Tag: Apocalisse

D&R: Qual è stato il terremoto più devastante di sempre?

Abbiamo tutti negli occhi il paesaggio apocalittico di Amatrice e degli altri paesi coinvolti nel sisma del 24 agosto 2016. L’utente Baxdoor, un paio di giorni fa, mi ha inviato per email una domanda che prima o poi mi aspettavo mi avreste fatto. E temevo, sinceramente, che mi sarebbe arrivata proprio in queste settimane di mestizia.

Qual è stato il terremoto più devastante di sempre?

Il nostro è un pianeta geologicamente giovane, “vivo”, sulla cui superficie ogni anno si sviluppa un numero incalcolabile di movimenti tellurici. Negli ultimi secoli grazie all’innovazione tecnologica siamo riusciti a registrare con sempre maggiore precisione l’intensità dei terremoti, scandagliandone la genesi dalle viscere della terra fino ad osservarne gli effetti, a volte impercettibili, a volte devastanti, della sua azione sull’opera umana. Dalle vibrazioni infinitesimali ai paesaggi apocalittici, ecco a voi i più grandi terremoti della storia.

Di seguito verrà utilizzata come metro di valutazione la scala Richter, creta dal geofisico statunitense Charles Richter per esprimere la magnitudo, ovvero una stima dell’energia sprigionata da un terremoto nel punto della frattura della crosta terrestre, che va da 0 a (finora) 13. Per darvi un’idea l’intensità del terremoto che ha colpito il centro Italia il 24 agosto 2016 è stata di 6.0 gradi sulla scala Richter. È un concetto un po’ astratto, ma che potremmo tradurre anche con decine di paesi rasi al suolo, 296 vittime, migliaia di vite rovinate e danni economici incalcolabili. Sì, così rende di più.

 

I terremoti più devastanti di sempre

 

Si calcola che il sisma più potente mai avvenuto sulla Terra sia quello che ha portato alla genesi del Cratere di Chicxulub nello Yucatán (Messico), dovuto all’impatto di un asteroide con la Terra 66 milioni di anni fa.  Di magnitudo 13.0, ha portato all’estinzione dei dinosauri, oltre all’emissione nell’atmosfera di polveri che per diversi anni ha portato ad un lungo inverno su tutto il pianeta.

In tempi più recenti, e generato dalla Terra stessa, il più devastante sisma di sempre è stato senza dubbio il Terremoto di Valdivia del 1960, meglio conosciuto come Il grande terremoto del Cile, avvenuto nel paese sudamericano il 22 maggio 1960, che ha raggiunto una magnitudo di 9.5. Sebbene si sia trattato di un evento apocalittico, si è verificato in una zona del pianeta scarsamente popolata, provocando solo – solo – 3.000 vittime. Per renderne meglio la portata, vi basta immaginare che colpì non solo gli stati limitrofi, ma anche l’Alaska ed il Giappone, dall’altra parte dell’oceano, ha risvegliato il vulcano quiescente Puyehue-Cordon Caulle interessando un’area costiera di 400.000 km² ed ha completamente stravolto il territorio, creando paludi dove prima vi erano fiumi ed alzando il livello del mare di 4 metri. Se avesse colpito un’altra zona del mondo più popolata avrebbe sterminato milioni di persone portando alla completa distruzione del territorio.

La magnitudo più alta generata dall’opera umana è invece di 8.35, conseguente la detonazione della sovietica Bomba Zar, avvenuta il 30 ottobre 1961 nella baia di Mitjušicha, sull’isola di Novaja Zemlja a nord del Circolo Polare Artico. Tenendo presente che fu fatta esplodere a 4.200 metri slm, la maggior parte dell’energia dell’ordigno venne liberata nell’atmosfera. Ciononostante, fu in grado di sviluppare una palla di fuoco di oltre 3 km e qualsiasi cosa nel raggio di 35 km finì polverizzata. Letteralmente. Si tratta attualmente della bomba più potente mai costruita dall’essere umano. E fa paura pensare alla nota, allegata al dossier dello sviluppo della Zar, che recita così:

Un risultato positivo del test apre la possibilità di creare un dispositivo di potere praticamente illimitato.

 

Cosa ci riserva il futuro?

Il terremoto che nei prossimi anni colpirà la California (Stati Uniti) sarà probabilmente il più grande sisma mai registrato dall’uomo. Denominato Big One, farà slittare di 10 metri i due labbri della Faglia di Sant’Andrea, colpendo gravemente le aree di Los Angeles, Orange County, San Diego e Tijuana. Non è vero che staccherà la California dal resto del continente, come molti credono: presentato nel libro Last Days of the Late, Great State of California di Curt Gentry, si tratta di uno scenario impossibile, dato che la faglia di Sant’Andrea fa “scivolare” i suoi bordi, non li allontana tra loro.

 

I terremoti

Vi propongo in ultimo un intervento sull’argomento delle grandi opere, trattato a La Gaia Scienza su La7 qualche anno fa, che si lega a doppio filo con la drammaticità dei terremoti e la possibilità di contenerne gli effetti disastrosi.

A parlare è il geologo Mario Tozzi, che forse non tutti voi conosceranno. Tozzi è membro del consiglio scientifico del WWF e si occupa dell’evoluzione geologica del Mediterraneo centro-orientale in qualità di primo ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Giusto per farvi capire che non è il primo fesso che capita.

 

 

Post scriptum

Se volete contribuire con una donazione a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto che ha interessato il centro Italia potete farlo attraverso SMS solidali e IBAN; trovate le indicazioni e le coordinate sul sito della Protezione Civile.

Se invece volete dare una mano dal vivo vi consiglio di collegarvi sempre al sito della Protezione Civile che coordina i soccorsi sul territorio.

Un’altra donazione, importantissima, è quella di sangue. Potete fare riferimento al sito dell’AVIS o contattare l’ospedale più vicino a voi. L’emergenza sangue è costante, non aspettate le prossime vittime per donare.

Un’ultima preghiera. Se volete contribuire sul posto ad Amatrice e negli altri paesi coinvolti, fate riferimento alla Protezione Civile; non partite allo sbaraglio senza un’organizzazione precisa, pensando col vostro operato di salvare vite umane e fare la differenza tra la vita e la morte.

Non abbiamo bisogno di eroi. Grazie.

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La migliore arma politica è il terrore.

Bundesarchiv, Bild 183-R99621

La migliore arma politica è il terrore. Tutto ciò che nasce dalla crudeltà si impone al rispetto. Non vogliamo essere amati, ciò non ha alcuna importanza purché si sia rispettati e temuti. Anche se siamo odiati non ci importa, pur di essere temuti.

Discorso di Himmler agli ufficiali delle SS, Char’kov, 19 aprile 1943.

Heinrich Luitpold Himmler, 1900 – 1945. Militare, Reichsführer delle SS, comandante della polizia e delle forze di sicurezza del Terzo Reich, ministro dell’Interno del Reich, criminale di guerra.

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3 film horror trash made in Japan da vedere prima di morire [STREAMING]

Le storie di fantasmi, che in Occidente fanno spesso da contorno a case diroccate, castelli in rovina e vendette del serial killer di turno, rappresentano per il Paese del Sol Levante un pilastro portante della cultura nazionale. La figura stessa dello spettro è ben diversa dalla nostra, trasposta al cinema in un genere sviluppatosi negli ultimi decenni, il J-Horror, fatta di rumori appena percettibili, giochi di luce, sussurri e, sopratutto, storie da raccontare. I film dell’orrore giapponesi fanno esattamente questo, raccontano storie, eviscerando più la psiche dei personaggi coinvolti che le apparizioni paranormali in sé per sé. Gioielli come RingThe GrudgeJu-onDark Water (vi dice niente la storia di Elisa Lam?) rappresentano l’apice di un genere di nicchia condiviso col grande pubblico solo da pochi anni.

Ma se da un lato abbiamo film iconici del genere, dall’altro ci sono zombie generati da un gabinetto maledettoparassiti sessualimorti viventi assetati di sesso. Ecco a voi 3 film horror trash made in Japan da vedere prima di morire.

 

Zombie Ass: Toilet of the Dead

Comiciamo la nostra lista con Zombie Ass: Toilet of the Dead (ゾンビアス, Zonbiasu), film horror del 2011 diretto da Noboru Iguchi, in cui troverete zombie, scoregge e tanta, tanta cacca. 💩

Zombie Ass - Toilet of the Dead

Trama

Devastata dal suicidio della sorella vittima di bullismo, la giovane karateka Megumi è in viaggio con i suoi quattro scalmanati amici, la secchiona Aya, il di lei fidanzato tossico Také, la modella Maki ed il nerd Naoi, per una scampagnata nel bosco. Fissata con l’aspetto fisico e alla ricerca della dieta definitiva, Maki ingoia un verme parassita scoperto per caso all’interno di un pesce, convinta così che il nuovo ospite l’aiuterà a perdere peso. L’idea è palesemente stupida, ma da un film che ha per sfondo zombie e latrine che vi aspettate? 😂 Le cose comunque cominciano a precipitare quando il verme le provoca profonde fitte allo stomaco: Maki fugge in un bagno improvvisato, dove scopre che il parassita in poche ore ha già deposto centinaia di uova, che la ragazza espelle in un vulcanico attacco di diarrea. Le uova però risvegliano un gruppo di famelici zombie coperti di feci pronti a fare banchetto della sprovveduta comitiva. Riusciranno l’intervento provvidenziale del Dr. Tanaka e le abilità di Megumi a salvare i ragazzi da una fine impietosa?

Streaming

 

Dead Sushi

Dead Sushi (デッド寿司, Deddo sushi) è un altro film horror giapponese diretto da Noboru Iguchi nel 2012, in cui i nostri eroi dovranno vedersela contro un’orda di sushi assassini.

 

Dead Sushi

 

Trama

La ragazza prodigio nelle arti marziali Keiko, figlia di un leggendario chef di sushi, fugge di casa quando il suo regime di kung-fu diviene insostenibile. Vagabondando per il Giappone, trova asilo e lavoro in una locanda termale che si trova nel bel mezzo del nulla. Qui viene ridicolizzata sia dal folle personale dello stabilimento che dagli ospiti, dirigenti di un’importante industria farmaceutica in vacanza. Nonostante le angherie subite Keiko persevera nelle sue mansioni, finché un ex ricercatore della ditta farmaceutica non libera un devastante virus nel cibo in grado di trasformare il sushi in mostri assetati di sangue.

 

Streaming

 

Sexual Parasite: Killer Pussy

Sexual Parasite: Killer Pussy (寄生蟲 キラープッシー, Kiseichū: kirā pusshī) è un film del 2004 diretto da Takao Nakano, in cui avremo a che fare, come da titolo, con un mostro parassita che si è comodamente insidiato tra le “grazie” di una donna. Il che ci ricorda, qualora ce ne fosse bisogno, che in Giappone della sessualità hanno ancora un’idea un po’ confusa.

 

Sexual Parasite - Killer Pussy

 

Trama

Durante un viaggio di studio in Amazzonia, una scienziata viene attaccata da un pesce che ospita uno strano parassita, che si insinua nella vagina della donna. Un anno dopo, in Giappone, un gruppo di ragazzi, due femmine e tre maschi, si ritrova per caso in uno sperduto casale nel bosco, e scongela il corpo della scienziata, dando il via ad un mortale contagio che si trasmette per via sessuale. In mezzo alle gambe delle ragazze si generano così orribili mostri dentati, alla ricerca di bei maschioni da evirare.

 

Streaming

 

Sono solo film stupidi, ignoranti e coattissimi? Forse. Ma la grandezza di certe opere sta proprio nel pressapochismo della trama, dei personaggi, e tutto ciò che c’è di contorno.

Non siete d’accordo? Allora ringraziate che non vi ho parlato della vagina lanciafiamme di Big Tits Zombie

 

Big Tits Zombie

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Connor – Il figlio di Satana

A quanto pare il figlio del diavolo partorito da Rosemary nel film Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York di Roman Polanski ha trovato casa, si chiama Connor ed è un bel bambino con gli occhi che brillano al buio che urla come un dannato. Forse perché lo è.

 

 

I genitori di Connor, ChuckKate Booth, giurano che il video è assolutamente reale, ed è stato catturato dalle telecamere installate dalla nonna del piccolo per controllarlo mentre dorme. Peccato che il bambino di riposare non ne abbia alcuna voglia, ed anzi si prodighi in numeri funambolici che lo vedono in equilibrio sulle barre della culla per oltre venti secondi, raggelando il sangue con urla a dir poco ferali.

Chuck e Kate precisano, inoltre, di essere quasi – sottolineo quasi – certi che il figlio non sia posseduto dal diavolo, che gli occhi luminosi siano frutto della videocamera notturna, e che secondo loro non è poi così inusuale che un bambino di pochi mesi sia in grado di restare in piedi per così tanto tempo.

Mah. 😐

Se Connor non è il figlio di Satana, ha certamente un futuro assicurato al circo.

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The Battery [STREAMING]

Ben and Mickey sono due amici, giocatori di baseball, costretti a sopravvivere in un’apocalisse zombie che li ha tagliati fuori dal resto dell’umanità. Ma che cosa significa essere umano, quando tutto intorno c’è solo la morte?

Ieri sera abbiamo salutato l’end season final della sesta stagione di The Walking Dead e, per voi che avete ancora fame di morti viventi, ho il film perfetto: The Battery.

 

The Battery

 

The Battery è uno di quei film che sono un pugno nello stomaco. Narra la storia di BenMickey, giocatori di baseball alle prese con cadaveri ambulanti e avversità del mondo esterno. Nell’ultimo decennio i lungometraggi dedicati agli zombie si sono rivelati quasi sempre dei fiaschi totali, figli della logica commerciale del cavalcare l’onda della moda del momento. The Battery, invece, è diverso. Di cadaveri che non vogliono rimanere tali ce ne sono, certo, ma sono pochi, dannatamente pochi per quasi tutto il film. I protagonisti, a differenza di altre opere, non sono loro. Non è un film di zombie, è un film con degli zombie. Sembra solo una sottile variazione semantica, ma non è così: i morti viventi non sono al centro di tutto, e non rappresentano il gancio da traino della vicenda; sono un modo per raccontare altro, i rapporti umani e le conseguenze delle proprie scelte.

 

The Battery

 

Diretto da Jeremy Gardner, giovane regista statunitense al suo primo lungometraggio, e interpretato da quest’ultimo e Adam Cronheim, The Battery è stato girato con un budget di 6.000 dollari, in soli 15 giorni. Il film si divide in pratica in due capitoli: il primo è un road movie, che alterna momenti drammatici a scene scanzonate delineando, apparentemente, quella che sarà la storia; il secondo, claustrofobico, narra invece l’evoluzione psicologica dei personaggi, l’interazione tra gli stessi e le conseguenze delle scelte fatte dai due. Ben e Mickey si adattano al nuovo decadente mondo che li circonda o al contrario lo rifiutano, tirando sempre più la corda al cappio che li tiene legati; non sarebbero in grado di sopravvivere da soli, ma non riescono ad accettarsi appieno. E così mentre uno fracassa la testa di uno zombie senza pensare al domani, l’altro si rifugia nella musica – da segnalare Anthem for the already defeated dei Rock Plaza Central –  lasciando che le note lo cullino verso eterei riflessi di un mondo ormai lontano; mentre uno si lascia andare all’alcool, l’altro resta morbosamente affascinato dai seni floridi di una giovane morta vivente.

 

The Battery

 

The Battery non è stato tradotto ufficialmente in italiano, così ve lo propongo in streaming sottotitolato in italiano qui in basso. Buona visione. 😉

 

La Bottega del Mistero
Alza il velo della realtà per portare alla luce curiosità, misteri, eventi grotteschi o divertenti. Ma sempre comunque affascinanti.
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Cargo

Qual è la cosa più preziosa di tutte quando sei un uomo, un padre, in una terra invasa dai morti viventi? Quanto sei disposto a perdere per salvare la vita di tuo figlio?

Cargo è un cortometraggio del 2013 finalista del Tropfest, festival dedicato alle produzioni indipendenti che non superano i 20 minuti di video. Diretto da Ben HowlingYolanda Ramke, e scritto da quest’ultima, Cargo narra la storia di un padre e di suo figlio appena nato, negli Stati Uniti spazzati via dall’apocalisse zombie. Dopo la drammatica perdita della moglie, l’uomo è costretto a viaggiare di città in città, alla disperata ricerca di un rifugio sicuro dove stabilirsi e, sopratutto, di un futuro per il suo bambino. Scoprirà presto che l’amore può andare ben oltre la morte.

Buona visione.

 

La Bottega del Mistero
Alza il velo della realtà per portare alla luce curiosità, misteri, eventi grotteschi o divertenti. Ma sempre comunque affascinanti.
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Jvk1166z.esp

Jvk1166z.esp è una creepypasta scritta il 23 aprile 2011 dall’utente RetardoTheMagnificent su Creepypasta Wiki. Narra di un inquietante mod per Morrowind, terzo capitolo della saga The Elder Scrolls (a cui seguiranno Oblivion e Skyrim) sviluppata dalla Bethesda Game Studios nel 2002. Per alcuni un virus, per altri una mod corrotta, per altri ancora un incubo: Jvk1166z.esp è questo e molto altro ancora.

Buona lettura.

 

 

Jvk1166z.esp

Alcuni di voi certamente ricorderanno dell’hype creato qualche anno fa da una particolare mod di Morrowind. Il nome era Jvk1166z.esp. Si trovava facilmente sulle community più piccole e sui gruppi dedicati ai GDR, piuttosto che in quelle più grandi e blasonati di Elder Scrolls. So con certezza che quando è stata caricata, è stata inviata via PM o email a “pochi eletti”. Nel giro di qualche giorno svaniva nel nulla, per quanto ne sappia.

L’interesse per la mod si sviluppò principalmente perché si trattava di un virus, o almeno così sembrava. Se provavi a caricare il gioco con la mod attiva, ti bloccava lo schermo sul caricamento per un’oretta buona prima di crashare del tutto. Ma se ti andava bene i file di Morrowind, così come i salvataggi, andavano a farsi benedire. Nessuno ha mai capito che facesse quella mod, anche perché non si apriva neanche nel Construction Set. Alla fine vennero pubblicati degli avvisi che esortavano a non scaricarla, e la cosa finì  lì.

Più o meno un anno dopo, in un forum di mod che frequentavo di solito, un tizio se ne uscì di nuovo con questa storia. Scrisse che era stato contattato in privato da un lurker che aveva cancellato il suo account immediatamente dopo l’invio del messaggio. Spiegò che questo utente gli aveva suggerito di provare la mod su DOSbox. Per qualche strana ragione la cosa funzionò… in un certo senso. Il gioco andava un po’ a scatti, e non potevi accedere a Opzioni, Carica salvataggio, alla consolle per sviluppatori ed in pratica a niente che non fosse il gioco in sé. Fortunatamente le opzioni per il salvataggio ed il caricamento rapidi funzionavano, ma niente di più. Ed il file del salvataggio rapido sembrava essere parte del file di gioco, così che non ci si poteva accedere direttamente. Qualcuno suggeriva che il gioco con la mod utilizzava un render delle vecchie schede grafiche, rendendo così DOSbox indispensabile, ma a priva non c’era NIENTE di diverso.

Il resto lo scrivo per mia esperienza diretta. Quando inizi un nuovo gioco in JVK (così lo chiamavano sul forum), dopo che hai lasciato l’Ufficio del Censore ed entri nel gioco vero e proprio, appare a schermo la scritta “La profezia non si è compiuta”. Questo perché ogni singolo NPC collegato con la quest principale è morto, ad eccezione di Yagrum Bagarn, l’ultimo dei Dwemer. I loro cadaveri non scompaiono, così che puoi andarli a cercare uno per uno. A tutti gli effetti, si comincia il gioco in un mondo che ha appena vissuto un’apocalisse di qualche tipo.

La seconda cosa che si nota è che perdi energia vitale. Poco per volta, ma continua ad accadere costantemente. Più a lungo resti fermo, più perdi vita. Se ti azzardi troppo e muori in questo modo, ne capirai finalmente la causa: una figura che chiameremo l’Assassino, perché indossa una specie di armatura della Confraternita Oscura presa da Tribunal con una texture diversa, anche se l’espansione in sé non parte con JVK attiva. È tutto nero, senza texture, come un buco nello spazio. Il modo in cui si muove… mi ha lasciato a bocca aperta, la prima volta che l’ho visto affondare dentro il mio corpo morto. Striscia disarticolato sulle mani e i piedi, con le braccia e le gambe divaricate simili ad un ragno. Puoi vederlo solo quando muori, che ti accerchia poco prima che salti fuori il menù di caricamento. Altre volte puoi scorgerlo con la coda dell’occhio mentre si abbarbica in un angolo o sul soffitto. È difficilissimo giocare di notte!

Inoltre, un’altra cosa stranissima è che di notte, a intervalli regolari, ogni NPC del gioco esce di casa per diversi minuti. Durante questo tempo, l’unica cosa che dicono se provi a parlarci è “Guarda il cielo”. Ad ogni modo poco dopo tornano alle loro normali attività.

 

Jvk1166z.esp

 

Qualche tempo dopo, un giocatore sul forum ha trovato un nuovo NPC di nome Tieras, un Dunmer maschio nel tempio di Ghostgate. Due cose contraddistinguono questo NPC: primo, i suoi vestiti, un modello unico che brilla come delle stelle che pulsano nella notte; secondo, tutte le sue scelte di dialogo, oltre ad essere mostrate a video, sono doppiate. Si possono saltare, ma sembrano doppiate con la voce Dunmer maschio predefinita. Alcuni fanno notare che in realtà la voce è “leggermente” diversa, ma si tratta comunque di un’imitazione davvero ben fatta.

Non voglio entrare nei dettagli, ma la quest che ti propone ti porta in un dungeon chiamato semplicemente “La Cittadella”. Fino a questo punto, le quest erano solo un generico “Scopri i segreti dei luoghi antichi”. L’entrata di questo dungeon si trova su una piccola isola poco a ovest di Morrowind. Alla fine ho scoperto che se usi una Pergamena del volo di Icaro sul punto più occidentale della terraferma rivolto a ovest ci finisci esattamente sopra.

Sebbene si chiami La Cittadella, si estende in profondità. Fa letteralmente impallidire qualsiasi altro dungeon, sia per dimensioni che per difficoltà. Da una grotta si procede per un’area che rappresenta una tomba molto antica, continua attraverso rovine Dadriche, e termina tra rovine Dwemer. Sono arrivato a questo punto prima di uscire. Le creature qui sono troppo forti per un giocatore di livello 20, e dato che non puoi usare la console per imbrogliare in JVK, ci vuole un po’ per terminare l’area. Dato che il caricamento rapido ed il salvataggio rapido sono le uniche scelte, è facile finire in una situazione di stallo da cui è impossibile uscire vivi. Comunque sia, alla fine ce l’ho fatta, e per nulla al mondo sarei stato capace di riuscirci di nuovo.

Ora quello che vi ho raccontato è ciò che solo poche persone sono riuscite a vedere con i propri occhi. Oltre le rovine Dwemer ti ritrovi in un livello simile, ma più scuro. Oltre al bronzo, tutte le texture, incluse quelle delle creature, sono nere. Il rumore delle macchine è molto alto, e ad intervalli causali aumenta improvvisamente d’intensità senza preavviso. Inoltre le camere sono piene di nebbia, o fumo, che ti limitano la visuale a sì e no 3 metri. Se riesci a superare tutto questo, ti ritrovi in un’ala che chi ha raggiunto ha definito La Stanza dei Ritratti.

Come il fuoco o altri effetti grafici presenti nei primi giochi in 3d, in questa stanza ci sono ritratti che si rivolgono sempre nella tua direzione, non importa dove ti trovi. Le foto incorniciate sono prese casualmente dalla tua cartella Immagini. Sul forum, quelli che avevano raggiunto questa zona hanno pubblicato degli screenshot dei ritratti con diverse foto incorniciate (di solito porno, a dirla tutta).

 

Jvk1166z.esp

 

Alla fine della stanza c’è una porta inesorabilmente chiusa. Dopo aver ammesso la sconfitta e tornato da Tieras, quest’ultimo dirà soltanto “Guarda il cielo” con quella sua voce roca. Per di più, nessun NPC nel gioco dice NULLA. Ogni volta ci sono solo i dialoghi a video vuoti, senza nessuna opzione. Non si sentono neanche i saluti standard. Le uniche eccezioni si hanno di notte, quando escono fuori dalle loro case per qualche minuti, e si possono sentire ripetere insistentemente “Guarda il cielo”. A questo punto uno dei miei amici del forum nota (e molti altri faranno lo stesso dopo di lui) che il cielo non è più lo stesso di prima; non è più quello di Tamriel, ma rispecchia quello reale. E si muove.

Da questo punto in poi, tutto quello che vi dirò è basato sull’esperienza di una singola persona. Alla fine è stato cacciato dal forum, ma sono riuscito a restare in contatto con lui finché non mi ha più risposto. In base alle sue considerazioni, osservando le costellazioni ed i pianeti, si tratta del cielo di febbraio 2005. Se muori, ricarichi, o torni alla cittadella, il ciclo ricomincia. Quando la grafica del cielo diurna svanisce, il movimento del cielo si arresta finché le stelle non riappaiono. Nello spazio di una notte, tutto scorre per circa due mesi. Dato che il tempo in VJK è più o meno lo stesso del gioco originale, posso dire che ogni ora del gioco equivale più o meno a 24 ore reali.

Questo tizio è convinto che le porte si aprano quando nel cielo si verifica una data combinazione astrale. Ovviamente, aspettare questo evento significa lasciare il gioco attivo. Ovviamente, QUESTO significa che il gioco non può essere lasciato a sé stesso, grazie al nostro vecchio amico, l’Assassino. Il mio amico decide di aspettare un giorno intero, giusto per vedere se qualcosa sarebbe realmente successo. Ha giocato per circa un anno del gioco. Questo è il post che ha scritto alla fine del suo esperimento:

“Ho cominciato a Seyda. Non era complicato, mi bastava dare un’occhiata e continuare a muovermi per evitare di morire. Ma ecco! Dopo 24 ore esatte, l’Assassino ha mostrato una nuova abilità! URLAVA!!! Stavo leggendo quando all’improvviso ha cominciato ad urlare e mi ha fatto venire un infarto. Sembrava uscito fuori da un film horror! Era lì, accovacciato dinnanzi a me. Appena ho mosso il personaggio, è fuggito via. Quando sono tornato alla Stanza dei Ritratti la porta era ancora chiusa. Cazzo, cazzo, cazzo!”

Qualche giorno dopo, prende la decisione di giocare per 3 giorni di fila – 3 anni nel gioco. Il messaggio di febbraio 2008 che ci suggeriva di usare DOSbox aveva senso, dopotutto.

“Dopo il primo urlo, l’Assassino smette di colpirti da chissà dove. Ora strilla e basta, e dopo averlo fatto ti colpisce se non ti muovi per qualche secondo. Credo che chi ha creato la mod l’abbia fatto per dare una mano. Di notte, indossando le cuffie, se mi addormento… l’urlo mi risveglia; mi basta muovere un po’ il mouse e il gioco è fatto!”

Questo post è di due giorni fa, inviato dal suo portatile. Poi…

“FANCULO FANCULO FANCULO FANCULO FANCULO VAFFANCULO! VAFFANCULO ce l’ho fatta. Allora, ho aspettato, passano tre giorni, bene, e subito dopo che quello STRONZO di assassino mi ha fatto muovere il mouse, ha strillato di nuovo. Così ho dato un’occhiata, e mi sono accorto che tutti i personaggi in città erano usciti di casa. Dicevano tutti “Guarda il cielo”. Io non vedevo niente, comunque. Ma è stato allora che il gioco ha cominciato a diventare scuro… MOLTO scuro. Ho settato la luminosità del monitor a manetta, e ancora ci vedevo appena. C’erano gli altri personaggi, piccole figure lontane, che correvano avanti e indietro. Se tentavo di avvicinarmi, scappavano via. A questo punto ho cercato di dormire, così ho spento le luci, ma era tutto maledettamente inquietante.

Non volevo accendere le luci per non perdermi niente, ma il problema è che non stava succedendo UN CAZZO DI NIENTE. Alla fine me ne sono tornato alla Cittadella… era ancora tutto scuro, e mi sono messo a nuotare, e per tutto il tempo c’erano dei tizi che nuotavano insieme a me. Mi sono fatto strada verso la Cittadella, e lì la luce era normale, e ho cominciato a preoccuparmi. Ne ero abbastanza sicuro, ed infatti la porta della Stanza dei Ritratti ERA CHIUSA, CAZZO. Sono uscito fuori è TUTTO È RICOMINCIATO D’ACCAPO. Allora ho detto basta. Me ne torno al mio cazzo di letto, e sto a posto così. Fine.”

Dopo questo, sono successe due cose. Primo, un altro che era riuscito ad arrivare alla Stanza dei Ritratti ha scritto che l’Assassino ora si trova anche nel gioco Morrowind originale (piccola spiegazione: se reinstalli Morrowind in una cartella differente, otterrai una versione normale del gioco anziché quella con JVK). Sulle prime neanche lui era certo della cosa, ma alla fine ha scritto di un paio di spaventi che si è preso ritrovandosi l’Assassino davanti all’improvviso o dietro un angolo pronto a colpirlo. Un altro che era arrivato alla Stanza dei Ritratti ha cominciato il gioco originale, e anche lui dice di averlo visto, ma si tratta solo di “mi sembra di” dettati dalla tarda notte e dalla distanza.

La seconda cosa è che il mio amico ha cominciato presto a diventare nervoso ed aggressivo quando si parlava di JVK, anche se non ha mai smesso di scriverne del tutto. Alla fine è diventato così volgare che gli è stato dato il benservito. Non l’ho sentito per un paio di settimane, finché non gli ho inviato un’email. Questa è un estratto della sua risposta:

“So che non dovrei, ma sono cominciate le vacanze e ho un po’ di tempo libero, così ho ricominciato JVK di nuovo. È quasi il 2011… e credo di essere impazzito dal sonno! Ma qualcosa sta succedendo! È ancora tutto buio… una volta nell’oscurità, non c’è luce che dia sollievo. Niente da fare. La gente ha cominciato a spostarsi qualche mese fa… tutti a Seyda si sono diretti a quella piccola grotta di banditi. Hanno ucciso i briganti, e ora sono tutti lì dentro. Non dicono niente, non fanno niente se ci clicchi sopra. Ho salvato il gioco e ne ho colpito uno, e quello si è fatto ammazzare senza battere ciglio!

Ed è così dappertutto. Sei costretto a fartela a piedi, dato che tutti i personaggi che permettono il viaggio rapido sono nelle grotte, ma tutte le città sono completamente deserte; tutti si sono riversati nelle grotte e nelle tombe. Tutti quelli di Vivec sono finiti nelle fogne. Ora mi sto dirigendo a Ghostgate… voglio scoprire se Tieras è ancora lì. Ti farò sapere quello che scoprirò!”

Gli ho risposto dicendogli che avrei atteso le sue scoperte, e ho atteso un giorno. Non avendomi risposto, gli ho mandato un’altra email, ed un paio d’ore dopo mi ha scritto:

“Scusa, me n’ero dimenticato. È ormai il 2014… da quando è scesa la notte perenne, tutte le stelle non smettono di muoversi. Lo schermo è completamente scuro, ma puoi vedere il luccichio degli astri in lontananza. Tieras non c’era… tutti a Ghostgate sono scomparsi. Non ho idea di dove siano finiti. Non si trovano in nessuna grotta lì vicino. Ma c’è dell’altro… la gente continua a non dire niente, ma ora gli occhi cominciano a sanguinare. È così buio che anche con un incantesimo di luce ci si vede a malapena, ma se ti avvicini molto puoi vedere i loro occhi, con quei piccoli rigagnoli scuri che scendono sulle guance. Forse dovrei avvicinarmi di più. Lo so che è stupido, ma non voglio lasciare niente di intentato!”

Questa email mi è arrivato durante il giorno. Quella sera stessa, è seguito un altro messaggio:

“Alcuni dei pianeti non vanno nella direzione giusta. Mi sta prendendo per il culo… se continua così non sarò più in grado di tracciare il tempo correttamente. Dovrebbe essere il 2015, adesso. Cazzo. Sai, ho notato che non ci sono più mostri in giro, davvero. Sono completamente abbandonato a me stesso. I personaggi legati alla quest principale sono ancora morti, ed i loro cadaveri sono ancora in giro, comunque. Devo dargli un’occhiata.

Non ho più bisogno delle cuffie, perciò le ho staccate. Quando urla, sembra farlo direttamente nelle mie orecchie. Penso di riuscire anche ad anticipare i suoi strilli, a volte. Si è fatto sempre più vicino. È diverso dagli altri personaggi, ricordi? Continuava a girarmi intorno, finché non lo vedo appena. Devo ammetterlo, è davvero inquietante di notte. A volte, quando vado in bagno o da qualche altra parte, mi sembra di scorgerlo che mi fissa nascosto in una angolo. Ora lascio tutte le luci accese.”

Gli ho inviato un’email, prendendolo in giro e consigliandogli di farsi una bella dormita. Due giorni dopo, ho trovato la sua risposta. È l’ultima cosa che ho ricevuto da lui. Dopo di questa, ha smesso di scrivermi del tutto:

“Mi sono appena svegliato da un brutto sogno, credo. L’Assassino mi urlava contro, e quando ho aperto gli occhi, era lì, di fronte a me. I suoi arti erano mostruosamente lunghi, più di quelli di un ragno. Ho tentato si scacciarlo via, ma quando l’ho toccato le mie mani si sono come bloccate, come se fosse fatto di cemento o qualcosa del genere.

Comunque, alla fine mi sono svegliato. Era svanito, ma quando ho guardato lo schermo mi sono accorto di non essere dove mi trovavo l’ultima volta. Ero nel Corprusarium, con Yagrum. Per una volta, la luminosità era giusta, e potevo vederlo distintamente mentre era preso con quelle sue zampe di ragno meccaniche. Mi sono seduto al computer e lui mi ha parlato. Non a video, mi ha realmente parlato, con la voce di Tiera. Sapeva delle cose su di me. Mi ha detto cose che non ho mai rivelato a nessuno, cose di cui mi ero dimenticato. Mi ha rivelato che nessuno era mai giunto fino a quel punto, e che la porta si sarebbe aperta presto. Dovevo solo aspettare un altro po’. Mi disse che avrei saputo da solo quando sarebbe giunto il momento. Mi disse che sarei stato il primo a scoprire quello che vi si celava dietro.

E solo allora mi sono svegliato sul serio, ma non ero al computer. Non ero dove mi trovavo l’ultima volta. Nuotavo poco distante dall’isola della Cittadella. E allora lo udii. Picchiettare. Sulla mia finestra. È proprio alla mia sinistra, così ti ho mandato questa email, perché ho lasciato il mio portatile sul letto, alla mia destra. Solo un leggero taptaptaptap… come se battesse sul vetro. Mi sa che sto ancora sognando.”

Così, questa è la fine. So che esistono altre storie su questa mod, ma questa è vera. Ho cancellato la mia copia di JVK, ma mi piacerebbe riprovarci, se qualcuno ha una copia del file. Vorrei vedere queste cose con i miei occhi.

 

Jvk1166z.esp

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Giochiamo con la bomba atomica!

Cosa succederebbe se una bomba atomica venisse sganciata su Milano, o Tokio, o New York? O sul tetto di casa vostra? È quello che si è chiesto Alex Wellerstein, professore di Storia della Scienza presso lo Stevens Institute of Technology di Hoboken, New Jersey, negli Stati Uniti. E per rispondere a questa semplice – quanto inquietante – domanda ha sviluppato un’applicazione web che simula la detonazione di un ordigno atomico su una città a nostra scelta, Nukemap.

 

Nukemap - Bomba atomica su Roma

 

Potete scegliere la vostra città preferita, la bomba che più vi piace, e godervi l’esplosione. Qui trovate la simulazione della deflagrazione di una B-61 statunitense se colpisse il centro di Roma. Il mio consiglio è di provare Nukemap, e sbizzarrirvi con i tanti (reali) ordigni atomici a disposizione, lanciando bombe a caso, magari sul tetto di vostra suocera.

Ricordando però sempre che quelle macchie colorate che fissiamo divertiti sulla mappa non fanno parte di un videogioco, ma di un simulatore. Che ci ammonisce su quello che potrebbe succedere a tutti noi in un futuro lontano. Forse neanche tanto.

E se volessimo nuclearizzare la Luna? Ne parliamo qui!

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Distruggiamo la Luna!

Sono passati 46 anni da quel 21 luglio 1969: per la prima volta posiamo piede sulla Luna, ed il nostro satellite, per millenni irraggiungibile, si fa in qualche modo sì più vicino, ma anche meno affascinante. E decisamente più noioso. Diciamoci la verità, oramai la Luna ha stufato. Se ne sta lassù, i poeti non la cantano più, ed i lupi mannari sono roba del passato. Sarebbe meglio farla saltare in aria in mille pezzetti, e godersi lo spettacolo.

Già, ma come fare?

Ovviamente è solo un’ipotesi, la Luna è una delle cose più meravigliose che la natura ci abbia donato. Ma se volessimo distruggerla sul serio e levarcela per sempre dall’orbita, come potremmo fare?

Fraser Cain è il creatore del blog di astronomia Universe Today, lanciato nel 1999 e visitato ogni anno da milioni di utenti, e qualche giorno fa ha fatto un paio di conti e ha cercato di comprendere quanta energia sarebbe necessaria per disintegrare il nostro amato satellite.

 

 

Il requisito base per distruggere qualsiasi cosa, dagli atomi alle stelle, è quello di aggirare l’energia di legame. Semplicisticamente, potremmo dire che un oggetto è formato da dei pezzi più piccoli che presentano, se sommati singolarmente, una massa maggiore del prodotto finale; ciò è dovuto al fatto che ogni cosa nell’universo reagisce con quello che la circonda, portando ad una perdita di massa – ad esempio attraverso l’emissione di calore – che non avrebbe se fosse divisa nelle sue componenti più semplici.

Proviamo a fare un esempio: un atomo di elio è formato da due protoni e due neutroni, che hanno singolarmente masse di 1,0073 dalton i primi e 1,0087 i secondi. Fatti i calcoli (1,0073*2+1,0087*2) l’elio dovrebbe avere una massa di 4,0320 dalton, ma in realtà è di 4,0015.

L’energia di legame è quindi la forza necessaria a scomporre qualcosa in parti più piccole, e quella della Luna è 1,2*10^29 joule (quella della Terra è 2,2*10^32).

Per fare un paragone, Fat Boy, la bomba atomica sganciata su Hiroshima (Giappone) ha liberato un’energia di 8*10^13 joule. Per frantumare il nostro satellite servirebbero miliardi di bombe atomiche, detonate tutte nello stesso istante. Praticamente impossibile con i mezzi attuali.

 

Science!

 

Proviamo allora con qualcosa che viene dallo spazio: un asteroide. Per scatenare l’energia sufficiente ci vorrebbe un asteroide di dimensioni inimmaginabili, grande centinaia se non migliaia di chilometri. Certo, una soluzione del genere sarebbe fattibile in teoria, ma dove lo andiamo a recuperare un asteroide così grosso? E sopratutto, come lo imbrigliamo e lo spariamo contro la Luna? Neanche questa strada è percorribile.

Sfruttando altre risorse del nostro sistema solare il limite di Roche della Terra potrebbe sbriciolare la Luna in pochi minuti. Il limite di Roche è una linea immaginaria che circonda ogni corpo celeste, al di sotto della quale un altro oggetto viene dilaniato dalle forze di marea che si vengono a creare. Pensiamo ad un bambino che fa il bagnetto nella vasca da bagno, con tutti i suoi giocattoli gommosi e galleggianti al seguito: facciamo un mulinello al centro e lasciamo che i suoi amici di plastica vadano per la propria strada. Se una paperella di gomma si mantiene a debita distanza, il mulinello non le arrecherà danno, ma se questa si avvicina troppo, verrà risucchiata inesorabilmente dal gorgo, sempre più velocemente e vorticosamente. Ora, se il giocattolo non fosse di gomma ma di carta, verrebbe distrutto in mille pezzi: questo è quanto succede quando si supera il limite di Roche. Quello terrestre è di 18.000 chilometri, e se riuscissimo a portare la Luna oltre questa soglia, il nostro pianeta farebbe il resto. Purtroppo non abbiamo i mezzi per spostare un oggetto grande quanto il satellite, che inoltre si allontana da noi di qualche centimetro all’anno, inesorabilmente. Tra qualche milione di anni il satellite maggiore di Marte, Phobos, supererà il limite di Roche e ricadrà sulla superficie del pianeta rosso. Le conseguenze saranno inimmaginabili.

Se la scienza non ci viene in aiuto, proviamo con la fantascienza. Prendendo spunto dal film Austin Power: La spia che ci provava, costruiamo un laserone gigantesco e puntiamolo contro la Luna (anche se nel film avviene il contrario). Come alimentarlo? Il Sole potrebbe venire in nostro aiuto, costruendogli intorno una sfera di Dyson. Una sfera di Dyson è un enorme scudo artificiale che avvolge una stella e ne raccoglie l’energia, che può essere riutilizzata a piacimento – sarebbe come avvolgere una lampadina accesa in una sfera d’acciaio che fosse in grado di assorbirne il calore e la luce. Si tratta di un’idea dell’astronomo, fisico e matematico Freeman John Dyson, attuabile in teoria ma non in pratica: per costruirne una intorno alla nostra stella servirebbe quasi tutta la materia del Sistema Solare, vale a dire buona parte di quello che c’è tra il Sole e Nettuno. Se riuscissimo a costruire lo stesso una sfera di Dyson, potremmo imbrigliare l’energia del Sole per 15 minuti e scaricarla contro il satellite. Basterebbe per sbriciolarlo in un attimo.

 

"Laserone"

 

D’accordo, abbiamo distrutto la Luna. E adesso?

I detriti cadrebbero sulla Terra per secoli, e creerebbero un clima inadatto alla vita portando allo sterminio di qualsiasi forma di vita. Senza il nostro satellite gli oceani non avrebbero più le correnti, l’acqua si ritirerebbe spostandosi lungo i poli e l’equatore e distruggendo tutto ciò che gli si parerebbe innanzi. L’asse terrestre, infine, diverrebbe parallelo a quello dell’orbita: il Polo Nord si inclinerebbe al punto di sfiorare l’equatore, portando la Terra a rotolare letteralmente lungo la sua orbita.

E se proprio non resistiamo all’impulso di vedere la Luna distrutta, basta affidarsi al regno della fantasia. Nel manga e anime Dragon Ball (ドラゴンボール) di Akira Toriyama, ad esempio, viene polverizzata da Piccolo (Junior nella versione italiana) con un raggio energetico. In Assassination Classroom (暗殺教室) di Yūsei Matsui il protagonista Korosensei dissolve una parte della Luna lasciandone solo una falce come manifestazione dei suoi poteri ai governi della Terra. In The Time Machine di Simon Wells il satellite viene disintegrato nel 2037, a causa di un’esplosione nucleare.

 

Assassination Classroom Moon

 

Finora abbiamo solo avanzato ipotesi, ma è bene ricordare che nel 1958 la United States Air Force (l’aeronautica militare degli Stati Uniti) ha avviato realmente uno studio per distruggere la Luna. Si tratta del Progetto A119, che prevede la detonazione di un’ordigno nucleare sul satellite – e conseguente distruzione dello stesso – per dimostrare la superiorità degli Stati Uniti sull’Unione Sovietica, all’epoca potenza indiscussa della corsa allo spazio. Nello stesso anno i sovietici avviano il Progetto E-4, sostanzialmente identico a quello statunitense. Fortunatamente, entrambi i progetti verranno abbandonati l’anno successivo: A119 principalmente per le reazioni negative dell’opinione pubblica, ed E4 per i seri dubbi sulla sicurezza del velivolo di lancio. È interessante notare come la distruzione della Luna, di per sé, venga considerato un problema secondario.

 

A Study of Lunar Research Flights - Vol I

 

A conti fatti, ci conviene lasciare la Luna dov’è. Tanto tra qualche milione di anni se ne andrà da sola.

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La capsula del tempo – Il nostro messaggio in viaggio nello spazio

Riprendiamo il racconto sulle capsule del tempo, iniziato qualche giorno addietro. Questa volta parliamo di messaggi inviati nello spazio, alla ricerca di vita extraterrestre. E non solo.

 

Il progetto KEO

 

Il KEO è un satellite spaziale progettato per contenere al suo interno una capsula del tempo che conterrà tutti i messaggi dei cittadini della Terra. La data di lancio è prevista inizialmente per il 2003 ma, dopo vari posticipi, viene rinviata al 2015. Il progetto è supportato dall’UNESCO (Progetto del XXI secolo), dal gruppo Hutchison e dall’Agenzia Spaziale Europea, più molte altre organizzazioni minori. Ogni essere umano è invitato a scrivere sul sito web del progetto il proprio messaggio: si hanno a disposizione quattro pagine (6000 caratteri) per ogni abitante della Terra. I messaggi saranno salvati su DVD vetrosi resistenti alle radiazioni. Se i lettori DVD non saranno più disponibili in futuro, dettagliate istruzioni sono incluse per costruirne uno. Una volta lanciato in orbita il KEO, i messaggi saranno disponibili liberamente online. KEO trasporterà anche un diamante contenente una goccia di sangue umano, campioni di aria, acqua di mare e terra, un orologio astronomico, foto di tutte le culture del pianeta ed un compendio dello scibile umano. Su una faccia del diamante sarà inciso il DNA del genoma umano. KEO non ha mezzi di propulsione propri, e verrà lanciato in orbita terrestre grazie ad un razzo Ariane 5. Quando ritornerà al suolo la protezione termica creerà un’aurora boreale nell’atmosfera. Il rientro è previsto tra 50.000 anni.

 

Satellite KEO

 

Capsule del tempo nello spazio profondo

 

Nello spazio sono sepolte diverse capsule del tempo. Eccone alcune.

A seguito della missione Apollo 11, viene lasciata poco distante dal sito di atterraggio una placca destinata a rimanere per sempre sulla Luna.

 

Placca Apollo 11

 

Qui uomini del pianeta Terra che per primi misero piede sulla Luna

Luglio 1969

Siamo giunti in pace in nome dell’umanità – Placca dell’Apollo 11

Le sonde Pioneer 10 e Pioneer 11, lanciate in orbita nel 1972 e nel 1973, accolgono a bordo due placche identiche raffiguranti un uomo ed una donna, più alcune informazioni destinate a qualsiasi razza senziente volesse cercare il nostro pianeta. Pioneer 10 ha superato il Sistema Solare ed è attualmente in viaggio verso la stella Aldebaran, nella costellazione del Toro. Dovrebbe raggiungerla tra due milioni di anni. Pioneer 11 è in rotta verso la costellazione dell’Aquila, ma a seguito del disallineamento della Terra con la sua antenna, non è possibile comprenderne la reale posizione. Si stima che raggiungerà la meta in quattro milioni di anni.

Placca delle sonde Pioneer

 

Due dischi per grammofono in oro, ribattezzati Voyager Golden Record, si trovano (uno per ognuna) sulle sonde Voyager 1 e Voyager 2, progettate per scansionare il Sistema Solare Esterno. I due dischi, identici, contengono immagini e suoni della Terra, e sono concepiti per essere utilizzate da forme di vita extraterrestre, nel caso queste riuscissero ad intercettare le sonde. Tra i vari suoni registrati ci sono anche i saluti dei terrestri in diverse lingue: quelli in italiano recitano semplicemente Tanti auguri e saluti. Le sonde gemelle, lanciate nel 1977, hanno completato da tempo la loro missione, e nel 2025 tutti gli strumenti a bordo cesseranno le attività per mancanza di energia – anche se già nel 2017 non saranno più in grado di comunicare con noi, poiché il giroscopio non funzionerà più. Nonostante questo, sono ancora in viaggio verso lo spazio profondo. Voyager 1 si dirige verso la costellazione dell’Ofiuco, ed uscirà tra 30.000 dalla Nube di Oort. Ciò che troverà oltre resterà un segreto che conoscerà lei sola. Voyager 2 viaggia verso la costellazione di Andromeda.

 

Voyager Golden Record

 

Due placche identiche poste sui due satelliti artificiali LAGEOS, lanciati nel 1976 e nel 1992, raffigurano la disposizione dei continenti nel passato, nel presente e nel futuro. LAGEOS 1 e LAGEOS 2 torneranno sulla Terra tra 8 milioni di anni. Probabilmente non ci sarà nessun essere umano ad aspettarle.

 

LAGEOS

 

 

Provare a comunicare con entità extraterrestri in questo modo è un po’ come lanciare un messaggio in bottiglia nell’oceano. Si spera sempre che qualcuno lo trovi e ci risponda, ma le speranze sono praticamente nulle.

Oppure si tratta solo di un modo per sentirci immortali, più grandi di quello che siamo. I nostri messaggi nello spazio viaggeranno per miliardi di anni. Noi non ci saremo forse più, ma la nostra voce, ed il nostro ricordo, continueranno a vivere per l’eternità.

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