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Candle Cove

Candle Cove è il nome di una creepypasta che narra di un omonimo show televisivo per bambini, andato in onda su un canale statunitense negli anni ’70.

Pubblicato per la prima volta il 15 marzo 2009 dal cartoonista Kris Straub, il 5 giugno 2009 la storia sbarca su Creepypasta.com, ricevendo una valutazione di 9,2/10 e centinaia di commenti, ed in seguito su 4chan e Reddit. Il racconto sembra tratto da uno show televisivo realmente andato in onda a Ironton, Ohio, USA, dal titolo Pirate Place, ispirato al libro del 1767 The Nickerbocker’s Tale di autore anonimo, probabilmente Collin Caulkry. La storia è narrata come una lunga chat a cui partecipano numerosi utenti che cercano di ricostruire, attraverso i ricordi dell’infanzia, le avventure della piccola Janice e della sua banda di amici immaginari che popolano Candle Cove. Con lo scorrere dei messaggi, la verità dietro il macabro show viene infine alla luce, rivelando quello che si nasconde dietro i ghignanti e grotteschi sorrisi dei protagonisti.

Buona lettura.

 

 

Candle Cove

NetNostalgia Forum – Televisioni (locali)

Skyshale033
Subject: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
Ragazzi, qualcuno si ricorda questo show per bambini? Si chiamava Candle Cove e quando andava in onda avevo all’incirca 6 o 7 anni. Non ho trovato alcuna notizia in giro, così sono giunto alla conclusione che doveva essere andato in onda su un canale locale intorno al 1971 o al 1972. Al tempo vivevo ad Ironton. Non mi ricordo su quale canale veniva trasmesso, però ricordo che andava in onda in un orario inconsueto, tipo le 16:00.

 

mike_painter65
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
mi sembra familiare…..sono cresciuto fuori ashland, e nel ’72 avevo 9 anni. candle cove…ma per caso parlava di pirati? mi ricordo il pupazzo di un pirata all’entrata di una caverna che parlava con una bambina

 

Skyshale033
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
SÌ! Bene, allora non sono pazzo! Mi ricordo di Percy il Pirata. Ne ero in qualche modo terrorizzato. Sembrava essere fatto di pezzi presi da altri pupazzi, una roba a basso budget. La testa era quella di una vecchia bambola di porcellana, che non c’entrava niente col resto del corpo. Non mi ricordo su che canale lo trasmettevano! Comunque non penso che andasse in onda su WTSF.

 

Jaren_2005
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
Mi spiace riaprire questa vecchia discussione ma mi ricordo perfettamente dello show di cui parli, Skyshale. Mi sembra che Candle Cove sia andato in onda giusto per un paio di mesi nel ’71, non nel ’72. Avevo 12 anni e l’ho visto qualche volta con mio fratello. Veniva trasmesso sul 58, qualunque canale fosse. Mia madre mi lasciava cambiare canale subito dopo il telegiornale. Vediamo quello che mi riesco a ricordare.

La storia era ambientata a Candle Cove, e parlava di una bambina che immaginava di essere amica con dei pirati. La nave pirata si chiamava Cepporidente, e Percy il Pirata non era poi un gran corsaro perché si spaventava per un nonnulla. Ricordo che c’era sempre la tipica musica pirata. Non mi ricordo il nome della bambina. Era Janice o Jade o qualcosa del genere. Mi pare che fosse Janice.

 

Skyshale033
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
Sei grande Jaren!!! Mi sono ricordato tutto quando hai menzionato la Cepporidente ed il canale 58. Mi ricordo che la polena della nave era una grossa faccia di legno sorridente, con la mascella sotto il pelo dell’acqua. Sembrava quasi ingoiare il mare e aveva quella terribile voce sibilante alla Ed Wynn anche quando rideva. Ricordo sopratutto quant’era fastidioso quando cambiava dal modello di legno e plastica, alla versione pupazzo con la testa che parlava.

 

mike_painter65
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
ha ha lo ricordo anch’io adesso. 😉 skyshale ti ricordi questa parte: “devi..entrare…LÌ DENTRO.”

 

Skyshale033
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
Cavolo mike, mi hai fatto rabbrividire leggendo il tuo post. Lo ricordo benissimo. Era la frase che la nave diceva sempre a Percy quando c’era un posto pauroso in cui entrare, tipo una grotta oppure una stanza buia dove di solito si trovava il tesoro. E la ripresa si avvicinava alla faccia di Cepporidente tra una parola e l’altra. DEVI… ENTRARE… LÌ DENTRO. Con entrambi gli occhi di traverso, la schiuma alla bocca e il filo da pesca che la faceva aprire e chiudere. Cavolo. Era proprio fatto male e scadente.

Ragazzi, vi ricordate il cattivo? La sua faccia era fatta solo da dei baffi sopra una fila di denti lunghi e stretti.

 

kevin_hart
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
ve lo giuro, davvero ho sempre pensato che il cattivo fosse Percy il Pirata. avevo all’incirca 5 anni quando mandavano in onda questa trasmissione. benzina per gli incubi.

 

Jaren_2005
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
No, il pupazzo coi baffi non era mica il cattivo. Era Horace l’Orribile, il braccio destro del vero cattivo. Aveva anche un monocolo, in cima ai baffi. Ho sempre pensato che voleva significare che aveva un occhio solo.

Ad ogni modo, il cattivo era un’altra marionetta. Lo Strappa-Pelle. Non riesco a credere che ci lasciassero guardare una cosa simile, a quei tempi.

 

kevin_hart
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
cazzo, lo strappa pelle. che cavolo di programma guardavamo, da bambini? proprio non riuscivo a guardare lo schermo, quando saltava fuori lo strappa pelle. scendeva giù all’improvviso dal nulla legato ai suoi fili, uno sporco scheletro che indossava un cappello ed una tunica marroni. ed i suoi occhi vitrei erano troppo grossi rispetto al teschio. porca puttana.

 

Skyshale033
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
Sbaglio o tunica e cappello sembravano cuciti a caso? Cosa doveva essere quella, pelle di bambino??

 

mike_painter65
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
mi sa proprio di sì. mi ricordo che la sua bocca non è che si apriva e chiudeva, la sua mascella slittava solo a destra e a manca. mi ricordo che la bambina che chiedeva “come mai la tua bocca si muove in quel modo” e lo strappa-pelle non guardava la ragazzina ma la telecamera e diceva “PER MACINARTI LA PELLE”

 

Skyshale033
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
Mi sento sollevato a sapere che altre persone si ricordano di questa terribile trasmissione!

Ho un ricordo bruttissimo di quand’ero piccolo, un incubo in cui sentivo terminare la sigla iniziale del programma, che dopo una dissolvenza in nero riprendeva, e tutti i personaggi erano lì, ma la ripresa tagliava direttamente su ognuna delle loro facce e loro non facevano altro che urlare, i pupazzi si muovevano come colti da epilessia e continuavano ad urlare ed urlare. C’era anche la bambina, che piangeva e si lamentava come se avesse assistito alla scena per ore. Mi sono svegliato più volte a causa di quell’incubo. Ricordo che spesso bagnavo il letto.

 

kevin_hart
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
non penso che fosse un sogno. me lo ricordo. ricordo bene che quello era un episodio.

 

Skyshale033
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
No no no, non è possibile. Non c’erano una storia o roba del genere, intendo che se ne stavano là a piangere ed urlare per tutto lo show.

 

kevin_hart
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
forse la memoria mi gioca brutti scherzi dopo aver letto il tuo post, ma giuro che mi ricordo d’aver visto tutto ciò che hai descritto. urlavano e basta.

 

Jaren_2005
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
Cavolo. Sì. La bambina, Janice, ricordo di averla vista tremare. E lo Strappa-Pelle urlava digrignando i denti, la sua mascella strideva così velocemente che pensavo si sarebbe rotta da un momento all’altro. Ho spento subito il televisore ed è stata l’ultima volta che l’ho guardato. Sono corsa a dire tutto a mio fratello e non abbiamo avuto il coraggio di riaccendere la tv.

 

mike_painter65
Subject: Re: Show su tv locale per bambini Candle Cove?
oggi sono andato a trovare mia madre in ospedale. le ho chiesto di quando ero piccolo nei lontani anni ’70, quando avevo 8 o 9 anni e se si ricordava di uno show per bambini, candle cove. mi ha detto che era sorpresa che mi ricordassi ancora quel programma così le ho chiesto il perché, così mi ha risposto “perché ho sempre pensato fosse strano quando mi dicevi ‘mamma vado a guardare candle cove’ e subito accendevi il televisore su un canale che trasmetteva solo scariche statiche e restavi a fissarle per 30 minuti. avevi una grossa immaginazione col tuo piccolo spettacolo sui pirati.”

 

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Bloody Cuts [STREAMING]

Bloody Cuts è un’antologia di cortometraggi horror creati dagli inglesi Ben Franklin e Anthony Melton, disponibili gratuitamente per la visione online.

Dopo una campagna fallimentare su Indiegogo, che ha raccolto solo $ 2.650 dei 20.000 richiesti, i due hanno girato otto dei tredici film inizialmente progettati. Nonostante il bassissimo budget a disposizione, le loro opere sono piccole perle nel panorama delle webseries, spaziando dalle filastrocche gotiche di Suckablood ai ritmi sincopati di Don’t Move.

Nella playlist che segue sono compresi tutti gli otto episodi finora pubblicati. Buona visione.

 

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Deep Dark Fears

Deep Dark Fears è una serie di vignette creata da Fran Krause ispirata alle nostre paure più intime. Nei suoi disegni troviamo la rappresentazione dei nostri terrori ancestrali, a volte infantili, che segretamente ci accompagnano nelle nostre vite, da sinistre entità nascoste nel buio che ci fissano dormire a morti tanto accidentali quanto grottesche. La webcomic completa la trovate su Tumblr.

 

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The Gashlycrumb Tinies – L’alfabeto della morte

Edward St. John Gorey è uno scrittore ed illustratore statunitense, nato a Chicago nel 1925 e morto a Hyannis nel 2000, celebre per i suoi libri illustrati di stampo macabro.

Gorey produce oltre cento opere, con uno stile caratteriale simile al tocco fumoso e vittoriano del regista Tim Burton, a metà strada tra l’arte surreale e lo scarabocchio infantile. Uno dei suoi libri più famosi è certamente The Gashlycrumb Tinies (I piccini di Gashlycrumb), grottesco abecedario pubblicato nel 1963. La storia narra di ventisei bambini, uno per ogni lettera dell’alfabeto, pochi attimi prima delle loro morti premature, dovute sostanzialmente all’innata capacità dei ragazzini di farsi male nei modi più disparati.

[The Gashlycrumb Tinies è] una sarcastica ribellione alla visione dell’infanzia come solare, idilliaca ed istruttiva. – George R. Bodmer, critico letterario di Project MUSE

 

 


 

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Horror flash fiction – Il terrore in due frasi

Le flash fiction sono storie estremamente brevi, solitamente meno di 300 parole, che però riescono a dare al lettore tutto ciò di cui un racconto necessita, ovvero un solido inizio, un climax che tenga col fiato sospeso ed ovviamente un finale inaspettato. Le flash fiction di genere horror hanno cominciato a comparire su internet da qualche anno, anche se il capostipite è certamente il prologo di Knock, opera di Fredric Brown, pubblicata per la prima volta nel dicembre 1948 nella rivista Wonder Stories. Il racconto inizia proprio spiegando il concetto di flash fiction – c’è una dolce, piccola storia dell’orrore che è lunga soltanto due frasi – per poi anticipare la microstoria e proseguire con il racconto.

L’ultimo uomo sulla Terra sedeva da solo in una stanza. Qualcuno bussò alla porta.

Ho raccolto qui sotto altre piccole storie dell’orrore, a dimostrazione che non sono le parole ad incutere timore, ma la nostra immaginazione.

Mi svegliai di soprassalto udendo qualcosa che picchiettava alla finestra. Mi affacciai per controllare, e solo allora mi accorsi che venivano dallo specchio in camera mia.

L’ultima cosa che vidi fu la sveglia che segnava le 12:07, prima che quella cosa mi afferrasse con i lunghi e marci artigli e mi aprisse il ventre in due, soffocando le mie grida con l’altra mano. Sussultai, certo che si fosse trattato di un brutto sogno: controllai l’orario, e la sveglia segnava le 12:06. Fu allora che vidi l’anta dell’armadio aprirsi con un crepitio.

Vivendo con cani e gatti, sentivo spesso le loro unghie sulla porta per cercare di entrare nella mia stanza mentre dormivo. Ora che vivo da solo, il rumore è ancora più inquietante.

Si rigirò nel letto chiedendomi perché diavolo respirassi così profondamente. Non ero stato io.

Mia moglie mi svegliò l’altra notte preoccupata: secondo lei qualcuno era entrato in casa. Fu uccisa da un intruso due anni fa.

Il monitor per bambini gracchiò, destandomi, ma sentii subito una voce rassicurante cullare il nostro bambino. Mi rigirai nel letto, ed il mio braccio strusciò contro mia moglie, che dormiva al mio fianco.

Ho sempre creduto che il mio gatto avesse qualche problema: restava ore a guardarmi, fissandomi negli occhi. Un giorno mi resi conto che non guardava me, ma alle mie spalle.

La risata di un neonato è davvero simpatica. Ma non alle 2 di notte. Quando sei solo in casa.

Stavo per dare il bacio della buonanotte alla mia piccolina, quando mi guarda spaventata e mi dice: “Papà, c’è un mostro sotto il mio letto”. La rassicuro che non c’è alcun mostro, ma giusto per farla contenta mi affaccio a guardare sotto il letto. Lì sotto, nella penombra, una voce mi bisbiglia: “Papà, c’è qualcuno nel mio letto”.

“Non riesco a dormire.” Mi sussurrò queste parole, abbracciandomi a letto. Mi risvegliai completamente madido di sudore, con i vestiti con cui era stata seppellita sulle lenzuola.

Oggi ho trovato sul mio cellulare una mia foto mentre dormo. Vivo da solo.

Una bambina sentì sua madre chiamarla al piano di sotto, in fondo alle scale. Appena messo piede sul primo gradino, la mamma la spinse con sé in una stanza: “L’ho sentita anch’io”.

Volevo provare anch’io a scrivere una microstoria dell’orrore, ed eccovela qua.

Oggi mi sono dovuto alzare due volte per chiudere la porta della mia camera. Non mi ero mai mosso dalla cucina.

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Smile.jpg

“Smile.jpg”, o “Smile.dog”, è una delle creepypasta più famose che circolano su internet. L’origine del testo è incerta, probabilmente è stato postato per la prima volta nella board sul paranormale /x/ di 4chan nel 2008. La storia ruota intorno ad una misteriosa immagine che porta alla pazzia chi è tanto ingenuo da guardarla. La foto mostra un mostro a metà tra un cane – un husky – ed un essere umano, ed era allegata ad una email con oggetto “Sorridi! Dio ti ama!”. Si dice che della versione originale non vi sia più traccia, e che quelle che si trovano online siano fortunatamente solo delle copie modificate. Nella storia vengono menzionati altri due fenomeni di internet, hello.jpg e 2girls1cup. Sono entrambi riferimenti a siti che mostrano apertamente immagini di natura volgare, e se siete deboli di stomaco ve ne sconsiglio la visione. Per maggiori informazioni vi rimando ai loro link su Wikipedia: Goatse.cx e 2 Girls 1 Cup. Buona continuazione.


 

Smile.jpg

Incontrai di persona Mary E. per la prima volta nell’estate del 2007. Avevo organizzato un appuntamento con suo marito di 50 anni, Terence, per vederla e fare un’intervista. Mary inizialmente accettò, forse perché non ero un giornalista ma più che altro uno scrittore dilettante che cercava materiale per un paio di incarichi assegnatimi dal college poco prima e, se tutto sarebbe andato secondo i piani, alcuni pezzi per un romanzo.

Programmammo l’intervista in un particolare weekend mentre ero a Chicago per affari non correlati, ma all’ultimo momento Mary cambiò idea e si rinchiuse nella sua camera da letto, rifiutandosi di incontrarmi. Per mezz’ora rimasi seduto con Terence come se fossimo accampati fuori alla camera da letto, ascoltando e prendendo nota mentre lui cercò senza risultati di calmare la moglie. Le cose che disse Mary mi fecero un po’ senso ma coincidevano con il disegno che mi ero fatto della vicenda: nonostante non potessi vederla, potei capire dalla sua voce che stesse piangendo, e il più delle volte le sue obiezioni a parlare con me erano incentrate su un’incoerente diatriba sui suoi sogni/incubi.

Terence si scusò molto quando smettemmo di provare a calmarla, e io cercai di stargli dietro; ricordo che non ero un reporter in cerca di una storia, ma semplicemente un giovane curioso in cerca di informazioni. Inoltre, pensai a quel tempo, potevo sempre trovare un altro caso simile, se mi fossi messo a cercare risorse su quella storia.

Mary E. nel 1992 era un’operatrice di sistema di un piccolo Bulletin Board System di Chicago, quando incontrò per la prima volta smile.jpg e la sua vita cambiò per sempre. Lei e Terrence sono stati sposati per soli 5 mesi. Mary è una delle circa 400 persone che videro l’immagine che fu postata come link sul BBS, nonostante lei sia l’unica che abbia parlato apertamente di questa esperienza. Gli altri sono rimasti anonimi, o forse sono morti.

Nel 2005, quando ero ancora alle superiori, smile.jpg fu portato alla mia attenzione per la prima volta grazie al mio fiorente interesse per i fenomeni basati sul web; Mary era la vittima citata più spesso da chi si è a volte riferito a “Smile.dog”, l’essere che sarebbe mostrato da smile.jpg. Ciò che catturò il mio interesse (oltre che agli ovvi elementi macabri di questa cyber-leggenda e la mia inclinazione a questo genere di cose) fu la mancanza assoluta di informazioni, di solito sui punti alla quale la gente non crede esiste ben altro che voci o bufale. È unico perché, anche se il fenomeno è incentrato su un’immagine, questo file non si può trovare su internet; certamente ci sono molti fotomontaggi fatti alla lettera, mostrandosi più frequentemente su siti come 4chan, particolarmente nella sezione sul paranormale /x/. Si sospetta che siano falsi perché non hanno l’effetto che il vero smile.jpg si dice che abbia, cioè attacchi di epilessia temporanei e un’estrema ansia.

Questa presunta reazione nell’osservatore è una delle ragioni per cui questi falsi smile.jpg sono guardati con disprezzo, dal momento che è palesemente assurdo, anche se a seconda di chi si chiede, la riluttanza a riconoscere l’esistenza di smile.jpg potrebbe essere più per paura che per incredulità.

Né smile.jpg o Smile.dog sono menzionati su Wikipedia, nonostante il sito presenti articoli su altre cose anche più scandalose, come siti shock (hello.jpg) o 2girls1cup; ogni tentativo di creare una pagina che riguardi smile.jpg è subito cancellata da uno dei tanti amministratori dell’enciclopedia.

Gli incontri con smile.jpg sono leggende di internet. La storia di Mary E. non è l’unica; ci sono altre voci non verificate di visualizzazioni di smile.jpg nei primi giorni di Usenet e anche la storia di un hacker che avrebbe nel 2002 inondato il forum del sito di humour e satira “Something Awful” con un diluvio di immagini di Smile.dog, rendendo circa la metà degli utenti del forum del tempo epilettici. Si dice anche che verso la seconda metà degli anni ’90 smile.jpg circolasse su Usenet come allegato di una catena che aveva come soggetto “SORRIDI! DIO TI AMA!”. Tuttavia nonostante la grossa esposizione che queste trovate avrebbero generato, ci sono davvero poche persone che ammettono di aver visto smile.jpg e nessuna traccia di file o link è stata mai trovata.

Questi che rivendicano di aver visto smile.jpg spesso dicono che erano troppo occupati per salvare una copia dell’immagine sui loro hard disk. Comunque, tutte le presunte vittime offrono la stessa descrizione della foto: una creatura simile a un cane (di solito descritta come un Husky siberiano), illuminata dal flash di una macchina fotografica, siede in una stanza buia, l’unico dettaglio visibile sullo sfondo è una mano umana che si estende nell’oscurità sul lato sinistro della foto. La mano è vuota, ma è spesso descritta come se facesse un cenno. Di certo, la maggior parte dell’attenzione è data al cane (o creatura canina, come alcune vittime che dicono di essere più certe delle altre dicono di aver visto). Il muso della bestia è presumibilmente aperto in un ampio sorriso, mostrando due file di denti, molto bianchi, molto dritti, molto aguzzi, molto somiglianti a quelli umani.

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Fobie

Una lista di molte (ed assurde) paure di noi poveri esseri umani… C’è pure chi ha paura delle nuvole… Bha.

Qualcuno di voi è in questa lista?

A

  • Acarofobia: timore di avere prurito; degli insetti che causano prurito.
  • Acatartofobia: avversione per lo sporco e per la polvere.
  • Acluofobia: paura dell’oscurità.
  • Acrofobia: paura dell’altezza e dei luoghi alti.
  • Acusticofobia: paura dei rumori.
  • Aeroacrofobia: paura di posti alti e aperti.
  • Aerofobia: insofferenza del contatto della pelle con l’aria.
  • Aeronausifobia: timore di vomitare a causa del mal d’aria.
  • Afefobia: paura del contatto, di esser toccati.
  • Algofobia: paura del dolore fisico.
  • Agorafobia: paura degli spazi aperti o dei luoghi affollati (da agorà, piazza).
  • Agrizoofobia: paura degli animali selvatici.
  • Agyrofobia: paura delle strade o di attraversare le strade.
  • Aicmofobia: paura degli oggetti acuminati e taglienti.
  • Ailurofobia: paura dei gatti.
  • Alectorofobia: paura dei polli.
  • Alliumfobia: avversione per l’aglio.
  • Amartofobia: paura di sbagliare o peccare.
  • Amatofobia: paura della polvere.
  • Amaxofobia: paura di guidare un’automobile.
  • Ambulofobia: paura di camminare.
  • Amnesifobia: paura di soffrire di amnesia.
  • Amycofobia: paura dei graffi o di essere graffiato.
  • Anablefobia: paura di guardare in alto.
  • Anchilofobia: paura dell’immobilità di un’articolazione.
  • Androfobia: paura, avversione, antipatia per gli uomini (maschi).
  • Anemofobia o ancraofobia: paura del vento, delle correnti d’aria.
  • Anginofobia: paura di soffocare.
  • Antlofobia: paura delle inondazioni.
  • Antropofobia: paura della gente e dei contatti sociali (dal greco “anthropos”, uomo).
  • Apifobia: paura delle api.
  • Aracnofobia o aracnefobia: paura dei ragni.
  • Arsonfobia: vedi pirofobia.
  • Asimmetrofobia: idiosincrasia per le cose non simmetriche.
  • Astrafobia: paura dei tuoni e dei fulmini.
  • Ataxofobia: paura dell’atassia (scoordinamento dei muscoli).
  • Athazagorafobia: paura di essere dimenticati o ignorati, o di dimenticare.
  • Atefobia: paura delle rovine.
  • Atelofobia: avversione per l’imperfezione.
  • Atomosofobia: paura delle esplosioni atomiche.
  • Atychifobia: paura di fallire.
  • Aurofobia: avversione per l’oro.
  • Aurorafobia: paura dell’aurora.
  • Autofobia: paura di essere soli o paura di se stessi.
  • Autodismorfofobia: paura di essere sgradevoli, brutti, deformi.
  • Automatonofobia: avversione per ciò che è fatto ad imitazione di un essere umano (burattini, bambole, statue di cera, spaventapasseri)
  • Automisofobia: timore di essere sporchi.
  • Aviofobia o aviatofobia: paura di volare (paura degli aerei)

B

  • Bacillofobia: paura dei microbi.
  • Bacteriofobia: paura dei batteri.
  • Barofobia: paura della gravità (del peso).
  • Basifobia o Basofobia: paura di cadere (se si sta in piedi o si cammina).
  • Batofobia: paura della profondità e delle altezze.
  • Batracofobia: idiosincrasia per le rane e degli anfibi.
  • Belonefobia: vedi aicmofobia.
  • Biofobia: paura della convivenza con esseri umani o animali.
  • Blennofobia: paura o disgusto per le cose viscide.
  • Bromidrofobia’ o bromidrosifobia: avversione per gli odori corporei.
  • Brontofobia: paura dei tuoni.
  • Bufonofobia: avversione, disgusto per i rospi.

C

  • Cacofobia: paura della bruttezza.
  • Cainofobia o cainotofobia o cenofobia o cenotofobia: paura di cose o idee nuove.
  • Calliginefobia: paura, antipatia, difficoltà a rapportarsi con donne belle.
  • Cancerofobia o carcinofobia o carcinomafobia: paura di ammalarsi di cancro
  • Cardiofobia: paura del cuore o delle malattie del cuore.
  • Catagelofobia: paura, timore di essere ridicolizzati e presi in giro.
  • Catapedafobia: paura di saltare.
  • Catisofobia: paura di sedersi.
  • Ceraunofobia: paura dei tuoni.
  • Chaetofobia: paura dei capelli.
  • Cheimafobia o Cheimatofobia: paura del freddo.
  • Chemofobia: paura delle sostanze chimiche.
  • Chiraptofobia: paura di essere toccati.
  • Chorofobia: avversione per il ballo.
  • Cibofobia: paura del cibo.
  • Ciclofobia: paura, avversione per le biciclette.
  • Cimofobia: paura, avversione per le onde del mare.
  • Cinetofobia: paura del movimento.
  • Cinofobia: timore verso i cani (di essere morsi).
  • Claustrofobia: paura, fobia degli spazi chiusi.
  • Cleisiofobia o cleithrofobia: paura di essere rinchiusi in un luogo.
  • Cleptofobia: paura di rubare
  • Climacofobia: timore delle scale a chiocciola o di cadere dalle scale.
  • Clinofobia: paura di andare a letto.
  • Cnidofobia: paura degli spaghi.
  • Coimetrofobia: avversione, paura dei cimiteri.
  • Coitofobia: paura dell’atto sessuale.
  • Colerofobia: paura della rabbia (di provare rabbia).
  • Cometofobia: paura delle comete.
  • Contreltofobia: paura di essere stuprati.
  • Coprastasofobia: paura della costipazione.
  • Coprofobia: paura delle feci.
  • Coproasfissiofobia: paura di essere soffocati dalle feci.
  • Coulrofobia: paura, dei clown malvagi.
  • Counterfobia: il piacere di un fobico nel ricercare situazioni che lo spaventano.
  • Crematofobia o chrometofobia:: idioincrasia per il denaro
  • Cremnofobia: paura dei precipizi.
  • Criofobia: paura del freddo, del gelo, del ghiaccio.
  • Cristallofobia: avversione, paura del vetro, dei cristalli.
  • Cromatofobia o cromofobia: paura dei colori.
  • Cronofobia: paura del tempo (da cronos = “tempo”).
  • Cronometrofobia: idiosincrasia per gli orologi.
  • Cyberfobia: paura, avversione dei computer o di lavorare al computer.
  • Cymofobia: paura delle onde o di movimenti ondeggianti.
  • Cyprifobia (o cyprianofobiacypridofobiacyprinofobia): paura delle prostitute o delle malattie veneree.

 

D

  • Daemonofobia o demonofobia: paura dei demoni
  • Decidofobia: paura di prendere decisioni.
  • Defecaloesiofobia: paura di una defecazione dolorosa.
  • Deipnofobia: paura di cenare o di conversare a cena.
  • Dementofobia: paura della follia.
  • Demofobia: paura della folla
  • Dendrofobia: paura degli alberi.
  • Dentofobia: paura dei dentisti.
  • Dermatofobia o dermatopatofobia o dermatosiofobia: paura delle lesioni o delle malattie alla pelle.
  • Dextrofobia: paura degli oggetti alla destra del corpo.
  • Didascaleinofobia: paura di andare a scuola.
  • Dichefobia: paura della giustizia, dei giudici o dei processi.
  • Dinofobia: paura delle vertigini o dei vortici.
  • Diplofobia: paura di vedere doppio o delle cose doppie.
  • Dipsofobia: paura di bere.
  • Disabiliofobia: paura di spogliarsi di fronte a qualcuno.
  • Dismorfofobia o quasimodofobia o bellopedefobia: paura di essere o apparire deformi.
  • Domatofobia: paura delle case, di trovarsi in casa o nei dintorni di casa.
  • Dorafobia: paura del pelo o della pelle degli animali.
  • Dromofobia: paura dei mezzi di locomozione (treni).
  • Dystychifobia: paura degli incidenti.

E

  • Ecclesiofobia: paura delle chiese.
  • Ecofobia: paura di restare soli in casa.
  • Edonofobia: paura di provare piacere fisico.
  • Efebofobia: paura dei imberbi.
  • Eisoptrofobia: paura degli specchi.
  • Elasmofobia: paura degli squali.
  • Electrofobia: paura dell’elettricità.
  • Eleuterofobia: paura della libertà.
  • Eliofobia: paura del Sole.
  • Elurofobia: vedi ailurofobia.
  • Ematofobia: vedi emofobia.
  • Emetofobia: paura di vomitare.
  • Emofobia: paura del sangue.
  • Elmintofobia: paura dei vermi o di esserne infestati.
  • Enetofobia: paura degli spilli.
  • Enissofobia o enosiofobia: paura di aver commesso un peccato imperdonabile o di ricevere critiche.
  • Enofobia: paura del vino.
  • Enochlofobia: paura della folla.
  • Entomofobia: avversione, ripulsa, paura degli insetti.
  • Eosofobia: paura dell’alba.
  • Epistaxiofobia: paura delle emorragie dal naso.
  • Epistemofobia: paura della conoscenza.
  • Equinofobia: paura dei cavalli.
  • Eremofobia: paura di essere sé stessi o della solitudine.
  • Ereutofobia o eritrofobia: paura del colore rosso, delle luci rosse o di arrossire.
  • Ergasiofobia, : paura di lavorare, di operare (da parte di chirurghi)o timore di agire e provocare esiti disastrosi.
  • Ergofobia: paura del lavoro.
  • Eritrofobia: paura di arrossire
  • Erotofobia: paura dell’amore sessuale o delle questioni sessuali.
  • Erpetofobia: paura dei rettili o degli animali che strisciano.
  • Eterofobia: paura del sesso opposto.
  • Eufobia: paura di sentire buone notizie.
  • Eurotofobia: paura dei genitali femminili.

F

  • Fagofobia: paura di mangiare (o di essere mangiati).
  • Falacrofobia: paura delle calvizie.
  • Fallofobia: paura del pene (in erezione).
  • Farmacofobia: paura dei medicinali.
  • Felinofobia: vedi ailurofobia.
  • Filofobia: paura di innamorarsi.
  • Fobofobia: paura di aver paura.
  • Fonofobia: paura dei suoni.
  • Fotofobia: paura della luce
  • Frigofobia: vedi criofobia

I

  • Iatrofobia: paura dei medici.
  • Idrofobia: paura dell’acqua.
  • Idrofobofobia: paura della rabbia.
  • Igrofobia: paura dell’umidità.
  • Insectofobia: vedi entomofobia.
  • Ipnofobia: paura di dormire.
  • Ippofobia: vedi equinofobia.
  • Italofobia: Paura di tutto ciò che riguarda l’Italia.
  • Ittiofobia: paura dei pesci.

K

  • Keraunofobia: paura dei tuoni.

L

  • Laliofobia: paura di parlare.
  • Leprofobia: paura della lebbra
  • Leucofobia: paura del colore bianco.
  • Lilapsofobia: paura delle tempeste.
  • Limnofobia: paura dei laghi.
  • Lisifobia: Timore di lasciare delle questioni in sospeso.
  • Logofobia: paura delle parole (di determinate parole).

M

  • Maniafobia: paura della malattia mentale
  • Mastigofobia: paura di essere puniti.
  • Megalofobia: paura delle cose grandi.
  • Melanofobia: paura del colore nero.
  • Melissofobia: vedi apifobia.
  • Melofobia: paura della musica.
  • Meningitofobia: paura delle malattie al cervello.
  • Menofobia: paura delle mestruazioni.
  • Metallofobia: paura dei metalli.
  • Micofobia: paura dei funghi.
  • Microbiofobia: vedi bacillofobia.
  • Microfobia: paura delle cose piccole.
  • Mirmecofobia: paura delle formiche.
  • Misofobia: paura di rimanere “contaminati” dal contatto con corpi estranei, più spesso dal contatto umano; ne conseguono numerose precauzioni igieniche da parte del soggetto misofobo.
  • Mnemofobia: paura dei ricordi.
  • Monofobia: paura della solitudine.
  • Monopatofobia: paura di ammalarsi relativa a una singola, determinata malattia.
  • Mottefobia: paura delle falene.
  • Musofobia o murofobia: paura dei topi.
  • Mutandofobia: paura delle mutande.

N

  • Necrofobia: paura della morte o di corpi morti.
  • Nefofobia: paura delle nuvole.
  • Neofobia: paura delle novità.
  • Nictofobia o noctifobia: paure del buio (della notte).
  • Nosocomefobia: paura degli ospedali.
  • Nosofobia: paura di ammalarsi.
  • Nudofobia: vedi gimnofobia.

O

  • Obesobofobia: paura di ingrassare.
  • Obofobia: paura dei barboni
  • Odinofobia: vedi algofobia.
  • Odontofobia: vedi dentofobia
  • Ofidiofobia: paura dei serpenti
  • Oicofobia o oikofobia: vedi domatofobia.
  • Ombrofobia: paura della pioggia.
  • Ommetafobia: paura degli occhi.
  • Omofobia: paura, avversione, razzismo verso persone omosessuali, di essere considerato o di diventare omosessuale.
  • Oneirofobia: Paura dei sogni.
  • Ornitofobia: paura degli uccelli.

P

  • Pagofobia: paura del ghiaccio.
  • Panofobia: paura di tutto.
  • Pantofobia: paura di tutto.
  • Papirofobia: paura della carta.
  • Parassitofobia: paura dei parassiti.
  • Partenofobia: paura delle vergini o delle ragazze giovani.
  • Patofobia: paura delle malattie.
  • Pediculofobia: paura dei pidocchi.
  • Pedofobia: paura dei bambini.
  • Pendofobia: paura degli orologi a pendolo.
  • Peniafobia: paura della povertà.
  • Pharmacofobia: Paura di prendere medicinali.
  • Pirofobia: paura del fuoco.
  • Placofobia: paura delle tombe (lapidi).
  • Plutofobia: paura della ricchezza.
  • Pluviofobia: paura della pioggia.
  • Pnigofobia o Pnigerofobia: Paura di soffocare o essere soffocato.
  • Pocrescofobia: vedi obesofobia.
  • Pogonofobia: paura delle barbe.
  • Polifobia: paura per molte cose (insieme di fobie).
  • Potamofobia: paura dei fiumi (dell’acqua corrente).

R

  • Radiofobia: paura delle radiazioni, dei raggi X.
  • Rupofobia: paura dello sporco e di ciò che non è igienico, dalla quale spesso deriva l’ossessione a pulire

T

  • Tacofobia: paura della velocità.
  • Tafofobia: paura di venire sepolti vivi.
  • Talassofobia: paura del mare (di annegare).
  • Tanatofobia: paura ossessiva della morte
  • Taurofobia: paura dei tori.
  • Tecnofobia: paura della tecnologia.
  • Teofobia: paura della religione, di Dio, degli dèi.
  • Termofobia: paura del calore.
  • Tomofobia: paura dei tagli, delle operazioni chirurgiche.
  • Topofobia: paura di determinati luoghi.
  • Toxofobia: paura di essere avvelenati.
  • Traumatofobia: paura di ferirsi.
  • Tricofobia: paura dei capelli.
  • Triscaidecafobia: paura del numero 13.
  • Tropofobia: paura di muoversi (di cambiare luogo).

U

  • Uranofobia: paura del cielo (del paradiso).
  • Urofobia: paura dell’urina (di urinare,attraverso l’uretra).

V

  • Vaccinofobia: paura delle vaccinazioni.
  • Venustrafobia: paura delle belle donne.
  • Verbofobia: paura delle parole.
  • Verminofobia: paura dei germi.

X

  • Xantofobia: paura del colore giallo.
  • Xenoglossofobia: Paura delle lingue straniere
  • Xenofobia: paura, avversione, razzismo verso gli stranieri (degli sconosciuti).
  • Xerofobia: Paura della siccità.
  • Xylofobia: Paura degli oggetti di legno o paura dei boschi.

Z

  • Zemmifobia: Paura di un grosso topo.
  • Zeusofobia: Paura degli dei.
  • Zoofobia: paura degli animali.
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Anatidaephobia

L’anatidaephobia è l’irrazionale e incontrollabile paura che un’oca in qualche punto imprecisato ci stia guardando. Questa sensazione può sopraggiungere in qualsiasi momento, a prescindere dal luogo in cui ci troviamo. Il volatile può essere nascosto fra i cespugli in un parco o in casa di amici dove l’anatidaefobico è ospite, sotto un divano.

Si tratta di una fobia molto rara, che colpisce soggetti che hanno vissuto esperienze traumatiche con uno o più esponenti della famiglia delle anatre. Alla voce “geese attack” su youtube è possibile imbattersi in molti video di oche che aggrediscono tanti malcapitati colpevoli solamente di essere transitati nei pressi di un laghetto presidiato da uno di questi insidiosi esemplari.

Episodi così spiacevoli, se verificatasi durante l’infanzia, rimangono impressi nella memoria e si trasformano in vere e proprie fobie.

Per fobie di questo tipo, legate a traumi infantili, questo genere di cura ha un discreto margine di successo e in breve tempo  l’ansia di essere fissati dal minaccioso volatile potrebbe sparire. Forse.

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