Vi ricordate del macaco che aveva rubato una macchina fotografica e si era scattato un selfie? Ne abbiamo parlato qualche anno fa, ponendoci questa semplice domanda: se un animale si fa un selfie, i diritti sulla foto gli appartengono o sono del fotografo che ha preparato l’attrezzatura? Oggi, grazie ad una sentenza del giudice federale di San Francisco, abbiamo la risposta.

È il 2011 quando un macaco nero, Naruto, ruba l’attrezzatura del fotografo professionista David Slater, e ci si scatta un selfie. Da lì in poi una caterva di accuse, anche legali, su chi detenesse i diritti sulla foto. Secondo Wikipedia appartengono alla scimmia, e pertanto rientrano nel pubblico dominio, secondo Slater è lui il detentore, avendo messo a disposizione l’attrezzatura. Insomma, macaco, Slater o nessuno?

A mettere la parola fine ci ha pensato il tribunale di San Francisco, Stati Uniti, dove proprio nel 2011 la Peta, un’associazione animalista, depone una formale denuncia contro Slater affinché al macaco vengano riconosciuti i diritti sull’immagine. Il 6 gennaio 2016 ha perso la causa, decretando che un animale, in pratica, non ha alcun diritto sulla realizzazione di opere proprie. Slater può finalmente guadagnarsi da vivere con la foto, mentre la Peta non è affatto contenta di come è finita la vicenda, e minaccia ulteriori rappresaglie.

Al macaco, dal canto suo, non gliene è calato né tanto né poco. 🙂

 

Macachi, selfie e copyright

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