Pascualita è una bella ragazza dagli occhi marroni e dai lunghi capelli castani raccolti in un grazioso chignon dietro la nuca. Vestita di un candido abito da sposa, accenna un sorriso ai passanti che si fermano davanti alla vetrina de La Popular, il negozio di sartoria da cerimonia che la madre, Pascuala Esparza, ha aperto a Chihuahua, in Messico. Purtroppo, però, quello che ammicca ai curiosi dall’interno del locale è un cadavere imbalsamato.

Quella di Pascualita è una storia sfortunata: nel marzo del 1930, la madre termina di confezionare uno stupendo abito da sposa da regalarle come dono per le nozze, che si terranno di lì a poco. L’abito è stupendo, adombrato solo dalla bellezza della giovane. Purtroppo la morte ha uno strano senso dell’umorismo: poco prima di recarsi in chiesa per il sì, la ragazza viene morsa da una vedova nera e muore in preda agli spasmi tra le braccia inermi della madre.

Si dice che il dolore più grande che possa provare un genitore è dover seppellire il proprio figlio: per la giovane Pascualita non ci sarà nessun funerale. La madre riesce a sottrarre il cadavere alle autorità, lo fa imbalsamare, lo veste dell’abito bianco e lo porta in negozio, dove il 25 marzo 1930 diventa un manichino da esposizione. Può sembrare macabro ed offensivo, ma per Pascuala avere la figlia al proprio fianco diviene l’unica cosa che le permette di non impazzire.

 

 

La comparsa di questo nuovo manichino nella vetrina de La Popular non passa di certo inosservata, e nel giro di poco tempo la situazione degenera; in molti protestano pubblicamente, arrivando anche a minacciare di morte la sarta. Le voci si dilagano, e ben presto il piccolo atelier diviene meta di migliaia di curiosi; molti arrivano spinti da una morbosa curiosità, altri sono mossi da quella innata attrazione per il macabro, ma ci sono anche veri e propri fedeli che venerano la ragazza come una santa. Gli anni passano, e uno dopo l’altro i proprietari del negozio sartoriale si avvicendano nell’attività. Ma dopo oltre 70 anni, Pascualita è ancora lì, immobile, a fissare gli astanti. Mario Gonzales, uno dei proprietari de La Popular, è solito raccontare di quando una donna, nel corso di un litigio col proprio uomo svoltosi di fronte al negozio, è stata colpita da un proiettile; a terra, sanguinante, ha invocato con tutto il cuore il nome di Pascualita, sopravvivendo miracolosamente. Sembra poi che la giovane sia molto inquieta: di notte cambia posizione, i suoi occhi seguono i clienti all’interno del negozio, e a molte commesse gela il sangue nelle vene ascoltando l’eco dei suoi sussurri disperdersi nell’atelier.

 

 

I dubbi se quello nella vetrina sia un manichino o il simulacro di una bella ragazza, però, sono molti. Pascualita è incredibilmente dettagliata, dalle unghie delle mani alle impronte digitali, tutto è davvero realistico, ma mantenere un cadavere in condizioni perfette per così tanti anni è un’operazione estremamente complessa, e pertanto potrebbe trattarsi di un manichino di straordinaria fattura.

Qualunque sia la verità, gli occhi di Pascualita continueranno ad affascinare ed inquietare per molti anni ancora, sia che nel suo petto trovi posto un cuore umano, o uno di plastica.

 

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