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Se vedi questo insetto, voltati e scappa immediatamente [BUFALA]

Da qualche giorno circola sui social un articolo riguardante un mostruoso ed enorme insetto di origine africana, silenzioso e letale. Ovviamente è tutta una cavolata. 🙂

SE VEDI QUESTO INSETTO, VOLTATI E SCAPPA IMMEDIATAMENTE

Questo il testo dell’articolo, copiato ed incollato di sana pianta da centinaia di siti.

La foto che vedete potrà ingannarvi. Quello che vedete non è un parrucchino ma un nuovo pericolosissimo insetto di origine africane sbarcato in europa grazie al rinnovato commercio ortofrutticolo che intercorre tra africa ed europa. Questo insetto, chiamato Eubetia Bigulae, ha delle dimensioni infinitamente piccole nelle prime fasi della sua vita, tanto che nessuno si accorge della presenza di questo animaletto.
Il problema sorge quando questo insetto cresce, raggiungendo spesso le dimensioni di un pallone da calcio. Sotto la folta peluria che lo fanno somigliare ad un parrucchino, l’Eubetia Bigulae nasconde una corporatura molto simile a quella del mille piedi. L’unica differenza tra il millepiedi e il cosiddetto animaletto giallo è la sua capacità di spruzzare un potentissimo veleno corrosivo che miete numerose vittime ogni anno in paesi come il Congo e il Chad. L’allarmen in Europa esiste già da tempo, ma in Italia questo insetto sembra essere arrivato relativamente da poco e pertanto nessuno ne ha mai parlato approfonditamente.

 

 

Peccato che l’Eubetia Bigulae non esista per niente, e che il simpatico insetto peloso nella foto non è altro che una larva di Megalopyge opercularis, o pussy moth (falena gattino), grande sì e no 3 centimetri. Fate attenzione, però: sebbene non sia dotata di veleno corrosivo come riportato dalla bufala, la puntura della larva di Megalopyge opercularis è davvero pericolosa, e può scatenare reazioni allergiche.

 

 

Il mio consiglio, come sempre, è uno solo: non fermatevi a leggere tutto quello che vi capita a tiro, andate oltre, informatevi, cercate, scoprite.

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UFO avvistato in Canada

È stato avvistato a febbraio 2016 un UFO in Ontario, Canada. La particolarità di questo disco volante è che all’improvviso è letteralmente svanito nel nulla.

 

 

Il video che ritrae la manifestazione è stato pubblicato dall’utente V-For-Victor (V4V) su YouTube. Lo youtuber racconta che i tre strani oggetti volanti si muovevano affiancati in una strana formazione, e che sparivano e riapparivano all’improvviso.

Non ho idea di quanto gli UFO fossero grandi o distanti da me. Sembravano enormi. Non c’era alcun suono strano nell’aria, né ronzii né motori… I colori degli UFO erano sul giallo/arancione, come quello dei fanali delle auto. – V4V

L’incidente è attualmente valutato dal MUFON, associazione ufologica internazionale che tenta di spiegare razionalmente gli avvistamenti di oggetti volanti non identificati, che non crede alle parole dello youtuber. E la credibilità di V4V, in effetti, è un po’ scarsa: in due post diversi dichiara di aver filmato i dischi volanti prima il 19 febbraio, poi il 21.

Per far luce sul mistero, viene contattato dall’HuffPost l’esperto in effetti speciali Marc Dantonio che, visionato il filmato, rilascia quanto segue:

Un video davvero interessante. Comunque, ho notato qualcosa di strano nel momento in cui gli oggetti svaniscono nel “cielo”. Ho scritto “cielo” perché, secondo me, non si tratta realmente del cielo. Ho intravisto, ad un certo punto del video, il riflesso di una finestra. Sono convinto si tratti solo di luci riflesse in un vetro, e la loro “scomparsa” è solo la luce accesa nella stanza e proiettata sul vetro. – Marc Dantonio all’HuffPost

Una semplice burla – fatta anche male – o l’ennesimo fenomeno ufologico inspiegabile? A voi l’ardua sentenza. 🙂

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Quello che vedi in questa immagine dice molto della tua personalità (forse)

Guardate bene l’immagine. Quale animale riuscite a vedere? In base alla risposta scoprirete molto della vostra personalità. Forse.

 

 

Allora, anatra o coniglio? Indipendentemente da quale dei due buffi animali avete visto per primo, se siete riusciti a scorgerli entrambi in pochi secondi avete dimostrato a voi stessi e agli altri che siete delle persone creative in grado di vedere “oltre”. O almeno così dicono molte autorevoli riviste online. La realtà è che non è così.

L’immagine è una creazione dello psicologo Joseph Jastrow, pubblicata per la prima volta il 23 ottobre 1892 sul giornale umoristico tedesco Fliegende Blätter, sotto il titolo Quali sono gli animali che si somigliano di più?

La figura non serve a dimostrare quanto è creativa una persona, bensì che il cervello umano non accetta passivamente il mondo intorno a sé, ma riesce a percepirlo ed elaborarlo in maniera attiva: significa che non subiamo ciò che ci circonda, ma siamo in grado di comprenderlo in base alle nostre emozioni del momento.

Lo strumento più completo attualmente utilizzato per delineare la personalità di un individuo è il Minnesota Multiphasic Personality Inventory, un questionario di 567 domande che richiede 2 ore per la compilazione, e che tutti quelli che hanno provato la carriera militare hanno fortemente odiato (fa parte delle prove psicologiche per entrare nell’esercito, nei carabinieri eccetera).

 

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Jvk1166z.esp

Jvk1166z.esp è una creepypasta scritta il 23 aprile 2011 dall’utente RetardoTheMagnificent su Creepypasta Wiki. Narra di un inquietante mod per Morrowind, terzo capitolo della saga The Elder Scrolls (a cui seguiranno Oblivion e Skyrim) sviluppata dalla Bethesda Game Studios nel 2002. Per alcuni un virus, per altri una mod corrotta, per altri ancora un incubo: Jvk1166z.esp è questo e molto altro ancora.

Buona lettura.

 

 

Jvk1166z.esp

Alcuni di voi certamente ricorderanno dell’hype creato qualche anno fa da una particolare mod di Morrowind. Il nome era Jvk1166z.esp. Si trovava facilmente sulle community più piccole e sui gruppi dedicati ai GDR, piuttosto che in quelle più grandi e blasonati di Elder Scrolls. So con certezza che quando è stata caricata, è stata inviata via PM o email a “pochi eletti”. Nel giro di qualche giorno svaniva nel nulla, per quanto ne sappia.

L’interesse per la mod si sviluppò principalmente perché si trattava di un virus, o almeno così sembrava. Se provavi a caricare il gioco con la mod attiva, ti bloccava lo schermo sul caricamento per un’oretta buona prima di crashare del tutto. Ma se ti andava bene i file di Morrowind, così come i salvataggi, andavano a farsi benedire. Nessuno ha mai capito che facesse quella mod, anche perché non si apriva neanche nel Construction Set. Alla fine vennero pubblicati degli avvisi che esortavano a non scaricarla, e la cosa finì  lì.

Più o meno un anno dopo, in un forum di mod che frequentavo di solito, un tizio se ne uscì di nuovo con questa storia. Scrisse che era stato contattato in privato da un lurker che aveva cancellato il suo account immediatamente dopo l’invio del messaggio. Spiegò che questo utente gli aveva suggerito di provare la mod su DOSbox. Per qualche strana ragione la cosa funzionò… in un certo senso. Il gioco andava un po’ a scatti, e non potevi accedere a Opzioni, Carica salvataggio, alla consolle per sviluppatori ed in pratica a niente che non fosse il gioco in sé. Fortunatamente le opzioni per il salvataggio ed il caricamento rapidi funzionavano, ma niente di più. Ed il file del salvataggio rapido sembrava essere parte del file di gioco, così che non ci si poteva accedere direttamente. Qualcuno suggeriva che il gioco con la mod utilizzava un render delle vecchie schede grafiche, rendendo così DOSbox indispensabile, ma a priva non c’era NIENTE di diverso.

Il resto lo scrivo per mia esperienza diretta. Quando inizi un nuovo gioco in JVK (così lo chiamavano sul forum), dopo che hai lasciato l’Ufficio del Censore ed entri nel gioco vero e proprio, appare a schermo la scritta “La profezia non si è compiuta”. Questo perché ogni singolo NPC collegato con la quest principale è morto, ad eccezione di Yagrum Bagarn, l’ultimo dei Dwemer. I loro cadaveri non scompaiono, così che puoi andarli a cercare uno per uno. A tutti gli effetti, si comincia il gioco in un mondo che ha appena vissuto un’apocalisse di qualche tipo.

La seconda cosa che si nota è che perdi energia vitale. Poco per volta, ma continua ad accadere costantemente. Più a lungo resti fermo, più perdi vita. Se ti azzardi troppo e muori in questo modo, ne capirai finalmente la causa: una figura che chiameremo l’Assassino, perché indossa una specie di armatura della Confraternita Oscura presa da Tribunal con una texture diversa, anche se l’espansione in sé non parte con JVK attiva. È tutto nero, senza texture, come un buco nello spazio. Il modo in cui si muove… mi ha lasciato a bocca aperta, la prima volta che l’ho visto affondare dentro il mio corpo morto. Striscia disarticolato sulle mani e i piedi, con le braccia e le gambe divaricate simili ad un ragno. Puoi vederlo solo quando muori, che ti accerchia poco prima che salti fuori il menù di caricamento. Altre volte puoi scorgerlo con la coda dell’occhio mentre si abbarbica in un angolo o sul soffitto. È difficilissimo giocare di notte!

Inoltre, un’altra cosa stranissima è che di notte, a intervalli regolari, ogni NPC del gioco esce di casa per diversi minuti. Durante questo tempo, l’unica cosa che dicono se provi a parlarci è “Guarda il cielo”. Ad ogni modo poco dopo tornano alle loro normali attività.

 

 

Qualche tempo dopo, un giocatore sul forum ha trovato un nuovo NPC di nome Tieras, un Dunmer maschio nel tempio di Ghostgate. Due cose contraddistinguono questo NPC: primo, i suoi vestiti, un modello unico che brilla come delle stelle che pulsano nella notte; secondo, tutte le sue scelte di dialogo, oltre ad essere mostrate a video, sono doppiate. Si possono saltare, ma sembrano doppiate con la voce Dunmer maschio predefinita. Alcuni fanno notare che in realtà la voce è “leggermente” diversa, ma si tratta comunque di un’imitazione davvero ben fatta.

Non voglio entrare nei dettagli, ma la quest che ti propone ti porta in un dungeon chiamato semplicemente “La Cittadella”. Fino a questo punto, le quest erano solo un generico “Scopri i segreti dei luoghi antichi”. L’entrata di questo dungeon si trova su una piccola isola poco a ovest di Morrowind. Alla fine ho scoperto che se usi una Pergamena del volo di Icaro sul punto più occidentale della terraferma rivolto a ovest ci finisci esattamente sopra.

Sebbene si chiami La Cittadella, si estende in profondità. Fa letteralmente impallidire qualsiasi altro dungeon, sia per dimensioni che per difficoltà. Da una grotta si procede per un’area che rappresenta una tomba molto antica, continua attraverso rovine Dadriche, e termina tra rovine Dwemer. Sono arrivato a questo punto prima di uscire. Le creature qui sono troppo forti per un giocatore di livello 20, e dato che non puoi usare la console per imbrogliare in JVK, ci vuole un po’ per terminare l’area. Dato che il caricamento rapido ed il salvataggio rapido sono le uniche scelte, è facile finire in una situazione di stallo da cui è impossibile uscire vivi. Comunque sia, alla fine ce l’ho fatta, e per nulla al mondo sarei stato capace di riuscirci di nuovo.

Ora quello che vi ho raccontato è ciò che solo poche persone sono riuscite a vedere con i propri occhi. Oltre le rovine Dwemer ti ritrovi in un livello simile, ma più scuro. Oltre al bronzo, tutte le texture, incluse quelle delle creature, sono nere. Il rumore delle macchine è molto alto, e ad intervalli causali aumenta improvvisamente d’intensità senza preavviso. Inoltre le camere sono piene di nebbia, o fumo, che ti limitano la visuale a sì e no 3 metri. Se riesci a superare tutto questo, ti ritrovi in un’ala che chi ha raggiunto ha definito La Stanza dei Ritratti.

Come il fuoco o altri effetti grafici presenti nei primi giochi in 3d, in questa stanza ci sono ritratti che si rivolgono sempre nella tua direzione, non importa dove ti trovi. Le foto incorniciate sono prese casualmente dalla tua cartella Immagini. Sul forum, quelli che avevano raggiunto questa zona hanno pubblicato degli screenshot dei ritratti con diverse foto incorniciate (di solito porno, a dirla tutta).

 

 

Alla fine della stanza c’è una porta inesorabilmente chiusa. Dopo aver ammesso la sconfitta e tornato da Tieras, quest’ultimo dirà soltanto “Guarda il cielo” con quella sua voce roca. Per di più, nessun NPC nel gioco dice NULLA. Ogni volta ci sono solo i dialoghi a video vuoti, senza nessuna opzione. Non si sentono neanche i saluti standard. Le uniche eccezioni si hanno di notte, quando escono fuori dalle loro case per qualche minuti, e si possono sentire ripetere insistentemente “Guarda il cielo”. A questo punto uno dei miei amici del forum nota (e molti altri faranno lo stesso dopo di lui) che il cielo non è più lo stesso di prima; non è più quello di Tamriel, ma rispecchia quello reale. E si muove.

Da questo punto in poi, tutto quello che vi dirò è basato sull’esperienza di una singola persona. Alla fine è stato cacciato dal forum, ma sono riuscito a restare in contatto con lui finché non mi ha più risposto. In base alle sue considerazioni, osservando le costellazioni ed i pianeti, si tratta del cielo di febbraio 2005. Se muori, ricarichi, o torni alla cittadella, il ciclo ricomincia. Quando la grafica del cielo diurna svanisce, il movimento del cielo si arresta finché le stelle non riappaiono. Nello spazio di una notte, tutto scorre per circa due mesi. Dato che il tempo in VJK è più o meno lo stesso del gioco originale, posso dire che ogni ora del gioco equivale più o meno a 24 ore reali.

Questo tizio è convinto che le porte si aprano quando nel cielo si verifica una data combinazione astrale. Ovviamente, aspettare questo evento significa lasciare il gioco attivo. Ovviamente, QUESTO significa che il gioco non può essere lasciato a sé stesso, grazie al nostro vecchio amico, l’Assassino. Il mio amico decide di aspettare un giorno intero, giusto per vedere se qualcosa sarebbe realmente successo. Ha giocato per circa un anno del gioco. Questo è il post che ha scritto alla fine del suo esperimento:

“Ho cominciato a Seyda. Non era complicato, mi bastava dare un’occhiata e continuare a muovermi per evitare di morire. Ma ecco! Dopo 24 ore esatte, l’Assassino ha mostrato una nuova abilità! URLAVA!!! Stavo leggendo quando all’improvviso ha cominciato ad urlare e mi ha fatto venire un infarto. Sembrava uscito fuori da un film horror! Era lì, accovacciato dinnanzi a me. Appena ho mosso il personaggio, è fuggito via. Quando sono tornato alla Stanza dei Ritratti la porta era ancora chiusa. Cazzo, cazzo, cazzo!”

Qualche giorno dopo, prende la decisione di giocare per 3 giorni di fila – 3 anni nel gioco. Il messaggio di febbraio 2008 che ci suggeriva di usare DOSbox aveva senso, dopotutto.

“Dopo il primo urlo, l’Assassino smette di colpirti da chissà dove. Ora strilla e basta, e dopo averlo fatto ti colpisce se non ti muovi per qualche secondo. Credo che chi ha creato la mod l’abbia fatto per dare una mano. Di notte, indossando le cuffie, se mi addormento… l’urlo mi risveglia; mi basta muovere un po’ il mouse e il gioco è fatto!”

Questo post è di due giorni fa, inviato dal suo portatile. Poi…

“FANCULO FANCULO FANCULO FANCULO FANCULO VAFFANCULO! VAFFANCULO ce l’ho fatta. Allora, ho aspettato, passano tre giorni, bene, e subito dopo che quello STRONZO di assassino mi ha fatto muovere il mouse, ha strillato di nuovo. Così ho dato un’occhiata, e mi sono accorto che tutti i personaggi in città erano usciti di casa. Dicevano tutti “Guarda il cielo”. Io non vedevo niente, comunque. Ma è stato allora che il gioco ha cominciato a diventare scuro… MOLTO scuro. Ho settato la luminosità del monitor a manetta, e ancora ci vedevo appena. C’erano gli altri personaggi, piccole figure lontane, che correvano avanti e indietro. Se tentavo di avvicinarmi, scappavano via. A questo punto ho cercato di dormire, così ho spento le luci, ma era tutto maledettamente inquietante.

Non volevo accendere le luci per non perdermi niente, ma il problema è che non stava succedendo UN CAZZO DI NIENTE. Alla fine me ne sono tornato alla Cittadella… era ancora tutto scuro, e mi sono messo a nuotare, e per tutto il tempo c’erano dei tizi che nuotavano insieme a me. Mi sono fatto strada verso la Cittadella, e lì la luce era normale, e ho cominciato a preoccuparmi. Ne ero abbastanza sicuro, ed infatti la porta della Stanza dei Ritratti ERA CHIUSA, CAZZO. Sono uscito fuori è TUTTO È RICOMINCIATO D’ACCAPO. Allora ho detto basta. Me ne torno al mio cazzo di letto, e sto a posto così. Fine.”

Dopo questo, sono successe due cose. Primo, un altro che era riuscito ad arrivare alla Stanza dei Ritratti ha scritto che l’Assassino ora si trova anche nel gioco Morrowind originale (piccola spiegazione: se reinstalli Morrowind in una cartella differente, otterrai una versione normale del gioco anziché quella con JVK). Sulle prime neanche lui era certo della cosa, ma alla fine ha scritto di un paio di spaventi che si è preso ritrovandosi l’Assassino davanti all’improvviso o dietro un angolo pronto a colpirlo. Un altro che era arrivato alla Stanza dei Ritratti ha cominciato il gioco originale, e anche lui dice di averlo visto, ma si tratta solo di “mi sembra di” dettati dalla tarda notte e dalla distanza.

La seconda cosa è che il mio amico ha cominciato presto a diventare nervoso ed aggressivo quando si parlava di JVK, anche se non ha mai smesso di scriverne del tutto. Alla fine è diventato così volgare che gli è stato dato il benservito. Non l’ho sentito per un paio di settimane, finché non gli ho inviato un’email. Questa è un estratto della sua risposta:

“So che non dovrei, ma sono cominciate le vacanze e ho un po’ di tempo libero, così ho ricominciato JVK di nuovo. È quasi il 2011… e credo di essere impazzito dal sonno! Ma qualcosa sta succedendo! È ancora tutto buio… una volta nell’oscurità, non c’è luce che dia sollievo. Niente da fare. La gente ha cominciato a spostarsi qualche mese fa… tutti a Seyda si sono diretti a quella piccola grotta di banditi. Hanno ucciso i briganti, e ora sono tutti lì dentro. Non dicono niente, non fanno niente se ci clicchi sopra. Ho salvato il gioco e ne ho colpito uno, e quello si è fatto ammazzare senza battere ciglio!

Ed è così dappertutto. Sei costretto a fartela a piedi, dato che tutti i personaggi che permettono il viaggio rapido sono nelle grotte, ma tutte le città sono completamente deserte; tutti si sono riversati nelle grotte e nelle tombe. Tutti quelli di Vivec sono finiti nelle fogne. Ora mi sto dirigendo a Ghostgate… voglio scoprire se Tieras è ancora lì. Ti farò sapere quello che scoprirò!”

Gli ho risposto dicendogli che avrei atteso le sue scoperte, e ho atteso un giorno. Non avendomi risposto, gli ho mandato un’altra email, ed un paio d’ore dopo mi ha scritto:

“Scusa, me n’ero dimenticato. È ormai il 2014… da quando è scesa la notte perenne, tutte le stelle non smettono di muoversi. Lo schermo è completamente scuro, ma puoi vedere il luccichio degli astri in lontananza. Tieras non c’era… tutti a Ghostgate sono scomparsi. Non ho idea di dove siano finiti. Non si trovano in nessuna grotta lì vicino. Ma c’è dell’altro… la gente continua a non dire niente, ma ora gli occhi cominciano a sanguinare. È così buio che anche con un incantesimo di luce ci si vede a malapena, ma se ti avvicini molto puoi vedere i loro occhi, con quei piccoli rigagnoli scuri che scendono sulle guance. Forse dovrei avvicinarmi di più. Lo so che è stupido, ma non voglio lasciare niente di intentato!”

Questa email mi è arrivato durante il giorno. Quella sera stessa, è seguito un altro messaggio:

“Alcuni dei pianeti non vanno nella direzione giusta. Mi sta prendendo per il culo… se continua così non sarò più in grado di tracciare il tempo correttamente. Dovrebbe essere il 2015, adesso. Cazzo. Sai, ho notato che non ci sono più mostri in giro, davvero. Sono completamente abbandonato a me stesso. I personaggi legati alla quest principale sono ancora morti, ed i loro cadaveri sono ancora in giro, comunque. Devo dargli un’occhiata.

Non ho più bisogno delle cuffie, perciò le ho staccate. Quando urla, sembra farlo direttamente nelle mie orecchie. Penso di riuscire anche ad anticipare i suoi strilli, a volte. Si è fatto sempre più vicino. È diverso dagli altri personaggi, ricordi? Continuava a girarmi intorno, finché non lo vedo appena. Devo ammetterlo, è davvero inquietante di notte. A volte, quando vado in bagno o da qualche altra parte, mi sembra di scorgerlo che mi fissa nascosto in una angolo. Ora lascio tutte le luci accese.”

Gli ho inviato un’email, prendendolo in giro e consigliandogli di farsi una bella dormita. Due giorni dopo, ho trovato la sua risposta. È l’ultima cosa che ho ricevuto da lui. Dopo di questa, ha smesso di scrivermi del tutto:

“Mi sono appena svegliato da un brutto sogno, credo. L’Assassino mi urlava contro, e quando ho aperto gli occhi, era lì, di fronte a me. I suoi arti erano mostruosamente lunghi, più di quelli di un ragno. Ho tentato si scacciarlo via, ma quando l’ho toccato le mie mani si sono come bloccate, come se fosse fatto di cemento o qualcosa del genere.

Comunque, alla fine mi sono svegliato. Era svanito, ma quando ho guardato lo schermo mi sono accorto di non essere dove mi trovavo l’ultima volta. Ero nel Corprusarium, con Yagrum. Per una volta, la luminosità era giusta, e potevo vederlo distintamente mentre era preso con quelle sue zampe di ragno meccaniche. Mi sono seduto al computer e lui mi ha parlato. Non a video, mi ha realmente parlato, con la voce di Tiera. Sapeva delle cose su di me. Mi ha detto cose che non ho mai rivelato a nessuno, cose di cui mi ero dimenticato. Mi ha rivelato che nessuno era mai giunto fino a quel punto, e che la porta si sarebbe aperta presto. Dovevo solo aspettare un altro po’. Mi disse che avrei saputo da solo quando sarebbe giunto il momento. Mi disse che sarei stato il primo a scoprire quello che vi si celava dietro.

E solo allora mi sono svegliato sul serio, ma non ero al computer. Non ero dove mi trovavo l’ultima volta. Nuotavo poco distante dall’isola della Cittadella. E allora lo udii. Picchiettare. Sulla mia finestra. È proprio alla mia sinistra, così ti ho mandato questa email, perché ho lasciato il mio portatile sul letto, alla mia destra. Solo un leggero taptaptaptap… come se battesse sul vetro. Mi sa che sto ancora sognando.”

Così, questa è la fine. So che esistono altre storie su questa mod, ma questa è vera. Ho cancellato la mia copia di JVK, ma mi piacerebbe riprovarci, se qualcuno ha una copia del file. Vorrei vedere queste cose con i miei occhi.

 

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Gli abitatori del buio delle Grand Caverns (Mistero risolto)

Oren è un fotografo, ed il suo sogno è sviluppare nuovi strumenti che riescano a catturare un’immagine anche in assenza di luce. Per far ciò, spesso si ritrova nel nero più completo, da solo, a fotografare antiche grotte. Purtroppo per lui, una notte scoprirà che qualcosa lo scruta dal buio delle Grand Caverns.

 

La storia

Oren Jeffries è un fotografo professionista statunitense che vive nel sudest della Virginia a cavallo tra il 18° ed il 19° secolo. La sua attività procede bene, e si alterna alla sua grande passione, la speleologia. Appena possibile Oren si avventura per qualche grotta sconosciuta e fotografa tutto quello che può, in quel mondo così alieno a poche centinaia di chilometri da casa. Rapito dalla bellezza delle caverne, un giorno ha un’idea interessante: sviluppare un’ottica, o comunque una tecnica, che gli permetta di catturare le immagini dei luoghi a lui così cari anche in assenza di luce.

È un progetto ambizioso, tanto più per le tecniche fotografiche del tempo, ma Oren è caparbio.

Comincia con cose molto semplici: scende in una grotta o un crepaccio abbastanza per restare al buio completo, posiziona la sua camera, spegne la lanterna che porta sempre con sé ed apre le lenti. Dopo qualche minuto osserva il risultato. Solitamente non si vede granché, ma i presupposti per creare qualcosa di eccezionale ci sono tutti. Oren lo sente, sta per fare la storia della fotografia.

Nel 1895 si trova in una sezione delle Grand Caverns, un dedalo di grotte per la maggior parte inesplorate, dove vuole catturare l’essenza della purezza incontaminata del luogo. Ed incontaminato lo è davvero, perché si trova in una zona non segnata e mai visitata. Da un certo punto di vista, Oren è un esploratore di nuovi mondi. Così sceglie il luogo perfetto, inquadra, sistema le lenti e spegne la luce.

Poi un rumore.

Un fruscio, niente di più. Forse un insetto, o un pipistrello. O forse… Ma no, dev’essere un pipistrello. Oren è un po’ agitato, ma non vuole rovinare l’immagine, così attende qualche secondo. Nessun rumore, forse solo la sua immaginazione. Poi i suoi occhi si abituano al buio.

E li vede. Lì, nell’oscurità più totale, tre umanoidi lo stanno fissando.

Oren li vede avvicinarsi sempre di più, e sempre più velocemente. Senza pensarci due volte molla tutta l’attrezzatura e scappa, finché non raggiunge di nuovo la luce del sole.

Tornerà alla grotta, scortato da tre uomini, solo alcuni giorni dopo. Sulla pellicola a lunga esposizione si era impressa una sola immagine.

Gli abitatori del buio.

 

 

Oren abbandonerà per sempre la sua passione per la speleologia, e non tornerà mai più nelle grotte. Laggiù ci sono segreti che è meglio restino sepolti.

Ma cosa sono in realtà gli strani essere fotografati da Oren?

Nulla, solo l’ennesimo fake.

 

Mistero risolto

La foto sopra gira spesso con un testo che racconta in maniera più semplice la storia che vi ho appena raccontato, accorpata nella creepypasta Anomalie con altre immagini, come quella che descrive l’ultima fotografia di Charlie Noonan. Questa è l’immagine originale.

 

 

In effetti mostra abbastanza inequivocabilmente tre esseri che fissano l’obiettivo della macchina fotografica. Inquietante vero? Ma se schiariamo un po’ ecco che la bufala è servita.

 

 

Come potete vedere, il corpo del mostro più a destra è completamente staccato da terra all’altezza del torso. O si tratta di esseri che fluttuano nell’aria senza gambe oppure è falsa. Inoltre, essendo la foto stata scatta nel 1895 con una’esposizione lunga, c’è un’altra cosa da tenere in considerazione: per non avere sfocature, i tre simpatici ominidi dovrebbero essere rimasti impassibili ed immobili per ore. Decisamente, se sono davvero degli abitatori del buio, ci tengono particolarmente a venire bene nelle foto.

 

Un piccolo consiglio

Se volete vedere un bel film che tratta di storie simili, claustrofobiche e orrorifiche, vi consiglio The Descent – Discesa nelle tenebre del 2005 di Neil Marshall. Se non l’avete visto non avete scuse. Ne vale la pena.

 

 


Se anche voi avete trovato una foto misteriosa, un video incredibile o una storia impressionante fatecelo sapere contattandoci sul sito o sulle nostre pagine social!

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L’ultima fotografia di Charlie Noonan (Mistero risolto)

Ellie Noonan è disperata. Suo marito Charlie, un noto folklorista, è svanito nel nulla da mesi, dopo un viaggio in Oklahoma, USA. Molto tempo dopo, riceverà una strana foto, l’ultima scattata dall’uomo, che immortala il demone che l’ha ucciso.

Charlie Noonan è un appassionato di folklore statunitense dei primi anni del XX secolo. Nelle sue peregrinazioni alla ricerca di eventi paranormali, si imbatte un giorno in un anziano signore dell’Oklahoma, che gli racconta la storia di una donna nota per avere un comportamento bizzarro e poco chiaro. Il vecchio racconta che non si allontana mai dalla sua proprietà, che dista diversi chilometri dal centro abitato più vicino. Indossa sempre – e qui l’uomo ci tiene a sottolineare SEMPRE – un velo che le copre in larga parte il volto. È altresì accompagnata in ogni spostamento da un grosso cane lupo, particolarmente aggressivo, che non si allontana mai da lei più di qualche metro. Il vecchio non lo dice apertamente, ma suppone che la donna non sia umana. Non sa cosa sia, ma di certo non è umana.

Charlie è ovviamente incuriosito dalla storia, e qualche giorno dopo torna a casa dalla moglie, Ellie, per informarla dell’incontro col vecchio. Ha intenzione di trovare la donna, e scoprire se si tratta solo di un’anziana signora un po’ bizzarra, o di qualcosa di molto più terrificante.

Da allora Charlie scompare nel nulla.

Ellie non si dà pace, e cerca in tutti i modi di rimettersi in contatto col marito. Informa la polizia, tenta inutilmente di trovare l’uomo che aveva parlato con lui qualche tempo prima, ma niente. Letteralmente svanito nel nulla.

Qualche mese dopo la scomparsa, il titolare di un banco dei pegni vede alla TV il notiziario della scomparsa di Charlie, e si mette in contatto con Ellie: ha una macchina fotografica con inciso sopra il nome dell’uomo. Qualche giorno prima si era presentato al banco dei pegni un vagabondo dall’aria strana, che aveva venduto la macchina senza proferire parola. Il titolare non ha sviluppato il rullino all’interno, e preferisce donare tutto alla donna, sperando che in qualche modo possa aiutarla a far luce sulla scomparsa del marito. C’è una sola foto: mostra la vecchia signora del racconto, imbardata in un’inquietante velo bianco, con al fianco il grosso cane lupo pronto ad attaccare.

L’ultima fotografia di Charlie Noonan.

 

 

La nostra storia termina qui. Nessuno sa che fine abbia fatto Charlie. Forse divorato dal cane della donna, forse ucciso da quello che in realtà è un demone, forse disperso tra le campagne dell’Oklahoma.

 

 

Ma la verità è un’altra. È tutto falso.

 

Il mistero risolto

La foto è un falso, ed il dubbio viene guardando attentamente la figura del cane, che è di una qualità leggermente diversa rispetto al resto della foto. Un altro indizio è il nome: non ci sono dati riguardo un certo folklorista di nome Charlie Noonan; esiste però un quasi omonimo, Kerry Noonan, anche se si potrebbe facilmente obiettare che non essendo Charlie un professionista potrebbe non essere rimasto molto sul suo conto. La prova definitiva la si trova però sul sito Always Becoming, blog che segue lo sviluppo di un film documentario omonimo, dove è possibile recuperare la foto originale.

 

 

La donna nella foto è Virginia Romero, un’indiana Tiwa di Taos Pueblo, New Mexico, Stati Uniti. Il post del blog narra la sua vita di tutti i giorni e di come sia una tenace lavoratrice dei campi. L’immagine è stata successivamente modifica aggiungendo il bagliore degli occhi ed il grosso cane lupo minaccioso.

La foto è poi stata caricata online e fa spesso parte di una creepypasta, Anomalie, che racconta di 14 foto dell’orrore inspiegabili. La cosa incredibile è come molte testate giornalistiche online riportino il tutto come vero, lanciando anche accorati richiami alla ricerca del povero Charlie scomparso nel nulla divorato da un demone. 🙂

Quella che sembrava una storia macabra è, fortunatamente, solo una storia.

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L’alieno di Nuevo Laredo

All’inizio di luglio 2015 un uomo di Nuevo Laredo, in Messico, è turbato da alcuni strani rumori che provengono dall’esterno di casa sua. Fattosi coraggio, impugna il cellulare, pronto a immortalare i ladri che certamente stanno tentando di rubargli il raccolto. Quello che immortalerà su video sarà più di un semplice ladruncolo: si ritroverà faccia a faccia con un alieno.

Messico, Stato di Tamaulipas, Nuevo Laredo. Prima metà di luglio, 2015. Alla periferia di Nuevo Laredo, in pieno giorno, il proprietario di un ranch, dopo aver udito strani rumori provenire dall’esterno della sua casa, ha deciso di investigare. Usando la telecamera del suo cellulare, ha raccolto delle immagini di quello che sembra un alieno. La figura umanoide, apparentemente nuda dalla pelle di un rosa molto pallido, si muove sul tetto della sua residenza. È molto agile, esile, ha gambe e braccia molto lunghe ed una testa particolarmente piccola. Appena si è reso conto di essere osservato balza via lontano ed il fattore, che non è riconoscibile nel video, lo perde di vista. Il video, in spagnolo, è stato postato su YouTube da un’emittente locale, El Mañana. Studi preliminari hanno evidenziato che il filmato non presenta tagli, effetti speciali o transizioni, confermando l’autenticità dello stesso. – Brazil Weird News

Questo il video originale pubblicato dalla televisione El Mañana.

 

 

Il video sembra realmente autentico, anche se qualche dubbio sorge: perché l’alieno se ne sta completamente nudo sul tetto di una casa? E com’è possibile che non si renda conto di essere osservato se non dopo diversi secondi? Inoltre resta completamente immobile per diverso tempo.

Sebbene la maggior parte delle persone abbia creduto alla storia, si tratta in realtà di un falso.

Il filmato è opera dell’artista Jose Joaquim Perez, responsabile del canale YouTube JJPD Producciones, specializzato in computer grafica ed animazione 3d. A quanto sembra El Mañana ha fatto passare una creazione di Perez come una notizia vera, millantando anche di aver effettuato diverse prove per verificare che il video non fosse contraffatto.

Ecco, difatti, il video della creazione della creatura.

 

 

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Mary Toft – La donna che partoriva conigli

Il dottor John Howard è un rispettato chirurgo ed ostetrico inglese, con decenni di esperienza alle spalle. Un giorno del 1726 viene chiamato a Godalming dalla famiglia Toft, che abita in una fattoria lì vicino: la signora Mary lamenta dei forti crampi al basso ventre, che lasciano supporre che la donna sia in travaglio. In effetti i segni ci sono tutti, e Howard si aspetta un parto semplice e senza complicazioni. Sarà costretto a ricredersi quando la donna metterà al mondo un coniglio.

Da Guildford ci arriva una strana ma ben testimoniata notizia. Che una povera donna che vive a Godalming, vicino alla città, è stata il mese scorso aiutata da Mr. John Howard, eminente chirurgo e ostetrico, a partorire un coniglio, ma con cuore e polmoni cresciuti fuori dal torace, 14 giorni dopo che lo stesso medico le aveva fatto partorire un coniglio perfettamente formato; e pochi giorni dopo, altri 4; e venerdì, sabato e domenica, un altro coniglio al giorno; e tutti e nove morti venendo al mondo. La donna ha giurato che due mesi fa, lavorando in un campo con altre donne, si imbatterono in un coniglio, e lo rincorsero senza motivo alcuno: questo creò in lei un desiderio così forte che (essendo incinta) abortì il suo bambino, e da quel momento non è capace di evitare di pensare ai conigli. – Weekly Journal, 19 novembre 1726

La protagonista della nostra storia è Mary Toft, nata Denyer, una contadina venticinquenne sposata con Joshua, un merciaio ambulante, che vivono insieme ai loro tre figli Mary, Anne e James nella piccola cittadina di Godalming, qualche migliaio di anime nel sud dell’Inghilterra. Nel 1726 la donna rimane incinta del quarto figlio, ma la gravidanza sembra interrompersi in agosto, quando in seguito a forti dolori espelle molto materiale organico. Anche se ha tutta l’aria di un aborto, il 27 settembre Mary partorisce regolarmente.

Solo che da alla luce un coniglio morto.

 

 

Terrorizzata dalla carcassa appena espulsa, la ragazza la invia a John Howard, chiedendogli di visitarla. Il dottore è palesemente scettico, da uomo di scienza qual è, ma vuole comunque dare un’occhiata a questa bizzarria. Ad un primo esame Mary sembra sana come un pesce – per quanto possa essere sana una contadina del ‘700 – ma le doglie nei giorni successivi diventano insopportabili: ad inizio novembre, per diversi giorni, la ragazza espelle pezzi di gatto soriano, coniglio, anguilla ed altri animali. Questo grottesco parto arriva alle orecchie del sovrano Giorgio I, che incarica due medici di corte, Nathaniel St AndréSamuel Molyneux, di indagare seriamente sul caso. I dottori si recano a Guildford, dove intanto Howard ha portato Mary, e restano senza parole: quasi a prevedere la loro venuta, la ragazza ha appena partorito il torso di un coniglio, il quindicesimo dall’inizio di queste sue strane gravidanze. St. Andrè, benché impressionato dalla vicenda, mantiene un contegno scientifico; recupera il moncone e lo immerge nell’acqua, per verificare se i polmoni dell’animale abbiano mai respirato aria. Le due sacche restano a galla, ed il medico comincia a covare i primi dubbi sulla buona fede di Mary, ma resta al gioco. La sera stessa la donna espelle dall’utero altre amenità, tra cui un altro torso, lembi di pelle e concludendo le doglie, platealmente, con una testa di coniglio. La ragazza racconta ai medici che durante una faticosa giornata nei campi in aprile, mentre è incinta, decide di prendersi una pausa con un’amica; d’improvviso dal nulla sbuca un coniglio, che la comitiva si diverte ad inseguire negli orti. Quest’evento, secondo lei, la scuote talmente tanto da costringerla a sognare conigli tutte le notti, lasciandole una vera e propria cicatrice emozionale.

Un altro fatto curioso associato alla gravidanza è l’apparente influenza delle emozioni della madre che si ripercuotono sul bambino nell’utero. Tutti conoscono le spiegazioni dettate dal popolo sui segni lasciati sull’infante di oggetti o animali osservati dalla madre durante la gravidanza, eccetera. La verità, ad ogni modo, sembra essere molto più evidenziata dai fatti di natura sostanziale. C’è un desiderio naturale di spiegare ogni abominio o anormalità del bambino con qualche incidente accorso alla madre in dolce attesa. Esiste una letteratura che attribuisce l’esistenza di alcuni soggetti deformi con episodi legati alla vita delle madri gravide. Il povero Uomo Elefante [Joseph Carey Merrick] credeva fermamente che la sua condizione fosse legata al fatto che la madre, mentre lo portava in grembo, fu atterrata da un elefante in un circo. In alcune nazioni l’esibizione di queste mostruosità è severamente vietata, poiché vi è la convinzione che possa perpetrarsi impressionando le gravide. Ai gemelli siamesi fu fatto divieto di esibirsi in Francia proprio per questa ragione. – Anomalie e curiosità della medicina, George Milbry Gould e Walter Lytle Pyle, 1896

I resoconti dei medici di corte spingono il re ad inviare un terzo dottore, Cyriacus Ahlers, vero bastian contrario di Mary: è assolutamente certo che la donna imbrogli, e per avvalorare le sue idee esamina con cura i resti, scoprendo che si tratta di animali che in origine erano vivi, i cui corpi sono stati macellati con strumenti da taglio. Forse, pensa Ahlers, anche Howard è implicato nella faccenda. St. André, di contro, è fermamente convinto che la donna non abbia nulla da nascondere.

La stessa notte [Mary] sognò di trovarsi in un campo con due conigli in grembo, e si svegliò con una strana fitta, che perdurò sino al mattino; da quel momento, per i successivi tre mesi, ha un forte e costante desiderio di nutrirsi di conigli, ma essendo di famiglia povera ed indigente non ha mai potuto permetterselo. – Appunti di St. André sul caso

Il sovrano viene informato della scoperta, e decide di vederci chiaro: St. André ed un altro collega vengono rispediti a Guildford, e ad accoglierli trovano Howard, che li informa di un nuovo parte gemellare, ovviamente di conigli. Mary, a differenza delle altre volte, lamenta un dolore incessante all’addome destro e viene condotta a Londra dal celebre ostetrico Richard Manningham, che scopre che la parte dolente è sensibilmente più grande della sinistra.

Sotto l’occhio vigile di St. André – che si sta giocando la carriera per quella che potrebbe essere una volgare truffa – Mary viene esaminata da decine di eminenti medici, con pareri largamente contrastanti: da un lato c’è John Maubray, che avanza l’ipotesi che un trauma legato ai conigli possa aver condizionato le gravidanze delle donna, e dall’altro James Douglas, che afferma che partorire conigli sia come se un coniglio generasse un bambino; una stupidaggine. La storia di Mary Toft spacca in due il consorzio scientifico e l’opinione pubblica: ma è davvero possibile che la donna abbia dato al mondo dei conigli?

Ovviamente no, perché è tutta una messinscena.

 

 

A decretare la parola fine alla tediosa questione è il nobile Thomas II conte di Onslow, il 4 dicembre del 1726. Onslow comincia ad indagare in gran segreto, e scopre che il marito di Mary, Joshua, nel periodo tra ottobre e novembre ha acquistato un’insolita quantità di conigli. Il giorno prima, inoltre, Onslow viene persuaso dalla madre di Joshua, Margaret, ad introdurre di nascosto un coniglio nella cella della ragazza. Le rivelazioni di Onslow arrivano a Manningham, che si convince della colpevolezza della donna: la sottopone ad interrogatori anche di quattro ore, ma Mary non cede. A questo punto, forte della sua carica di ostetrico, l’uomo la convince che per appurare la natura dei suoi parti deve sottoporsi ad un intervento tanto invasivo quanto doloroso. Ovviamente il dottore sta bluffando, e l’idea sortisce l’effetto sperato: il 7 dicembre Mary, dinanzi al giudice di pace Sir Thomas Clarges, crolla ed ammette tutto.

Dopo l’aborto, Mary ha escogitato la truffa per poter guadagnare qualcosa: con l’aiuto di un complice, mentre la sua cervice uterina era ancora dilatata, ha inserito pezzi di animali che, una volta espulsi, sarebbero sembrati dei “normali” parti. Come abbiamo visto, la sua storia è rimasta in piedi per un po’, ma alla fine da tutta la vicenda, ironicamente, la ragazza non ha mai guadagnato neanche un centesimo.

Un processo è indetto dalla Corte del Consiglio reale, presso Hillary Term, contro Mary Toft di Godalming, con l’accusa di ingiuria e frode, per aver finto il parto naturale d 17 conigli. Si trova tuttora agli arresti nella prigione di Bridewell, dove a nessuno tranne la moglie del custode è consentito entrare nella cella per sopperire alle sue necessità; è vietata la visita anche da parte del numeroso stuolo di persone che accorrono per incontrarla, ed in particolar modo al marito, che deve essere messo sotto diretta sorveglianza quando si trova nelle galere. – The British Gazetteer, 24 dicembre 1726

Nonostante le forti accuse, alla fine Mary non viene processata realmente, ed esce di prigione l’8 aprile 1727. Tornata a casa, la storia si dimentica di lei, salvo per le notizie che segnalano nel 1740 un processo a suo carico per ricettazione e la sua morte, avvenuta nel 1763. Alla fine a fare le spese dell’intera vicenda saranno i medici che hanno sostenuto le parole della donna, in particolare St. André, che si vedrà messo alla berlina per il resto dei suoi anni come un medico allocco ed ignorante, divenendo il simbolo stesso della ciarlataneria dei medici dell’epoca.

 

 

Dimenticavo di un altro evento importante nella vita di Mary Toft, successivo a questa bizzarra storia: nel 1727 rimane di nuovo incinta. E, che ci crediate o no, da alla luce una bella bambina.

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I Minion e le torture naziste

I Minion sono dei simpatici personaggi gialli nati dalle geniali menti della Illumination Entertainment, coprotagonisti imbranati della serie Cattivissimo Me e da quest’anno al cinema in un divertentissimo spinoff. Qualcuno però afferma che la loro genesi non sia solo farina del sacco degli autori della Illumination, ma che le loro origini siano molto, molto più inquietanti. E se i Minion fossero in realtà ispirati a bambini vittime di esperimenti nazisti?

 

 

Ad avanzare questa strana quanto macabra ipotesi è Luciano Gonzales, che in suo post di Facebook lascia un inquietante messaggio ai suoi amici, poi condiviso decine di migliaia di volte sul web.

Lo sapevate? “Minions” (dal tedesco “minion” => “schiavo”) era il nome con cui erano chiamati i bambini ebrei adottati dagli scienziati nazisti per i loro esperimenti che passavano gran parte della loro vita nella sofferenza, e dato che non parlavano tedesco le loro parole erano per i tedeschi dei suoni divertenti. – Luciano Gonzales

La foto non lascia adito a dubbi: bambini ebrei vestiti come una sorta di palombari, in fila indiana su una barca in mezzo al mare, probabilmente asserviti agli scienziati nazisti pronti a gettarli tra i flutti per la causa del regime. Più a sinistra quello che sembra il capitano della nave, certamente un gerarca, che sorride beffardo. Certo, la somiglianza c’è, e la storia, per quanto orrenda, potrebbe anche stare in piedi.

Ma per fortuna è tutto falso.

Cominciamo dai fatti più evidenti: il termine minion deriva dall’inglese, non dal tedesco, e più che schiavo significa tirapiedi, servitore; quelli nella foto non sono bambini, si capisce anche dal fatto che siano troppo alti per essere dei fanciulli; il capitano a sinistra non è tedesco, indossa infatti un’uniforme della marina inglese. E non siamo neanche durante la seconda guerra mondiale.

La foto è del 1908 ed appartiene al Royal Navy Submarine Museum, e rappresenta semplicemente una pattuglia di palombari inglesi in tenuta da salvataggio sul ponte esterno di un sottomarino. Negli anni a cavallo del 1900 le tenute da palombaro sono tutte molto simili, con il tipico casco con visiera rotonda, come testimoniano numerose immagini dell’epoca.

 

 

Lo stesso Luciano Gonzales si è scusato modificando il post originale e spiegando che nessun utente gli ha mai chiesto le fonti della sua asserzione, e che in realtà l’idea non è stata sua ma che girasse già da tempo sul web con l’uscita di Cattivissimo Me. Che le sue scuse siano in buona fede lo lascio decidere a voi.

Questo è un tipico esempio della legge di Godwin, che ironizza sul fatto che in una qualunque discussione su internet ci sarà sempre qualcuno che, prima o poi, metterà in mezzo il nazismo. La legge recita così:

Mano a mano che una discussione su Usenet si allunga, la probabilità di un paragone riguardante i nazisti o Hitler si avvicina ad 1 – Mike Godwin, legale della Wikimedia Foundation

In pratica, di qualsiasi cosa si parli, ci sarà certamente un idiota pronto a collegare l’argomento con Hitler ed il nazismo. O se vogliamo attingere dalla nostra cultura popolare, possiamo citare un classico proverbio italiano: la mamma dei fessi è sempre incinta.

 

 


Credete che i Minion siano ispirati ad eventi accaduti durante il nazismo?

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Il fantasma dell’autostrada di Santa Fe

I fantasmi, lo sappiamo tutti, adorano infestare le case. O ancor meglio, qualche castello decadente della brughiera inglese. La storia di oggi, invece, prende spunto da un fatto di cronaca di qualche giorno fa, e si svolge nell’assolata Argentina, nei pressi di Peaje.

 

 

I casellanti del tratto autostradale tra Santa Fe e Rosario (Argentina) si sono rivolti al proprio sindacato per evitare di essere assegnati al turno di notte. Il motivo di tanta reticenza è un fantasma che quasi ogni notte attraversa l’autostrada, seminando il panico tra gli automobilisti.

Abbiamo ricevuto numerose richieste di dipendenti che si rifiutano di essere assegnati al turno di notte, sono terrorizzati da quello che potrebbero vedere o sentire. – Gabriel Berardo, vice segretario del sindacato SUTRACOVI di Santa Fe

Al chilometro 17 dell’autostrada Rosario- Santa Fe, sul ponte che si affaccia sul vicino cimitero di San Lorenzo, in molti sono pronti a giurare di aver scorto una donna che vaga lungo il marciapiede. L’apparizione si palesa di notte, e spesso il fantasma attraversa il tratto da un capo all’altro, accompagnato da strani rumori, come di catene trascinate, e le porte delle cabine dei caselli si chiudono da sole.

 

 

A sostegno di queste apparizioni ci sono molte testimonianze, ma anche altrettante contro.

Stavo arrivando da Rosario e mentre imboccavo l’accesso di San Lorenzo ho visto una persona che agitava le braccia e saltellava, come se stesse chiedendo aiuto. Era in piedi sul marciapiede ed indicava un punto che emanava una luce fortissima. Pensavo fosse qualcosa che aveva preso fuoco. Ho rallentato e mi sono fermato pochi metri dopo, per capire cosa fosse successo e dare una mano. Appena sono sceso dall’auto, tutto era svanito nel nulla, sia la luce che quella persona. – Testimonianza raccolta dal sito web Infobae

Una volta ero in macchina, era mattina presto e faceva particolarmente freddo. Ero al chilometro 11 o giù di lì, all’altezza del ponte Fray Luis Beltrán, quando all’improvviso ho visto nello specchietto retrovisore una persona che mi rincorreva. Era impossibile, stavo andando a più di 100 all’ora. Una luce mi abbagliò e mi superò, perdendosi nella notte. – Testimonianza raccolta dal sito web Rosario 3

Sebbene su molti siti, argentini e non, il fantasma viene dato come un fatto certo, è lo stesso Gabriel Berardo che, nonostante ammetta le numerose segnalazioni da parte degli automobilisti, smentisce qualsiasi denuncia ufficiale da parte dei lavoratori. Fa inoltre notare che anche nelle dichiarazioni su internet, praticamente alla fonte, c’è qualcosa che non torna.

La presunta foto pubblicata non corrisponde [a quanto scritto sul web] perché è stata scattata al chilometro 13, e non al 16. – Gabriel Berardo, vice segretario del sindacato SUTRACOVI di Santa Fe al sito web La Capital

Sta a voi decidere a chi e cosa credere anche se, secondo noi, si tratta di una bufala bella e buona.

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