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1999

1999 è una creepypasta che narra la storia di un blogger alla ricerca del mistero che si cela dietro un canale televisivo canadese, Caledon Local 21, e dei suoi grotteschi programmi andati in onda nel 1999.

Il racconto è stato scritto dall’utente Giant engineer e pubblicato su Creepypasta Wiki il 19 settembre 2011. La popolarità del testo giunge nel giugno 2014, quando i due youtuber CreepsMcPasta e MrCreepyPasta ne creano un adattamento per il popolare sito di condivisione video. Il 7 luglio 2014 viene aperto un canale YouTube denominato Caledon Local 21, che ha come obiettivo di ricostruire tutti gli episodi di Booby, uno dei programmi presenti nella creepypasta. Dopo aver caricato diversi video, con una numerazione discontinua, tutti gli episodi vengono cancellati e sostituiti il 1° novembre da due filmati: the b returns, in cui Mr. Bear (uno dei personaggi della storia) spiega di essere troppo occupato per portare avanti il suo canale televisivo, e che quindi continuerà la sua opera su internet caricando nuovi episodi de Lo Scantinato di Mr. Bear; il secondo è invece Return to Mr. Bear’s Cellar – Halloween Special, uno speciale di Halloween.

Buona lettura.

 

 

1999

“L’anno è il millenovecento-novanta-nove.”

Questa frase mi riporta indietro al periodo in cui frequentavo la scuola materna, quando avevo cinque anni, e leggevamo ad alta voce la data scritta alla lavagna tutti i giorni. L’anno 1999 è come una macchia nella mia memoria, un ricordo che non andrà mai via, non importa quanto io provi a dimenticarlo. Il 1999 fu l’anno in cui persi il mio primo dentino e salii per la prima volta su un aereo, ma fu anche segnato dalla precoce perdita della mia innocenza di bambino.

La storia di questo ricordo che si rifiuta di essere rimosso iniziò con un nuova (o vecchio) televisore. All’epoca, i Pokémon erano l’ultima moda che imperversa a scuola. Tutti quanti collezionavano giochi, carte e adesivi dei Pokémon e, cosa più importante, tutti guardavano alla TV il cartone animato che li aveva resi famosi. Ovviamente lo facevo anch’io e ogni pomeriggio, al ritorno da scuola, mi attaccavo alla televisione in attesa che alle 17 iniziasse un nuovo episodio. L’unico problema era che mio padre voleva guardare il notiziario delle 17:30, mentre gli episodi dei Pokémon venivano mandati in onda due alla volta uno dopo l’altro, perciò ogni giorno ero costretto a perdermene uno, e mi lamentavo spesso della cosa. Mio padre si stufò di ascoltare le mie lagne, e decise di comprare un altro televisore.

Lo mise nella mia stanza, ma sfortunatamente si trattava solo di un piccolo e vecchio modello a tubi catodici, con addirittura un’antenna da interni a due punte attaccata alla parte superiore. Inoltre, c’erano solo 20 canali disponibili, e tra questi non c’era quello su cui venivano trasmessi i Pokémon. Ricordo che lì per lì ero talmente felice di avere una televisione solo per me che non diedi importanza a tutto queste cose. Dopo aver girato tutti i canali conclusi che valeva la pena di guardare solo il secondo (TVO kids), perciò lo guardai per un po’ di tempo. Passò qualche mese prima che scoprissi il ventunesimo canale. Era un giorno di aprile, e stavo facendo zapping per vedere se da qualche parte trasmettessero i Pokémon. Premetti 21 sul telecomando nella speranza che ce ne fossero di nuovi, e con mia grande sorpresa la mia speranza divenne realtà. Anche mio padre era sorpreso, ma mi lasciò comunque guardarlo perché sembrava che mandasse in onda programmi per bambini. Si chiamava Caledon Local 21, e più tardi scoprii che l’emittente televisiva che lo trasmetteva si trovava proprio a Caledon, nell’Ontario, una città molto vicina alla mia.

I programmi che venivano mandati in onda su Caledon Local 21 sembravano fatti alla buona, e per la metà del tempo che guardavo quel canale non ci capivo niente. Quando crebbi, ogni volta che pensavo a quegli show, realizzavo sempre di più quanto fossero sviluppati mali, e mi chiedevo “Cosa cazzo guardavo su quel canale?”.

La seguente è una lista di programmi ed episodi di serie che ricordo di aver visto su Caledon Local 21, e mi disturba pensare a come io riesca a ricordare certi dettagli, ma ho ipotizzato che cose del genere, una volta vissute, rimangano nella mente per un po’. C’erano solo tre programmi che riuscivo a guardare, forse perché il canale era operativo nel breve lasso di tempo che va dalle quattro alle nove del pomeriggio.

 

Aprile 1999

Booby – episodio 6, “Insieme”: ricordo che Booby era un semplice programma nel quale i personaggi erano delle mani, niente pupazzi o altro, solo mani. Il protagonista era una mano di nome Booby, che si trovava a dover affrontare una situazione diversa in ogni puntata. Il programma durava solo 5 minuti, sembrava essere stato girato davanti a un muro fatiscente con macchie d’umidità, e le mani si muovevano su di un tavolo con una tovaglia rossa (sicuramente il budget dello show era molto basso). Questo fu il primo episodio che guardai. La puntata iniziava con Booby che tentava di far uscire del ketchup da una bottiglia. Il programma mostrava la mano che percuoteva il fondo del contenitore per almeno tre minuti. Poi arrivava finalmente un’altra mano, guardava Booby e diceva “Insieme”. Iniziava poi a colpire anche lei la bottiglia, fino a quando, finalmente, del ketchup non schizzava fuori dal contenitore per andare poi a finire sul tavolo (ricordo di aver ridacchiato un po’ durante questa scena). Poi Booby fissava il disastro combinato dal ketchup per qualche secondo, prima di girarsi verso la telecamera che zoommava lentamente su di lui.

Lo Scantinato di Mr. Bear – episodio 12: sarebbe un titolo piuttosto sospetto al giorno d’oggi. Questo programma mostrava un tizio in un costume da orso che riceveva ogni giorno un ospite diverso (era sempre un bambino). Era girato con una videocamera (neanche di chissà che buona qualità). La polizia mi ha fatto un sacco di domande su questo programma. L’episodio iniziava con Mr. Bear seduto ad un tavolo che giocava a dama da solo (non lo riconobbi all’inizio, ma era lo stesso tavolo usato in Booby). Rimase seduto lì a giocare per un po’, finché non bussarono alla porta. La videocamera allora si girò verso la porta, mentre bussavano di nuovo. Mr. Bear salì le scale ed aprì la porta, trovandosi davanti a due bambini piccoli. Un bambino aveva più o meno la mia età, mentre la bambina aveva circa 8 anni.

Dopo essersi messo a ballare per la felicità, Mr. Bear iniziò a parlare con i due bambini, ma ricordo di non esser riuscito a capire bene ciò che si dicevano. Poi li fece entrare nello scantinato, che era piuttosto buio, illuminato debolmente da una piccola lampada ad olio sul tavolo. Di cosa successe dopo ricordo solo lui che cantava una canzone che non riuscii a sentire bene (probabilmente a causa di quella grande maschera da orso). L’episodio finì con loro che giocavano a nascondino: i bambini si nascondevano in un armadio e Mr. Bear contava.

 

Maggio 1999

Minestra e Cucchiaio: credo che questo non fosse nemmeno un programma, penso che fosse più qualcosa tipo uno speciale. Quello che so è che smisi di guardare Caledon Local 21 per un po’ perché quel programma mi sembrava troppo stupido; inoltre avevano iniziato a trasmettere i Pokémon dalle 16:30 alle 17:00. Comunque, non ricordo molto di quel programma: c’erano un barattolo di minestra ed un cucchiaio legati con una corda che oscillavano avanti e indietro, come se qualcuno li tenesse e poi li facesse dondolare davanti alla videocamera. La cosa interessante è che era girato in uno scantinato, che sembrava lo stesso scantinato di Mr. Bear. Come ho detto, non ricordo molto, l’unica reminiscenza è il finale.

Il tutto durò un’ora e mezza, con cose che trovavo stupide, come il cucchiaio che inseguiva la minestra cercando di “mangiarla”. Il finale mostrava 7 bambini seduti ad un tavolo (di nuovo, lo stesso di Booby), ciascuno con una ciotola di minestra davanti. Stavano seduti lì a guardare la telecamera, ma avevano dei volti confusi, quasi spaventati. Poi il cameraman prese il barattolo di minestra e disse “Cuuuuuuucchiai pronti?”. E finì così.

 

Luglio 1999

Era estate, e non guardavo Caledon 21 da un bel po’. Finché un giorno, quando ero andato a dormire a casa di un amico, decisi di darci di nuovo un’occhiata. Il mio amico aveva ricevuto una TV per il suo sesto compleanno, quindi rimanemmo svegli fino a tardi (per noi, alle 21:30 era tardi) a guardare la televisione. In quel momento mi ricordai di Caledon 21 e gliene parlai. Decidemmo di vedere se lo stavano trasmettendo, e con nostra sorpresa era così (dovevano aver cambiato l’orario di trasmissione).

Lo Scantinato di Mr. Bear – episodio 23: io ed il mio amico trovammo questa puntata molto divertente, soprattutto perché vennero dette delle parolacce. Ad ogni modo, quando ora ripenso a quell’episodio, realizzo che era davvero successo qualcosa di brutto quando era stato filmato. Iniziava con un’inquadratura verticale di Mr. Bear che saliva le scale che conducevano alla porta dello scantinato. Lo schermo si oscurò per circa un secondo, per poi riaccendersi con una dissolvenza, di nuovo in verticale, inquadrando frontalmente Mr. Bear. C’era anche un altro bambino che parlava con lui, che sembrava avere undici o dodici anni.

I due chiacchierarono per un po’ ma non riuscii a sentire quello che si dicevano (di nuovo a causa della videocamera scadente), fino a quando il bambino non iniziò ad alzare la voce. Diceva che era tardi e che sua sorella doveva tornare a casa, e si potevano anche sentire altre voci in sottofondo. Ricordo che allora Mr. Bear disse chiaramente “Vattene a fanculo, non sei stato invitato” con una voce profonda smorzata dalla maschera da orso. Ricordo anche che io ed il mio amico, udita la parolaccia proibita che iniziava con la “c”, ci guardammo l’un l’altro e scoppiammo a ridere, ma poi l’episodio iniziò a diventare più strano. Il bambino si mise a salire le scale, prima di girarsi e dire che sarebbe andato a chiamare la polizia. Mr. Bear corse allora verso il bambino, che iniziò ad urlare e a correre. La scena venne poi tagliata, e l’episodio finì così. Il canale cominciò poco dopo a trasmettere le scariche statiche.

Booby – episodio 42, “Giocando con le forbici”: era un pomeriggio piovoso, e mi stavo annoiando, quindi decisi di guardare il canale 21. Quando misi su Caledon stava appena finendo un programma che riguardava un bambino seduto su una poltrona, però non ricordo cosa stesse facendo. Per quanto riguarda l’episodio di Booby, ricordo che quando lo guardai per la prima volta pensai che fosse una puntata per ragazzi, perché si vedeva del sangue e le scene erano disgustose. Quando la polizia mi disse tutto, seppi a chi apparteneva quel sangue. L’episodio mostrava Booby ed un’altra mano con un nastro intorno al dito mignolo (la fidanzata di Booby). Booby aveva delle forbici, e saltellava avanti e indietro, mentre la sua fidanzata gli gironzolava lentamente intorno senza meta.

Un’altra mano entrò poi in scena, però era più piccola e veniva strattonata violentemente di qua e di là, come se qualcuno da sotto al tavolo la stesse muovendo forzatamente (più tardi scoprii che era proprio così). “Le forbici sono molto pericolose bambini, quindi maneggiatele con cautela” disse Booby rivolto alla videocamera. Mi accorsi che riuscivo a sentire degli urli soffocati, ma non riuscivo a capire da dove provenissero, a causa della cattiva qualità dell’audio.

La fidanzata di Booby afferrò la mano più piccola che continuava a dimenarsi, e Booby le si avvicinò con le forbici. Iniziò con il pollice, aprì le forbici e le richiuse intorno al dito, tagliandone la carne. Il sangue iniziò a colare, e gli urli soffocati divennero più forti. Il bambino di 5 anni che ero allora era profondamente disgustato. Ricordo di aver pensato che forse Booby era uno show fatto per ragazzi o comunque qualcuno più grande di me. Mentre facevo queste considerazioni, Booby stringeva sempre più la presa sulle forbici. Le lame arrivarono all’osso, e si udì un orribile scricchiolio. Fu allora che spensi la televisione. Non ne parlai mai con mio padre, perché avevo paura mi vietasse di guardare la TV.

 

Agosto 1999

Dopo quell’episodio di Booby non volli guardare Caledon 21 per un po’. Durante il mese di agosto, però, crebbe in me la curiosità di vedere altri episodi de Lo Scantinato di Mr. Bear per qualche ragione. L’ultimo episodio di Mr. Bear che avevo visto era strano, e in esso venivano dette delle parolacce, cosa che mi aveva anche fatto pensare che quel programma fosse pensato per ragazzi. Tuttavia, decisi di guardare Caledon 21 mentre mio padre era occupato.

Lo Scantinato di Mr. Bear – episodio 28: apparentemente, questo episodio di Mr. Bear venne mandato in onda per l’intero mese di Agosto. È stato studiato molto dalla polizia. All’inizio dell’episodio, Mr. Bear era seduto su di una sedia e parlava ai telespettatori. Diceva: “Ciao bambini! Volete visitare il mio scantinato? Per farlo, scrivetemi una lettera a questo indirizzo!”. Appariva poi una schermata bianca con una scritta in sovrimpressione fatta di lettere di colore diverso l’una dall’altra, che rimaneva fino alla fine dell’episodio.

La scritta era un indirizzo. E indovinate cosa feci? Mandai una lettera a Mr. Bear, o a quel bastardo malato che lo impersonava. Lo feci più che altro per curiosità, e mio padre fu d’accordo perché pensava che Mr. Bear fosse un innocuo programma per bambini, anche perché non aveva mai visto niente di quello che veniva mandato in onda su Caledon 21. Scrissi quindi una letterina con la migliore calligrafia di cui ero capace. Ricordo di scritto soltanto di quanto desideravo incontrare Mr. Bear, e ricordo di aver chiesto se anche Booby viveva nello stesso scantinato. Mio padre la spedì all’indirizzo di cui aveva parlato Mr. Bear nell’episodio (che per qualche ragione era stato mandato in onda per tutta la giornata).

Passò circa una settimana prima che ottenessimo una risposta, e ne rimasi sorpreso. Conservo ancora quella lettera, che ricevetti il 15 agosto 1999. Questo è quanto vi era scritto:

Caro Elliot,

ti ringrazio davvero tanto per la tua lettera, mi piacerebbe tantissimo riceverti nella mia cantina! Qui giochiamo, guardiamo film e andiamo a campeggio nel bosco!

E sì, anche Booby vive qui, lui è un mio buon amico!

Puoi raggiungermi al (la polizia ha tagliato l’indirizzo) a Caledon, Ontario, CA.

Non vedo l’ora di divertirmi insieme a te!

Con affetto, Mr. Bear

Non riesco a credere che mio padre non abbia mai trovato losca l’intera storia, perché mi portò davvero a quell’indirizzo. E fu allora che venne coinvolta la polizia, e iniziarono quelle domande senza fine, e quelle immagini di bambini terrificati, ed il bosco…

Pensare a tutto ciò mi riporta a una domanda, “perché sto scrivendo questo blog?”. Ebbene, quello psicopatico ed i suoi amici fecero cose terribili in quella casa, e ora sembra che stia cercando di rimettersi in contatto con me; il caso è stato riaperto dalla polizia. Tutto questo mi ha riportato al 1999, sono passati dieci anni, eppure sta accadendo di nuovo.

 

[Aggiornamento] 21/09/11

Avete continuato a scrivermi chiedendomi cosa accadde esattamente nel 1999; andrò subito al dunque. Lo scopo di quegli strani programmi era di attirare i bambini alla casa di Mr. Bear, e quello che fece scandalizzò l’intera città.

Mio padre mi portò davvero a Caledon seguendo le indicazioni sulla lettera. La casa era in periferia, in aperta campagna. La ricordo ancora. Sembrava una vecchia fattoria del ‘900. Le finestre erano tutte sbarrate e la casa era in rovina. Mentre ci avvicinavamo, ricordo che mio padre continuava a controllare l’indirizzo, guardando incredulo l’edificio. Poi la porta si aprì.

Mi aspettavo ci fosse Mr. Bear, ma rimasi sorpreso di vedere un poliziotto spuntare dalla porta cigolante. L’agente iniziò a parlare con mio padre e io chiesi subito se ci fosse Mr. Bear nella casa. Il poliziotto fece una leggera smorfia e mormorò “Oddio” o qualcosa del genere, poi iniziò a parlare piano con mio padre, così che io non potessi sentire, ma mio padre mi disse comunque di andare in macchina. Poi tornammo a casa.

Mio padre stette in silenzio per tutto il viaggio. Sentivo che era successo qualcosa di strano. Mio padre non mi disse niente per un po’, e ad ogni modo io non ci pensai più. Canale 21 non fu più trasmesso, e quando cercai di parlarne con mio padre ne negò l’esistenza. Credo di aver avuto 13 anni quando scoprii la verità.

Mi ricordai di Canale 21 un giorno e chiesi informazioni a mio padre. Immagino decise di dirmi la verità, finalmente. Caledon Local 21 era un programma TV locale che andò in onda dall’ottobre del 1997 all’agosto 1999 nella provincia dell’Ontario. L’intera programmazione veniva girata in una casa a Caledon (quella che visitai) e diretta da un uomo che non conosceva nessuno in città. Il canale era visibile solo dai televisori più vecchi, perché il segnale era captato solo dalle vecchie antenne (a frequenza minore). Quell’uomo creò tutti i programmi del canale, che erano diretti ai bambini. Booby era la sua mano, Mr. Bear era lui e sempre lui era il misterioso cameraman e la ragione per cui creò il canale era peggiore di quanto pensai inizialmente. Come avrete già capito, rapiva i bambini e li teneva nel suo scantinato. Ma mentre la maggior parte delle persone pensava che fosse un pedofilo, in realtà voleva usare i bambini per un altro scopo. L’uomo era fuggito la notte prima del giorno in cui arrivai, la notte prima che la polizia iniziasse ad investigare. Non ero l’unico a guardare quel canale.

 

[Aggiornamento] 09/11/11

Vi chiedo scusa per non aver risposto alle vostre domande per tanto tempo, non ho controllato la mia casella di posta elettronica per un po’. Ad ogni modo, lasciate che faccia finalmente chiarezza su quello che so. Tornando indietro ad ottobre, volevo informarvi del fatto che ho visitato la casa che era precedentemente di proprietà dell’uomo che gestiva Caledon 21. Ora ci vivono due donne, che hanno messo su un asilo nido nella struttura… l’ironia della sorte. Ora risponderò alle domande che mi avete inviato tramite email.

D: Conosci altre persone che guardavano Caledon 21 Local?

R: Posso dire che altre persone lo guardavano sicuramente, compresi quei bambini che si vedevano nello show di Mr. Bear. Dopo aver fatto alcune ricerche su Google, ho trovato sul forum Neoseeker delle discussioni nelle quali alcune persone parlavano degli show di Caledon 21 Local. Discutevano di show per bambini che avevo visto anche io, ma anche di altri programmi che non avevo mai guardato. Un utente che si chiamava iamreallife sembrava conoscere ogni show che era stato mandato in onda su Caledon 21 Local. Eccone due che non avevo mai sentito prima:

L’Angelo Caduto e la Vita: iamreallife lo descriveva come un programma abbastanza noioso in cui un ragazzo divagava di fronte alla telecamera su come dobbiamo compiacere Satana e placarlo prima che sia troppo tardi.

Dipingere con l’Anima: iamreallife ed un altro utente di nome sigy92 ne parlavano descrivendolo come uno show simile al film “Il mistero della strega di Blair”, perché in esso venivano mostrate delle riprese fatte da un cameraman che gironzolava per una foresta di notte, senza fare nulla di particolarmente interessante.

Cercherò di nuovo quella discussione e vedrò se riesco a linkarvela.

D: Dov’è Mr. Bear, o il ragazzo che indossava il suo costume?

R: Se lo avessi saputo, lo avrei scritto prima. Non ne ho idea, non so se è vivo o morto (spero la seconda delle due). La prossima volta che incontrerò l’amico di mio padre glielo domanderò, magari otterrò una risposta più precisa.

D: Cosa ha fatto Mr. Bear a quei bambini?

R: Questa è decisamente la domanda che mi è stata fatta più volte. La risposta a questa domanda l’ho avuta in ottobre, tramite un amico di mio padre che è un ufficiale della polizia di Caledon in pensione. Apparentemente, l’uomo che impersonava Mr. Bear portava i bambini fuori dalla casa, nella foresta lì vicino. La polizia non sa esattamente cosa gli fece lì, ma sono stati ritrovati 16 corpi carbonizzati di bambini di un età compresa tra i 4 ed i 13 anni in un fosso largo e lungo 15 piedi nel profondo della foresta. L’amico di mio padre non è voluto scendere nei dettagli, ma lo vedrò il prossimo martedì, e proverò a estorcergli più informazioni.

Questo è tutto quello che so, per ora. Grazie per l’interesse che dimostrate di avere per il mio blog, cercherò di raccogliere più informazioni possibili per il prossimo post. In realtà, sono sempre stato piuttosto interessato anch’io a questa vicenda. Dovrebbe essere un mio diritto sapere cosa diavolo è successo in quella foresta.

 

[Aggiornamento] 01/02/12

Mi dispiace non aver postato nulla per un po’, ma ho praticamente smesso di interessarmi al blog da quando sono arrivato ad un punto morto nella ricerca di informazioni circa l’identità del proprietario di Caledon Local 21.

Comunque, qualche settimana fa, un miracolo! Inaspettatamente, sono riuscito a trovare delle risposte dal padre di un bambino a cui facevo da babysitter. Vive dall’altra parte della strada dove abito, e facevo da babysitter ai suoi figli quando erano più piccoli; è disoccupato. Viveva nei boschi fuori Caledon ed ha assistito alle attività del proprietario del canale. Si chiama Anthony Pollo.

Quando viveva nel suo piccolo bungalow fuori dai boschi, ci si avventurava spesso per farsi una canna o due prima di ritornare al suo lavoro (era un artigiano). Mi ha detto che gli capitava di sentire voci di bambini dal profondo del bosco oltre ad una luce distante. Mi ha detto che questi eventi iniziarono nel tardo 1997 (nota: è più o meno quando Caledon Local 21 iniziò a trasmettere). A quanto pare, si seccò di questi avvenimenti ed andò ad investigare.

Poi mi ha descritto tutta la scena che si trovò di fronte. C’era un gruppo di bambini (da 13 a 17 fanciulli) dai 5 ai 12 anni raccolti intorno ad un grande focolare. Con loro c’era un solo adulto. Pollo si avvicinò per parlargli (notando il suo aspetto trasandato, da drogato, e il suo continuo contorcersi) e gli chiese cosa stesse facendo nella foresta con i bambini. L’uomo disse che erano in campeggio, cosa che facevano spesso. Pollo, non sospettando nulla (Caledon ha uno dei tassi di criminalità più bassi del Canada) se ne andò, dicendogli solamente di non fare troppo chiasso. Si è fermato un attimo e poi mi ha detto che non furono più silenziosi, anzi qualche volta ha sentito i bambini cantilenare ad alta voce in una lingua che non conosceva. Non si è preso la briga di parlare di nuovo con l’uomo, dato che si sarebbe trasferito di lì a poco.

Gli ho detto che quell’uomo era probabilmente il proprietario di Caledon Local 21, ma secondo lui non era così, dato che aveva sentito da molti altri abitanti della zona che stava per trasferirsi a Pickering. Quindi, ecco cosa so ora:

  • l’uomo portava spesso i bambini nel bosco “in campeggio”;
  • il focolare che mi ha descritto Pollo potrebbe essere la fossa in cui sono stati trovati i corpi dei bambini;
  • i bambini visti da Pollo sono probabilmente quelli trovati morti;
  • l’uomo si è trasferito in una città chiamata Pickering (una piccola cittadina a Est di Toronto).

Ne parlerò con l’amico di mio padre (l’ex poliziotto) per vedere se tutto questo corrisponde con ciò che la polizia sa a proposito dell’uomo. Voglio anche vedere se sa altro su ciò che veniva trasmesso su Caledon Local 21.

 

[Aggiornamento] 20/03/12

Buone notizie, ragazzi. Ho parlato con l’amico di mio padre, e lui mi ha rivelato un sacco di informazioni. Per prima cosa gli ho chiesto se la polizia avesse mai scoperto qualcosa sull’uomo che gestiva Caledon 21 Local, e lui mi ha detto che hanno seguito gli stessi indizi per anni, e non hanno mai trovato un sospettato. Ad ogni modo, la polizia regionale del Peel possiede alcuni dei nastri magnetici ritrovati nella casa da cui Caledon 21 Local veniva mandato in onda, e mi ha portato alla stazione per mostrarmene alcuni. Credo di non aver ancora detto molto al riguardo dell’amico di mio padre, si chiama Mitchell Wilson ed è un uomo simpatico, che sembra comprendere la mia sete di informazioni su quello che accadde in quella casa nei tardi anni ’90. Lui pensa che mio padre abbia sbagliato a non parlarmene per così tanto tempo.

Mi ha portato alla stazione di polizia sulla Davis Road (per chi non lo sapesse è la più grande stazione di polizia di Caledon, e una delle più grandi nell’intera regione del Peel). Ogni stazione della regione possiede alcuni nastri magnetici, quella sulla Davis ne ha tre. Li ho guardati tutti e tre. Per ovvie ragioni, non mi è stato consentito di portare a casa mia nessuno dei tre nastri.

Booby – episodio 2, “Gli amici sono come fiori”: questo è uno dei primi episodi di Booby. La qualità del video era peggiore del solito (forse venne girato con una videocamera ancora più vecchia), ma l’episodio era stato girato nel solito posto in cui erano ambientati anche gli altri episodi di Booby. L’ho riconosciuto all’istante. La puntata iniziava con Booby che ondeggiava avanti e indietro davanti alla telecamera. Dopo pochi secondi entrava in scena anche un’altra mano, molto più piccola, che sembrava appartenere ad un bambino.

La mano più piccola iniziava subito a saltellare con entusiasmo, prima di raggiungere Booby e unire le sue dita insieme per “baciarlo”. Dopo pochi secondi Booby afferrava la mano più piccola e la stringeva forte. Continuava a stringerla per almeno dieci minuti, poi la videocamera faceva una panoramica e le due mani uscivano di scena. La panoramica continuava fino a quando la videocamera non inquadrava una margherita appassita. La videocamera zoomava sul fiore, e quando si fermava si riusciva a udire una voce di bambina fuoricampo, che diceva “Gli amici sono come fiori nel giardino della vita”. L’episodio finiva così.

Dipingere con l’Anima – episodio 10, “Spazzatura gettata via”: Dipingere con l’Anima era uno degli show di cui parlavano iamreallife e sigy92 su Neoseeker. L’ho detto alla polizia, e loro mi hanno detto che 12 episodi di questo programma vennero mandati in onda su Caledon 21 tra il 5 dicembre 1997 e l’8 gennaio 1998.

Esattamente come iamreallife e sigy92 lo avevano descritto, l’episodio si apriva con le scene riprese da un cameraman che girovagava in una foresta. Sembrava che le riprese fossero state fatte di sera, perché pareva che il sole stesse tramontando. Il cameraman camminava lungo un sentiero fino a raggiungere una zona in cui c’era un sacco di immondizia buttata tra le foglie.

La camera riprendeva cartacce, bottiglie, sacchetti e scatole, stando attenta a soffermarsi su ognuno di questi rifiuti per almeno due secondi. Si fermava poi in un punto, mentre una voce fuori campo iniziava a parlare. Ricordo che era una voce molto timida e tranquilla, e credo di averla sentita in qualche altro programma di Caledon 21 Local. Riuscivo a malapena ad udire ciò che stava dicendo, ma comprendevo che stava principalmente parlando di quanto gli umani siano pattume, e di qualcos’altro che aveva a che fare con l’ottenere la salvezza eliminando l’immondizia (noi). So che in fin dei conti suonava molto stupido, ma udire quelle parole mi fece provare comunque una sensazione di terrore… voglio dire, quella foresta era probabilmente il posto in cui erano stati ritrovati i corpi, no?

Lo Scantinato di Mr. Bear – episodio 25: quando l’ufficiale di polizia è entrato nella stanza con il nastro di questo episodio, mi sono lasciato scappare un “Oh merda” e ho ridacchiato a voce un po’ troppo alta. Ovviamente ho avuto addosso gli sguardi dei presenti, ma Wilson ha parlato loro della mia piccola esperienza con Mr. Bear, e di come ancora conservo quella lettera che mi ha mandato. Come negli episodi precedenti in questo episodio il protagonista era un uomo che indossava un costume da orso mascotte.

L’episodio iniziava con Mr. Bear che camminava saltellando verso il tavolo con la tovaglia rossa, mentre teneva una bottiglia di succo d’arancia tra le mani (o zampe?). Sul tavolo erano disposti sedici bicchierini e una bottiglia più piccola contenente un liquido misterioso. Mr. Bear versava una quantità uguale di succo d’arancia in ogni bicchierino, all’interno dei quali faceva poi cadere, dopo aver aperto la bottiglietta più piccola, una goccia del liquido non identificato. Mr. Bear usciva poi dalla visuale della videocamera, si udivano alcuni rumori ovattati come quello di passi strascinati e poi l’uomo riemergeva da dietro la posizione della videocamera.

Era seguito da 16 bambini, alcuni sembravano avere un’età sui 4 anni, mentre altri sembravano essere praticamente adolescenti. Quando tutti i bambini erano entrati nel campo visivo della videocamera, l’ufficiale della polizia ha commentato che questo è l’unico episodio in cui vengono mostrate tutte e 16 le vittime.

I bambini sembravano tutti più o meno contenti, tranne uno, che aveva lividi visibili sul volto e, diversamente dagli altri bambini, sembrava avere un’espressione più impaurita. Sembrava di 11 o 12 anni, e questo dettaglio mi ha permesso di riconoscerlo. Era quel bambino che aveva chiesto di sua sorella e dopo era andato incontro ad un destino sconosciuto alla fine dell’episodio 23, quello che avevo guardato durante il mese di luglio del 1999.

Quando l’ho detto all’ufficiale lui ha confermato la mia ipotesi, e mi ha detto che quel bambino è stato presente anche nell’episodio 24, che è stato mandato in onda solo alle 15:00 sempre durante luglio del ’99, del quale la polizia non ha ancora ritrovato la registrazione su nastro magnetico. Mr. Bear iniziava poi a cantare una canzone che parlava degli agrumi e di quanto ci fa bene la vitamina C (riuscivo a fatica a comprendere il testo perché i suoni erano attutiti dalla maschera da orso) . Ogni bambino beveva poi il succo di frutta dal proprio bicchiere (il bambino dell’episodio 23 in maniera più riluttante), e la puntata finiva.

Dopo aver visto le registrazioni sui nastri magnetici in possesso della stazione di polizia sulla Davis, sono soddisfatto, ma solo per ora. La polizia continua a raccontarmi le stesse stronzate sul creatore di Caledon 21, mi ripetono che era un pedofilo feticista e apparentemente anche un seguace di una setta religiosa, ma io voglio ancora sapere la verità sull’intera storia. Adesso uscirò dal blog, e per prima cosa mi dedicherò all’università per un po’, poi cercherò di ottenere informazioni. Spero di poter tornare a scrivere il prima possibile.

 

[Aggiornamento] 12/05/12

Il 17 aprile ho finalmente preso la mia patente G2 (nell’Ontario, ti permette ti guidare un’auto da solo e con passeggeri dopo sei mesi). Chiaramente ne ho subito approfittato e sono andato a Caledon per una “gita domenicale”. Dal momento che è da tempo che non scrivo un aggiornamento, ho pensato di poter visitare la casa dove veniva girato il famigerato programma della mia infanzia. La casa aveva un aspetto differente dall’ultima volta che l’ho vista ad ottobre. L’edificio non veniva più usato come asilo nido ed era abbandonato. Comunque, c’era un cartello “Vendesi”, a dimostrazione del fatto che appartiene ancora a qualcuno, sebbene voglia disfarsene.

La casa abbandonata mi riportò alla mente dei ricordi sfocati, principalmente di quel giorno in cui mio padre mi portò a visitare Mr. Bear. Mi assalì un certo timore: cosa succedeva ai bambini mentre stavano in quella casa? Ho salito le scale della porta principale e ho sbirciato dalla finestra. Dentro si vedeva un corridoio quasi vuoto con qualche scatolone in fondo.

Alla fine del corridoio, sulla destra, c’era una porta che probabilmente conduceva alla cucina. Sulla sinistra c’erano due porte, che conducevano entrambe a delle stanze visibili dalle finestre esterne. Mi chiedevo dove fosse l’entrata della cantina e se fosse stata sigillata. Sono andato sul retro della casa e ho avuto la risposta: due porte di legno per terra ad un angolo quasi piatto erano sigillate con un lucchetto; probabilmente portavano alla cantina. Non volendo gironzolare lì intorno (non potete immaginare cosa mi passava per la testa in quei momenti) mi sono allontanato.

Dietro la casa il campo vuoto continuava finché non raggiungeva una fitta foresta che delimitava l’orizzonte. Mi chiedevo se quella fosse la foresta dove vennero ritrovati i corpi dei bambini. Mi sono detto “Fanculo” e mi sono incamminato verso la foresta. Il bosco era stranamente silenzioso, salvo il rumore regolare di qualche picchio che forava un albero in lontananza. Ho proseguito con prudenza, avventurandomi nel profondo della foresta, non dando molta importanza al fatto che non avessi idea di dove stessi andando. Non so come spiegarlo, ma sentivo che c’era qualcosa che dovevo trovare. Arrivai in una zona meno fitta e c’erano delle piccole case in lontananza. Mi passò per la mente la casa di Pollo e mi chiesi se una di quelle era la sua. Mi avvicinai ad una radura in cui vidi tre ceppi adeguatamente dimensionati intorno ad un’area scura, bruciacchiata (evidentemente era stato acceso un piccolo fuoco in quel punto).

“HEY! FUORI DAI COGLIONI DAL NOSTRO FORTE!”

Quelle parole mi fecero quasi venire un infarto. Mi girai alla mia sinistra e c’erano due persone vestite di nero che correvano verso di me. Inizialmente pensai di scappare via, ma quando si avvicinarono vidi che erano solo dei ragazzini, probabilmente di 13 o 14 anni, magari anche 12. Quando mi furono vicini, anche loro si resero conto della mia statura: io sono alto 1,86 m, mentre loro non erano più alti di 1,75 m (uno poteva anche essere di 1,70). “Abbiamo detto… levati dai coglioni” disse con convinzione il più grosso, che indossava una maglietta degli Spliknot. Mi piantai a terra e feci spallucce. Il più piccolo, che indossava una maglietta dei Metallica prese e mi puntò contro un balisong. “No, non vuoi farlo davvero.” dissi con una voce profonda, seria (cercando di sembrare più duro possibile) e presi il mio cellulare.

I due ragazzi si ritirarono e quello con la maglia dei Metallica mise via il coltello. “Senti amico, non ci piace avere gente nel nostro forte, non puoi andartene e basta?” disse quello con la maglia degli Slipknot, ovviamente intimidito. Non avevo nulla da fare nella foresta, quindi mi limitai ad un semplice “Va bene” e mi girai, prima di realizzare di avere una grande opportunità. “Qualcuno di voi ha mai sentito parlare di un tizio che uccise un gruppetto di ragazzi in questi boschi circa… 13 anni fa?” ho chiesto loro. I due si guardarono confusi, poi quello con la maglia dei Metallica rispose “Sì… TUTTI conoscono quel tizio” mi rispose, parlandomi come se fossi stupido. Il ragazzo con la maglia degli Slipknot continuò “Vive ancora da queste parti, nel canale fognario… un amico di mio fratello maggiore dice di averlo visto in un costume da orso gironzolare per la foresta di notte”.

Il mio istinto mi disse che probabilmente era una bugia, e sebben il proprietario di Caledon Local 21 era sparito da tempo, continuava ad esistere nelle tradizioni di questa isolata comunità. Ma come umano, il pensiero dell’ignoto mi attirò. “E dov’è il canale fognario?” chiesi (solo per curiosità, non credetti realmente alla storia del bambino). Il ragazzo con la maglia dei Metallica mi ha fissato per un momento, guardandomi tanto infastidito quanto incuriosito. “Non sei di queste parti, vero? Perché sei venuto qui?”, chiese. Ammetto che quella domanda mi prese un po’ alla sprovvista, ma comunque pensai che avrei anche potuto spiegare perché ero lì, per evitare che fraintendessero le mie intenzioni. Raccontai ai due bambini della mia esperienza con quell’uomo e con Caledon Local 21, e dissi loro che ero venuto a cercare una fine a quella storia (nonostante non ne fossi proprio sicuro).

I ragazzi sembravano conoscere il canale televisivo, dato che si guardarono e sorrisero quando lo nominai. Diventarono anche più amichevoli e mi diedero un’accurata descrizione di come trovare il canale fognario. Dopo poco, ho deciso semplicemente di girarmi e di tornarmene a casa per la strada dalla quale ero venuto, lasciando i bambini nel loro forte. Ora vi starete chiedendo perché ho lasciato fuori tutti i dettagli su quello che mi hanno detto quei due ragazzi proprio ora, ma è semplicemente perché ho deciso di concludere il racconto di ciò che ho raccolto oggi.

Ecco ciò che i ragazzi mi hanno detto nei dettagli:

  • la caditoia è più avanti del forte dei bambini, nella stessa direzione in cui io stavo andando;
  • il tubo di scarico riversa l’acqua piovana in un piccolo fiume, e lì vicino c’è un parco giochi che la gente usa raramente;
  • l’uomo probabilmente vive nel grande tubo di scarico che riversa l’acqua piovana nel fiume, la gente lo ha visto, sebbene indossasse sempre una maschera o un costume intero da orso mascotte. Nota: non credo che questa storia sia vera, penso che sia invece un semplice mito inventato dai residenti di Caledon. La storia non sembra ad ogni modo plausibile: perché nessuno ha chiamato la polizia? Quell’uomo non è sembrato sospetto a nessuno? E ci sono anche altre domande come questa che rendono questa storia poco credibile;
  • potrei visitare la caditoia. Non perché credo a questa storia, ma semplicemente per avere una scusa per visitare Caledon di nuovo e non lasciar morire questo blog (senza più nastri magnetici da guardare, non so più di cosa parlare!).

Grazie per il continuo supporto che date a me ed al mio blog. So che molti di voi vogliono più informazioni su quello che è successo a Caledon nel 1999, e farò del mio meglio per continuare le ricerche ed aggiornare il topic. Qui Elliot, chiudo.

 

[Aggiornamento] 04/10/12

Wow, quasi 5 mesi dall’ultimo aggiornamento. Immagino che tutti pensino che io sia morto, vero? Fortunatamente non lo sono. Comunque, parlando seriamente, sono stato davvero impegnato gli scorsi mesi, ed un blog che parla di qualcosa che avrebbe potuto uccidermi da bambino è abbastanza in basso nella scala delle mie priorità. Attualmente vivo a Waterloo, Ontario, e frequento la facoltà di ingegneria informatica dell’Università di Waterloo (sì, sono un appassionato). Come potete immaginare, studiare ingegneria non è una passeggiata, e ovviamente ho quasi dimenticato questo blog. Ma come potete vedere, sono tornato.

Mi sono ricordato di visitare il canale fognario di cui mi avevano parlato i bambini di Caledon. Era in una radura tra le zone boscose, vicino ad una palude. Sfortunatamente, non ho trovato assolutamente nulla; ad eccezione di una tartaruga che si è ritirata nella sua casa incorporata quando mi ha visto. Ho scattato qualche foto e le ho anche postate. Inoltre, lasciate che vi dica che NON era un canale fognario come avevano detto i bambini

Quello che visto era un semplice tubo, probabilmente per incanalare l’acqua in entrata alla palude. Quando sono tornato da Caledon, comunque, ho solo continuato a rimandare di uppare tutto finché mi sono completamente dimenticato del blog. Non mi sembrava semplicemente più importante (perdonatemi vi prego) finché, recentemente, non mi sono interessato al mio caso di nuovo. Il 10 settembre ho ricevuto un’email da questo indirizzo: [email protected]

Divertente, vero? Beh, questo è solo l’inizio. Vi copio e incollo qui l’email che questo tizio mi ha inviato:

Caro Elliot,

Mio caro, caro ragazzo,

mi sei mancato davvero tanto, oh quanto sei cresciuto! I tuoi occhi scintillanti sono rimasti gli stessi però, quegli occhi in cerca di avventura, oh, immaginarli porta calore al mio vecchio cuore di orso. Quel giorno che sei venuto a farmi visita ero così felice che ero uscito a raccogliere fragole. Mi aveva detto che saresti venuto a trovarmi! Oh sì, me lo aveva detto, che saresti venuto a trovarmi!

E presto, presto non sarai più solo! Mi dispiace davvero tanto non averti potuto salutare quando sei venuto, non una, ma due volte! Non preoccuparti comunque, presto potrai finalmente venire a giocare con gli altri bambini. Cercherò di rendere la mia cantina ancora più accogliente!

100 abbracci pelosi,

Mr. Bear

Ora c’è da dire che ovviamente questa mail è finta, ma mi piacerebbe ringraziare chiunque me l’abbia inviata. Il solo leggerla mi ha fatto venire i brividi, ma grazie a lei sono nuovamente pieno di un grande interesse per questa vicenda e per questo blog. Trovo divertente continuare a cercare di risolvere i misteri sui quali mi sono sempre interrogato. Ho parlato al mio compagno di stanza di questa storia e lui ha pensato che la mail fosse vera, e mi è sembrato più spaventato di quanto lo sia stato io per un secondo. Ma poi io ho cercato di minimizzare, e lui si è calmato. Voglio dire, quante possibilità ci sono che quella mail sia stata inviata veramente da Mr. Bear? Come avrebbe fatto quel pazzo a sapere che sono andato a Caledon quella volta? E ancora, come avrebbe fatto a conoscere il mio indirizzo email e sapere che sono ancora interessato alla sua cantina? Ah.

Risponderò a “returntheb”. Wow, anche solo guardando il mittente potete dire che qualcuno aveva intenzione di farmi dare di matto. Non ha funzionato, però, a te che hai mandato quella mail, chiunque tu sia, grazie per aver scatenato nuovamente il mio interesse per questa vicenda. Forse posso sapere di più riguardo quello che è successo a Mr. Bear, o almeno lo spero, perché anche se non credo che quella lettera me l’abbia inviata davvero lui, una parte di me è ancora in ansia per questa storia. Grazie a tutti voi che continuate a seguirmi e siete diventati così avidi di informazioni, è anche per voi che ho deciso di continuare a indagare!

Grazie ragazzi.

 

[Aggiornamento] 09/11/13

Wow, non riesco a credere che questo blog non sia stato ancora cancellato, non ho postato nulla per molto tempo. Ho le mie ragioni, preferisco non parlarne ancora, è stato un anno abbastanza… traumatico per me. Alcuni di voi avevano ragione, non avrei dovuto tornare indietro e provare a svelare i misteri della mia infanzia, ma non sono riuscito a resistere. Sono passati più di dodici mesi dal mio ultimo post e sono successe un sacco di cose. Ricapitoliamo il punto a cui sono arrivato per quanto riguarda l’intera faccenda dell'”incidente di Mr. Bear”.

  • [email protected] non è più in uso, ho provato a mandare una mail a questo indirizzo ma non ho ricevuto risposta. Ho provato a mandarne un’altra a marzo, ma ancora niente;
  • mi sono trasferito a Ottawa (capitale del Canada, per chi non la conoscesse) per l’università, quindi non sono più andato a Caledon e non sono mai tornato a casa nella regione del Peel fino ad ora, per motivi che potete immaginare;
  • ho dovuto farmi un nuovo indirizzo di posta elettronica perché la gente continuava a prendermi in giro mandandomi messaggi nei quali si fingeva Mr. Bear. Grazie (di niente) ragazzi;
  • perché sono tornato su questo blog? Mitchell Wilson (ricordate? l’ex poliziotto amico di mio padre) mi ha chiamato il 23 ottobre per parlarmi di un nastro magnetico che è stato trovato in una succursale della biblioteca pubblica di Brampton. Brampton è la mia città natale, per chi ancora non lo sapesse. Sosteneva che non gli era permesso di discutere del contenuto del nastro perché era ancora sotto osservazione, ma mi ha chiesto di andare a dargli un’occhiata quando sarei tornato a casa. Questo nastro ha rimesso in moto gli ingranaggi del caso, perché tutti sappiamo cosa c’era nelle ultime registrazioni che ho visto. Posso solo immaginare cosa ci sia lì sopra, immagino che debba avere qualcosa a che fare con Caledon Local 21.

Immagino di essere tornato solo per dirvi che voglio mandare avanti questo blog e per ringraziare chi lo segue ancora. Non so quando tornerò, ma quando vedrò il nastro farò un post per parlarvi del suo contenuto. Non so cosa aspettarmi, ma l’idea di guardare quel nastro mi ha reso di nuovo interessato a questo mistero.

– Elliot

 

[Aggiormaneto] – 16/01/14

È stato un lungo anno per me. L’università mi ha fatto passare le solite notti insonni, specialmente da quando mi sono trasferito ad Ottawa che è IL posto migliore per fare festa (sarcasmo). Ma ora sono tornato a casa con mio padre, a Brampton, la città in cui sono cresciuto. Sono tornato a casa il 18 dicembre e sono stato a festeggiare con amici e parenti, o almeno è quello che avrei voluto fare. Quest’anno non sento quell’allegria che avevo di solito in questo periodo del mese.

Per rispondere alle centinaia di email e commenti che ho ricevuto – sì, ho visto quei filmati che l’amico di mio padre (Mitchell Wilson) aveva promesso di mostrarmi. Questi filmati sono come una maledizione, comunque; voglio saperne di più, ma allo stesso tempo voglio dimenticarmi di tutto. Non ho potuto farci nulla, avevo BISOGNO di vedere quei filmati. Non solo per me stesso, ma per tutti voi che siete interessati quanto me a quel misterioso uomo col costume da orso. Comunque, dopo aver visto quei filmati sento di nuovo quel profondo terrore dentro di me, scatenato dal fatto che io sarei potuto essere uno di quei bambini nei filmati, che ora sono morti. Se non avete saltato questo paragrafo per arrivare subito alla parte più succulenta, grazie per essere stati a sentire il mio sfogo.

Venerdì, mercoledì 1° gennaio ho chiamato Mitchell Wilson e gli ho chiesto quando sarei potuto andare da lui a vedere i filmati. Il clima era piuttosto fiacco alla stazione di polizia a causa della nevicata, quindi mi ha detto che sarei potuto andare quando volevo. I filmati si trovavano in una filiale non molto lontana da casa mia. Quindi ho coraggiosamente affrontato le strade fangose e i terribili guidatori di Brampton e mi sono fatto strada fino alla stazione di polizia del Peel situata nel centro della città di Bramalea.

Ho incontrato Wilson alla reception e mi ha portato al secondo piano, in un piccolo ufficio. Mi ha detto di mettermi a sedere e aspettare mentre andava a prendere i nastri. Prima di uscire dall’ufficio, si è girato verso di me e ha detto “So che sei curioso, ma… sei sicuro di volerlo fare?”. Ovviamente lo ero, o almeno così credevo. Inoltre, l’amico di Wilson si è dato molto da fare per farmi venire qui e non volevo sprecare l’occasione. Questa stazione in particolare aveva quattro nastri tra le mani. Ad ogni modo, mi era permesso di guardarne solo tre, perché pare che il quarto nastro fosse troppo danneggiato per girare su un videoregistratore.

Dipingere con l’Anima – episodio 3, “Come spolverare una stanza”: mi ero quasi dimenticato di questo programma, non l’ho mai visto in TV ma avevo guardato un episodio alla stazione di polizia di Caledon. La puntata si apriva con la telecamera che faceva una panoramica di una piccola stanza vuota. C’era una finestra sul muro di fronte alla porte e fuori era buio. Il cameraman camminava verso la finestra rivelando una piccola radura prima di una oscura, fitta foresta a circa 15 piedi dalla finestra. Il cameraman faceva un giro con la telecamera finendo con l’inquadrare la porta e finalmente parlava; “O-oggi sto p-per m-m-mostrarvi come s-spolverare a-adeguatamente una s-stanza”. Ho riconosciuto la voce del cameraman, era la stessa dell’altro episodio: debole, timida, solo che balbettava chiaramente.

A quel punto le cose si sono fatte più strane. Il cameraman puntava la telecamera sui suoi piedi, mostrando un manico di scopa di metallo, e lo prendeva con la mano libera. La sua mano era quella di un uomo bianco, quindi è stato facile accorgermi del sangue fresco e luccicante che la ricopriva. L’uomo poi spiegava che per rendere la stanza pulita, bisognava fare sacrifici. E detto questo l’uomo iniziava a colpire il soffitto con il manico di scopa. Dopo poco c’era un grosso buco sul soffitto, che mostrava le assi di legno di cui era fatto il tetto. Il pavimento era adesso piuttosto in disordine, con pezzi di soffitto che lo ricoprivano formando uno strato di intonaco. L’uomo puntava poi la telecamera sul pavimento e cominciava a rompere i pezzi di intonaco più grossi con i piedi. Poi tornava alla porta e inquadrava con la telecamera il disastro che aveva creato. “E-e-e ora la stanza è… è…”; l’episodio terminava così, prima che potesse concludere la frase.

Wilson mi ha avvertito del fatto che i prossimi due filmati erano più disturbanti. Ho insistito per guardarli lo stesso, sebbene una voce nella mia testa mi dicesse che non avrei dovuto.

Booby, episodio 30 – “Figli della Luce”: si trattava di Booby, uno degli show che avevo guardato quando ero un bambino. Non avevo mai visto quell’episodio prima di allora, e vorrei che fosse ancora così. La puntata iniziava nello stesso modo in cui iniziava ogni altra di quello show che avevo visto. Un’unica mano di un adulto (Booby) si dondolava avanti e indietro. Dopo pochi secondi Booby si girava verso la videocamera e diceva “Le canzoni sono più belle se sono cantate dai bambini!”. Poi la mano usciva dal campo visivo della videocamera, infilandosi sotto al tavolo.

Dopo pochi secondi la scena veniva tagliata all’improvviso e appariva un’altra scena che era stata filmata all’esterno, con la videocamera puntata su un falò in una piccola fossa. Era notte e sembrava che il cameraman si trovasse in una piccola radura in una foresta, ma era difficile capirlo a causa della scarsa qualità del video. La videocamera zoomava sulla fiamma del falò, che ardeva abbastanza regolarmente. All’improvviso, una mano umana veniva spinta nel fuoco da un paio di mani adulte. Era piccola, sembrava quella di un bambino, e veniva trattenuta saldamente ferma in quella posizione dalle altre due. Il suono era assente per i primi secondi ma poi partiva una canzone, che ho riconosciuto essere una canzone della mia infanzia. L’avevo cantata in chiesa o a scuola (frequentavo una scuola elementare cattolica). Se non la conoscete, ecco il link di un suo video su YouTube: Figli della Luce.

Quella canzone è iniziata quando la mano è stata costretta nel fuoco. Ha continuato a suonare mentre la mano lottava per sfuggire alla presa delle altre due, ha continuato mentre la mano diventava color rosso barbabietola e la pelle iniziava a staccarsi, ha continuato mentre il fumo iniziava a risalire dall’arto. Devono esserci voluti solo pochi minuti alla mano per diventare completamente nera, salvo che per i pochi punti in cui si intravedevano le ossa bianche sotto la carne carbonizzata. Cazzo… quell’immagine è impressa nella mia mente. La mano si fermava, rimanendo inerte senza muoversi più. L’episodio poi aveva termine.

Lo Scantinato di Mr. Bear, episodio 30 – Mr. Bear non ha mai cessato di disturbarmi, specialmente dopo quello che era quasi successo quando ero piccolo. Questo episodio era stato girato fuori, in una foresta durante il crepuscolo, e questo rendeva più difficile capire cosa succedeva in esso, anche a causa della pessima qualità delle immagini (marchio di fabbrica di qualsiasi show su Caledon Local 21). L’episodio iniziava con la videocamera che veniva tenuta tra le “zampe” di Mr. Bear che la puntava su sé stesso.

Quella maschera da orso… sembrava più sinistra tra le ombre degli alberi. L’inconfondibile voce soffocata poi ha detto: “Ciao bambini! Oggi farò una cosa meravigliosa per i miei amici: li manderò in una terra lontana dove saranno certamente felici!”. Mr. Bear girava poi la videocamera per inquadrare un ATV con un rimorchio (come questo), ma la cosa che spiccava di più era ciò che c’era nel rimorchio: sette bambini immobili, sdraiati uno di fianco all’altro. “Q-questo è il primo carico, ma molti altri saranno in cammino presto!” ha detto Mr. Bear mentre si girava per puntare la videocamera su una larga tela incerata aperta sul terreno.

Mr. Bear afferrava poi un angolo della tela e la sollevava per mostrare un fossato profondo 12 piedi e largo forse 15. Per il resto dell’episodio, Mr. Bear prendeva ogni bambino e lo buttava nel fosso. Ho chiesto a Wilson se quei bambini fossero morti, e lui ha scosso la testa e mi ha risposto “Non ancora”. Presto tutti i bambini erano nella buca, alcuni in posizioni scomode a causa del modo in cui erano stati gettati lì dentro, ma ancora incoscienti. “La vitamina C aiuterà sicuramente questi bambini durante il loro viaggio!” ha detto Mr. Bear, per poi puntare la videocamera su alcune taniche di benzina accanto a un cespuglio. La videocamera puntava sulle taniche mentre Mr. Bear canticchiava a bocca chiusa, e l’episodio finiva.

Wilson mi ha detto che quelle erano 7 delle 16 vittime che erano state trovate completamente carbonizzate. La benzina è il combustibile che l’uomo che impersonava Mr. Bear ha usato per dare loro fuoco. Un fosso pieno di corpi di bambini che bruciano… chi cazzo farebbe una cosa del genere? Quella sensazione di terrore mi ha pervaso ancora una volta, quando mi sono reso conto del fatto che avrei potuto essere uno di quei bambini.

Wilson mi ha poi spiegato che in precedenza mi aveva mentito e che il nastro in possesso del ramo della polizia di Bramalea in realtà funzionava e mostrava il processo di combustione dei corpi, ma sentiva che non sarei stato in grado di gestire la natura “nuda e cruda” delle riprese. E sapete una cosa? Forse ha ragione. Io quell’episodio non voglio nemmeno vederlo. Sono soddisfatto per ora, ho solo bisogno di mettere insieme i miei pensieri. Il problema è che l’uomo che impersonava Mr. Bear e gestiva Caledon Local 21 è ancora là fuori.

Avrete presto maggiori informazioni.

-Elliot

 

INRI

Tanto tempo fa…

C’era un ragazzo di nome Elliot

Elliot era un ragazzo intelligente a cui piaceva giocare con gli amici

Un giorno lui guardò un adorabile show in televisione in cui c’erano un orso e i suoi piccoli amici

I bambini amavano aiutarsi l’un l’altro come tutti i bravi piccoli dovrebbero fare, ma amavano anche l’orso

L’orso amava i bambini visto che loro erano così bravi ad aiutare lui e l’angelo caduto

I bambini e l’orso volevano giocare insieme per sempre con l’aiuto del loro amico Booby

Ma l’angelo caduto aveva bisogno di più aiuto, e così i bambini dovettero fare l’ultimo sacrificio

Perché questo è ciò che fanno gli amici Elliot

Si aiutano l’un l’altro

Aiutaci Elliot, brucia con noi Elliot

Voglio te Elliot, lui vuole te Elliot

Torna nel mio scantinato

Mi raccomando, ti voglio con zucchero e glassa addosso!

Mr. B.

INRI

 

La Bottega del Mistero
Alza il velo della realtà per portare alla luce curiosità, misteri, eventi grotteschi o divertenti. Ma sempre comunque affascinanti.
Di più

Safer Internet Day 2015 #SID2015

Oggi 10 febbraio 2015 si celebra in tutto il mondo il Safer Internet Day, una giornata dedicata alla sicurezza in rete di tutti, ma in special modo per i ragazzi, sensibilizzandoli ad un uso corretto, intelligente e consapevole di internet.

Il motto dell’edizione di quest’anno è creiamo insieme un internet migliore ed invita alla collaborazione di tutti, dai singoli utenti alle multinazionali che in un modo o nell’altro sono attive online, a costruire un web più a misura d’uomo, più sicuro e più divertente da scoprire. In Italia la manifestazione principale è una vita da social, organizzata dalla Polizia di Stato con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ed il supporto di Google.

Il più grande motore di ricerca del mondo ha stilato una serie di consigli utili per migliorare la sicurezza di tutti, piccoli gesti quotidiani che però assumono grande importanza.

Quant’è sicura la vostra password? Scopritelo nell’articolo qui sulla Bottega del Mistero!

 

 

 

 

Il decalogo per tutta la famiglia

  1. Parla con la tua famiglia della sicurezza online, definendo in modo chiaro le regole e le aspettative per quanto riguarda la tecnologia, nonché le conseguenze in caso di utilizzo improprio.
  2. Utilizzate insieme la tecnologia: è un buon modo di educare alla sicurezza online e crea opportunità per affrontare gli argomenti legati alla sicurezza con la tua famiglia man mano che se ne presenta l’occasione.
  3. Discuti dei siti e dei servizi online. Parla con i tuoi familiari dei tipi di siti che preferiscono visitare e di ciò che è appropriato per ciascun membro della famiglia.
  4. Proteggi le password. Aiuta i tuoi familiari a capire come impostare password sicure online. Ricorda loro di non divulgare le password, tranne magari a un adulto fidato, ad esempio un genitore. E assicurati che si ricordino sempre di uscire dai propri account online quando utilizzano computer pubblici a scuola, in un internet point o in biblioteca.
  5. Utilizza le impostazioni di privacy e i controlli di condivisione. Esistono molti siti per condividere opinioni, foto, video, aggiornamenti di stato e non solo. Molti di questi servizi offrono controlli e impostazioni di privacy che ti aiutano a decidere chi può vedere i tuoi contenuti prima di pubblicarli. Parla con i tuoi familiari di ciò che è opportuno o meno condividere pubblicamente e aiutali a rispettare la privacy degli altri non divulgando i dati personali di familiari e amici e non identificando gli utenti per nome nei contenuti condivisi pubblicamente.
  6. Educa la tua famiglia a comunicare in modo responsabile. Ecco una buona regola pratica: se una cosa ti sembra inappropriata da dire di persona, non inviarla tramite SMS, email, chat e non pubblicarla come commento sulla pagina di un utente. Discuti di come ciò che dici online potrebbe fare sentire gli altri e individua linee guida per la tua famiglia su quale tipo di comunicazione è appropriato.
  7. Controlla i limiti di età. Molti servizi online, tra cui Google, prevedono limiti di età che definiscono chi può usufruire dei relativi servizi. Ad esempio, devi rispettare requisiti d’età per disporre di un account Google, mentre l’utilizzo di alcuni prodotti Google è limitato agli utenti dai 18 anni in su. Controlla sempre i termini e le condizioni di utilizzo di un sito web prima di consentire ai tuoi figli di creare un nuovo account e chiarisci con loro le eventuali regole della tua famiglia per quanto riguarda i siti e i servizi che possono utilizzare.
  8. Confrontati con altri adulti. Estendi la conversazione ad amici, insegnanti, consulenti, educatori e alla tua famiglia allargata. Genitori e professionisti che lavorano a contatto con i ragazzi possono essere un’utile risorsa per aiutarti a decidere ciò che è giusto per la tua famiglia, soprattutto se hai a che fare con un’area tecnologica con cui hai poca confidenza.
  9. Proteggi il tuo computer e la tua identità. Utilizza un software antivirus e aggiornalo regolarmente, a meno che non utilizzi un Chromebook, che non ha bisogno di antivirus. Discuti con i tuoi familiari dei tipi di informazioni personali (come il codice fiscale, il numero di telefono o l’indirizzo di casa) che non è opportuno pubblicare online. E insegna loro a non accettare file o aprire allegati email provenienti da sconosciuti.
  10. Sii costante. La sicurezza non è statica: la tecnologia è in costante evoluzione, così come le esigenze della tua famiglia. Assicurati di instaurare un dialogo costante.

 

Sette regole per gli account Google

  1. Proteggi le tue password. Le password sono la prima linea di difesa contro i criminali informatici. È fondamentale scegliere password sicure che siano diverse per ogni tuo account ed è buona prassi aggiornarle regolarmente. Altrimenti… è come se usassi la stessa chiave per chiudere le porte di casa, dell’auto e dell’ufficio: se un criminale riesce ad accedere a una, sono tutte compromesse!
  2. Esegui l’accesso e disconnettiti. Accedere al tuo account Google è facile e utile, ma devi anche sapere quando è importante uscire dall’account. Quando utilizzi computer pubblici, ad esempio di un internet point o di una biblioteca infatti, anche dopo avere chiuso il browser, potresti essere ancora collegato ai servizi che hai utilizzato. Di conseguenza, quando utilizzi un computer pubblico dovresti assicurarti di uscire dall’account facendo clic sulla foto o sull’indirizzo email dell’account nell’angolo in alto a destra e selezionando Esci.
  3. Usa la verifica in due passaggi. Utilizza la verifica in due passaggi, che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza al tuo account Google, riducendo drasticamente le possibilità di furto dei tuoi dati personali contenuti nell’account. Per penetrare in un account che ha la verifica in due passaggi, i malintenzionati non dovranno solo conoscere nome utente e password, ma dovranno anche avere tra le mani il tuo telefono.
  4. Controlla le impostazioni di Gmail. Se utilizzi Gmail, puoi adottare delle misure specifiche per assicurarti che il tuo account sia protetto. Per farlo, apri la scheda Impostazioni in Gmail e controlla le impostazioni di inoltro e delega che concedono l’accesso al tuo account ad altre persone per verificare che le tue email vengano indirizzate correttamente.
  5. Utilizza reti sicure. Presta la massima attenzione ogni volta che vai online utilizzando una rete che non conosci: il provider potrebbe monitorare tutto il traffico sulla sua rete, inclusi i tuoi dati personali. Se, invece, utilizzi un servizio che crittografa la tua connessione al servizio web, potrebbe essere molto più difficile per qualcuno spiare la tua attività. Come impostazione predefinita, crittografiamo la connessione Gmail tra il tuo computer e Google per cercare di proteggere la tua attività su Google da occhi indiscreti.
  6. Blocca lo schermo o il dispositivo. Non usciresti mai di casa lasciando la porta aperta, vero? Lo stesso principio vale per i dispositivi che utilizzi. Dovresti sempre bloccare lo schermo quando hai finito di utilizzare il computer, il laptop o il telefono. Per maggiore sicurezza dovresti anche impostare il blocco automatico del dispositivo quando entra in stand-by. Questo è particolarmente importante per cellulari e tablet.
  7. Tieni al sicuro il dispositivo. Esistono alcuni segnali comuni da cui puoi capire che il tuo dispositivo potrebbe essere stato infettato da malware (ovvero software dannoso ideato per danneggiare il tuo dispositivo o la tua rete). Puoi proteggerti anche da questo con alcune importanti precauzioni: tieni aggiornati il browser e il sistema operativo; controlla sempre ciò su cui fai clic o ciò che scarichi, come musica, film, file, plug-in o componenti aggiuntivi per il browser; quando installi applicazioni software, assicurati di installarle da fonti attendibili.

 

 

Internet e pedofilia

In un rapporto del 2014 stilato da Save the Children risulta che un italiano su tre ritiene accettabile intrecciare un rapporto virtuale o fisico con un minore. Il 28% degli adulti ha tra i propri contatti giovani che non conosce personalmente; il 37% vorrebbe un rapporto di amicizia o d’amore con un minorenne; circa il 10% pensa che in un rapporto pedofilo online l’iniziativa parta dal minore; circa l’1% è convinto che un’esperienza sessuale tra un adulto e un minore sia un’occasione utile di apprendimento per l’adolescente.

Nella nostra esperienza di lavoro sul campo coi ragazzi, veniamo spesso a conoscenza di tentativi di interazione da parte di un adulto con un minore, uno dei motivi che ci ha spinto ad indagare in profondità il fenomeno dell’incontro a sfondo sessuale tra giovani e adulti, anche attraverso le nuove tecnologie. Ma non ci aspettavamo un grado di tolleranza così alto dei rapporti da parte l’opinione pubblica che, a nostro avviso, prelude ad un’accettazione di una deresponsabilizzazione e di un disimpegno degli adulti rispetto al loro ruolo nei confronti degli adolescenti. Ci rivolgiamo dunque alla società civile, così come a tutti gli attori coinvolti: gli adulti tutti, gli adolescenti, i media, le istituzioni e gli organi di controllo al fine di innescare un dibattito continuativo sul ruolo educativo e sulle responsabilità degli adulti in genere, che siano o meno genitori, nei confronti degli adolescenti. – Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children

 

 

Per maggiori informazioni sulla sicurezza dei minori online, è attivo il sito Generazioni Connesse, gestito da Save the Children.

 

 

Sesso con un minore consenziente. È giusto oppure no?

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