Il dottor John Howard è un rispettato chirurgo ed ostetrico inglese, con decenni di esperienza alle spalle. Un giorno del 1726 viene chiamato a Godalming dalla famiglia Toft, che abita in una fattoria lì vicino: la signora Mary lamenta dei forti crampi al basso ventre, che lasciano supporre che la donna sia in travaglio. In effetti i segni ci sono tutti, e Howard si aspetta un parto semplice e senza complicazioni. Sarà costretto a ricredersi quando la donna metterà al mondo un coniglio.

Da Guildford ci arriva una strana ma ben testimoniata notizia. Che una povera donna che vive a Godalming, vicino alla città, è stata il mese scorso aiutata da Mr. John Howard, eminente chirurgo e ostetrico, a partorire un coniglio, ma con cuore e polmoni cresciuti fuori dal torace, 14 giorni dopo che lo stesso medico le aveva fatto partorire un coniglio perfettamente formato; e pochi giorni dopo, altri 4; e venerdì, sabato e domenica, un altro coniglio al giorno; e tutti e nove morti venendo al mondo. La donna ha giurato che due mesi fa, lavorando in un campo con altre donne, si imbatterono in un coniglio, e lo rincorsero senza motivo alcuno: questo creò in lei un desiderio così forte che (essendo incinta) abortì il suo bambino, e da quel momento non è capace di evitare di pensare ai conigli. – Weekly Journal, 19 novembre 1726

La protagonista della nostra storia è Mary Toft, nata Denyer, una contadina venticinquenne sposata con Joshua, un merciaio ambulante, che vivono insieme ai loro tre figli Mary, Anne e James nella piccola cittadina di Godalming, qualche migliaio di anime nel sud dell’Inghilterra. Nel 1726 la donna rimane incinta del quarto figlio, ma la gravidanza sembra interrompersi in agosto, quando in seguito a forti dolori espelle molto materiale organico. Anche se ha tutta l’aria di un aborto, il 27 settembre Mary partorisce regolarmente.

Solo che da alla luce un coniglio morto.

 

 

Terrorizzata dalla carcassa appena espulsa, la ragazza la invia a John Howard, chiedendogli di visitarla. Il dottore è palesemente scettico, da uomo di scienza qual è, ma vuole comunque dare un’occhiata a questa bizzarria. Ad un primo esame Mary sembra sana come un pesce – per quanto possa essere sana una contadina del ‘700 – ma le doglie nei giorni successivi diventano insopportabili: ad inizio novembre, per diversi giorni, la ragazza espelle pezzi di gatto soriano, coniglio, anguilla ed altri animali. Questo grottesco parto arriva alle orecchie del sovrano Giorgio I, che incarica due medici di corte, Nathaniel St AndréSamuel Molyneux, di indagare seriamente sul caso. I dottori si recano a Guildford, dove intanto Howard ha portato Mary, e restano senza parole: quasi a prevedere la loro venuta, la ragazza ha appena partorito il torso di un coniglio, il quindicesimo dall’inizio di queste sue strane gravidanze. St. Andrè, benché impressionato dalla vicenda, mantiene un contegno scientifico; recupera il moncone e lo immerge nell’acqua, per verificare se i polmoni dell’animale abbiano mai respirato aria. Le due sacche restano a galla, ed il medico comincia a covare i primi dubbi sulla buona fede di Mary, ma resta al gioco. La sera stessa la donna espelle dall’utero altre amenità, tra cui un altro torso, lembi di pelle e concludendo le doglie, platealmente, con una testa di coniglio. La ragazza racconta ai medici che durante una faticosa giornata nei campi in aprile, mentre è incinta, decide di prendersi una pausa con un’amica; d’improvviso dal nulla sbuca un coniglio, che la comitiva si diverte ad inseguire negli orti. Quest’evento, secondo lei, la scuote talmente tanto da costringerla a sognare conigli tutte le notti, lasciandole una vera e propria cicatrice emozionale.

Un altro fatto curioso associato alla gravidanza è l’apparente influenza delle emozioni della madre che si ripercuotono sul bambino nell’utero. Tutti conoscono le spiegazioni dettate dal popolo sui segni lasciati sull’infante di oggetti o animali osservati dalla madre durante la gravidanza, eccetera. La verità, ad ogni modo, sembra essere molto più evidenziata dai fatti di natura sostanziale. C’è un desiderio naturale di spiegare ogni abominio o anormalità del bambino con qualche incidente accorso alla madre in dolce attesa. Esiste una letteratura che attribuisce l’esistenza di alcuni soggetti deformi con episodi legati alla vita delle madri gravide. Il povero Uomo Elefante [Joseph Carey Merrick] credeva fermamente che la sua condizione fosse legata al fatto che la madre, mentre lo portava in grembo, fu atterrata da un elefante in un circo. In alcune nazioni l’esibizione di queste mostruosità è severamente vietata, poiché vi è la convinzione che possa perpetrarsi impressionando le gravide. Ai gemelli siamesi fu fatto divieto di esibirsi in Francia proprio per questa ragione. – Anomalie e curiosità della medicina, George Milbry Gould e Walter Lytle Pyle, 1896

I resoconti dei medici di corte spingono il re ad inviare un terzo dottore, Cyriacus Ahlers, vero bastian contrario di Mary: è assolutamente certo che la donna imbrogli, e per avvalorare le sue idee esamina con cura i resti, scoprendo che si tratta di animali che in origine erano vivi, i cui corpi sono stati macellati con strumenti da taglio. Forse, pensa Ahlers, anche Howard è implicato nella faccenda. St. André, di contro, è fermamente convinto che la donna non abbia nulla da nascondere.

La stessa notte [Mary] sognò di trovarsi in un campo con due conigli in grembo, e si svegliò con una strana fitta, che perdurò sino al mattino; da quel momento, per i successivi tre mesi, ha un forte e costante desiderio di nutrirsi di conigli, ma essendo di famiglia povera ed indigente non ha mai potuto permetterselo. – Appunti di St. André sul caso

Il sovrano viene informato della scoperta, e decide di vederci chiaro: St. André ed un altro collega vengono rispediti a Guildford, e ad accoglierli trovano Howard, che li informa di un nuovo parte gemellare, ovviamente di conigli. Mary, a differenza delle altre volte, lamenta un dolore incessante all’addome destro e viene condotta a Londra dal celebre ostetrico Richard Manningham, che scopre che la parte dolente è sensibilmente più grande della sinistra.

Sotto l’occhio vigile di St. André – che si sta giocando la carriera per quella che potrebbe essere una volgare truffa – Mary viene esaminata da decine di eminenti medici, con pareri largamente contrastanti: da un lato c’è John Maubray, che avanza l’ipotesi che un trauma legato ai conigli possa aver condizionato le gravidanze delle donna, e dall’altro James Douglas, che afferma che partorire conigli sia come se un coniglio generasse un bambino; una stupidaggine. La storia di Mary Toft spacca in due il consorzio scientifico e l’opinione pubblica: ma è davvero possibile che la donna abbia dato al mondo dei conigli?

Ovviamente no, perché è tutta una messinscena.

 

 

A decretare la parola fine alla tediosa questione è il nobile Thomas II conte di Onslow, il 4 dicembre del 1726. Onslow comincia ad indagare in gran segreto, e scopre che il marito di Mary, Joshua, nel periodo tra ottobre e novembre ha acquistato un’insolita quantità di conigli. Il giorno prima, inoltre, Onslow viene persuaso dalla madre di Joshua, Margaret, ad introdurre di nascosto un coniglio nella cella della ragazza. Le rivelazioni di Onslow arrivano a Manningham, che si convince della colpevolezza della donna: la sottopone ad interrogatori anche di quattro ore, ma Mary non cede. A questo punto, forte della sua carica di ostetrico, l’uomo la convince che per appurare la natura dei suoi parti deve sottoporsi ad un intervento tanto invasivo quanto doloroso. Ovviamente il dottore sta bluffando, e l’idea sortisce l’effetto sperato: il 7 dicembre Mary, dinanzi al giudice di pace Sir Thomas Clarges, crolla ed ammette tutto.

Dopo l’aborto, Mary ha escogitato la truffa per poter guadagnare qualcosa: con l’aiuto di un complice, mentre la sua cervice uterina era ancora dilatata, ha inserito pezzi di animali che, una volta espulsi, sarebbero sembrati dei “normali” parti. Come abbiamo visto, la sua storia è rimasta in piedi per un po’, ma alla fine da tutta la vicenda, ironicamente, la ragazza non ha mai guadagnato neanche un centesimo.

Un processo è indetto dalla Corte del Consiglio reale, presso Hillary Term, contro Mary Toft di Godalming, con l’accusa di ingiuria e frode, per aver finto il parto naturale d 17 conigli. Si trova tuttora agli arresti nella prigione di Bridewell, dove a nessuno tranne la moglie del custode è consentito entrare nella cella per sopperire alle sue necessità; è vietata la visita anche da parte del numeroso stuolo di persone che accorrono per incontrarla, ed in particolar modo al marito, che deve essere messo sotto diretta sorveglianza quando si trova nelle galere. – The British Gazetteer, 24 dicembre 1726

Nonostante le forti accuse, alla fine Mary non viene processata realmente, ed esce di prigione l’8 aprile 1727. Tornata a casa, la storia si dimentica di lei, salvo per le notizie che segnalano nel 1740 un processo a suo carico per ricettazione e la sua morte, avvenuta nel 1763. Alla fine a fare le spese dell’intera vicenda saranno i medici che hanno sostenuto le parole della donna, in particolare St. André, che si vedrà messo alla berlina per il resto dei suoi anni come un medico allocco ed ignorante, divenendo il simbolo stesso della ciarlataneria dei medici dell’epoca.

 

 

Dimenticavo di un altro evento importante nella vita di Mary Toft, successivo a questa bizzarra storia: nel 1727 rimane di nuovo incinta. E, che ci crediate o no, da alla luce una bella bambina.

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