non la troveremo mai. Le indagini si concludono così, ed il caso resterà irrisolto.

I genitori non accettarono le parole della polizia. Giurarono che avrebbero dedicato la vita alla ricerca della loro adorata Madoka-chan.

Per non lasciare nulla di intentato, si decisero a contattare un medium, nella speranza di scoprire un nuovo punto di vista sul caso. Si rivolsero così ad una donna famosa per le sue abilità psichiche, che si diceva avesse aiutato la polizia a scovare diversi criminali e a ritrovare persone scomparse.

Quando la medium arrivò, qualche giorno dopo, chiese di essere accompagnata nell’ultimo luogo n cui la bambina era stata vista. La madre ed il padre l’accompagnarono al parco e la fissarono mentre era seduta in mezzo all’erba, con gli occhi chiusi come se si trovasse in uno stato di trance.

Dopo un po’ la medium si alzò lentamente, e chiese alla coppia di riaccompagnarla nella loro casa. Lì girò per le stanze, toccando i vestiti della piccola, le sue scarpette e persino i suoi balocchi. La donna si avvicinò le dita alle tempie e cominciò a sfregarle forte, come se stesse riflettendo. Chiuse gli occhi e trasse un profondo respiro. Infine, con voce singhiozzante, sussurrò: Madoka-chan è viva.

I genitori della bambina si abbracciarono, colmi di gioia. La madre chiese con voce tremante: Madoka-chan… dov’è ora?

Un ampio sorriso incorniciò il volto della medium, che rispose così: il suo cuore batte forte ed i suoi polmoni respirano.

I genitori si reggevano l’un l’altra.

Lo sapevo! Lo sapevo! – urlò la madre trionfante – ma dove si trova di preciso?

Gli occhi di Madoka-chan si estendono su una grande casa adornata con mobili lussuosi – continuò la medium – ed il suo stomaco è colmo solo dei cibi più raffinati.

La madre ebbe il tempo solo di implorare: e allora dov’è Madoka-chan? Dove si trova! Diccelo!

La medium esitò. Una lacrima scese lungo le sue guance.

Lei è dovunque, in tutto il mondo.

I genitori restarono immobili, come statue di cera. Poi, d’improvviso, si accasciarono a terra, quando compresero cosa nascondessero realmente le parole della medium. Il dolore e l’angoscia, infine, presero possesso dei loro cuori, ed un interminabile pianto echeggiò per la stanza che un tempo era di Madoka-chan.


Cos’è successo realmente a Madoka-chan?

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