Tag: Segnalazioni

Se vedi questo insetto, voltati e scappa immediatamente [BUFALA]

Da qualche giorno circola sui social un articolo riguardante un mostruoso ed enorme insetto di origine africana, silenzioso e letale. Ovviamente è tutta una cavolata. 🙂

SE VEDI QUESTO INSETTO, VOLTATI E SCAPPA IMMEDIATAMENTE

Questo il testo dell’articolo, copiato ed incollato di sana pianta da centinaia di siti.

La foto che vedete potrà ingannarvi. Quello che vedete non è un parrucchino ma un nuovo pericolosissimo insetto di origine africane sbarcato in europa grazie al rinnovato commercio ortofrutticolo che intercorre tra africa ed europa. Questo insetto, chiamato Eubetia Bigulae, ha delle dimensioni infinitamente piccole nelle prime fasi della sua vita, tanto che nessuno si accorge della presenza di questo animaletto.
Il problema sorge quando questo insetto cresce, raggiungendo spesso le dimensioni di un pallone da calcio. Sotto la folta peluria che lo fanno somigliare ad un parrucchino, l’Eubetia Bigulae nasconde una corporatura molto simile a quella del mille piedi. L’unica differenza tra il millepiedi e il cosiddetto animaletto giallo è la sua capacità di spruzzare un potentissimo veleno corrosivo che miete numerose vittime ogni anno in paesi come il Congo e il Chad. L’allarmen in Europa esiste già da tempo, ma in Italia questo insetto sembra essere arrivato relativamente da poco e pertanto nessuno ne ha mai parlato approfonditamente.

 

Se vedi questo insetto, voltati e scappa immediatamente

 

Peccato che l’Eubetia Bigulae non esista per niente, e che il simpatico insetto peloso nella foto non è altro che una larva di Megalopyge opercularis, o pussy moth (falena gattino), grande sì e no 3 centimetri. Fate attenzione, però: sebbene non sia dotata di veleno corrosivo come riportato dalla bufala, la puntura della larva di Megalopyge opercularis è davvero pericolosa, e può scatenare reazioni allergiche.

 

Megalopyge opercularis

 

Il mio consiglio, come sempre, è uno solo: non fermatevi a leggere tutto quello che vi capita a tiro, andate oltre, informatevi, cercate, scoprite.

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Hoia Baciu – La foresta infestata

C’è un luogo della Romania che non viene mai pronunciato ad alta voce. Un luogo dove si dice le persone svaniscano nel nulla, dove il tempo e lo spazio non hanno significato, dove gli alberi sussurrano parole di morte, dove il diavolo ha la propria dimora. Benvenuti a Hoia Baciu, la foresta infestata.

Hoia Baciu, (Pădurea Hoia o Hója-erdő), è una foresta poco ad ovest di Cluj-Napoca, nel cuore della Transilvania, in Romania. Si tratta di circa 3 chilometri quadrati di alberi, rocce e qualche animale selvatico. Una foresta come tante, forse resa più spettrale dall’essere nel bel mezzo dei possedimenti del fu vampiro Dracula (al secolo Vlad Tepes). Se non fosse che ad abitarla siano stati, nell’ordine, il diavolo, gli alieni ed infine i fantasmi.

Qualcosa che non va in Hoia Baciu si intuisce appena ci si mette piede: sebbene gli arbusti più antichi risalgano a 200 anni fa, si presentano esili e distorti, come se qualcosa ne avesse preservato la giovinezza nei secoli. Ma sono le storie a farla da padrona.

 

https://www.flickr.com/photos/bortescristian/8155409735/

 

Le sparizioni

Si narra che a metà dell ‘800 un pastore di pecore un giorno porta il suo gregge a brucare la tenera erba del bosco. La sera però non ritorna a casa, e gli abitanti del luogo si preoccupano: forse ha avuto un malore, o ha avuto un incidente e non riesce più a camminare, oppure ancora è stato attaccato da qualche misterioso animale selvaggio. Si organizza una battuta di recupero per giorni e giorni l’intera foresta viene ispezionata palmo a palmo, inutilmente. Svanito nel nulla insieme alle 200 pecore.

Una donna, sempre nello stesso periodo, entra nel bosco per una passeggiata. Anche lei sparisce nel nulla, salvo poi uscirne qualche giorno dopo, senza ricordare niente dell’accaduto. In tasca, come unico indizio, la giovane trova una moneta rumena del 15° secolo.

La leggenda più celebre è quella di una bambina, inghiottita dalla foresta. I genitori si disperano per giorni, ma non si danno per vinti. Poi le settimane passano. Ed i mesi. Finché, 5 anni dopo, la piccola ricompare. Con gli stessi vestiti indosso, non è cresciuta di un giorno: è identica a quando è scomparsa tra gli alberi. Tutti le fanno domande insistenti, chiedendole dov’è finita in tutto questo tempo, ma la bambina non capisce. D’altronde, secondo lei, è stata via solo un paio d’ore.

La teoria è che Hoia Baciu sia una sorta di wormhole, in grado di piegare il tempo e lo spazio, catapultando i malcapitati in un’epoca ogni volta diversa. Da cui non sempre è possibile fare ritorno.

 

 

Si potrebbe facilmente obiettare che queste storie sono, per l’appunto, solo storie, buone a spaventare i bambini affinché non si addentrino nella foresta di Hoia col reale rischio di perdersi per giorni e giorni. Inoltre siamo in Transilvania, dove il folklore non è solo cultura ma religione, nella regione più densa di misteri di una terra, la Romania, che fonda le proprie radici sulle leggende narrate da padre in figlio.

Poi, però, arrivano altri strani fenomeni, più recenti, e documentati.

 

Gli avvistamenti alieni

Il 18 agosto 1968 il biologo Alexandru Sift scatta delle immagini straordinarie, che immortalano un oggetto volante discoidale sospeso al centro della foresta. Purtroppo, alla morte dell’uomo nel 1993, quasi tutto il materiale scompare misteriosamente prima di essere pubblicato. Le poche foto salvatesi vengono date alle stampe due anni dopo dall’amico Adrian Pătruț, professore di chimica della Babeș-Bolyai University, nel libro Fenomenele de la Pădure Hoia-Baciu. Pătruț, però, tiene a precisare che tutti i fenomeni descritti dal defunto collega sono spiegabili grazie a solide basi scientifiche. Il dubbio resta.

 

Alexandru Sift - UFO a Hoia Baciu

 

Il 18 ottobre 1968 un geniere dell’esercito, Emil Barnea, si aggira nella foresta insieme alla fidanzata Zamfira Mattea ed un paio di amici, quando qualcosa attira la sua attenzione: nel cielo si palesa all’improvviso una luce innaturale, che prontamente (e fortunatamente) l’uomo cattura in fotografia. Secondo la sua ricostruzione, l’oggetto volante non identificato avanza lentamente, cambiando sovente direzione, aumentando di luminosità col passare dei secondi. All’improvviso, così com’è apparso, si dilegua accelerando vorticosamente verso l’orizzonte, dove scompare. Le sue foto vengono studiate a lungo dall’ufologo ed esperto di paranormale Ion Hobana, che non ha dubbi sulla loro autenticità e le ritiene degne di maggiore attenzione. In accordo ai suoi calcoli, l’UFO dev’essere largo non meno di 30 metri, a 600 metri d’altezza dal suolo. C’è da notare che, all’epoca del fatto, in Romania non sono disponibili libri sul fenomeno dei dischi volanti, pertanto è difficile pensare che Barnea abbia orchestrato tutta la vicenda.

 

 

Molte persone riferiscono di sentirsi male all’interno del bosco, ed alcune ne escono con misteriosi eritemi sulla pelle e, in alcuni casi, anche ustioni. Qualcuno ipotizza possa trattarsi dell’attività aliena che sulla zona proietta una forte dose di radiazioni – peraltro verificata – dovuta alla tecnologia UFO.

 

I fantasmi

In tempi più recenti si sta vivendo una vera e propria caccia al fantasma. A seguito delle numerose segnalazioni susseguitesi negli anni molti ghost hunter hanno passato la notte nella foresta. E molti di loro ne sono quasi usciti con le ossa rotte.

L’evento più significativo, in questo senso, è quello della trasmissione Destination Truth, del canale via cavo statunitense Syfy (conosciuto precedentemente come SCI FI). Nell’episodio Haunted Forest del 9 settembre 2009, la troupe televisiva guidata da Josh Gates investiga nella foresta di Hoia, accompagnata dal gruppo di un altro programma, Ghost Hunter, formato dagli esperti Jason HawesGrant Wilson. Al di là degli alti livelli di radiazioni e qualche immagine che può dire tutto o nulla, all’improvviso Gates lamenta un dolore al torace. Fa per alzarsi la maglia, solo per scoprire lunghi tagli lungo tutto il torace. All’esterno, l’abbigliamento è intatto. Realmente spaventato, Gates decide di interrompere le registrazioni, ed uscire il più velocemente possibile dal bosco.

 

Fantasma a Hoia Baciu

 

Il centro di tutto

La cosa più inspiegabile è il centro esatto della foresta. Non vi cresce nulla. Niente di niente. Gli animali lo evitano come la peste, e le radiazioni, già alte tra gli alberi, registrano un inspiegabile picco. Il terreno è stato ampiamente studiato, ma risulta del normalissimo terriccio. Tutt’intorno gli alberi sono arcuati alla base, come se una forza tremenda li avesse costretti a deviare la loro naturale crescita. È bene notare che un evento del tutto simile è presente in un’altra celebre foresta, quella di Nowe Czarnowo, in Polonia, dove gli arbusti sono tutti piegati verso nord. Probabilmente dovuto a una nevicata particolarmente impietosa nei primi anni del ‘900, in molti credono si tratti dei patimenti sofferti dalle anime scomparse nei secoli nei boschi. C’è anche chi suggerisce che sotto terra potrebbe esserci un misterioso e segreto bunker, risalente alla guerra fredda, che sperimenta sulla superficie gli effetti di qualche micidiale scoperta scientifica.

 

Nowe Czarnowo

 

Hoia Baciu è un crogiolo di attività paranormali e avvistamenti di diverse entità, come se fosse un ponte verso altri mondi. Pur volendo credere fermamente in UFO, alieni e poltergeist, personalmente, una manifestazione così eterogenea mi sembra alquanto bizzarra. Ma prese singolarmente, le singole storie sono decisamente affascinanti. Il mistero – o meglio, i misteri – di Hoia Baciu, per il momento, restano insoluti.

 

Grazie a Chiara GM per aver suggerito su Facebook la storia di oggi. 🙂


Cosa si cela dietro i misteri della foresta Hoia Baciu?

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Il Ku Klux Klan – Cos’è, la storia, il credo e l’organizzazione

Simbolo stesso dell’odio razziale, il Ku Klux Klan è una delle più antiche organizzazioni segrete che lotta per la supremazia della razza bianca ed il nazionalismo estremo. Le loro vesti bianche, macchiate del sangue degli uomini di colore, hanno infestato per secoli le campagne statunitensi, fino ai giorni nostri.

Ma cos’è realmente il Ku Klux Klan?

 

Bandiera del Klu Klux Klan

 

Il Ku Klux Klan è stato creato per rigenerare il nostro sventurato Paese e per riscattare la razza bianca dall’umiliante condizione in cui è stata recentemente precipitata dalla nuova repubblica. Il nostro principale e fondamentale obiettivo consiste nel mantenimento della supremazia della razza bianca in questo Paese. – Incipit del credo del Ku Klux Klan

Il Ku Klux Klan (anche chiamato KKK o Klan) viene fondato a Pulaski (USA) la vigilia di Natale del 1865, da sei reduci dell’esercito della Confederazione da pochi mesi uscito sconfitto dalla Guerra di Secessione. Le parole Ku Klux derivano probabilmente dal greco kuklos (κύκλος), che significa cerchio. Basati su una visione distorta del Protestantesimo, i principi del Klan si possono riassumere in un estratto del libro Red Summer – L’estate del 1919 e l’ascesa dell’America Nera di Cameron McWirther, giornalista del Wall Street Journal.

[L’obiettivo del Ku Klux Klan è] Difendere la santità della casa e la castità della femminilità; mantenere la supremazia bianca; insegnare e fedelmente infondere una più alta filosofia spirituale attraverso un ritualismo esaltato; ed attraverso una devozione attiva conservare, proteggere e mantenere intatte le peculiari istituzioni, i diritti, i privilegi, i principi e gli ideali del puro Americanismo. – Cameron McWirther

Sebbene inizialmente le attività del gruppo passino praticamente inosservate, in pochi mesi molte associazioni con ideali simili si formano nel sud degli Stati Uniti. Il KKK diventa lentamente un movimento di ricostruzione, i cui ideali di supremazia bianca vengono espressi con feroci atti di violenza, inclusi omicidi e stupri, che porteranno l’organizzazione a macchiarsi più avanti anche di atti di terrorismo. Un congresso del 1867 a Nashville (USA), presieduto dal generale confederato Nathan Bedford Forrest (talentuoso stratega e criminale di guerra), fa conoscere il KKK al grande pubblico, ed un numero impressionante di nuovi adepti si accalca ogni giorno dinanzi alle sedi dell’associazione. Già in questo periodo il Klan indossa le tipiche tuniche bianche che l’hanno reso tristemente famoso.

Questa [il Ku Klux Klan] è una cosa buona. Una cosa dannatamente buona. Possiamo impiegarla per mantenere i negri al loro posto. – Nathan Bedford Forrest

Il KKK, sotto il Grande Mago Forrest, dichiara i suoi obiettivi: aiutare economicamente le vedove e gli orfani di guerra dei Confederati, contrastare gli ideali Federali, opporsi all’estensione del voto alle persone di colore. Se il KKK vuole davvero mantenere il sud degli USA come pochi anni prima, l’unica cosa da fare è entrare in politica. Quando i Federali abbandonano il sud, i Confederati riottengono il potere: benché non possano reintegrare le leggi che consentono la schiavitù, sono in grado di crearne ad hoc per limitare la libertà dei neri. Il clima di tensione che si viene a creare genera scontri che spesso terminano nel sangue, che porteranno Forrest, preoccupato della piega violenta che sta prendendo l’associazione, a scioglierla ufficialmente nel 1869. Questa decisione pone fine al primo Ku Klux Klan.

Le idee, sopratutto quando sono pessime, prima o poi tornano a farsi sentire.

 

Klu Klux Klan

 

Il Giorno del ringraziamento (25 novembre) 1915 viene fondato ad Atlanta (USA) il secondo Ku Klux Klan dal colonnello William Joseph “Doc” Simmons, ex professore della Chiesa Metodista Episcopale. Parallelamente a quanto succede in Germania (e quanto avverrà meno di trenta anni dopo) nella popolazione bianca degli USA è crescente il malcontento legato ai problemi economici che incombono sul Paese. Banchieri ebrei, neri, mendicanti e rom sono accusati della crisi economica. Simmons, folgorato dal film La nascita di una nazione di David Llewelyn Wark Griffith decide così di agire, ma in maniera più imprenditoriale rispetto al primo KKK: la confraternita avvia le attività nel 1921, e sin da subito i guadagni sono notevoli. I ricavi vengono reinvestiti, tra le altre cose, nell’ingaggio di reclutatori a tempo pieno, che hanno l’incarico di diffondere il verbo del KKK ed aumentare il numero di iscritti. Facendo leva sul già citato malcontento nazionale e sugli ideali patriottici degli statunitensi, il Klan raggiunge nel 1925 circa quattro milioni e mezzo di confratelli attivi su tutto il territorio americano. Fittamente inserita nella politica, la società governa segretamente molti stati degli USA, attraverso personalità di spicco di entrambi i partiti. Questo regime ombra crolla pochi anni dopo, a seguito dell’omicidio di Madge Augustine Oberholtzer, una maestra stuprata ed uccisa dal Gran Dragone dell’Indiana David Curtiss “Steve” Stephenson. L’assassinio, di una brutalità innata, porta l’opinione pubblica a riflettere sulle reali intenzioni del Klan: stroncate dagli scandali che seguono il processo, centinaia di migliaia di membri lasciano la confraternita, minandola dalla fondamenta. Alla fine degli anni ’30 si contano poche migliaia di membri, attivi sopratutto (circa 25.000) nella Legione Nera dell’Ohio guidata da William Shepard. Dedita all’omicidio di socialisti e comunisti e vestita di nero in ricordo dei pirati e delle camicie nere fasciste, la Legione Nera getta il Midwest degli USA nel terrore, fino all’omicidio di Charles Poole. Poole, impiegato della Works Progress Administration, viene rapito ed ucciso da dodici membri della legione, che verranno in seguito processati e condannati. La sentenza porta allo scioglimento ufficiale delle Legione Nera.

Una società segreta che pratica omicidi rituali, conosciuta come Legione Nera, è stata scoperta a Detroit. Alcuni membri sono implicati in un omicidio. La polizia crede si tratti di una divisione del Ku Klux Klan, che non presenta più di 10.000 adepti. I suoi principi sono la lotta ai negri, ai cattolici ed agli ebrei. – The Sydney Morning Herald, 25 maggio 1936

Con lo scandalo legato alla Legione Nera il Ku Klux Klan, che sta già affrontando un periodo di forte crisi, riceve il colpo di grazia: il Klan si scioglie nel 1944.

 

La nascita di una nazione

 

Negli anni ’50 e ’60 numerose associazioni locali vengono battezzate Ku Klux Klan, rifacendosi agli ideali violenti del primo Klan. Attivo sopratutto a Birmingham, USA, il nuovo KKK contrasta ferocemente la politica razziale permissiva dello stato dell’Alabama, sfociando in un numero impressionante di episodi violenti: i membri prendono di mira le case (circa 40) delle famiglie di colore facendole saltare in aria con l’esplosivo. Per comprendere l’entità dell’evento, basta pensare che in quegli anni Birmingham riceve dalla stampa il soprannome Bombingham. Il 21 marzo 1981 due membri del Klan uccidono l’afroamericano Michael Donald, impiccandolo ad un albero di Mobile (USA). La sentenza è di morte per uno degli assassini ed il carcere a vita per l’altro, più il pagamento di 7.000.000 di dollari da parte del KKK. Stroncato dal debito contratto, il Klan cade in bancarotta.

Attualmente nel mondo esistono circa 150 cellule del Ku Klux Klan, per un totale di 15.000 membri.

 

Klu Klux Klan

 

Il KKK, oggi come all’alba della sua era, si è sempre coperto di un alone di mistero, frutto della fusione di logotipi come i cavalieri teutonici e la Massoneria e altri derivati da una struttura originariamente di stile militaresco. Ecco i ranghi del secondo e terzo Klan, in ordine discente di importanza.

  • Mago Imperiale: capo supremo del Klan.
  • Klonsel Imperiale: avvocato supremo.
  • Kleagle Imperiale: direttore, riceve tutte le notizie dei Grandi Goblin.
  • Grande Goblin: capo di un Dominion, un’area che comprende più Stati.
  • Kleagle Re: capo di un Reame, che corrisponde ad uno Stato.
  • Kleagle: capo di un territorio sottoposto ad un Reame.
  • Ciclope Esaltato: capo di un Klavern, una sede locale.
  • Terrori: ufficiali dei Ciclopi Esaltati, attivi in un Klavern. Di seguito elencati.
    • Klaliff – vicepresidente.
    • Klokard – docente.
    • Kludd – cappellano.
    • Kligrapp – segretario.
    • Klabee – tesoriere.
    • Kladd – maestro cerimoniere.
    • Klarogo – guardia interna.
    • Klexter – guardia esterna.
    • Klokan – capo del Klokann Board, gli affari interni.
    • Nottambulo – reclutatore.

 

Klu Klux Klan

 

Articolo basato su una domanda inviata da Agostino C.


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D&R: Quanto ci metterebbe un buco nero a divorare il Sole?

Un buco nero è una regione dello spaziotempo con un campo gravitazionale così intenso e forte da attrarre al suo interno qualsiasi cosa. Si tratta del naturale collasso di alcuni tipi di stelle, dotate di una massa straordinariamente elevata, che sono presenti al centro di ogni galassia – e sì, anche nella nostra ce n’è uno. Nulla sfugge alla fame dei buchi neri: non la luce, non i pianeti, non le stelle.

Ma quanto ci metterebbe un buco nero a divorare il Sole?

 

Il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea fotografato dal satellite Chandra della NASA.

Il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea fotografato dal satellite Chandra della NASA.

 

I buchi neri si dividono in base alla loro massa in quattro categorie.

Classe Massa Raggio
Buco nero supermassiccio ~106–109MSole ~0.001–400 AU
Buco nero di massa intermedia ~103MSole ~103 km ≈ RTerra
Buco nero stellare ~3-30 MSole ~30 km
Micro buco nero fino a ~MLuna fino a ~0.1 mm

Un buco nero supermassiccio non lascerebbe alcuno scampo ad una stella simile al Sole, divorandola in un sol boccone, o disintegrandola in pochi giorni.

Nel caso il Sole finisse all’interno dell’orizzonte degli eventi (superficie entro cui non vi è più possibilità per qualsiasi cosa di sfuggire alla forza gravitazionale) di un buco nero di massa intermedia, verrebbe lentamente inglobato partendo dalla sua superficie, sottraendogli a poco a poco i gas. Questo processo può durare anche svariati milioni di anni. Se invece venisse colpito in pieno, la nostra stella verrebbe fondamentalmente dilaniata di netto: il gas all’interno ed all’esterno del sole diverrebbero parte integrante del buco nero, che si circonderebbe così di un disco luminoso a cingere il nero più assoluto. Questi eventi sono estremamente rari, ma sono già accaduti in passato.

Se invece il Sole transitasse nei pressi di un buco nero stellare, questi lo divorerebbe molto lentamente. Ci potrebbero volere miliardi di anni affinché una stella del genere possa consumarsi in questo modo.

Un micro buco nero, invece, se passasse attraverso il Sole, probabilmente non creerebbe nessun danno particolare. Se invece gli transitasse nei pressi, la stella verrebbe divorata in un periodo che si potrebbe prolungare per un tempo indefinito. Il Sole evolverà tra circa 10 miliardi di anni in una nana bianca, e successivamente in un diamante di dimensioni planetarie: quando verrà quel giorno, probabilmente il buco si sarà già allontanato abbastanza per non essere più una minaccia.

 

Black Hole

 

 

E se il Sole diventasse dall’oggi al domani un buco nero, cosa succederebbe alla Terra?

Assolutamente niente.

Il nostro sistema solare si base sulle forze gravitazionali del Sole, non sulla sua grandezza. Se un buco nero della sua stessa massa prendesse il suo posto, le leggi fisiche che regolano le orbite dei pianeti resterebbero immutate.

Anche se moriremmo tutti assiderati, non ci sposteremmo di un millimetro.

 

 

Domanda inviata da Lamberto.


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D&R: A che velocità si espande l’universo?

L’universo è nato circa 13,82 miliardi di anni fa, da un grande ammasso estremamente caldo e denso. Poi tutto ha cominciato ad espandersi, le galassie si sono allontanate l’una dalle altre, e tutto è diventato come lo conosciamo oggi. La dilatazione dell’universo continua ancora oggi, e lo farà per diversi miliardi di anni ancora. Ma a che velocità scorre questa espansione?

La prima stima abbastanza precisa viene effettuata nel 2012, quando il telescopio spaziale Spitzer della NASA in orbita dal 2003, seguendo il moto di 90 variabili Cefeidi – una particolare classe di stelle note per la loro correlazione tra periodo di variabilità e luminosità assoluta – calcola la velocità di espansione del nostro universo in 74,3±2,1 km/s su megaparsec (il parallasse di un secondo arco, o parsec, è un’unità di lunghezza astronomica che equivale a circa 3 milioni di anni luce).

 

La Teoria del Big Bang è facilmente comprensibile se si immagina l'universo come un palloncino. All'inizio tutte le galassie sono vicine, ma con l'espansione si allontanano l'une dalle altre sempre di più.

La Teoria del Big Bang è facilmente comprensibile se si immagina l’universo come un palloncino. All’inizio tutte le galassie sono vicine, ma con l’espansione si allontanano tra loro sempre di più.

 

Una stima più precisa viene pubblicata sulla rivista scientifica Astronomy and Astrophysics nel 2013 da parte del Lawrence Berkeley National Laboratory. Grazie ad un particolare strumento, il BOSS (Baryon Oscillation Spectroscopic Survey, traducibile con Indagine Spettroscopica dell’Oscillazione dei Barioni), che misura la distribuzione della materia oscura, il gruppo di ricerca guidato da Andreu Font-Ribera scopre che la velocità di espansione dell’universo è attestabile intorno ai 68 km/s su megaparsec.

[…] Se guardiamo indietro all’universo, quando aveva meno di un quarto della sua età attuale, avremmo visto un paio di galassie separate da un milione di anni luce andare alla deriva ad una velocità di 68 chilometri al secondo. La stessa velocità con la quale si espande ora l’universo. E il margine di errore dei nostri calcoli è più o meno di un solo chilometro e mezzo al secondo. – Andreu Font-Ribera, caporicercatore del Lawrence Berkeley National Laboratory

Bisogna ricordare che l’universo tende ad aumentare la velocità di espansione in maniera esponenziale; in pratica, è come se ci lanciammo con uno skateboard lungo una discesa ripida: più andiamo avanti, più la velocità aumenta.

Ma come finirà l’universo? C’è chi pensa che i corpi celesti si allontaneranno all’infinito, ed il gelo siderale coprirà ogni cosa, rendendolo incompatibile con qualsiasi forma di vita; altri studiosi immaginano che un giorno tutto tornerà indietro restringendosi di nuovo, tornando a formare un’enorme massa al centro di tutto. Tutto ciò avverrà, seguendo la teoria del Big Freeze, tra 10^10^76 anni (10.000 miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di miliardi di anni), quando tutta la materia verrà inglobata dai buchi neri. Ma non disperate!

Quel giorno, probabilmente, ci saremo già estinti da un pezzo.

 

Domanda inviata da Lamberto


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UFO – Strane luci nei cieli di Napoli

La Campania sta saltando alla ribalta tra gli studiosi di alieni perché negli ultimi giorni si sono susseguiti numerosi interessanti avvistamenti.

Tutto comincia nella prima settimana di giugno, quando viene immortalata una strana luce chiaramente visibile dal porto di Torre del Greco. L’oggetto, davvero enorme, sembra muoversi nel cielo notturno mentre si avvicina lentamente alla Luna.

 

 

Qualche giorno dopo a Giugliano in Campania, sempre in provincia di Napoli, vengono riprese delle luci verdi particolarmente luminose. L’evento è stato catturato da diversi cellulari e da qualche videocamera di sorveglianza. Nelle sere successive, rivelano i testimoni, altre luci gialle e rosse si sono alternate nel buio della notte.

Non riesco a credere a quello che vedo, io non sono solito credere a niente ma quello che sta succedendo qui non me lo riesco a spiegare. – Una donna testimone dell’avvistamento

 

 

La sera del 3 maggio, da Scafati (Salerno) nel cielo terso molte persone scorgono un UFO di grosse dimensioni, che volteggia indisturbato avvicinandosi lentamente al suolo. L’oggetto emette una luce abbagliante, di luminosità crescente. Di colpo, così come è apparso, si è come dissolto nel nulla.

 

UFO a Scafati

 

Potrebbe trattarsi dello stesso UFO che solo due giorni fa, il 16 giugno, una ragazza di Montecorvino Rovella (Salerno) ha immortalato con la fotocamera del cellulare. La giovane si trova nel Parco del Sole della città picentina, quando un oggetto le appare seminascosto tra le nuvole. Riesce fortunatamente a scattargli una foto, che mostra inequivocabilmente, ed in maniera abbastanza nitida, un disco volante.

 

Ufo a Montecorvino Rovella

 

Napoli e la Campania non sono nuovi a questo tipo di avvistamenti, ma in questi cieli burrascosi di fine primavera, sembrano diventate un vero e proprio crocevia di oggetti volanti non identificati. Che siano alieni o semplici luci, sta a voi deciderlo.

 

Segnalazione inviata da Mimmo.

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D&R: Perché le donne vanno sempre in bagno in due?

La nostra rubrica Domande & Risposte raccoglie sempre un gran numero di consensi, sia che si tratti di domande che potrebbero essere tranquillamente poste da un ubriacone (se una mucca non scorreggiasse per un anno, riuscirebbe ad andare nello spazio con un mega peto) o di contro da uno scienziato (quanto pesa la Terra).

Quella di oggi è la classica domanda che assilla sopratutto l’universo maschile, e trova due spiegazioni, collegate da un antico e recondito destino comune: un bisogno di sicurezza, sia psicologico che fisico.

Nella preistoria l’uomo passava la maggior parte del giorno a cacciare, mentre la donna si occupava, diciamo così, della “casa”. Come potete immaginare, se da una parte c’erano dolci e teneri cerbiatti da cacciare, dall’altra tigri dai denti a sciabola e mammut rischiavano di essere un serio problema: spesso, infatti, molti carnivori ed altri animali pericolosi si avvicinavano alle grotte abitate dagli esseri umani, e le donne lasciate sole diventavano così la portata principale. Nel tempo, le donne hanno cominciato ad allontanarsi dalle grotte in gruppo per espletare i propri bisogni fisiologici, permettendo così ad una di orinare in santa pace, mentre le altre controllavano la zona alla ricerca di possibili pericoli. Questo bisogno ancestrale di protezione è poi giunto fino a noi, modificandosi con la società di oggi.

 

Scozzese in bagno

 

Spesso le toilette dei negozi, come bar e ristoranti, sono in condizioni igieniche scarse, ed in alcuni casi sono uniche per entrambi i sessi. Ora, se vi intendete un minimo di fisiologia, capirete che per un uomo è molto più semplice orinare, poiché viene meno il contatto con i servizi igienici, mentre per una donna questo è più complicato. L’amica che aspetta fuori dal bagno può aiutare l’altra passandole dei fazzoletti quando manca la carta igienica, controllare la porta (che non sempre si chiude a chiave) evitando di infastidirla e risparmiarle la sensazione di disagio che colpisce molte persone sentendo voci estranee fuori dalla toilette mentre ci si trova in una condizione di estrema vulnerabilità.

 

Domanda inviata da Antonio G.


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Le terribili leggende metropolitane che si tramandano i bambini

I bambini, come abbiamo più volte avuto modo di leggere, possono essere più inquietanti degli adulti: dietro il candore di un viso roseo dalle guanciotte cicciotte si nasconde un perfido mostro. Bisogna capirli, poverini, è una semplice reazione a ciò che li circonda: i teneri pargoletti guardano il mondo con occhi ingenui, ma non per questo gli fa meno paura. Anzi.

Agata Matteucci è una fumettista bolognese che ha avviato un curioso progetto, Le terribili leggende metropolitane che si tramandano i bambini, che narra con ironia ed intelligenza dei luoghi comuni, degli aneddoti e delle dicerie che genitori un po’ troppo confusi tramandano come legge divina scesa in terra ai lori figli. E così viviamo nel terrore di farci un bagno al mare dopo un bel panino col prosciutto, o di ingoiare una gomma da masticare con l’ansia di passare a miglior vita.

 

 

I disegni di Matteucci raccontano la storia di tutti noi, che forse non abbiamo più paura del buio, ma che visceralmente continuiamo ogni notte a tenere sempre i piedi sotto le coperte, così che nessun mostro possa farci del male.

I bimbi hanno un universo parallelo contrapposto a quello degli adulti, molto elaborato e fatto di fantasie, di regole e di realtà più o meno distorte. Molte delle verità indiscusse che apprendiamo da bambini – imparate di solito da un compagno di scuola a cui l’ha detto “suo cugino” – si sedimentano nella nostra memoria provocando a volte dei veri e propri traumi, dei segreti tabù che ci trasciniamo fino all’età adulta, alimentando le nostre insicurezze e nevrosi personali. – Agata Matteucci

Potete seguire l’evolversi del progetto su Tumblr e Facebook.

 

Grazie ad Agata M. (l’autrice delle vignette 😀 ) per la segnalazione.

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Citarum – Il fiume più inquinato al mondo

Il Walungan Citarum, conosciuto come Citarum, è uno dei maggiori fiumi dell’Indonesia. Terzo per lunghezza, ha un ruolo fondamentale nella vita di tutti i giorni della popolazione di Giava: agricoltura, pesca, industria, energia sono solo alcuni dei campi in cui il corso d’acqua viene sfruttato ogni giorno da milioni di persone che si abbeverano alle sue sponde e cacciano gli animali che ci vivono.

Peccato che il Citarum sia il fiume più inquinato del mondo, una vera e propria discarica galleggiante.

 

Citarum

 

Il Citarum presenta livelli di inquinamento altissimi, dovuti principalmente ai cinque milioni di abitanti che si affacciano sulle sue sponde, e che gettano sconsideratamente la loro immondizia tra le acque al ritmo di quintali e quintali al giorno. Oltre 2.000 industrie, sopratutto quelle tessili, riversano nel fiume gli scarti della lavorazione: piombo, mercurio ed arsenico. In alcuni punti è possibile anche camminare su tratti di terra formati solo da rifiuti che, strato dopo strato, hanno letteralmente divorato il letto del fiume.

Molte persone, armate di rudimentali imbarcazioni, dragano il fiume alla ricerca di qualcosa di valore. Per i bambini viene naturale giocare e rinfrescarsi tra le acque tossiche, tra isole multicolori generate dall’ottusità degli adulti.

Il 5 dicembre 2008 l’Asian Development Bank ha approvato un prestito di 400.000.000 di euro per la bonifica del fiume, ma si stima che per ripulirne i 180 chilometri ne serviranno oltre 3 miliardi.

 

 

Il luogo più inquinato della Terra resta comunque il lago Karachay  (Карача́й), nella Russia occidentale. Sin dal 1951, l’Unione Sovietica ha usato il bacino del lago come discarica degli scarti radioattivi provenienti da Mayak, il vicino centro di stoccaggio di rifiuti nucleari. La radioattività delle sue acque è così alta che può uccidere un uomo adulto nel giro di un’ora.

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Nong Yousui – Il bambino dagli occhi di gatto

Nong Yousui è un bambino nato nella popolosa regione dello Guangxi, Cina, con una straordinaria singolarità. Quando è ancora in fasce, il padre lo porta in ospedale perché gli occhi del piccolo brillano letteralmente al buio; l’uomo pensa di trovarsi di fronte a qualche sorta di malattia strana, e che il figlio sia nato cieco.

Due mesi dopo la nascita, mi hanno comunicato che i suoi occhi erano differenti. Mi sono accorto che erano blu. Allora l’abbiamo portato in ospedale, ma i dottori ci hanno detto di non preoccuparci, sarebbero andati a posto con la crescita. – Nong Shihua, padre di Nong Yousui

I medici di Dahua restano sbalorditi: il piccolo è capace di vedere perfettamente nel buio più assoluto, proprio come fanno i gatti. Nong Yousui  è sano come un pesce, frequenta la scuola e ad una prima occhiata sembra identico a tutti i suoi compagni di scuola, se non fosse per i suoi occhi blu, praticamente introvabili in individui della sua stessa etnia. Ha la capacità di muoversi agevolmente, leggere e scrivere di giorno come di notte, tanto che per lui non fa alcuna differenza svolgere qualsiasi attività a qualunque ora del dì.

In effetti, quando lo illuminavamo di notte con un raggio di luce, i suoi occhi brillavano! Allora gli ho chiesto se poteva vedere al buio e lui mi ha risposto di sì. Una volta lo ho invitato a catturare i grilli di notte e mi ha risposto che poteva catturarli senza bisogno della luce. – Ning Quingji, maestro elementare

Il bambino è stato sottoposto a numerosi studi, tutti rigorosamente al buio. Gli è stato chiesto, ad esempio, di indicare le carte da gioco che gli venivano poste davanti, e lui le ha indovinate tutte; si è poi tentato con azioni più complesse, come ad esempio fargli scrivere un piccolo tema o eseguire addizioni e sottrazioni, ed anche in quel caso non solo non ha sbagliato nulla, ma ha anche scritto con una calligrafia impeccabile. Mentre in molti guardano il piccolo ragazzo gatto spaventati – c’è chi pensa che sia un ibrido alieno o il frutto di un esperimento genetico – gli scienziati sono concordi nel dichiarare che la condizione, certamente vantaggiosa, di Nong Yousui sia un effetto della leucoderma: la malattia, che colpisce solitamente la pelle, avrebbe schiarito gli occhi del bambino fino a farli divenire blu ed un numero maggiore di bastoncelli gli permetterebbe di vivere una vita notturna identica a quella alla luce del sole.

E forse in futuro il suo dono sarà accessibile a tutti noi.

 

 
Grazie a Giuseppe F. per la segnalazione.

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