Questa storia ha inizio nel 1837 nella Londra vittoriana, e dura oltre 150 anni. Racconta di una creatura metà uomo e metà diavolo, che terrorizza i cittadini della capitale dell’impero inglese, figlia della notte e dei comignoli fumosi, dilaniando le sue vittime con inquietanti artigli per poi lasciare i testimoni a bocca aperta con poderosi balzi di oltre trenta metri, prima di svanire nel buio da cui è uscita. Ecco a voi Spring-heeled Jack, ovvero Jack il saltatore.

Siamo nel settembre del 1837, in anni di grandi rivoluzioni ma anche di grandi contraddizioni, e sullo sfondo la nebbiosa Londra della Regina Vittoria, con i suoi lustri e le sue ricchezze ma anche con la sua povertà ed il suo degrado. Una giovane servetta di nome Mary Stevens camminava per Lavender Hull di ritorno dai suoi genitori in Battersea. Affacciatasi sul parco di Clapham Common, una strana figura le si avvicinò sbucando dalle tenebre. Il mostro la afferrò e la strinse a sé in un macabro abbraccio e cominciò a baciarla avidamente in volto, sfiorandone la pelle con quelli che sembravano lunghi ed affilati artigli.

freddi e umidi come quelli di un cadavere. – Mary Stevens

In preda ad un puro terrore la ragazza urlò con quanto fiato avesse in corpo, facendo così fuggire la creatura. In molti giunsero immediatamente sul posto attirati dalle grida, ma dell’assalitore non vi era alcuna traccia. La giovane non venne presa in grande considerazione dalla polizia – e come dar loro torto – e la sua denuncia venne archiviata come semplice manifestazione di autolesionismo.

Il giorno seguente, però, il mostro tornò ad attaccare. Si gettò  a capofitto dai tetti di un palazzo nel bel mezzo della strada sbarrando d’improvviso il passaggio di un cocchio: il suo guidatore rovinò a terra ferendosi gravemente, proprio mentre l’assalitore saltava via con un balzo di oltre due metri e mezzo lasciando dietro di sé solo l’eco del suo ghigno malvagio.

Jane Alsop si trovava a casa del padre la notte del 19 febbraio 1838 quando un uomo che dichiarò essere un poliziotto bussò alla sua porta. La figura dentro il lungo mantello le chiese una candela, annunciando che Jack il saltatore era stato catturato proprio davanti la sua abitazione. Jane offrì subito una luce al poliziotto, ma immediatamente ritirò la mano: il suo volto era quanto di più inquietante potesse esistere, i suoi occhi erano sfere di fuoco purpureo, fiamme bluastre uscivano dalla sua bocca e la sua pelle era di un innaturale color olivastro. Il mostro la afferrò con i suoi artigli e le strappò via la camicetta da notte. Jane riuscì a divincolarsi e a fuggire via urlando, ma la creatura fu altrettanto lesta da riacciuffarla in strada, infierendo con i suoi artigli sulla giovane, ferendola al collo e alle braccia e abbandonandola lì a terra, in un lago di sangue. Jane venne poi salvata da una delle sorelle, allertata dalle urla.

Il 28 febbraio 1838 la diciottenne Lucy Scales era di ritorno con la sorella da una visita a casa del loro fratello, un rispettabile macellaio di Limehouse. Lungo Green Dragon Alley le due si pietrificarono alla vista di una figura ammantata di nero che le osservava da un angolo della strada. La sola vista del mostro, che vomitava lingue di fuoco blu, fece impazzire Lucy, che per molte ore rimase a terra in preda ad attacchi di panico violentissimi. La ragazza venne soccorsa dal fratello e dalla sorella, che la riportarono a casa di lui. Il mostro si era dileguato; la polizia interrogò numerosi sospettati, ma non effettuò alcun arresto.

Jack non seguiva apparentemente alcuna logica: attaccava le vittime a caso, senza premeditazione, ed ogni volta scappava via con enormi salti anche di trenta metri (da cui, appunto, l’appellativo di “saltatore”). Gli avvistamenti furono innumerevoli, ed alcuni pensano che siano state molte le vittime che non abbiamo sporto denuncia, per evitare di essere additate come pazze.

Nell’agosto 1877 la vittima della creatura è la guardia di un’avamposto militare. Il soldato di stanza alla caserma di Aldershot seguiva nel buio una figura che gli si approcciava dal bosco antistante la struttura. La creatura lo attaccò all’improvviso, ferendolo più volte in viso, e a nulla valsero i colpi sparati dai commilitoni della povera vittima: gli spari non sortivano alcun effetto e sebbene Jack fosse stato colpito in pieno da diverse raffiche, non si trovò neanche una singola goccia del suo sangue; com’era apparso, svanì.

Nell’autunno 1877 il saltatore si fa vivo a Newport Arch, nel Lincolnshire, abbandonando il suo lugubre mantello per un’ancor più macabra pelle di pecora. Un uomo gli sparò, ma le pallottole sembrarono non arrecargli alcun danno. La creatura fuggì via a grandi balzi.

Nel 1888 ad Everton, a nord di Liverpool, il mostro si materializzò sul tetto della Chiesa di San Francesco Saverio, senza però attaccare nessuno dei presenti. Riapparve nella vicina William Henry Street nel 1904, anche stavolta senza nuocere ad anima viva.

Le apparizioni di Jack il saltatore si avvicendano sino a tempi più recenti.

Nei tardi anni ’70 la creatura venne avvistata da diversi residenti di Attercliffe, nello Sheffield, ma nessuno venne attaccato. Jack si limitò a balzare da una casa all’altra in piena notte, davanti agli occhi sbigottiti e spaventati della popolazione.

Nel 1986 nel South Herefordshire un commesso viaggiatore di nome Marshall giurò di essere stato aggredito dal saltatore, che lo ghermì e lo ferì gravemente sul torace con i suoi affilati artigli.

Poco tempo dopo, Jack fu avvistato da diversi scolaretti nel West Surrey, e si avvicinò loro con passo veloce fermandosi dinanzi ad un bambino dai capelli neri apostrofandolo con:

Ho scelto te. – Jack il saltatore

Nel 2012 Scott Martin e la sua famiglia tornavano in taxi da Stoneleigh quando una figura oscura saltò ben oltre quattro metri scavalcando l’edificio di una banca in pochi secondi presso il Nescot College di Ewell. Dopo essersi documentati, giurarono si trattasse di Jack.

Ma chi o che cos’è realmente Jack il saltatore?

Alla metà dell’800 la storia sembrava giunta alla sua fine quando alcune delle vittime del mostro notarono nel risvolto del mantello una W dorata, simbolo della casata del marchese di Waterford, Henry de La Poer Beresford. L’uomo però morì per una caduta da cavallo nel 1859, senza che la bestia si quietasse: continuò indisturbata, come avete letto, le sue terrificanti gesta fino ai giorni nostri. Altre teorie vedono in Jack il saltatore una creatura aliena, dotata di tecnologia avanzata (occhiali ad infrarossi, protesi che aumentano i riflessi, eccetera). Altri credono che si tratti di un vero e proprio demone, liberato sulla Terra da chissà quale arcano rituale, mosso dalla violenza e dalla sete di sangue. Tal’altri invece credono che si tratti di persone affette da isteria collettiva che autoalimentavano la leggenda, come nel caso del gassificatore di Mattoon.

Dopo quasi duecento anni, la verità su Spring-heeled Jack non è ancora stata rivelata.

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