Tag: Apocalisse

La capsula del tempo – Il nostro messaggio in viaggio nello spazio

Riprendiamo il racconto sulle capsule del tempo, iniziato qualche giorno addietro. Questa volta parliamo di messaggi inviati nello spazio, alla ricerca di vita extraterrestre. E non solo.

 

Il progetto KEO

 

Il KEO è un satellite spaziale progettato per contenere al suo interno una capsula del tempo che conterrà tutti i messaggi dei cittadini della Terra. La data di lancio è prevista inizialmente per il 2003 ma, dopo vari posticipi, viene rinviata al 2015. Il progetto è supportato dall’UNESCO (Progetto del XXI secolo), dal gruppo Hutchison e dall’Agenzia Spaziale Europea, più molte altre organizzazioni minori. Ogni essere umano è invitato a scrivere sul sito web del progetto il proprio messaggio: si hanno a disposizione quattro pagine (6000 caratteri) per ogni abitante della Terra. I messaggi saranno salvati su DVD vetrosi resistenti alle radiazioni. Se i lettori DVD non saranno più disponibili in futuro, dettagliate istruzioni sono incluse per costruirne uno. Una volta lanciato in orbita il KEO, i messaggi saranno disponibili liberamente online. KEO trasporterà anche un diamante contenente una goccia di sangue umano, campioni di aria, acqua di mare e terra, un orologio astronomico, foto di tutte le culture del pianeta ed un compendio dello scibile umano. Su una faccia del diamante sarà inciso il DNA del genoma umano. KEO non ha mezzi di propulsione propri, e verrà lanciato in orbita terrestre grazie ad un razzo Ariane 5. Quando ritornerà al suolo la protezione termica creerà un’aurora boreale nell’atmosfera. Il rientro è previsto tra 50.000 anni.

 

 

Capsule del tempo nello spazio profondo

 

Nello spazio sono sepolte diverse capsule del tempo. Eccone alcune.

A seguito della missione Apollo 11, viene lasciata poco distante dal sito di atterraggio una placca destinata a rimanere per sempre sulla Luna.

 

 

Qui uomini del pianeta Terra che per primi misero piede sulla Luna

Luglio 1969

Siamo giunti in pace in nome dell’umanità – Placca dell’Apollo 11

Le sonde Pioneer 10 e Pioneer 11, lanciate in orbita nel 1972 e nel 1973, accolgono a bordo due placche identiche raffiguranti un uomo ed una donna, più alcune informazioni destinate a qualsiasi razza senziente volesse cercare il nostro pianeta. Pioneer 10 ha superato il Sistema Solare ed è attualmente in viaggio verso la stella Aldebaran, nella costellazione del Toro. Dovrebbe raggiungerla tra due milioni di anni. Pioneer 11 è in rotta verso la costellazione dell’Aquila, ma a seguito del disallineamento della Terra con la sua antenna, non è possibile comprenderne la reale posizione. Si stima che raggiungerà la meta in quattro milioni di anni.

 

Due dischi per grammofono in oro, ribattezzati Voyager Golden Record, si trovano (uno per ognuna) sulle sonde Voyager 1 e Voyager 2, progettate per scansionare il Sistema Solare Esterno. I due dischi, identici, contengono immagini e suoni della Terra, e sono concepiti per essere utilizzate da forme di vita extraterrestre, nel caso queste riuscissero ad intercettare le sonde. Tra i vari suoni registrati ci sono anche i saluti dei terrestri in diverse lingue: quelli in italiano recitano semplicemente Tanti auguri e saluti. Le sonde gemelle, lanciate nel 1977, hanno completato da tempo la loro missione, e nel 2025 tutti gli strumenti a bordo cesseranno le attività per mancanza di energia – anche se già nel 2017 non saranno più in grado di comunicare con noi, poiché il giroscopio non funzionerà più. Nonostante questo, sono ancora in viaggio verso lo spazio profondo. Voyager 1 si dirige verso la costellazione dell’Ofiuco, ed uscirà tra 30.000 dalla Nube di Oort. Ciò che troverà oltre resterà un segreto che conoscerà lei sola. Voyager 2 viaggia verso la costellazione di Andromeda.

 

 

Due placche identiche poste sui due satelliti artificiali LAGEOS, lanciati nel 1976 e nel 1992, raffigurano la disposizione dei continenti nel passato, nel presente e nel futuro. LAGEOS 1 e LAGEOS 2 torneranno sulla Terra tra 8 milioni di anni. Probabilmente non ci sarà nessun essere umano ad aspettarle.

 

 

 

Provare a comunicare con entità extraterrestri in questo modo è un po’ come lanciare un messaggio in bottiglia nell’oceano. Si spera sempre che qualcuno lo trovi e ci risponda, ma le speranze sono praticamente nulle.

Oppure si tratta solo di un modo per sentirci immortali, più grandi di quello che siamo. I nostri messaggi nello spazio viaggeranno per miliardi di anni. Noi non ci saremo forse più, ma la nostra voce, ed il nostro ricordo, continueranno a vivere per l’eternità.

Di più

D&R: Quanto ci metterebbe un buco nero a divorare il Sole?

Un buco nero è una regione dello spaziotempo con un campo gravitazionale così intenso e forte da attrarre al suo interno qualsiasi cosa. Si tratta del naturale collasso di alcuni tipi di stelle, dotate di una massa straordinariamente elevata, che sono presenti al centro di ogni galassia – e sì, anche nella nostra ce n’è uno. Nulla sfugge alla fame dei buchi neri: non la luce, non i pianeti, non le stelle.

Ma quanto ci metterebbe un buco nero a divorare il Sole?

 

Il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea fotografato dal satellite Chandra della NASA.

 

I buchi neri si dividono in base alla loro massa in quattro categorie.

Classe Massa Raggio
Buco nero supermassiccio ~106–109MSole ~0.001–400 AU
Buco nero di massa intermedia ~103MSole ~103 km ≈ RTerra
Buco nero stellare ~3-30 MSole ~30 km
Micro buco nero fino a ~MLuna fino a ~0.1 mm

Un buco nero supermassiccio non lascerebbe alcuno scampo ad una stella simile al Sole, divorandola in un sol boccone, o disintegrandola in pochi giorni.

Nel caso il Sole finisse all’interno dell’orizzonte degli eventi (superficie entro cui non vi è più possibilità per qualsiasi cosa di sfuggire alla forza gravitazionale) di un buco nero di massa intermedia, verrebbe lentamente inglobato partendo dalla sua superficie, sottraendogli a poco a poco i gas. Questo processo può durare anche svariati milioni di anni. Se invece venisse colpito in pieno, la nostra stella verrebbe fondamentalmente dilaniata di netto: il gas all’interno ed all’esterno del sole diverrebbero parte integrante del buco nero, che si circonderebbe così di un disco luminoso a cingere il nero più assoluto. Questi eventi sono estremamente rari, ma sono già accaduti in passato.

Se invece il Sole transitasse nei pressi di un buco nero stellare, questi lo divorerebbe molto lentamente. Ci potrebbero volere miliardi di anni affinché una stella del genere possa consumarsi in questo modo.

Un micro buco nero, invece, se passasse attraverso il Sole, probabilmente non creerebbe nessun danno particolare. Se invece gli transitasse nei pressi, la stella verrebbe divorata in un periodo che si potrebbe prolungare per un tempo indefinito. Il Sole evolverà tra circa 10 miliardi di anni in una nana bianca, e successivamente in un diamante di dimensioni planetarie: quando verrà quel giorno, probabilmente il buco si sarà già allontanato abbastanza per non essere più una minaccia.

 

 

 

E se il Sole diventasse dall’oggi al domani un buco nero, cosa succederebbe alla Terra?

Assolutamente niente.

Il nostro sistema solare si base sulle forze gravitazionali del Sole, non sulla sua grandezza. Se un buco nero della sua stessa massa prendesse il suo posto, le leggi fisiche che regolano le orbite dei pianeti resterebbero immutate.

Anche se moriremmo tutti assiderati, non ci sposteremmo di un millimetro.

 

 

Domanda inviata da Lamberto.


Hai anche tu una domanda a cui non sai dare risposta? Inviacela e potresti vederla pubblicata sul sito!

Di più

D&R: A che velocità si espande l’universo?

L’universo è nato circa 13,82 miliardi di anni fa, da un grande ammasso estremamente caldo e denso. Poi tutto ha cominciato ad espandersi, le galassie si sono allontanate l’una dalle altre, e tutto è diventato come lo conosciamo oggi. La dilatazione dell’universo continua ancora oggi, e lo farà per diversi miliardi di anni ancora. Ma a che velocità scorre questa espansione?

La prima stima abbastanza precisa viene effettuata nel 2012, quando il telescopio spaziale Spitzer della NASA in orbita dal 2003, seguendo il moto di 90 variabili Cefeidi – una particolare classe di stelle note per la loro correlazione tra periodo di variabilità e luminosità assoluta – calcola la velocità di espansione del nostro universo in 74,3±2,1 km/s su megaparsec (il parallasse di un secondo arco, o parsec, è un’unità di lunghezza astronomica che equivale a circa 3 milioni di anni luce).

 

La Teoria del Big Bang è facilmente comprensibile se si immagina l’universo come un palloncino. All’inizio tutte le galassie sono vicine, ma con l’espansione si allontanano tra loro sempre di più.

 

Una stima più precisa viene pubblicata sulla rivista scientifica Astronomy and Astrophysics nel 2013 da parte del Lawrence Berkeley National Laboratory. Grazie ad un particolare strumento, il BOSS (Baryon Oscillation Spectroscopic Survey, traducibile con Indagine Spettroscopica dell’Oscillazione dei Barioni), che misura la distribuzione della materia oscura, il gruppo di ricerca guidato da Andreu Font-Ribera scopre che la velocità di espansione dell’universo è attestabile intorno ai 68 km/s su megaparsec.

[…] Se guardiamo indietro all’universo, quando aveva meno di un quarto della sua età attuale, avremmo visto un paio di galassie separate da un milione di anni luce andare alla deriva ad una velocità di 68 chilometri al secondo. La stessa velocità con la quale si espande ora l’universo. E il margine di errore dei nostri calcoli è più o meno di un solo chilometro e mezzo al secondo. – Andreu Font-Ribera, caporicercatore del Lawrence Berkeley National Laboratory

Bisogna ricordare che l’universo tende ad aumentare la velocità di espansione in maniera esponenziale; in pratica, è come se ci lanciammo con uno skateboard lungo una discesa ripida: più andiamo avanti, più la velocità aumenta.

Ma come finirà l’universo? C’è chi pensa che i corpi celesti si allontaneranno all’infinito, ed il gelo siderale coprirà ogni cosa, rendendolo incompatibile con qualsiasi forma di vita; altri studiosi immaginano che un giorno tutto tornerà indietro restringendosi di nuovo, tornando a formare un’enorme massa al centro di tutto. Tutto ciò avverrà, seguendo la teoria del Big Freeze, tra 10^10^76 anni (10.000 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di anni), quando tutta la materia verrà inglobata dai buchi neri. Ma non disperate!

Quel giorno, probabilmente, ci saremo già estinti da un pezzo.

 

Domanda inviata da Lamberto


Hai anche tu una domanda a cui non sai dare risposta? Inviacela e potresti vederla pubblicata sul sito!

Di più

Zalgo – H̷̪̯̪̜͍̗͇̃̊̎̓̽E̳̜̼̳̦̍̎ͪͯ̑̚͟ ̳͉C̰̦̏̔ͧ́O͖͇̮͎̘̩̒M̝͖͍̼ͯ̿͑̎̋͠E̢͚̲̿ͯͣͤ͐S̮ͫ̊̓̅ͪ

Z̵̪̱̥̜̦̖a̖͚lg̕o̦ ͎̝̳̲̗̩̀è̪̦ u̝̯n҉͖̺̙ą͇̻̙̻̻̳ ̺̭̥͈̺l̖̼̞e͕̰̲̰g͈g̤̰͎en̳͍̝̟͍̥ͅd̵a̸̤̻̖̦͖͔̹ ̮̖̫ͅu҉̙̝r͚̰̘͍b͈͈a̷͔̰̗̲ͅn̖̦̰͜a̹͙͙ ͇̩̰͎͔͞ḓ̻̩͉͖i̦̘̠̟f̟͍̩̙fu͝s̗͙͓̼̗̼͝a̹͚ ̰̹͉̪̖s̙u͚̗̞̙͢ ͏̘͔͇̜i̞n̩͓̣̖̞̼̲t̙̪̟͇̠́e͚r̖n͉̼e̮t ̸̬̘̱̳c̹̤̰h͔̖̜͇̦̬̮e͈͍̮̝ ͔̝̤̰̞͈̕ͅn̠̠ar̯͡ŕ̼a͟ ̶̺d̶̗̲̯i̺̱̝̪̠̳͖͡ ̶ú̖̳̥̞͙ͅn̥̼̠̝a̸ ̷̬͚͔͈͔̘cr̥͍͓e͡á̱͍̲̹tu̫̰̗̝͞ra̢ ̙̗̭͈̜̞̙d̥̫i͚͓ͅs̱͈̣̱̻̠s̗e̝͍̠̜̠͝ͅn͕͙͔̬̻͈̪͡a̫̳̖̟t̯̖̪r̲̣͉͢i͢c̲͔͇͔͖͓̱͟ḛ̼̬͟ ̟͔̥̣c̸̫h͏̰e͚̕ ̝g͇͙̕iu̶ṉ̝̺̥͈̣̹g̝̯̥e͈r̝̼̬͎à̦̰̻͡ ̗̫̖p̝̼r͓̖est̛̜̰̩͙o̦͇̗̭̞ ̣͍̹̞ṯ͔r̵̭̣a͇̰̭͢ ̡d̺̦͓̣͕̯͟i͞ ͠n̞̜̯o̪̝i ̜͎̘pe͖̜̦r̥͍̯͙ ͇̘̮p̲̰͕̭͙͙o̺͎͚̗̞̞͕r̺͙͓͓͓̣t̬̩̫a͙̳̩̦͡r̙͕͇e͖̳̫̬͉̬̖ ̺̟̥͓̞m̫͓͚̩̗ọ̺̰̣̞͍ͅr̙̙͖̜̦̗͙͞te̳̱ e̘̟̫͜ d͏̰͖̞̪i̤̙s͇̪t̷̪̬̼͚̹̹r̩̭ͅu͉̳̟͇̜z͔͔͕̭͙̹͜i̞̤̦ͅo̬̪͠n̞e ̹̭n̻̻̭͝e͍̜l̜̞̺̦̘ ͓̻̝̩ͅm̸̦̳͎̤ọ̸͇n̯͖̹̬͚d̦̘̯̖͢ͅo̡̙͚͙̟̬,̸͈͔̲ ̜̘̜̦͍̬̮͠ą̞̩͖͚̜̻͍l̫̝ ̷̘̫̳̱p̧̯̼a̙r̴͇̬̣̼̯͔i̙̖̱͍̮ ̴͕d͎e̖̻͚͚l̨̺͉̱ ͔̰m͡o̡̮̼s̤̞̭̻̪̜ͅtr̺o͏̣ ͚̠͜C̶̬t̢̤̟̗̫̲̻̼h̲͘ul̰̭̜̘̭h͈̣̜̖͝u҉ ͚̘̠͡c̝͘r̲͖̟͙͟e̘͙̳̫̳̜a͔͍̮̲̳̤̙t͖̳o̦̲͎̺ ̴͚̼͇ḍ͎̹̗a̠l̖l̴̩o͚͖̤͕̩ s̲̦c҉̮͖͎̣r̩̳̦̭͍͢i͙̦͓̼̠tt̸̳or̘̦̠̻̦e̸ ̼̪͚H͍̙͖͓o̤̭͡w̦̫̭͈̦͞a̧r҉̘̫̗d͚̞͜ ̦P͕h̛̻̩͕̣̼̗i̙̣l̢li̯̠̠̼͡p̠̪̪̦̲s̼͕̲̫͡ Ḽ̺̙̭̭̯ó̻v̬̖͕̖̹͝ͅe̱̯͘ͅc̩̩̫̲̤r̙̬͕͚̫̩̀a̞̻̗f҉̹t̲ ̨n̯̻̲͢e̡̮̲̥͓̘̲gl̗͉̤̫̜i̼̘̲ ̢̰̩͔̜̮̣͇a̱n̟̗n̦̭͎i̢̲ ͅ’2̴̘͎̭̳̱̬0ͅ.̦͜ ̮̳̗̰͝Z͉̳̻͜a͏̭͉̪̻ḽ̤̺͙̣̘̕g͔̭o͍̻̜̦̘͖͉ ͟è̬̺̠͇̱̬̥ ̪͚͉̱s̹͇̗̲p̵e̪ś̙s͇ó̰̘ ̗̝͙̣̠͉ͅa̶͔̺ş̩̳ş̬̠͚̠̼̮o̫̬̞͎̭c̺͉̙̖̻͙̣i̢͙̹̹a̳͈̰̬̯͎͡t̰̖̻̮͓ǫ̭̼̞̻͖ ͖̺̥̳a̻̕d͕ ̰̪͕̖u҉̻̺͍̣n͠ ̘̜̘̹̪͕̫͘t̸͈̞̝̝ẹ̗s̸͕t̡̟̣̼̠̩̼̜ǫ̯͍̫̯̹ ̡c̗̲̭͇̲ͅhͅe͍̙͡ ̘͠ş̳̘̪͕͖̫̰i̤̫ ͙̥̤̮͎͘ͅd̻̼̙͉̟̫̼i͏p͖̯̫͖̯͎͕̕an̵͖͔ͅą̬̲ ̴̫̞̙̪̣̳͈i̼̞͙ͅn͕͙̕ ͉̞͍̙̪̭ǫ̟͉̝ͅg̡̟̘͈n҉i̶̻̜͕̻ ͍̜̪̳̀d̢i̭̹̦͙̩̱r͓ȩ̗̲̙z̝̟i͕̝͈̫͢o͚̹̫̱̟n͕̱̮͖͉̣͖͝ę̭̱͍͇̖͖̬ ͕̤͎̖̲͝e ̗͕͔f̡͍o͚̰t̻̮̖͓̻͇o̺̟̤̖͇͝ ̼͕̬͉͚̝͈d͓͇̠̹͍̫̫i̳͟ ͙̦͙̘͔̰͈p̧̗̠er̫̱s̜ơ̰̘̜n̹̮͈̣͇͈e͇ ̷͚̩c̫̥̜o̦̬̼̯n̪̟̺̲ ̴̭̳̣̠̞̙g̶̭̩ḷ̭͡i̠̮ ̬̠̙̱̲͇͠o̗̝͎̣ͅc̣̠c͚̭̥͈̝h̝ị̢̮̦̹ ̷͍͇̞̳̩͍e͖̺͇͈̣̲ ̻̫̩̕ḻ̳̘͕a͟ ̳͕̬́b̡̗̮̰ͅo̥̗̝̖̗̫̙͟c̳̤͡ͅc̳̰͉̠͕ͅͅa̰͇̮̖ ̸̗̼̼c̵̝o̮̫p͈e̞̤̺̤̫͙r͞ti̼͎ ̷̣̼̟̖d̦a̛ ̧̰̲̮ͅf̶̰͔̤i͘t҉̳̩͈̣̜t̟͍̦̬̹͙͜e͉͔͕̲͉̦̩ ̱̮͍m̖̰̟͕̩̱͙a͚͢cc̷̝̰͇h̫͇̲̲̝i͏̝e̪̺̫̼̝͖̻ ̠̟ǹ̝ę̪̪̦̠r̴̤̼͇e҉̖̳̱.̻̗̹͇͇

 

Zalgo è una leggenda urbana diffusa su internet che narra di una creatura dissenatrice che giungerà presto tra di noi per portare morte e distruzione nel mondo, al pari del mostro Cthulhu creato dallo scrittore Howard Phillips Lovecraft negli anni ’20. Zalgo è spesso associato ad un testo che si dipana in ogni direzione e foto di persone con gli occhi e la bocca coperti da fitte macchie nere.

Zalgo è stato creato da Goon Shmorky e pubblicato su SomethingAwful il 27 luglio 2004, attraverso delle versioni modificate delle strisce Nancy di Ernie Bushmiller e Archie di Henry Scarpelli e Craig Boldman.

 

 

Il 22 agosto 2009 Shmorky spiega l’origine di Zalgo in un post sul forum di SomethingAwful.

Mi piace come la gente cerca di figurarsi l’origine del meme senza conoscere da dove viene. È mio. L’ho creato io. Zalgo è qualcosa di orribile. Zalgo è qualcosa che sta arrivando. Presto. Non ha niente a che fare con Lovecraft. Non sono abbastanza nerd per fare questo tipo di citazioni. Vedendo come si sta diffondendo, non credo di creare nuovi sviluppi per Zalgo in futuro (questo almeno vale per me) o forse lo farò quando meno ve lo aspettate. – Goon Shmorky

 

 

Il 2 dicembre 2008 sul blog Grim Reviews iniziano le pubblicazioni di The Zalgo Comic Chronicles, che includono versioni modificate di strisce come Garfield dedicate a Zalgo.

 

 

HE COMES.

Di più

One Chance

One Chance è un videogioco in flash creato nel 2010 da LemmiBeans, pseudonimo dello sviluppatore Dean Moynihan. Il titolo, One Chance, indica la caratteristica peculiare del videogame: avete letteralmente una sola possibilità di giocare. Non si può riavviare una volta finito.

Sei uno scienziato. Hai inventato una cura contro il cancro, e ti godi i festeggiamenti. Poi si scopre che la cura in realtà è una piaga che colpisce ogni essere vivente. In sei giorni ogni forma di vita morirà. Hai solo una possibilità. – Plot di One Chance

 

 

Il protagonista è John Pilgrim, uno scienziato che fa parte di un progetto che cerca la cura contro il cancro. Il giorno della scoperta tanto ricercata alla fine arriva, e Pilgrim si gode il giusto merito per aver preso parte alla vittoria contro uno dei mali del secolo. I festeggiamenti però durano poco, perché la cura sprigiona una nube tossica invisibile ad occhio nudo che minaccia di sterminare ogni forma di vita sulla Terra. In soli sei giorni.

Abbiamo meno di una settimana di tempo per evitare che il pianeta diventi un’enorme roccia senza vita.

Se volete rigiocare la storia, c’è un piccolo trucco: andate nelle impostazioni del vostro browser ed eliminate i cookie. Trovate il gioco qui. Buon divertimento.

 

Soluzione

One Chance è un gioco semplice, ma frustrante. Ecco come riuscire a creare la cura in tempo.

Giorno 1

  • Uscite dalla camera da letto.
  • Entrate nella stanza di Molly e parlatele.
  • Entrate nel bagno ed uscite.
  • Uscite di casa, leggete il giornale ed andate a lavoro.
  • Entrate nel laboratorio.

 

Giorno 2

  • Uscite dalla camera da letto.
  • Entrate nella stanza di Molly e parlatele.
  • Entrate nel bagno e parlate con vostra moglie.
  • Uscite di casa, leggete il giornale ed andate a lavoro.
  • Andate sul tetto ed assistete al suicidio del vostro collega.

 

Giorno 3

  • Uscite dalla camera da letto.
  • Uscite di casa, leggete il giornale ed andate a lavoro.
  • Provate ad aprire la porta del laboratorio, che è chiusa a chiave.
  • Andate sul tetto e parlate col vostro capo.
  • Tornate giù al laboratorio, dove troverete Ryan che in qualche modo ha recuperato le chiavi.
  • Entrate nel laboratorio per cercare una cura.

 

Giorno 4

  • Uscite dalla camera da letto.
  • Entrate nella stanza di Molly.
  • Uscite di casa e leggete il giornale.
  • Andate verso i vostri colleghi per scegliere di continuare a cercare una cura.
  • Andate verso il laboratorio, Annie vi chiederà di passare la serata con lei. Lasciatela perdere.
  • La ricerca non avrà successo. Tornati a casa, correte in bagno dove troverete il corpo senza vita di vostra moglie.

 

Giorno 5

  • Uscite dalla camera da letto.
  • Non andate in bagno, risparmiate la vista del sangue alla piccola Molly.
  • Uscite di casa ed andate al lavoro.
  • Scegliete di andare al lavoro anziché al parco. Fallirete di nuovo.

 

Giorno 6

  • Uscite dalla camera da letto.
  • Uscite di casa ed andate al lavoro.
  • Scegliete di nuovo di andare al lavoro anziché al parco.
  • Entrate nel laboratorio per cercare una cura. Stavolta ce la farete.

 

 

Di più

L’orologio dell’apocalisse – Oggi più vicino che mai alla mezzanotte

Mancano tre minuti a mezzanotte. Tre minuti all’istante in cui l’umanità verrà spazzata via per sempre.

Doomsday Clock è un orologio fittizio creato dagli scienziati del Bulletin of the Atomic Scientists che segna il destino del pianeta. Ne abbiamo già parlato in un altro articolo qui sulla Bottega del Mistero: le lancette vengono spostate in avanti o indietro nel tempo per simboleggiare quanto può essere vicino il pericolo di un’estinzione di massa. Il 19 gennaio 2015 sono avanzate di due minuti, arrivando a tre tacche alla mezzanotte.

 

 

Non si tratta però di guerre nucleari, stavolta, bensì di cambiamenti climatici incontrollati, dettati da un cieco istinto dell’uomo di razziare il pianeta senza preoccuparsi delle conseguenze.

Oggi, il cambiamento climatico incontrollato e la corsa agli armamenti nucleari derivati dalla modernizzazione di enormi arsenali rappresentano minacce serie ed innegabili per la sopravvivenza dell’umanità. I leader mondiali non sono riusciti ad agire prontamente per proteggere i cittadini da potenziali catastrofe. Queste mancanze dei governi mettono in pericolo ogni persona sulla Terra. Sulla base delle loro osservazioni, i membri del Bulletin of the Atomic Scientists Science and Security Board hanno ritenuto che il mondo sia così minacciato da dover muovere l’orologio dell’apocalisse due minuti più vicino alla mezzanotte. Ora siamo a tre minuti alla mezzanotte. – Kennette Benedict, direttore esecutivo del Bulletin of the Atomic Scientists

Non è ancora troppo tardi per tornare indietro. Ma dobbiamo cominciare a fare qualcosa adesso.

Il tempo scorre inesorabile.

Di più

This War of Mine

This War of Mine è l’ultima opera videoludica degli 11 bit studios pubblicata a fine 2014, ed è uno dei giochi più immersivi e realistici mai creati, dove la guerra viene raccontata non dal punto di vista di chi la fa, eserciti e nazioni, ma da quello di chi la subisce, i civili.

Persone qualunque la cui vita viene stravolta un giorno qualsiasi, che lottano ogni giorno contro altri uomini trasformati in sciacalli dalla brutalità del conflitto, contro la fame che stringe lo stomaco in una morsa letale e contro il freddo e le malattie. Se c’è un gioco in qui il concetto di morte imminente è onnipresente, questo è This War of Mine. La storia raccontata si basa sui fatti realmente accaduti durante l’assedio di Sarajevo, quattro lunghi anni in cui la città è stata teatro di una delle più sanguinose battaglie della storia.

 

 

Tecnicamente si tratta di un videogioco di guerra di sopravvivenza gestionale punta e clicca, diviso in due fasi principali: il giorno e la notte. Di giorno controlleremo i personaggi nel loro rifugio improvvisato, gestendone i bisogni e cercando di gestire al meglio i pochi oggetti recuperati in giro. La scarsità di cibo e medicine è realmente opprimente, e rendersi conto che il destino di un uomo può dipendere da una semplice benda è una cosa che lascia davvero il segno. Di notte potremo esplorare alcuni edifici vicino al nostro, stando attenti però a non rimanere vittima dei cecchini o di altri malintenzionati. Ogni azione deve essere freddamente calcolata, poiché potremo trasportare solo una quantità minima di oggetti ed il tempo scorre inesorabile.

 

 

Ogni volta che cominceremo una nuova partita, i personaggi cambieranno, così come gli eventi narrati nel gioco. La città verrà messa a ferro e fuoco, modificando l’ambiente e le situazioni intorno a noi in maniera del tutto imprevedibile. Niente di ciò che avete giocato può prepararvi a This War of Mine. Il gioco vi terrà incollati allo schermo alla disperata ricerca di un modo per sopravvivere, portandovi a riflettere su quella parte della guerra che non ci viene mai mostrata.

Quella che un giorno potremmo vivere con i nostri occhi.

Di più

Illuminati – Il gioco del Nuovo Ordine Mondiale

Steve Jackson è un famoso autore di giochi da tavolo, noto al grande pubblico per la serie di giochi di carte Munchkin e le regole per giochi di ruolo GURPS, pubblicati dalla sua casa editrice Steve Jackson Games. Nel 1982 crea Illuminati, basato sulla trilogia di romanzi Illuminatus! scritti da Robert Anton Wilson e Robert Shea a partire dal 1975. Illuminati è una visione umoristica delle teorie del complotto, che spinge il giocatore a cercare di dominare il mondo amministrando un’onnipotente società segreta dalle radici millenarie. Nel gioco originale (negli anni si susseguiranno numerose espansioni) le organizzazioni sono sei: gli Illuminati di Baviera, la Società della Discordia, gli Gnomi di Zurigo, gli UFO, i servi di Cthulhu ed il Triangolo delle Bermuda.

 

Sebbene sia solo un gioco di carte, e per di più umoristico, le carte hanno anticipato molti degli eventi che hanno sconvolto il mondo, dagli attentati dell’11 settembre all’incidente nucleare di Fukushima Dai-ichi. Tutto sembra così dettagliato che del caso si interessa anche la CIA, che fa visita a Steve Jackson alla ricerca di un file chiamato Illuminati BBS.

La mattina del 1° marzo 1990, senza preavviso, una squadra armata di agenti dei Servizi Segreti USA – accompagnata dalla polizia di Austin e da almeno un civile “esperto” della compagnia telefonica – ha occupato gli uffici della Steve Jackson Games, e ha cominciato a cercare le attrezzature informatiche. È stata perquisita anche la casa di Loyd Blankenship, l’autore di GURPS Cyberpunk. Una grande quantità di materiale è stato sequestrato, tra cui quattro computer, due stampanti laser, alcuni dischi rigidi e molte altre periferiche. Uno dei computer era quello su cui era installato il file Illuminati BBS. – Commento della Steve Jackson Games al Raid della CIA

Che Illuminati sia solo un gioco, o un premonitore di ciò che dobbiamo aspettarci, lo lascio decidere a voi.

 

 

Va anche fatto notare che il logo stesso della Steve Jackson Games è rappresentato da una piramide con un occhio al centro, simbolo stesso degli Illuminati.

 

 

Chi è quindi davvero Steve Jackson? Un geniale autore di giochi da tavolo che ha saputo sfruttare al meglio l’eco mediatica che avrebbero generato i suoi controversi lavori, o un servo del nuovo ordine mondiale pronto a rivelarci la storia che verrà?

Io, personalmente, mi affido per la risposta alla carta Atomic Monster: per quanto una persona possa credere con tutte le proprie forze nelle teorie del complotto, dubito che accetterebbe l’idea che gli Illuminati, un giorno, ci scateneranno contro Godzilla.

 

Di più

The Pixar Theory – L’universo Pixar

I film della Pixar, che ci hanno regalato perle del cinema di animazione come la trilogia di Toy Story, Alla Ricerca di Nemo e Wall·E, potrebbero far parte di un’unica linea temporale, che si dipana dal medioevo fin oltre l’anno 5.000. Questa affascinante storia, fatta di piccoli dettagli, strane casualità e velate citazioni prende il nome di The Pixar Theory.

La Pixar Animation Studios è una sussidiaria della The Walt Disney Company, specializzata in computer grafica e film d’animazione di altissimo livello, nata nel 1986 dall’evoluzione della sezione effetti speciali della Lucasfilm. Fino al 2014 la Pixar ha sviluppato 14 lungometraggi, che sebbene ambientati nelle epoche e nei luoghi più disparati, potrebbero far parte tutti di un unico immenso universo, che si estende per migliaia di anni. Ecco la filmografia, con la data di pubblicazione.

 

  • Toy Story – Il mondo dei giocattoli (Toy Story), 1995
  • A Bug’s Life – Megaminimondo (A Bug’s Life), 1998
  • Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa (Toy Story 2), 1999
  • Monsters & Co. (Monsters, Inc.), 2001
  • Alla ricerca di Nemo (Finding Nemo), 2003
  • Gli Incredibili – Una “normale” famiglia di supereroi (The Incredibles), 2004
  • Cars – Motori ruggenti (Cars), 2006
  • Ratatouille, 2007
  • WALL·E, 2008
  • Up, 2009
  • Toy Story 3 – La grande fuga (Toy Story 3), 2010
  • Cars 2, 2011
  • Ribelle – The Brave (Brave), 2012
  • Monsters University, 2013

 

La Teoria Pixar

Le date successive si riferiscono a quelle delle storie narrate dai film. La teoria dell’universo Pixar è, per l’appunto, una mera speculazione, che ne accresce certamente il fascino: pensare che decine di racconti siano in realtà un’unica immensa storia è certamente più bello che considerarli frutto di vicende a sé stanti.

 

Ribelle

Ribelle è il primo ed allo stesso tempo l’ultimo film della storia. Il punto di svolta, la chiave di volta di tutto. Nel Tardo Medioevo, nel Regno di Scozia, vive una ragazzina dai lunghi capelli rossi di nome Merida. L’adolescente principessa, che sta vivendo un difficile rapporto con la madre, scopre che attraverso la magia potrebbe riuscire a risolvere facilmente i suoi problemi. Si rivolge così ad una vecchia strega in grado di animare gli oggetti e donare l’intelletto agli animali. Nell’affidarsi alla megera, che scompare all’improvviso, finisce malauguratamente col tramutare la madre in orsa, che gradualmente sta devolvendo ai più bassi istinti animali, finendo quasi per esserne sbranata.

La magia scorre sulla Terra, e molti animali cominciano ad evolversi sempre più rapidamente.

 

 

Gli Incredibili

A metà degli anni ’50, negli USA, si nascondono tra la gente comune uomini e donne dotati di superpoteri straordinari. La pace regna nelle strade finché Buddy Pine, nascosto sotto il nome di Sindrome, decide di assoggettare tutti i supereroi con l’uso della tecnologia: nasce così l’intelligenza artificiale Omnidroide 10.000, un robot senziente alimentato dalla straordinaria Energia di Punto Zero. Questa è capace di animare gli oggetti, assoggettandoli al volere di Sindrome. Sembra l’arma vincente per il supercattivo, ma come dal più classico dei copioni alla fine i buoni vincono, e l’Omnidroide esplode rilasciando nell’aria potenti radiazioni energetiche che si sviluppano per tutto il pianeta. Le radiazioni dell’Energia di Punto Zero perdurano per decenni, assorbite da milioni di oggetti inanimati, come lampade, computer, automobili, aerei. E giocattoli.

In una delle scene è presente la versione inanimata di quello che diverrà il Dottor Hudson di Cars.

 

 

Toy Story

Nel 1997, in un’anonima città statunitense, i giocattoli prendono vita. Si tratta della prima forma di vita senziente nata dalle scorie dell’Omnidroide. I giocattoli vivono secondo regole ben precise, organizzati in quelle che potrebbero essere definite delle società, scoprendo che l’amore degli umani nei loro confronti è una forma di energia ben più potente dell’Energia di Punto Zero, e soffrono terribilmente quando vengono dimenticati dai bambini.

Nel film viene citata anche la pompa di benzina Dinoco, che si scoprirà in seguito essere un’azienda della Buy n Large, o BNL, una potente megacorporazione nata dalla vendita di frozen yogurt che ora vende accessori di ogni tipo, e che sarà presente, in modo più o meno velato, per tutto il resto della nostra storia.

 

 

Toy Story 2

Nel 1999 i giocattoli scoprono l’abbandono. Cominciano a porsi domande sulla loro natura, a chiedersi quale sia il senso della loro esistenza. Assomigliano, almeno nell’animo, sempre di più agli esseri umani: non si tratta più di oggetti che hanno preso vita, ma che vivono realmente ed hanno coscienza di sé. Si rendono evidenti i primi segni di astio tra giocattoli ed umani. Emily, ad esempio, affronta la sua padroncina, Jesse, per averla abbonata a sé stessa una volta cresciuta.

Il furgoncino Pizza Planet presente in Toy Story è presente in quasi tutti i lungometraggi Pixar.

 

 

Alla Ricerca di Nemo

Siamo nel 2003, al largo della barriera corallina che lambisce l’Australia. Nell’oceano i pesci sono incredibilmente intelligenti, hanno sviluppato un proprio linguaggio – comune a tutte le specie acquatiche – e sono organizzati in comunità dotate di scuole. Gli umani, sulla superficie, avvelenano l’aria e l’acqua con i gas di scarico ed i rifiuti industriali, rendendo il pianeta ogni giorno un posto peggiore in cui vivere. Le tossine hanno effetti collaterali su tutte le forme di vita, una fra tutte Dory, che soffre di continui vuoti di memoria. Gli animali mostrano sempre più atteggiamenti superiori (soffrono, amano, si legano ad altri individui emozionalmente), e cominciano a comprendere di essere minacciati dagli esseri umani che, complice l’inquinamento e la pesca sconsiderata, li stanno sterminando con efficienza chirurgica. L’umanità è diventata il male.

Tra i bambini nella sala d’attesa del dentista, uno legge le avventure di Mr. Incredibile.

 

 

Ratatouille

Nel 2007, in Francia, il topo Remy scopre la sua passione per la cucina francese e desidera ardentemente diventare un cuoco provetto. Remy è un animale superiore: è in grado di comunicare con gli esseri umani, sa leggere, cucinare ed è attento perfino alle norme igieniche di base nella preparazione degli alimenti, come ad esempio lavarsi le mani prima di toccare il cibo. Vorrebbe cucinare, ma ovviamente non può farlo, perché gli attrezzi e gli ingredienti di cui ha bisogno sono esclusivo appannaggio degli umani. Riesce però a farsi aiutare da Linguini, uno chef in erba, ad esaudire il suo più grande sogno. O per meglio dire, è Remy a guidare Linguini nelle proprie azioni. È anche palese che il clan dei topi amici di Remy disapprovi il rapporto tra animali ed umani, arrivando anche a disprezzarli. E forse ad odiarli ferocemente: alla fine del film Chef Skinner, che disapprova le azioni del topo, sparisce nel nulla, senza lasciare tracce.

In Ratatouille compare anche Bomb Voyage, uno dei personaggi apparsi ne Gli Incredibili, nei panni di un mimo.

 

 

Up

La BNL, nei primi anni del terzo millennio, è la maggiore responsabile dell’inquinamento globale, diretta conseguenza di scelte imprenditoriali al limite dello sciacallaggio delle risorse naturali. Tra i vari piani di sviluppo, uno prevede  di espandere il proprio raggio d’azione nella compravendita di terreni ed immobili. Per sfuggire alle richieste pressanti dell’azienda, che vuole a tutti i costi la sua casa, Carl decide di legarla a dei palloncini e fuggire via, in un luogo incontaminato. L’anziano signore scopre che segretamente ci sono individui che stanno sperimentando tecnologie avveniristiche, come quella di donare la parola agli animali grazie a particolari collari. Charles Muntz, il cattivo del film, sta creando un esercito di cani per assoggettare il mondo, a costo di numerose vita canine perse negli anni prima di giungere in Sud America. Si scopre così che gli animali sono molto più intelligenti di quanto si creda, e quelli liberati dopo la sconfitta di Muntz svaniscono nel nulla.

Nel film appare per la prima volta Lotso, l’orsetto che diventerà il principale antagonista in Toy Story 3.

 

 

Toy Story 3

Nel 2010, i giocattoli hanno compreso a loro spese cosa sono davvero gli umani. Abbandonati, maltrattati, abusati psicologicamente e fisicamente da quelli che un tempo li amavano, in segreto cresce dentro di loro il rancore. L’orsetto Lotso, ad esempio, viene gettato via non appena il suo padroncino si fa’ più grande: comprende così che l’amore degli umani nasconde solo il mero interesse personale. Un giocattolo vecchio è un giocattolo inutile.

La BNL, intanto, è diventata la più grande azienda del mondo, arrivando ad inglobare migliaia di settori, dall’elettronica di consumo alla robotica. La BNL continua ad inquinare massivamente l’ecosistema mondiale, spingendo gradualmente gli animali a ribellarsi contro gli umani.

 

 

Cars

Nei primi due secoli del 2000 scoppia una furiosa guerra tra gli esseri umani e gli animali. Sull’orlo dell’estinzione, l’umanità si affida a macchine senzienti, frutto diretto della tecnologia che decenni prima aveva permesso la nascita dell’Omnidroide. Le macchine, che avevano progettato tutto e che si celano in realtà dietro la BNL, sterminano gli animali e raccolgono i superstiti umani su un’enorme nave spaziale di nave Axiom, lasciandoli alla deriva per il cosmo. Ha inizio l’era delle macchine. Ambientato tra il 2100 ed 2200, nel film viene mostrato un mondo dominato dalle automobili.

Tutti i giocattoli e gli oggetti più piccoli, intanto, hanno perso la loro vitalità: con l’esilio degliumani non è rimasto più nessuno ad amarli, portandoli gradualmente a spegnersi. Per sempre.

 

 

Cars 2

Siamo in Europa e Giappone negli anni tra il 2100 ed il 2200. La crisi petrolifera che ha colpito il pianeta Terra non risparmia nessuna delle macchine. La compagni Allinol, sussidiaria della BNL, scopre una nuova forma di energia rinnovabile, ma solo per i nuovi modelli di automobili. Quelli più vecchi non possono godere della nuova energia, e sono destinati a spegnersi nell’arco di pochi anni. Si tratta a tutti gli effetti di una selezione naturale operata dalla BNL per eliminare gli esemplari più datati. Allo stato attuale, la Terra è divenuto un pianeta incompatibile con la vita organica.

Nel film si nota, nella trasferta parigina, il ristorante Gastow’s di Ratatouille.

 

 

WALL·E

Distrutta dalla BNL, la Terra degli anni 2900 è diventata quasi completamente disabitata. L’energia alternativa proposta dall’Allinol si è rivelata controproducente, portando all’estinzione anche delle macchine senzienti. L’unico esemplare superstite è Wall·E, che grazie all’amicizia con uno scarafaggio riesce a sopravvivere svolgendo diligentemente il proprio lavoro di compattatore di rifiuti. Grazie agli innumerevoli reperti storici che trova nelle discariche, comprende appieno la cultura umana, e sviluppa a sua volta una personalità curiosa e socievole. Scopre anche che gli umani e le macchine, migliaia di anni prima, hanno condiviso una vita felice e collaborativa. Dopo aver aiutato gli umani presenti sulla Axiom a far ritorno sulla Terra, pronti a ripopolare il pianeta, Wall·E scopre una piccola piantina nascosta in uno scarpone: si tratta dell’ultimo albero vivente.

Sulla Axiom qualsiasi cosa è un prodotto della BNL.

 

 

A Bug’s Life

Terra, anno 3000. La pianta deposta da Wall·E è cresciuta rigogliosa, creando una casa perfetta per una colonia di formiche. Senza più umani a contaminare il terreno, le formiche hanno ora un’aspettativa di vita di centinaia di anni, che le ha portate a sviluppare un’intelligenza vispa ed analitica, nonché un linguaggio complesso. Vengono allestiti bar, mezzi di trasporto e persino vere e proprie città. I pochi esseri umani superstiti vivono dispersi sulla Terra, aprendo le porte ad una nuova rapidissima evoluzione degli insetti. Inizia l’era degli animali.

Nel film si nota uno dei furgoni di Pizza Planet di fianco ad una vecchia roulotte.

 

 

Newt

Nel 2012 la Pixar annuncia la cancellazione di Newt, storia di due salamandre, ultime della loro specie, che grazie al potere della scienza cercano di salvarsi dall’estinzione. Il film, probabilmente, si sarebbe trovato cronologicamente poco dopo gli eventi del film A Bug’s Life.

 

 

Monster University

Negli anni tra il 4500 ed il 5000, gli animali hanno sofferto per millenni delle radiazioni causate dalla BNL: si evolvono così in mostri dalle fattezze più disparate, e rappresentano la specie dominante sulla Terra. Alla Monster University viene insegnato che gli umani sono tossici e provengono da un’altra dimensione.

Anche in questo lungometraggio è presente il furgone di Pizza Planet.

 

 

Monster & Co.

Sempre tra gli anni 4500 e 5000, i mostri affrontano una crisi energetica, che cercano di risolvere con la tecnologia. Vengono sperimentate con successo le prime macchine del tempo, che si aprono sul mondo del passato. I mostri spaventano i bambini ed utilizzano le loro urla di terrore come nuova fonte energetica ma, alla fine, scoprono che il potere dell’amore degli umani è molto più potente, e così abbracci e carezze diventano l’energia che muove il mondo. Esattamente come accaduto migliaia di anni prima con i giocattoli. Animali (mostri), macchine ed i pochi umani superstiti vivono finalmente in armonia. Accade però che una bambina, Boo, finisca casualmente per attraversare una delle porte che si affacciano sullo spaziotempo. E si ritrova nella Scozia del Tardo Medioevo.

Quando Randall si allontana dai suoi simili, si ritrova nel passato nei pressi della roulotte che anni migliaia di anni dopo si ritroverà in A Bug’s Life.

 

 

Boo

La piccola Boo è ossessionata dalla scomparsa di Sulley. Dove si trova ora gli orsi – che sono gli animali che più somigliano al suo grosso amico blu – sono stupidi e violenti. La chiave per tornare a casa è la porta che l’ha catapultata tra le lande selvagge della Scozia medioevale, e non riuscendo a trovarla decide di ricercare la soluzione nelle arti arcane, nella magia.

E diventa così una strega. La strega di Ribelle.

Boo capisce che la fonte di energia più potente non è il petrolio, e nemmeno l’amore, bensì il legno. Di legno sono le porte di Monster & Co. e quella del negozio della strega (quando Merida apre la porta della sua bottega, la megera scompare misteriosamente, perché creata sulla falsariga di quelle dei mostri), e Boo resta nel Medioevo perché lì può trovare tutto il legname di cui ha bisogno per sperimentare il ritorno a casa.

In una delle scene di Ribelle si nota chiaramente la figura di Sulley scolpita nel legno.

 

 

E così la lunga storia che si dipana per oltre 5000 anni è semplicemente quella dell’amore di una bambina per un amico. O un giocattolo per il suo padroncino. O del padre per il figlio. O tra due automi.

A dimostrare che l’amore, quello vero, puro, sincero, può sopravvivere a tutto; guerre, carestie, morte e perfino al tempo ed allo spazio.

Di più

D&R: Qual è il virus più letale del mondo?

Se si intende il virus che ha mietuto più vittime nella storia dell’umanità, è senza alcun dubbio l’Influenza spagnola. Detta anche Grande Influenza, portò alla morte di oltre 50.000.000 di persone tra il 1918 ed il 1920, contagiandone circa mezzo miliardo.

Se invece si parla di mortifero, ovvero la percentuale di morti tra gli infetti, il più letale è quello della Rabbia, che uccide nel 100% dei casi. Il decorso della malattia è molto lento e l’organismo umano fatica a riconoscerlo.

Nel mezzo si trova l’Ebola, che presenta una mortalità del 65% ed è molto infettivo. Il suo decorso è molto veloce, portando in poco tempo alla morte dei portatori, spegnendo così il focolaio pandemico sul nascere.

Di più