Ogni storia dell’orrore, o almeno del mistero, che si rispetti ha bisogno prima di tutto una collocazione fisica. Non basta dire “c’era una volta”, bisogna specificare il dove, comprendere appieno le radici del luogo in cui il nostro racconto affonda, donare a chi ci ascolta o legge un posto da poter visitare, dove perdersi, restare a bocca aperta, scappare via terrorizzato. Tra i tanti luoghi densi di significato e mistero non si può non contemplare la Sicilia. Qui silenziosa, all’ombra dell’Etna, sorge Catania, sorvegliata e protetta da ‘U Liotru, l’elefante centenario che svetta al centro della città, custode immortale che la difende dalla furia del gigante di roccia e magma. Poco distante si trova un piccolo paese divenuto teatro di suicidi e morti misteriose, di fantasmi ed apparizioni: questa è la storia della villa dei misteri di Mascalucia.

 

 

Di fronte al cimitero comunale di Mascalucia, a due passi dal municipio, sorge un’imperiosa villa del 18° secolo che gli abitanti del luogo guardano con gli occhi bassi, avvolti da un brivido lungo la schiena. Abbandonata all’inizio del 19° secolo, era in origine proprietà di un ricco barone, che ancora giovanissimo, e senza alcun apparente motivo, decide di togliersi la vita in una delle sedici stanze del palazzo. La proprietà negli anni è passata di padre in figlio, da un compratore ad un altro, e tutti i proprietari sono morti nel giro di pochi mesi. Tante persone sono passate dal grande cancello che si affaccia sulla strada, e molte ne sono uscite avvolte in un sudario.

Tranne i giardinieri.

Da generazioni la stessa famiglia di giardinieri cura il giardino della villa, e sembrano gli unici immuni alla sua maledizione. Il mestiere è così passato di generazione in generazione fino ai giorni nostri, come se il destino della casa e del suo giardiniere fosse legato da un sottile filo invisibile.

Freddo pungente ed odori nauseabondi sono il biglietto d’ingresso in un percorso che si snoda su tre piani: rumori di passi, sbalzi di corrente, ed apparizioni improvvise, come quella di un bambino di circa una decina d’anni, accolgono gli incauti viaggiatori nel seminterrato, dove sembra essere stato sepolto il barone suicida. Con uno sguardo rivolto al cimitero al di là della strada, dove forse i morti sono gli unici a conoscere cosa si nasconde davvero tra le mura della villa.

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