È il pomeriggio del 6 giugno 1980 quando Zigmund Adamski si allontana di casa per delle commissioni. Sparisce letteralmente nel nulla per giorni, finché non verrà ritrovato su una pila di carbone a decine di chilometri di distanza. Ucciso dagli extraterrestri.

Zigmund Adamski

Zigmund Jan Adamski è un minatore di 56 anni, polacco, che vive e lavora a Tingley, un paese del West Yorkshire, in Inghilterra. Alle 15:30 del 6 giugno 1980 saluta sua moglie Leokadia Kowalska ed esce di casa, per acquistare delle patate all’emporio, da dove non farà più ritorno. Il giorno dopo è atteso come ospite di un matrimonio, ma non si presenta all’evento, e nessuno sa che fine abbia fatto. Passano cinque giorni prima che il suo corpo senza vita venga ritrovato su una pila di carbone a Todmorden. A fare la macabra scoperta, l’11 giugno del 1980 alle 15:45, è Trevor Parker, figlio del proprietario del deposito di carbone, allestito nei pressi di una tratta ferroviaria. Pochi minuti dopo arriva sulla scena l’ufficiale di polizia Alan Godfrey, assieme ad un collega, e procede ad esaminare la scena del crimine. Sembra che Adamski sia morto a seguito di un attacco cardiaco, ma da subito si scopre qualcosa di strano: il corpo è stato ritrovato alle 15:45, mentre la chiusura del deposito è avvenuta alle 11:00. Si tratta di una zona trafficata, ed è impossibile che il cadavere si trovasse lì quel mattino. Godfrey controlla i vestiti, e capisce che qualcosa non torna: l’uomo è vestito di tutto punto, ma non indossa la maglia, che è stata rimossa; sembra che qualcuno l’abbia spogliato e rivestito senza accorgersi della mancanza. A sostegno di ciò, le scarpe sono state allacciate al contrario, come se non fosse stato Adamski stesso a calzarle di persona; anche la patta dei pantaloni è stata lasciata aperta. Sui suoi vestiti, inoltre, non c’è una traccia di polvere. Impossibile. Ci troviamo in un deposito di carbone, per centinaia di metri quasi ogni cosa è coperta di polvere nerastra. Ma Adamski no, i suoi abiti sono immacolati, come se fosse riapparso lì, su quella pila, dal bel mezzo del nulla. Godfrey controlla meglio il corpo, e scopre che presenta delle strane bruciature sul collo e le spalle.

Decisamente, pensa Godfrey, questo non sarà un caso semplice.

Zigmund Adamski - Ricostruzione del ritrovamento

Il corpo di Adamski viene spedito al coroner, che conferma la causa della morte: attacco cardiaco. Il medico legale però è decisamente perplesso: Adamski è scomparso da cinque giorni, ma non ha sofferto né la fame né il sonno, non presenta segni di percosse né di violenze, a parte le bruciature, che sono state causate due giorni prima da una strana sostanza gelatinosa sconosciuta, che i tecnici del laboratorio di analisi della polizia non sono in grado di identificare. Il coroner nota inoltre che la lunghezza della barba non coincide; è cresciuta di poco, quindi il giorno prima del ritrovamento la vittima ha avuto modo di radersi e, se è stata rapita, è difficile che il suo aguzzino gli abbia permesso una cosa del genere. Come notato da Godfrey, non c’è traccia di carbone sotto le dita o sulla pelle, segno che Adamski non si è arrampicato volontariamente sulla collinetta.  Si è trattato, dunque, di un omicidio. E Godfrey conosce anche l’assassino, o meglio gli assassini: ad uccidere il cinquantaseienne Zigmund Adamski sono stati, sembra alcuna ombra di dubbio, gli alieni.

Sei mesi prima dello strano caso di Zigmund Adamski, Godfrey dichiara di aver avuto un incontro ravvicinato con un UFO. Il 28 novembre 1979, a notte fonda, viene inviato dal distretto ad indagare su una mandria di mucche che è sparita nel nulla ed è riapparsa all’improvviso in una proprietà privata. Alle 5:00 del mattino, Godfrey sta guidando lungo la Burnley Road A646 di Todmorden, a circa un chilometro e mezzo dal deposito di carbone, quando vede qualcosa ai bordi della strada. Sembra trattarsi di un autobus a due piani uscito dalla carreggiata, e l’agente accende le sirene dell’auto per andare a controllare. Avvicinatosi si accorge di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Di fronte a lui un disco volante che aleggiava ad un metro da terra, emettendo una debole luce. Spaventato, corre a chiedere aiuto via radio, ma questa non funziona, così come la sua automobile di pattuglia. L’oggetto non emette alcun rumore, ha una forma che ricorda vagamente un diamante, con la parte superiore fissa e quella inferiore che ruota lentamente su sé stessa. Poi, d’improvviso, si ritrova a decine di metri dal luogo dell’incontro. Sono passati 45 minuti, e l’uomo ha un buco temporale di oltre mezz’ora. Godfrey, confuso su quello che gli è successo, per essere certo di non essere impazzito gira l’auto e torna indietro, solo per scoprire un’enorme chiazza asciutta nel bel mezzo della strada bagnata dalla pioggia. Godfrey è stato vittima di un incontro ravvicinato del quarto tipo.

Alan Godfrey

Godfrey è convinto che gli extraterrestri abbiano ucciso Adamski, e si siano liberati del corpo nel deposito di carbone. Volendo credere a questa teoria, tutto tornerebbe. Il gel misterioso, il fatto che sul corpo non ci sia la polvere (potrebbe essere stato abbandonato direttamente dal disco volante), e le strane bruciature sulla pelle. Tutto torna, mettendo la parola fine alla morte di Zigmund Adamski. Se si vuole crederlo.

Se invece gli UFO non fanno per voi, mi spiace, ma questa storia resta senza un finale. Senza alcuna prova, con decine di indizi impossibili, il caso Adamski viene abbandonato qualche mese dopo, rimanendo senza soluzione.

L’unica teoria plausibile viene avanzata nel 2005 da John Hanson e David Sankey, della BUFORA, l’associazione inglese per la ricerca sugli UFO. In base alle testimonianze raccolte all’epoca del caso, sembra che Adamski non avesse alcuna intenzione di partecipare al matrimonio previsto per il giorno dopo, a causa di tensioni familiari con due invitati, marito e moglie, che avevano ottenuto contro di lui un ordine restrittivo. Hanson e Sankey credono che quest’uomo misterioso abbia rapito Adamski, rinchiudendolo in un capannone, dove è stato stroncato da un attacco cardiaco.

Ad oggi, il mistero della strana morte di Zigmund Jan Adamski resta ancora insoluto.

 

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