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La misteriosa foresta di Cannock Chase

Terra di antichi popoli celti, teatro di brutali omicidi, tana di mostri metà uomo e metà bestia, dimora di fantasmi dagli occhi neri. Questo e molto altro è la misteriosa foresta di Cannock Chase. Ecco le sue storie.

La foresta di Cannock Chase è una lingua di terra verde baciata dal pallido sole inglese. Gli alberi crescono rigogliosi, e danno rifugio a una gran varietà di animali, e a dire di molti anche di fantasmi e mostri grotteschi. Di foreste infestate abbiamo già avuto modo di scrivere, con l’inquietante storia di Hoia Baciu, ma quello che si nasconde tra le fronde di Cannock Chase è inenarrabile, e si fonda sul grottesco omicidio di tre bambine, sul finire degli anni ’60.

 

 

Gli omicidi di Cannock Chase

Gli omicidi di Cannock Chase, detti anche omicidi A34, sono tre orrendi delitti perpetrati dalla mente malata di Raymond Leslie Morris, e che hanno per sfondo la foresta di Cannock Chase.

Il 1° dicembre 1964 la piccola Julya Taylor, 9 anni, viene caricata in auto a Bloxwich, Inghilterra, da un uomo che le dice di essere un amico della madre passato a prenderla. Verrà ritrovata il giorno dopo da un ciclista che passa casualmente nei pressi di Cannock Chase, con evidenti segni di violenza sessuale e strangolamento, agonizzante ma viva. È l’inizio della nostra grottesca storia.

Margaret Reynolds, 6 anni, scompare da scuola l’8 settembre del 1965, e Diana Joy Tift, 5 anni, si volatilizza nel nulla mentre si reca a casa della nonna, il 30 dicembre. Nonostante l’enorme dispiegamento di forze, con oltre 2.000 persone alla ricerca di Margaret, delle bambine non v’è traccia. Il 12 giugno 1966 vengono rinvenuti i loro cadaveri in una buca di Manstly Gully.

Il 19 agosto 1967 alla piccola Christine Darby, di 7 anni, viene offerto un passaggio in macchina da uno strano individuo nei pressi di casa sua a Caldmore. Il suo corpo viene scoperto casualmente in una brughiera poco distante la foresta tre giorni dopo, denudato, da un soldato.

Il 4 novembre 1968 viene arrestato a Walsall un uomo che ha appena tentato di abbordare una bambina di 10 anni, Margaret Aulton, che è riuscita miracolosamente a sfuggire al rapimento, anche grazie alla segnalazione di un diciottenne del luogo, che avverte la polizia in tempo. A bordo della Ford Corsair bianca e verde riconosciuta dalla piccola c’è un losco figuro, Raymond Leslie Morris, che gli inquirenti sospettano essere il misterioso e brutale omicida di Cannock Chase. Nonostante un alibi di ferro avanzato dalla moglie, i poliziotti gli trovano a casa una foto pedopornografica che ritrae la sua nipotina di 5 anni. Processato per gli omicidi di Margaret, Diana e Christine, viene dichiarato colpevole grazie alla coraggiosa testimonianza di Julya, che riconosce in Raymond l’uomo che l’ha stuprata e seviziata.

È lui. È stato lui a farmi questo. – Julya Taylor, in lacrime, accusa Raymond Leslie Morris al processo

Condannato all’ergastolo, Raymond muore a 84 anni in prigione, dopo aver scontato 45 anni, per cause – forse – naturali. L’11 marzo 2014 si conclude così la storia del killer A34, ed inizia quella dei fantasmi di Cannock Chase.

 

La ragazza dagli occhi neri

Nel mondo, sopratutto in Inghilterra, fioccano le leggende su ragazzine dagli occhi completamente neri, senza iride, che si dice bussino di notte alle porte dei poveri malcapitati, prima di svanire nel nulla. Dopo gli omicidi di Cannock Chase, nella foresta si susseguono gli avvistamenti di strane apparizioni, tra le quali quella di un’inquietante fantasma dagli occhi neri, di cui esisterebbero anche prove fotografiche.

Christine Hamlett è una medium inglese, che il 10 ottobre 2014 scatta una foto di quello che, a suo dire, è lo spettro di una ragazza morta di difterite sul finire dell’800.

 

 

Non sono in molti a credere alla veridicità dell’immagine, che potrebbe rappresentare tutto o niente, e dopo qualche mese di intensi dibattiti nel circolo scientifico la questione muore insoluta. Finché, il 18 aprile 2015, l’utente Furious Otter carica su YouTube un filmato ripreso con un drone che sembra immortalare la ragazza dagli occhi neri. Che si tratti di reperti autentici o semplici fake lascio a voi la decisione.

 

 

L’uomo maiale

Non sono solo i fantasmi a togliere il sonno ai cittadini di Cannock Chase. Tra le spaventose creature della notte del bosco sembra esserci infatti anche un grottesco ibrido tra uomo e maiale, avvistato più volte fino al 1993. Poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, il governo del Regno Unito avalla un esperimento congiunto tra inglesi e statunitensi per consentire lo sviluppo di una nuova arma. Dopo un lungo studio, gli scienziati decidono che il futuro della guerra si combatterà non più sul campo, ma in vitro, attraverso l’ingegneria genetica, e decidono di fondere DNA umano con quello suino. Rapiscono quindi nei pressi della foresta di Cannock Chase una donna, la ipnotizzano e le impiantano geni modificati di maiale affinché resti incinta. Dopo 10 mesi di gestazione, i dottori sono costernati; la donna ha partorito un bambino con la testa di porco. Delusi dal risultato, che non collima esattamente con le loro idee iniziali, decidono di non abbattere il piccolo, ma di crescerlo ramingo nella foresta, al fine di studiarne l’adattabilità e la possibilità di utilizzarlo in futuro come progenitore di una nuova stirpe di soldati. Da allora, quasi ogni notte nei pressi del bosco è possibile udire strazianti lamenti intervallati a profondi grugniti, che hanno fatto nascere numerosi gruppi di studiosi, il cui maggiore esponente è certamente il ricercatore del paranormale Lee Brickley.

Egregio Signor Brickley,

Sono stato testimone qualche tempo fa di un fatto che certamente merita la sua attenzione. Nell’ottobre del 1993, nei pressi di Castle Ring, io e mia moglie abbiamo udito degli strani versi provenire dalla profondità della foresta. Certi che fosse una coppia del luogo intenta a divertirsi, ci siamo allontanati dal rumore in direzione dell’auto. Appena giunti al parcheggio mi sono voltato, ed ho visto con i miei occhi la creatura più strana che potessi mai immaginare. Alta circa 2 metri, dal collo in giù somigliava ad un uomo, ed indossava anche dei vestiti, ma la sua testa era troppo grande per essere umana e si prolungava in un grosso naso da maiale. Quando anche mia moglie l’ha vista, la paura ha preso il sopravvento, così siamo fuggiti via verso la nostra auto e ci siamo chiusi dentro. È stato allora che quella cosa ha cominciato a grugnire, come un porco che venisse scannato. Questo fatto ci ha turbato molto…

Ha mai visto qualcosa del genere prima?

Cordiali saluti,

John & Anne – Email inviata a Lee Brickley che testimonia l’incontro con l’uomo maiale

Pig-man è solo l’ultima delle tante storie che ruotano intorno alla foresta di Cannock Chase. Voi cosa ne pensate? Il bosco è solo il teatro di una – purtroppo reale – tragedia o si tratta di un luogo al di là della nostra comprensione, crogiolo di fenomeni paranormali?

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Connor – Il figlio di Satana

A quanto pare il figlio del diavolo partorito da Rosemary nel film Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York di Roman Polanski ha trovato casa, si chiama Connor ed è un bel bambino con gli occhi che brillano al buio che urla come un dannato. Forse perché lo è.

 

 

I genitori di Connor, ChuckKate Booth, giurano che il video è assolutamente reale, ed è stato catturato dalle telecamere installate dalla nonna del piccolo per controllarlo mentre dorme. Peccato che il bambino di riposare non ne abbia alcuna voglia, ed anzi si prodighi in numeri funambolici che lo vedono in equilibrio sulle barre della culla per oltre venti secondi, raggelando il sangue con urla a dir poco ferali.

Chuck e Kate precisano, inoltre, di essere quasi – sottolineo quasi – certi che il figlio non sia posseduto dal diavolo, che gli occhi luminosi siano frutto della videocamera notturna, e che secondo loro non è poi così inusuale che un bambino di pochi mesi sia in grado di restare in piedi per così tanto tempo.

Mah. 😐

Se Connor non è il figlio di Satana, ha certamente un futuro assicurato al circo.

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La tigre fantasma

Elliott O’Donnell è un autore inglese a cavallo tra l’800 ed il ‘900 che, a suo stesso dire, ha spesso avuto a che fare con i fantasmi. A cinque anni assiste all’apparizione di uno spirito dell’oltretomba e diversi anni dopo un’altra entità, molto più aggressiva, tenta di strangolarlo, fortunatamente invano. Nella sua notevole carriera – 50 libri e numerose pubblicazioni minori su importanti riviste specializzate, come Weird Tales – O’Donnell scrive non solo storie di fantasmi partorite dalla sua fervida fantasia, ma anche di cronache accadute a persone che lui stesso segue nella ricerca della verità sulle entità paranormali.

Ho investigato, a volte da solo, a volte con altre figure e la stampa, diversi casi di apparizioni di fantasmi. Credo negli spiriti, ma non mi definisco uno spiritista. – Elliott O’Donnell

Una delle sue cronache più sconcertanti è quella che vede protagonista una misteriosa quanto letale tigre fantasma.

La tigre unisce velocità e possanza, grazia e agilità. Temuta e rispettata nei Paesi del Sudest asiatico, non stupisce che sia divenuta nel tempo icona della forza non solo del fisico, ma anche dello spirito. Numerosi racconti la descrivono a volte come alleata, a volte come nemica divoratrice di uomini. In alcune culture viene spesso rappresentata come uno spirito volto a difendere le anime dei defunti, come la tigre Bengala ad Assam, India. O’Donnell racconta di un fatto accaduto ad un suo conoscente, tale Colonnello De Silva e del suo violento incontro con l’enorme felino: un giorno il militare, di stanza in India, assiste impotente all’uccisione di un anziano lebbroso da parte di un’enorme tigre. Il vecchio, poco prima di esalare l’ultimo soffocato respiro, maledice con un filo di voce De Silva e tutta la sua famiglia, per non aver provato a salvarlo.

Un anno dopo, continua O’Donnell, comincia insistentemente a correre voce che una divoratrice di uomini infesti la regione. Inutili le battute di caccia organizzate dalla polizia locale e dai cittadini: il grosso felino striato miete una vittima dopo l’altra, inesorabilmente. Alcuni fortunati però riescono a sottrarsi alla sua furia e a cavarsela con non più di qualche graffio. Questi ultimi, tutti, inspiegabilmente, contraggono la lebbra e muoiono nel giro di qualche settimana. De Silva è terrorizzato, e teme in cuor suo che la tigre sia il frutto della sua debolezza, pronta a dilaniare le persone che ama. Il colonnello un giorno riesce a spararle, ma purtroppo manca il bersaglio. Poco dopo, ancora madido di sudore per aver sprecato l’occasione di uccidere la fiera, segue le enormi impronte della bestia, e scopre con orrore che si sta dirigendo con passo veloce verso il parco dove passeggia beatamente suo figlio in compagnia della tata. Fa appena in tempo a sparare al mostro quando questo si trova a mezz’aria, pronto a ghermire le prede. Colpita in pieno, la tigre svanisce letteralmente nel nulla senza toccare terra.

La bambinaia muore sul colpo terrorizzata dal ferale spettro. Il piccolo, per fortuna, è ancora vivo, ma De Silva ha poco da gioire. Il pargolo è stato ferito da uno degli artigli dell’animale; muore in pochi giorni, dopo aver misteriosamente contratto la lebbra.

La tigre fantasma non si rifarà mai più viva.

 

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AAA Bambola assassina posseduta da un demone vendesi

Su eBay si trova di tutto, compreso chi mette all’asta la propria anima, una foto che raffigura un fantasma o, come in questo caso, una bambola assassina posseduta da un demone. 🙂

 

 

Nostra figlia non la vuole più. Il nostro cane non smette di abbagliarle contro e non la troviamo mai dove l’abbiamo lasciata. La bambola ha una risata davvero graziosa. Senza batterie.

Il bambolotto in questione è finito in vendita su Craiglist, ma nessuno ha avuto il coraggio – o la stupidità, dipende dai punti di vista – di fare un’offerta. Ora si trova all’asta su eBay, alla modica cifra di 17.000 dollari (circa 15.000 euro).

Allora, la bambola è caduta a terra qualche volta di troppo, e la sua testa a volte si gira su sé stessa a caso, anche se non ha mai fatto del male a nessuno… Sono l’unico proprietario, l’unico ed il solo. L’ho acquistata da un museo. – Estratto dall’annuncio su eBay

Che sia l’ennesima stupidaggine alimentata da internet, o siamo di fronte ad un nuovo caso simile a quello di Robert, la bambola posseduta, ce lo dirà solo il tempo. O l’utente che avrà il coraggio di sborsare 17.000 dollari.

 

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Franken Fran

C’è un castello in stile gotico abbarbicato tra le montagne giapponesi. Qui vive Fran, il più grande chirurgo di tutti i tempi. Avete perso un braccio? Fran ve lo riattacca. Volete cambiare sesso? Fran può aiutarvi. Volete trasformarvi in un bruco lungo oltre due metri? Allora Fran fa al caso vostro.

 

 

Franken Fran (フランケン・ふらん) è un manga horror di Katsuhisa Kigitsu. Sviluppato tra il 2006 ed il 2012, e raccolto in 8 tankōbon, Franken Fran è una sorta di antologia di storie, legate da un filo comune. Il protagonista è Fran Madaraki, opera del professor Naomitsu Madaraki, chirurgo di fama mondiale che ha fatto della manipolazione delle carni la sua ragione di vita. Fran assomiglia ad una ragazzina, se non fosse per le enormi cicatrici che le ricoprono il corpo, a mo’ del caro vecchio Frankenstein, e per i due vistosi bulloni alle tempie, che ne tradiscono l’origine non del tutto naturale. La fanciulla ha preso il posto del dottor Madaraki, in giro per il mondo già da qualche anno, e si prodiga amabilmente ad aiutare chiunque possa permettersene la parcella. Alla sua porta bussano personaggi di ogni genere, da chi in fin di vita viene trasferito nel corpo di un immenso e viscido bruco, a chi ha sviluppato un neonato nella scatola cranica.

 

 

Il problema è che Fran conosce poco o niente del mondo al di fuori del maniero. Circondata dai suoi mostri, aberrazioni create artificialmente in laboratorio – basti pensare che il suo miglior amico è un gatto con la testa di un ragazzo staccabile e reimpiantatile a piacimento – la ragazza cresce con l’ingenuità tipica di chi non si è fatto le ossa in mezzo alla strada: molte delle sue operazioni si concludono con un successo sotto il profilo medico scientifico, ma con un completo fallimento dal lato umano. Così rancore, invidia, odio e amore diventano concetti eterei, spesso lasciati in secondo piano di fronte alla risoluzione di un problema.

Kigitsu crea un mondo grottesco e lucido, dove non vi è mai una netta distinzione tra il bene ed il male, lasciando questa riflessione al lettore. In definitiva, Franken Fran è un manga non per tutti, sia per le immagini cruente di manipolazione organica, sia perché spesso alla base degli esperimenti della ragazza ci sono solide – anche se un po’ forzate – basi scientifiche, che potrebbero essere di difficile comprensione. Ma fidatevi, ne vale la pena.

 

 

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Abbandonato da Disney

La chiusura delle storie della saga NoEnd House – La Casa Senza Uscita ha dispiaciuto non pochi dei nostri fedeli lettori. Da oggi, per arginare quel vuoto, vi propongo un nuovo progetto di traduzione esclusiva, che certamente non mancherà di stupirvi e di inquietarvi, ambientato nel mondo fanciullesco e zuccherino creato da Walt Disney.

Abandoned by Disney (Abbandonato da Disney) è una serie di creepypasta pubblicata su Slimebeast, che narra del lato oscuro dei parchi a tema Disney sparsi per il globo. Se alla luce del sole ci sono bambini festanti, giostre colorate e musiche orecchiabili, nell’ombra si nascondono corridoi segreti, omicidi irrisolti e figure grottesche che attendono solo di poter essere liberate.

Piccola precisazione: la serie Abbandonato da Disney è composta, ad oggi, da quattro storie, in cui l’ordine di pubblicazione non segue quello cronologico; per meglio apprezzare i racconti, saranno postati sulla Bottega del Mistero seguendo quest’ultimo. Nel testo, inoltre, è presente la voce bambini senza volto: ci si riferisce ai bambini, ospiti dei parchi Disney, che indossano le maschere a viso intero dei loro beniamini.

Buona lettura.

 

 

Abbandonato da Disney – Parte 1: Qualche suggerimento

Suggerimento: Ci serve un’altra persona al check-in durante le ore di massima affluenza.

Suggerimento: Per favore, spostate il carretto degli hot dog dallo scivolo d’acqua principale. Inoltre, il personale è pregato di tenere d’occhio i bambini che hanno mangiato da poco. Quando qualcuno si sente male lì dentro, ci entrano 3 o 4 persone prima che noi veniamo informati di qualcosa.

Suggerimento: Non sarebbe male se avessimo un modo per dare informazioni più dettagliate in modo anonimo. Forse tramite degli incontri privati con l’amministrazione?

Suggerimento: Bisogna aumentare la sorveglianza al Cancello Sud.

Suggerimento: La musica nella casa dei rettili continua a rallentare o ad invertirsi, ed è DECISAMENTE fastidiosa.

Suggerimento: Siete pregati di dire alle mascotte di non provare a mangiare quando indossano i costumi di scena. Continuiamo a recuperarne uno con tracce di cibo appiccicate al muso e pensiamo che qualcuno stia provando a fare lo spiritoso. Oltretutto la cavità della bocca è chiusa dal tessuto interno, quindi mangiare non è nemmeno possibile.

Suggerimento: Per favore aggiustate la musica nella casa dei rettili. Mi sta facendo davvero saltare i nervi.

Suggerimento: Gli ospiti si stanno lamentando riguardo la quantità di asciugamani nelle loro camere.

Suggerimento: Serve una macchina del caffè migliore, o più nuova, per la saletta ricreativa dello staff.

Suggerimento: Avevo intenzione di non dire nulla, perché sono piuttosto tollerante, ma vi prego, smettetela di accogliere bambini senza volto. Non restano mai al loro posto nelle aree comuni.

Suggerimento: Non farebbe male ampliare la selezione di DVD e giochi nell’area comune. La vecchia collezione ha già fatto il suo tempo.

Suggerimento: Bisogna ancora aumentare i controlli al Cancello Sud. Cos’è più economico, dire a un membro della sorveglianza di passare di lì una volta in più, o continuare ad imbiancare i graffiti dei vandali?

Suggerimento: Il Cancello Sud ha bisogno di più sorveglianza.

Suggerimento: Cosa state facendo realmente riguardo gli insulti all’uscita degli impiegati? Mandateci la sicurezza più volte al giorno, fate qualcosa, qualsiasi cosa.

Suggerimento: Non mi sento al sicuro quando esco dal Cancello Sud a fine turno.

Suggerimento: Frank bara come al solitario quando pensa che io non lo stia guardando. Per favore, prendete provvedimenti.

Suggerimento: Dite alle mascotte di stare alla larga dalle zone che non gli competono. Uno di loro continua a spegnere la musica nella casa dei rettili. Non si sa chi sia a causa del costume. Organizzate un incontro o qualcosa del genere.

Suggerimento: Si prega di dare alle mascotte più tempo per l’intervallo o di permettere loro di fare delle brevi pause durante l’orario di lavoro. Sudore e olezzi corporei sono una cosa, ma ora recuperiamo un costume, sempre lo stesso, letteralmente inondato di vomito.

Suggerimento: Fermate Frank, è una minaccia. Ha cominciato a fare la stessa cosa anche con il sudoku. Non me lo sto inventando.

Suggerimento: Scusate se scrivo su un tovagliolo, ma finiamo sempre le schede per i suggerimenti, o qualcuno le sta rubando.

Suggerimento: Fermate quella cazzo di musica.

Suggerimento: Giuro, tutti questi bambini senza faccia si stanno sparpagliando ovunque. Ogni volta che ne uccido uno, gli altri sbroccano. Continuo a trovarne a mucchi in fondo alla scala e pensano che sia divertente. Non è divertente. Non riesco a passare.

Suggerimento: Abbiamo bisogno di più schede per i suggerimenti.

Suggerimento: Abbiamo recuperato un costume da mascotte con delle macchie di vernice sui guanti. L’abbiamo trovato al Cancello Sud ed il colore è compatibile con quello che stanno usando i vandali. Potrebbe valere la pena di esaminarlo. Inoltre, dove sono le schede?

Suggerimento: I costumi si attaccano alle piaghe.

Suggerimento: È trOppo difcile scriv con questo guanti addosso.

Suggerimento: Grazie mille per le schede per i suggerimenti! Era ora! Che state facendo per aumentare il personale al check-in durante le ore di punta?

Suggerimento: Ancora una volta, scusate per il tovagliolo. Sono finite di nuovo le schede.

Suggerimento: Una delle mascotte mi ha messo all’angolo nel guardaroba e mi ha palpato il seno. Ho raccontato l’accaduto a Michael Sheehan, ma non penso che farà qualcosa perché non saprei dire chi ci fosse sotto la maschera. Farò causa se l’amministrazione continuerà a cestinare i miei richiami. Questo è l’ultimo avviso. Un’altra cosa, rifornite i raccoglitori di schede. Ho il sospetto che siano state rimosse per scoraggiare le mie proteste.

Suggerimento: Ah ah sono un topo.

Suggerimento: FOTTITI.

Suggerimento: Qualcuno sta svitando le lampadine. Le sta svitando dappertutto. Gli ospiti si stanno incavolando sempre più perché premono gli interruttori e non succede niente.

Suggerimento: Quando compreremo nuovi DVD per l’area comune? Non mi sto lamentando perché sono vecchi film, ma solo perché la maggior parte è graffiata e gira a scatti.

Suggerimento: Quando arriva quella macchina del caffè?

Suggerimento: I distributori automatici al terzo piano nella zona riservata agli ospiti sono costantemente scollegati e le fessure per il denaro sono spesso intasate con le schede dei suggerimenti. Non so nemmeno di che cosa parlino quelle schede.

Suggerimento: Ci servono di nuovo altre schede per i suggerimenti.

Suggerimento: Provate a trovare Frank.

Suggerimento: Vi darò indizi riguardo Frank, ok?

Suggerimento: Indizio #1: è freddo.

Suggerimento: Indizio #2, è umido.

Suggerimento: Ci serve una bella imbiancata al Cancello Sud. State facendo qualcosa riguardo questo pagliaccio?

Suggerimento: Indizio #3, scarico d’acqua.

Suggerimento: Il carrello degli hotdog è ancora vicino allo scivolo e ci sono stati altri due incidenti di bambini che si sono sentiti male a metà del tunnel. Ne va della reputazione del parco.

Suggerimento: Non penso che stiate cercando Frank!!!

Suggerimento: Hey, non vorrei fare lo stronzo ma, seriamente, dove sono le schede? Questa casella per i suggerimenti è inutile.

Suggerimento: Continuo a sprofondare nel pavimento o

Suggerimento: forse è solo una mia sensazione.

Suggerimento: Non posso riposarmi un minuto perché c’è troppo da fare. Ogni volta che mi stendo, gli ospiti continuano a chiedermi se sto bene.

Suggerimento: non posso togliermi la testa non posso togliermi la testa non posso togliermi la testa non posso togliermi la testa non posso togliermi la tes

Suggerimento: Ignorate l’ultima scheda era la mia vera testa mi ero dimenticato

Suggerimento: il costume si sta attaccando alle piaghe e aumentano ogni giorno di più

Suggerimento: sono tutto una piaga

Suggerimento: il costume sta respirando e, se non seguo i suoi movimenti, non riesco a prendere aria.

Suggerimento: VAFF

Suggerimento: ANCULO

Suggerimento: Continuo a chiudere i cancelli ma qualcuno continua ad aprirli di nuovo, per favore, ditegli di smettere di farlo perché fa uscire tutti e mi sembra controproducente.

Suggerimento: Hanno trovato Frank e daranno la colpa a me, per favore, datemi un consiglio.

Suggerimento: AHAHAHAH la faccia di Frank assomigliava a un brutto piatto di purè di patate quando lo hanno tirato fuori, ma quando ho riso tutti hanno guardato me anche le persone con le facce, il che è strano.

Suggerimento: Devo pensare cosa fare.

Suggerimento: Oh

Suggerimento: un attimo, lo so

Suggerimento: Non sono sicuro se la casella dei suggerimenti sia il posto giusto, ma la sicurezza non sta facendo molto riguardo il mio reclamo. Negli ultimi due giorni ho fatto un giro del parco e ho contato i membri dello staff. A quanto pare, ci sono più mascotte in giro di quante ne abbiamo davvero sul libro paga. La sicurezza dice che non ha senso, ma io penso ci sia una mascotte in più.

Suggerimento: Per favore, aiutatemi, i costumi sono pesanti con le persone dentro e non c’è rimasto un gancio libero per me.

 

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“Sei tale e quale a tua madre” – Quando le figlie sono identiche alle mamme

“Sei tale e quale a tua madre”, quanto volte ve l’hanno detto, se siete ragazze, o quante volte l’avete pensato della vostra compagna? Non tutti gli uomini, poi, amano la propria suocera, e sapere che un giorno la propria mogliettina adorata possa somigliarle è un vero e proprio incubo. Uno studio condotto dal Daily Mail si pone una semplice domanda: quanto si somigliano davvero mamma e figlia? Davvero tanto.

Il Daily Mail ha chiesto a 5 donne e alle loro figlie di posare di fronte alla macchina fotografica, per poi confrontare le immagini al computer e verificare quanto e se una ragazza, col passare degli anni, assomiglierà alla madre. Ecco gli scatti.

 

Sara Pearson, 62 anni, e sua figlia Clemmie, 30. Entrambe di Londra, gestiscono un’agenzia di pubbliche relazioni.

 

Rhonda Mackintosh, 45 anni, e Darcey, 15. La prima è un ingegnere capo, la seconda una studentessa. Vivono a Glasgow.

 

Frances Dunscombe, 83 anni, e Tineka Fox, 57. La prima è una modella, la figlia è casalinga. Vivono nel Surrey.

 

Esther Savage, 73 anni, e Wendy Brake, 43. Casalinga e pediatra, vivono sull’Isle of Sheppey.

 

Josie O’Rourke, 48 anni, e Jodie Clark, 24. La prima è vicedirettrice di un editore, la seconda è un’organizzatrice di eventi. Vivono rispettivamente a Hasting e Stratford.

Forse le foto non rendono giustizia. Provate a vedere il meshup creato unendo i volti di madre e figlia, e forse vi ricrederete.

 

 

Certo cinque coppie di donne sono un po’ pochine per uno studio serio, ma la prossima volta che conoscete una ragazza, prima di chiederle di sposarvi, fidatevi di un consiglio.

Guardate prima com’è la madre. 🙂

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Cargo [STREAMING]

Qual è la cosa più preziosa di tutte quando sei un uomo, un padre, in una terra invasa dai morti viventi? Quanto sei disposto a perdere per salvare la vita di tuo figlio? Benvenuti in Cargo.

Cargo è un cortometraggio del 2013 finalista del Tropfest, festival dedicato alle produzioni indipendenti che non superano i 20 minuti di video. Diretto da Ben HowlingYolanda Ramke, e scritto da quest’ultima, Cargo narra la storia di un padre e di suo figlio appena nato, negli Stati Uniti spazzati via dall’apocalisse zombie. Dopo la drammatica perdita della moglie, l’uomo è costretto a viaggiare di città in città, alla disperata ricerca di un rifugio sicuro dove stabilirsi e, sopratutto, di un futuro per il suo bambino. Scoprirà presto che l’amore può andare ben oltre la morte.

Buona visione.

 

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Da che cosa deriva “ambaradan”?

Usato sopratutto in libri per bambini, il termine ambaradan indica una confusione assoluta, proprio come quella che regna sovrana nelle camerette dei più piccoli. Ma da che cosa deriva questo termine così strano?

L’etimologia è incerta, ma molto probabilmente è legato ad Amba Aradam, monte dell’Etiopia che nel 1936 fa da scenario all’omonima battaglia tra l’Esercito del Regno d’Italia e l’Esercito Etiope. Nel conflitto, gli italiani si alleano con tribù locali, che sono già però segretamente legate agli etiopi: il risultato è una delle battagie più confusionarie della storia, un tutti contro tutti che, non si sa come, vede alla fine la vittoria degli uomini del Bel Paese. Un teatro dell’assurdo con 20.000 morti, in larga parte a causa di gas tossici vietati dalla legge, oggi ricordato quasi solo per aver generato quella parola scherzosa, ambaradan, detta così alla leggera ai bambini per farli divertire.

Senza sapere che spesso dietro una parola ci sono più che un insieme di lettere. C’è una storia. Spesso una di quelle che nessuno vorrebbe ascoltare.

 

Domanda inviata da Anna Rita T.

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Carl Newton Mahan, 6 anni, assassino

Alcuni emeriti scienziati e professori universitari affermano che molto di ciò che siamo derivi dai nostri geni. Le nostre azioni passate e future potrebbero essere solo un caotico mare di acidi nucleici e poco altro. Così sin dalla nascita siamo destinati a diventare pittori, avvocati, muratori. O come Carl Mahan, 6 anni, assassini.

 

 

Paintsville, Kentucky, sonnacchiosa cittadina mineraria degli Stati Uniti. È il 18 maggio 1929, Carl Newton Mahan, 6 anni, è in giro a far nulla col suo amico, Cecil Van Hoosem, 8 anni. Mentre giocano senza un pensiero al mondo, incappano in dei rottami di ferro. Sembra una cosa come tante altre, pezzi di ferro gettati alla rinfusa, ma i due hanno l’idea di venderli al robivecchi del paese per tirarci su qualche moneta, da spendere in caramelle. Magari riescono a farci uscire i soldi anche per un gelato. Ma uno solo. Chissà se è questo che pensa Cecil, quando strappa di mano all’amico la ferraglia e gliela tira sul volto, pronto a scappare col maltolto. Che sia il dolore, l’orgoglio ferito o chissà cos’altro, Carl non ci vede più dalla rabbia. Torna a casa senza dire una parola, imbraccia il fucile a pompa del padre ed urla a Cecil “Ora ti sparo”.

E lo spara sul serio, uccidendolo sul colpo.

Carl viene immediatamente arrestato con l’accusa di omicidio, e processato lo stesso giorno. Il bambino ha il tempo solo di spiegare l’accaduto e sentire cosa ne pensa l’accusa, prima del sonnellino pomeridiano, che lo vede dormire sul banco degli imputati per tutto il resto del processo. Dopo trenta minuti di camera di consiglio, il verdetto è unanime: Carl Newton Mahan, 6 anni, è colpevole di omicidio di primo grado.

Lo attendono 15 anni di riformatorio.

Ma in molti gridano allo scandalo, e che è assolutamente impensabile poter processare un bambino così piccolo, al di là se sia colpevole o meno: dovrebbe essere giudicato dai suoi pari, non dagli adulti. Su questa affermazione, che sia un cavillo burocratico oppure no, Carl si salva pagando $ 500 di cauzione, e viene rimandato a casa come se nulla fosse accaduto.

Se non fosse che nel paesino di Paintsville, in mezzo alla strada, c’è un altro bambino riverso a terra con la faccia spappolata da una scarica di fucile a pompa.

Che abbiano ragione i genetisti oppure no, il destino sembra rifarsi su Carl: il 28 aprile 1958, all’età di 35 anni, viene ritrovato morto nella sua casa di Lousiville. Si è sparato un colpo di rivoltella alla testa.

 

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