Tag: Sesso

Mamma a 72 anni – Miracolo in India

Barcroft Media

 

C’è chi spera con tutto il cuore di diventare un giorno genitore, lottando con le difficoltà della vita di ogni giorno, l’età che avanza e a volte anche contro le malattie. La storia di oggi ci ricorda che non è mai troppo tardi per smettere di sognare: vi presento Daljinder Kaur, mamma per la prima volta a 72 anni suonati.

Mohinder Singh Gill e Daljinder Kaur sono una coppia indiana, sposata da 46 anni. Mohinder ha 79 anni, Daljinder 72. Sebbene vivano felici e rasserenati dal loro amore, un’ombra si stende da quasi mezzo secolo nel loro cuore: non hanno mai potuto godere della gioia di essere genitori. Eppure le hanno provate tutte, da consulenti della fertilità a cliniche specializzate, ma niente. Nessun cucciolo d’uomo a riempire la loro vita di schiamazzi e sorrisi. Finché un giorno Daljinder rimane incinta. A 72 anni.

Ci sono voluti due anni di trattamenti per la fertilità al National Fertility Centre nello stato di Haryana, costati alla coppia circa € 1.200, una cifra tutto sommato abbordabile, ma all’inizio di maggio 2016 ce l’hanno fatta.

Dio ha accolto le nostre preghiere. Ora la mia vita è finalmente completa. – Daljinder Kaur

Vi posso assicurare che il pupo, di nome Arman, è perfettamente sano; nato di 2 chili – sì, in effetti è un po’ pochino – non presenta alcuna malformazione né malattia, con buona pace del dottor Anurag Bishnoi, che ha supervisionato la gravidanza, che non era favorevole alla fecondazione assistita su una donna così anziana.

La gioia della nascita è però smorzata dalle critiche di numerosi specialisti, che ritengono la scelta portata avanti da Bishnoi eticamente scorretta.

Ciò che è successo è esecrabile. Grazie al progresso della scienza, possiamo mettere incinta una donna di 90 anni. Qual è il problema? Non si tratta di poterlo fare, è questione di etica. Abbiamo una responsabilità verso i nostri pazienti. Quest’uomo [il dottor Bishnoi] non ci rappresenta, ed andrebbe radiato. – Dottor Hrishikesh Pai, presidente della federazione dei ginecologi indiani

Cosa farà il piccolo Arman quando i suoi genitori – speriamo fra cent’anni – non ci saranno più? Come potranno guidarlo e prendersi cura di lui se soffrono già i patimenti della vecchiaia? E il dottor Bishnoi ha fatto gli interessi dei suoi assistiti o si è trattato di accanimento?

 

Mamma a 72 anni: è giusto o sbagliato ricorrere alla fecondazione assistita in età così avanzata?

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3 film horror trash made in Japan da vedere prima di morire [STREAMING]

Le storie di fantasmi, che in Occidente fanno spesso da contorno a case diroccate, castelli in rovina e vendette del serial killer di turno, rappresentano per il Paese del Sol Levante un pilastro portante della cultura nazionale. La figura stessa dello spettro è ben diversa dalla nostra, trasposta al cinema in un genere sviluppatosi negli ultimi decenni, il J-Horror, fatta di rumori appena percettibili, giochi di luce, sussurri e, sopratutto, storie da raccontare. I film dell’orrore giapponesi fanno esattamente questo, raccontano storie, eviscerando più la psiche dei personaggi coinvolti che le apparizioni paranormali in sé per sé. Gioielli come RingThe GrudgeJu-onDark Water (vi dice niente la storia di Elisa Lam?) rappresentano l’apice di un genere di nicchia condiviso col grande pubblico solo da pochi anni.

Ma se da un lato abbiamo film iconici del genere, dall’altro ci sono zombie generati da un gabinetto maledettoparassiti sessualimorti viventi assetati di sesso. Ecco a voi 3 film horror trash made in Japan da vedere prima di morire.

 

Zombie Ass: Toilet of the Dead

Comiciamo la nostra lista con Zombie Ass: Toilet of the Dead (ゾンビアス, Zonbiasu), film horror del 2011 diretto da Noboru Iguchi, in cui troverete zombie, scoregge e tanta, tanta cacca. 💩

Zombie Ass - Toilet of the Dead

Trama

Devastata dal suicidio della sorella vittima di bullismo, la giovane karateka Megumi è in viaggio con i suoi quattro scalmanati amici, la secchiona Aya, il di lei fidanzato tossico Také, la modella Maki ed il nerd Naoi, per una scampagnata nel bosco. Fissata con l’aspetto fisico e alla ricerca della dieta definitiva, Maki ingoia un verme parassita scoperto per caso all’interno di un pesce, convinta così che il nuovo ospite l’aiuterà a perdere peso. L’idea è palesemente stupida, ma da un film che ha per sfondo zombie e latrine che vi aspettate? 😂 Le cose comunque cominciano a precipitare quando il verme le provoca profonde fitte allo stomaco: Maki fugge in un bagno improvvisato, dove scopre che il parassita in poche ore ha già deposto centinaia di uova, che la ragazza espelle in un vulcanico attacco di diarrea. Le uova però risvegliano un gruppo di famelici zombie coperti di feci pronti a fare banchetto della sprovveduta comitiva. Riusciranno l’intervento provvidenziale del Dr. Tanaka e le abilità di Megumi a salvare i ragazzi da una fine impietosa?

Streaming

 

Dead Sushi

Dead Sushi (デッド寿司, Deddo sushi) è un altro film horror giapponese diretto da Noboru Iguchi nel 2012, in cui i nostri eroi dovranno vedersela contro un’orda di sushi assassini.

 

Dead Sushi

 

Trama

La ragazza prodigio nelle arti marziali Keiko, figlia di un leggendario chef di sushi, fugge di casa quando il suo regime di kung-fu diviene insostenibile. Vagabondando per il Giappone, trova asilo e lavoro in una locanda termale che si trova nel bel mezzo del nulla. Qui viene ridicolizzata sia dal folle personale dello stabilimento che dagli ospiti, dirigenti di un’importante industria farmaceutica in vacanza. Nonostante le angherie subite Keiko persevera nelle sue mansioni, finché un ex ricercatore della ditta farmaceutica non libera un devastante virus nel cibo in grado di trasformare il sushi in mostri assetati di sangue.

 

Streaming

 

Sexual Parasite: Killer Pussy

Sexual Parasite: Killer Pussy (寄生蟲 キラープッシー, Kiseichū: kirā pusshī) è un film del 2004 diretto da Takao Nakano, in cui avremo a che fare, come da titolo, con un mostro parassita che si è comodamente insidiato tra le “grazie” di una donna. Il che ci ricorda, qualora ce ne fosse bisogno, che in Giappone della sessualità hanno ancora un’idea un po’ confusa.

 

Sexual Parasite - Killer Pussy

 

Trama

Durante un viaggio di studio in Amazzonia, una scienziata viene attaccata da un pesce che ospita uno strano parassita, che si insinua nella vagina della donna. Un anno dopo, in Giappone, un gruppo di ragazzi, due femmine e tre maschi, si ritrova per caso in uno sperduto casale nel bosco, e scongela il corpo della scienziata, dando il via ad un mortale contagio che si trasmette per via sessuale. In mezzo alle gambe delle ragazze si generano così orribili mostri dentati, alla ricerca di bei maschioni da evirare.

 

Streaming

 

Sono solo film stupidi, ignoranti e coattissimi? Forse. Ma la grandezza di certe opere sta proprio nel pressapochismo della trama, dei personaggi, e tutto ciò che c’è di contorno.

Non siete d’accordo? Allora ringraziate che non vi ho parlato della vagina lanciafiamme di Big Tits Zombie

 

Big Tits Zombie

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The Battery [STREAMING]

Ben and Mickey sono due amici, giocatori di baseball, costretti a sopravvivere in un’apocalisse zombie che li ha tagliati fuori dal resto dell’umanità. Ma che cosa significa essere umano, quando tutto intorno c’è solo la morte?

Ieri sera abbiamo salutato l’end season final della sesta stagione di The Walking Dead e, per voi che avete ancora fame di morti viventi, ho il film perfetto: The Battery.

 

The Battery

 

The Battery è uno di quei film che sono un pugno nello stomaco. Narra la storia di BenMickey, giocatori di baseball alle prese con cadaveri ambulanti e avversità del mondo esterno. Nell’ultimo decennio i lungometraggi dedicati agli zombie si sono rivelati quasi sempre dei fiaschi totali, figli della logica commerciale del cavalcare l’onda della moda del momento. The Battery, invece, è diverso. Di cadaveri che non vogliono rimanere tali ce ne sono, certo, ma sono pochi, dannatamente pochi per quasi tutto il film. I protagonisti, a differenza di altre opere, non sono loro. Non è un film di zombie, è un film con degli zombie. Sembra solo una sottile variazione semantica, ma non è così: i morti viventi non sono al centro di tutto, e non rappresentano il gancio da traino della vicenda; sono un modo per raccontare altro, i rapporti umani e le conseguenze delle proprie scelte.

 

The Battery

 

Diretto da Jeremy Gardner, giovane regista statunitense al suo primo lungometraggio, e interpretato da quest’ultimo e Adam Cronheim, The Battery è stato girato con un budget di 6.000 dollari, in soli 15 giorni. Il film si divide in pratica in due capitoli: il primo è un road movie, che alterna momenti drammatici a scene scanzonate delineando, apparentemente, quella che sarà la storia; il secondo, claustrofobico, narra invece l’evoluzione psicologica dei personaggi, l’interazione tra gli stessi e le conseguenze delle scelte fatte dai due. Ben e Mickey si adattano al nuovo decadente mondo che li circonda o al contrario lo rifiutano, tirando sempre più la corda al cappio che li tiene legati; non sarebbero in grado di sopravvivere da soli, ma non riescono ad accettarsi appieno. E così mentre uno fracassa la testa di uno zombie senza pensare al domani, l’altro si rifugia nella musica – da segnalare Anthem for the already defeated dei Rock Plaza Central –  lasciando che le note lo cullino verso eterei riflessi di un mondo ormai lontano; mentre uno si lascia andare all’alcool, l’altro resta morbosamente affascinato dai seni floridi di una giovane morta vivente.

 

The Battery

 

The Battery non è stato tradotto ufficialmente in italiano, così ve lo propongo in streaming sottotitolato in italiano qui in basso. Buona visione. 😉

 

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“Sei tale e quale a tua madre” – Quando le figlie sono identiche alle mamme

https://www.flickr.com/photos/rolandslakis/392060925/

“Sei tale e quale a tua madre”, quanto volte ve l’hanno detto, se siete ragazze, o quante volte l’avete pensato della vostra compagna? Non tutti gli uomini, poi, amano la propria suocera, e sapere che un giorno la propria mogliettina adorata possa somigliarle è un vero e proprio incubo. Uno studio condotto dal Daily Mail si pone una semplice domanda: quanto si somigliano davvero mamma e figlia? Davvero tanto.

Il Daily Mail ha chiesto a 5 donne e alle loro figlie di posare di fronte alla macchina fotografica, per poi confrontare le immagini al computer e verificare quanto e se una ragazza, col passare degli anni, assomiglierà alla madre. Ecco gli scatti.

 

Sara e Clemmie Pearson

Sara Pearson, 62 anni, e sua figlia Clemmie, 30. Entrambe di Londra, gestiscono un’agenzia di pubbliche relazioni.

 

 Rhonda e Darcey Mackintosh

Rhonda Mackintosh, 45 anni, e Darcey, 15. La prima è un ingegnere capo, la seconda una studentessa. Vivono a Glasgow.

 

Frances e Tineka Dunscombe

Frances Dunscombe, 83 anni, e Tineka Fox, 57. La prima è una modella, la figlia è casalinga. Vivono nel Surrey.

 

Esther e Wendy Savage

Esther Savage, 73 anni, e Wendy Brake, 43. Casalinga e pediatra, vivono sull’Isle of Sheppey.

 

Josie e Jodie Clark O'Rourke

Josie O’Rourke, 48 anni, e Jodie Clark, 24. La prima è vicedirettrice di un editore, la seconda è un’organizzatrice di eventi. Vivono rispettivamente a Hasting e Stratford.

Forse le foto non rendono giustizia. Provate a vedere il meshup creato unendo i volti di madre e figlia, e forse vi ricrederete.

 

 

Certo cinque coppie di donne sono un po’ pochine per uno studio serio, ma la prossima volta che conoscete una ragazza, prima di chiederle di sposarvi, fidatevi di un consiglio.

Guardate prima com’è la madre. 🙂

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Dimmi che seno hai e ti dirò chi sei

È davvero possibile che dalla forma del seno di una ragazza se ne possa comprendere la personalità? Sembra proprio di sì.

Nei secoli in molti si sono cimentati in questa tutt’altro che spiacevole ricerca, che affonda le sue radici nell’arte divinatoria della sternomanzia. Nel 18° secolo la sternomanzia raggiunge in suo periodo d’oro in Spagna, quando i divinatori dichiarano di poter leggere il futuro osservando le linee e la forma del petto umani; a quanto sembra, i vaticini più precisi si hanno col seno femminile, che può essere studiato in un’ottica – passatemi il termine – più tridimensionale di quella maschile. Dai futuri matrimoni alle guerre imminenti, niente sfugge all’occhio sempre attento dei divinatori. Negli anni la tecnica si è affinata, e numerosi psicologi, sessuologi e senologi si sono sentiti il dovere di dire la loro.

Ovviamente i loro studi lasciano un po’ il tempo che trovano.

 

Tiny Boobs Giant Tits History

 

I due più grandi esperti nella correlazione tra seno e personalità femminili sono l’italiano Piero Lorenzoni, autore del libro Di che seno sei? – Come catalogare le donne e riconoscerne il carattere dalla forma del seno ed il giapponese Mitsugu Shiga, autore di Marugoto Wakaru Onna no Ecchi (Tutto quello che volevate sapere sul sesso femminile) con 40 anni di ricerche alle spalle. Ecco le loro conclusioni.

 

Type of Boobs

 

Seno molto grande (a melone)

Una ragazza dal seno esplosivo ama il cibo e adora essere ammirata. Ha un atteggiamento positivo nei confronti della vita ed è molto legata al partner; non ammette di essere tradita. È abituata a lavorare sodo e a raggiungere grandi risultati, ma non riesce ad eccellere.

 

Seno florido (a pompelmo)

Una ragazza con un seno florido, ma non eccessivo, risulta particolarmente erotica, ma non riesce a trovare il partner ideale. È una sognatrice.

 

Seno a pera

Una ragazza col seno piriforme è indipendente, intelligente ed ha una forte personalità. Ama con tutta sé stessa.

 

Seno a triangolo

Una ragazza con un seno così ha un animo ribelle e battagliero, pronto a difendere i più deboli.

 

Seno ad arancia

Una ragazza col seno grande poco meno di un’arancia è accattivante, adora conversare ed è affiatata in ogni tipo di rapporto.

 

Seno a limone

Una ragazza col seno a mo’ di limone possiede una grande autoironia. Ama una vita senza sorprese, in cui tutto può essere progettato.

 

Seno piccolo (a ciliegia)

Una ragazza col seno piccolo si dimostra divertente ed intelligente. Nobile d’animo, è sempre sincera con tutti.

 

Piccola curiosità: nel mondo le donne col seno più florido si trovano in Russia, mentre quelle col seno più piccolo in Giappone. In Italia siamo nella media.

 

Breast size map

Mappa della grandezza del seno nel mondo

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D&R: Perché le donne vanno sempre in bagno in due?

La nostra rubrica Domande & Risposte raccoglie sempre un gran numero di consensi, sia che si tratti di domande che potrebbero essere tranquillamente poste da un ubriacone (se una mucca non scorreggiasse per un anno, riuscirebbe ad andare nello spazio con un mega peto) o di contro da uno scienziato (quanto pesa la Terra).

Quella di oggi è la classica domanda che assilla sopratutto l’universo maschile, e trova due spiegazioni, collegate da un antico e recondito destino comune: un bisogno di sicurezza, sia psicologico che fisico.

Nella preistoria l’uomo passava la maggior parte del giorno a cacciare, mentre la donna si occupava, diciamo così, della “casa”. Come potete immaginare, se da una parte c’erano dolci e teneri cerbiatti da cacciare, dall’altra tigri dai denti a sciabola e mammut rischiavano di essere un serio problema: spesso, infatti, molti carnivori ed altri animali pericolosi si avvicinavano alle grotte abitate dagli esseri umani, e le donne lasciate sole diventavano così la portata principale. Nel tempo, le donne hanno cominciato ad allontanarsi dalle grotte in gruppo per espletare i propri bisogni fisiologici, permettendo così ad una di orinare in santa pace, mentre le altre controllavano la zona alla ricerca di possibili pericoli. Questo bisogno ancestrale di protezione è poi giunto fino a noi, modificandosi con la società di oggi.

 

Scozzese in bagno

 

Spesso le toilette dei negozi, come bar e ristoranti, sono in condizioni igieniche scarse, ed in alcuni casi sono uniche per entrambi i sessi. Ora, se vi intendete un minimo di fisiologia, capirete che per un uomo è molto più semplice orinare, poiché viene meno il contatto con i servizi igienici, mentre per una donna questo è più complicato. L’amica che aspetta fuori dal bagno può aiutare l’altra passandole dei fazzoletti quando manca la carta igienica, controllare la porta (che non sempre si chiude a chiave) evitando di infastidirla e risparmiarle la sensazione di disagio che colpisce molte persone sentendo voci estranee fuori dalla toilette mentre ci si trova in una condizione di estrema vulnerabilità.

 

Domanda inviata da Antonio G.


Hai anche tu una domanda a cui non sai dare risposta? Inviacela e potresti vederla pubblicata sul sito!

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Safer Internet Day 2015 #SID2015

Oggi 10 febbraio 2015 si celebra in tutto il mondo il Safer Internet Day, una giornata dedicata alla sicurezza in rete di tutti, ma in special modo per i ragazzi, sensibilizzandoli ad un uso corretto, intelligente e consapevole di internet.

Il motto dell’edizione di quest’anno è creiamo insieme un internet migliore ed invita alla collaborazione di tutti, dai singoli utenti alle multinazionali che in un modo o nell’altro sono attive online, a costruire un web più a misura d’uomo, più sicuro e più divertente da scoprire. In Italia la manifestazione principale è una vita da social, organizzata dalla Polizia di Stato con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, il Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza ed il supporto di Google.

Il più grande motore di ricerca del mondo ha stilato una serie di consigli utili per migliorare la sicurezza di tutti, piccoli gesti quotidiani che però assumono grande importanza.

Quant’è sicura la vostra password? Scopritelo nell’articolo qui sulla Bottega del Mistero!

 

 

 

Google verifica in due passaggi

 

Il decalogo per tutta la famiglia

  1. Parla con la tua famiglia della sicurezza online, definendo in modo chiaro le regole e le aspettative per quanto riguarda la tecnologia, nonché le conseguenze in caso di utilizzo improprio.
  2. Utilizzate insieme la tecnologia: è un buon modo di educare alla sicurezza online e crea opportunità per affrontare gli argomenti legati alla sicurezza con la tua famiglia man mano che se ne presenta l’occasione.
  3. Discuti dei siti e dei servizi online. Parla con i tuoi familiari dei tipi di siti che preferiscono visitare e di ciò che è appropriato per ciascun membro della famiglia.
  4. Proteggi le password. Aiuta i tuoi familiari a capire come impostare password sicure online. Ricorda loro di non divulgare le password, tranne magari a un adulto fidato, ad esempio un genitore. E assicurati che si ricordino sempre di uscire dai propri account online quando utilizzano computer pubblici a scuola, in un internet point o in biblioteca.
  5. Utilizza le impostazioni di privacy e i controlli di condivisione. Esistono molti siti per condividere opinioni, foto, video, aggiornamenti di stato e non solo. Molti di questi servizi offrono controlli e impostazioni di privacy che ti aiutano a decidere chi può vedere i tuoi contenuti prima di pubblicarli. Parla con i tuoi familiari di ciò che è opportuno o meno condividere pubblicamente e aiutali a rispettare la privacy degli altri non divulgando i dati personali di familiari e amici e non identificando gli utenti per nome nei contenuti condivisi pubblicamente.
  6. Educa la tua famiglia a comunicare in modo responsabile. Ecco una buona regola pratica: se una cosa ti sembra inappropriata da dire di persona, non inviarla tramite SMS, email, chat e non pubblicarla come commento sulla pagina di un utente. Discuti di come ciò che dici online potrebbe fare sentire gli altri e individua linee guida per la tua famiglia su quale tipo di comunicazione è appropriato.
  7. Controlla i limiti di età. Molti servizi online, tra cui Google, prevedono limiti di età che definiscono chi può usufruire dei relativi servizi. Ad esempio, devi rispettare requisiti d’età per disporre di un account Google, mentre l’utilizzo di alcuni prodotti Google è limitato agli utenti dai 18 anni in su. Controlla sempre i termini e le condizioni di utilizzo di un sito web prima di consentire ai tuoi figli di creare un nuovo account e chiarisci con loro le eventuali regole della tua famiglia per quanto riguarda i siti e i servizi che possono utilizzare.
  8. Confrontati con altri adulti. Estendi la conversazione ad amici, insegnanti, consulenti, educatori e alla tua famiglia allargata. Genitori e professionisti che lavorano a contatto con i ragazzi possono essere un’utile risorsa per aiutarti a decidere ciò che è giusto per la tua famiglia, soprattutto se hai a che fare con un’area tecnologica con cui hai poca confidenza.
  9. Proteggi il tuo computer e la tua identità. Utilizza un software antivirus e aggiornalo regolarmente, a meno che non utilizzi un Chromebook, che non ha bisogno di antivirus. Discuti con i tuoi familiari dei tipi di informazioni personali (come il codice fiscale, il numero di telefono o l’indirizzo di casa) che non è opportuno pubblicare online. E insegna loro a non accettare file o aprire allegati email provenienti da sconosciuti.
  10. Sii costante. La sicurezza non è statica: la tecnologia è in costante evoluzione, così come le esigenze della tua famiglia. Assicurati di instaurare un dialogo costante.

 

Sette regole per gli account Google

  1. Proteggi le tue password. Le password sono la prima linea di difesa contro i criminali informatici. È fondamentale scegliere password sicure che siano diverse per ogni tuo account ed è buona prassi aggiornarle regolarmente. Altrimenti… è come se usassi la stessa chiave per chiudere le porte di casa, dell’auto e dell’ufficio: se un criminale riesce ad accedere a una, sono tutte compromesse!
  2. Esegui l’accesso e disconnettiti. Accedere al tuo account Google è facile e utile, ma devi anche sapere quando è importante uscire dall’account. Quando utilizzi computer pubblici, ad esempio di un internet point o di una biblioteca infatti, anche dopo avere chiuso il browser, potresti essere ancora collegato ai servizi che hai utilizzato. Di conseguenza, quando utilizzi un computer pubblico dovresti assicurarti di uscire dall’account facendo clic sulla foto o sull’indirizzo email dell’account nell’angolo in alto a destra e selezionando Esci.
  3. Usa la verifica in due passaggi. Utilizza la verifica in due passaggi, che aggiunge un ulteriore livello di sicurezza al tuo account Google, riducendo drasticamente le possibilità di furto dei tuoi dati personali contenuti nell’account. Per penetrare in un account che ha la verifica in due passaggi, i malintenzionati non dovranno solo conoscere nome utente e password, ma dovranno anche avere tra le mani il tuo telefono.
  4. Controlla le impostazioni di Gmail. Se utilizzi Gmail, puoi adottare delle misure specifiche per assicurarti che il tuo account sia protetto. Per farlo, apri la scheda Impostazioni in Gmail e controlla le impostazioni di inoltro e delega che concedono l’accesso al tuo account ad altre persone per verificare che le tue email vengano indirizzate correttamente.
  5. Utilizza reti sicure. Presta la massima attenzione ogni volta che vai online utilizzando una rete che non conosci: il provider potrebbe monitorare tutto il traffico sulla sua rete, inclusi i tuoi dati personali. Se, invece, utilizzi un servizio che crittografa la tua connessione al servizio web, potrebbe essere molto più difficile per qualcuno spiare la tua attività. Come impostazione predefinita, crittografiamo la connessione Gmail tra il tuo computer e Google per cercare di proteggere la tua attività su Google da occhi indiscreti.
  6. Blocca lo schermo o il dispositivo. Non usciresti mai di casa lasciando la porta aperta, vero? Lo stesso principio vale per i dispositivi che utilizzi. Dovresti sempre bloccare lo schermo quando hai finito di utilizzare il computer, il laptop o il telefono. Per maggiore sicurezza dovresti anche impostare il blocco automatico del dispositivo quando entra in stand-by. Questo è particolarmente importante per cellulari e tablet.
  7. Tieni al sicuro il dispositivo. Esistono alcuni segnali comuni da cui puoi capire che il tuo dispositivo potrebbe essere stato infettato da malware (ovvero software dannoso ideato per danneggiare il tuo dispositivo o la tua rete). Puoi proteggerti anche da questo con alcune importanti precauzioni: tieni aggiornati il browser e il sistema operativo; controlla sempre ciò su cui fai clic o ciò che scarichi, come musica, film, file, plug-in o componenti aggiuntivi per il browser; quando installi applicazioni software, assicurati di installarle da fonti attendibili.

 

Infografica interazioni sessuali adulti adolescenti internet

 

Internet e pedofilia

In un rapporto del 2014 stilato da Save the Children risulta che un italiano su tre ritiene accettabile intrecciare un rapporto virtuale o fisico con un minore. Il 28% degli adulti ha tra i propri contatti giovani che non conosce personalmente; il 37% vorrebbe un rapporto di amicizia o d’amore con un minorenne; circa il 10% pensa che in un rapporto pedofilo online l’iniziativa parta dal minore; circa l’1% è convinto che un’esperienza sessuale tra un adulto e un minore sia un’occasione utile di apprendimento per l’adolescente.

Nella nostra esperienza di lavoro sul campo coi ragazzi, veniamo spesso a conoscenza di tentativi di interazione da parte di un adulto con un minore, uno dei motivi che ci ha spinto ad indagare in profondità il fenomeno dell’incontro a sfondo sessuale tra giovani e adulti, anche attraverso le nuove tecnologie. Ma non ci aspettavamo un grado di tolleranza così alto dei rapporti da parte l’opinione pubblica che, a nostro avviso, prelude ad un’accettazione di una deresponsabilizzazione e di un disimpegno degli adulti rispetto al loro ruolo nei confronti degli adolescenti. Ci rivolgiamo dunque alla società civile, così come a tutti gli attori coinvolti: gli adulti tutti, gli adolescenti, i media, le istituzioni e gli organi di controllo al fine di innescare un dibattito continuativo sul ruolo educativo e sulle responsabilità degli adulti in genere, che siano o meno genitori, nei confronti degli adolescenti. – Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children

 

Generazioni Connesse

 

Per maggiori informazioni sulla sicurezza dei minori online, è attivo il sito Generazioni Connesse, gestito da Save the Children.

 

 

Sesso con un minore consenziente. È giusto oppure no?

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Il dilemma della sirena – Sesso e biologia

Siete su nave una della marina mercantile che solca decisa l’oceano, circondati da nerboruti marinai cresciuti a grog e scazzottate nelle peggiori taverne delle isole che circondano Puerto Rico. Gli unici rumori che udite sono i grugniti della ciurma, lo sciabordio delle onde e le assi del vascello che impattano sulla superficie del mare. D’improvviso, un dolce canto, come di coro d’angeli, si alza leggiadro dalle acque. Non riuscite a sentire altro. Ammaliati, vi avvicinate al parapetto barcollante, ed i vostri occhi si colmano della vista di una bellissima ragazza dai lunghi capelli, il cui florido seno è appena accennato tra la spuma del mare. Lei vi guarda con occhi lascivi, e vi gettate dalla nave nel suo dolce abbraccio. Un abbraccio di morte.

Di ibridi metà mostri e metà donna ne sono piene tutte le culture del pianeta. Dalla lamia alla sfinge, dalla succuba all’arpia, ogni epoca e ogni popolo ha fantasticato o ha avuto paura di complessi amplessi con mitologici esseri dalle labbra carnose. Nella letteratura l’argomento del rapporto sessuale tra un essere umano ed una sirena viene affrontato diverse volte: il problema, come si può immaginare, è che le sirene non avrebbero organi riproduttivi femminili. In pratica sotto l’ombelico c’è solo lisca di pesce e poco più.

 

Walmor Corrêa - The Mermaid Autopsy

 

Teoricamente, le sirene dovrebbero riprodursi come la maggior parte dei pesci, ovvero rilasciando uova che poi il maschio feconderà all’esterno del corpo materno. In molti dipinti di origine medioevale le sirene vengono spesso rappresentate con un apparato sessuale umano, presente poco prima dell’attacco della coda. Il Kāma Sūtra, l’antico testo indiano del sesso pubblicato nel VI secolo, propone due posizioni sessuali ispirate alla figura delle abitanti del mare, la Sirena e la Sirena Lasciva.

 

 

Ma anche al giorno d’oggi sognatori ed artisti di tutto il mondo restano affascinati dell’idea di unirsi ad una sirena, come ad esempio succede nella graphic novel Sailor Twain – The mermaid in the Hudson dell’autore Mark Siegel, in cui il rapporto con un’abitante degli abissi fa da sfondo ad una bella fiaba di dolore e amore. O come in Mermaid in a Manhole della controversa serie giapponese Guinea Pig, in cui viene narrata la grottesca storia di una sirena ritrovata in un tombino in fin di vita e del pittore che ne vuole dipingere la bellezza prima che la morte la porti via per sempre.

 

Sailor Twain - The mermaid in the Hudson

 

L’unione tra una sirena ed un essere umano, da millenni, continua ad affascinare ed intrigare. Quello che più ci incanta è la possibilità di poterci innamorare di una ragazza bellissima, esotica ed erotica, che ci porti via dal mondo così come lo conosciamo e ce ne mostri un altro, a noi ignoto; la rappresentazione del nostro desiderio di fuggire via, abbandonarci al caldo abbraccio della donna che ci ama, fuggire dai problemi, da giornate sempre uguali, dalla vita così come la conosciamo. O forse si tratta solo di sesso, chissà.

Io, personalmente, preferisco più immaginare la storia d’amore di una bellissima sirena e del marinaio che l’ha salvata da morte certa, che termina nel più classico dei cliché: e vissero tutti felici e contenti.

Magari senza figli.

 

Se fosse possibile, faresti l'amore con una sirena?

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D&R: Può una gallina diventare un gallo?

Per quanto a molti sembri un evento inconcepibile, in realtà il cambio di sesso spontaneo di una gallina in un gallo è possibile. L’inusuale trasformazione avviene quando l’ovaia sinistra viene gravemente danneggiata, di solito a causa di un infezione: i livelli di estrogeni calano drasticamente, e portano all’aumento eccessivo di testosterone nell’organismo. Il piumaggio cambia assumendo un colorito marroncino, spunta il bargiglio rossastro sotto il becco e a volte è possibile anche l’attivazione dei caratteri sessuali primari maschili. Si tratta comunque di un avvenimento estremamente raro.

I casi di cambio di sesso spontaneo da gallo a gallina, invece, si contano sulle dita di una mano. L’episodio più noto è quello del Gallo di Basilea, avvenuto nella città svizzera nel 1474, in cui il povero pennuto fu arso vivo sul rogo con l’accusa di aver compiuto il crimine efferato ed innaturale di aver deposto un uovo. Come riportano le cronache dell’epoca, l’esecuzione avvenne con grande solennità, come se si stesse consegnando un eretico alle fiamme, e fu testimoniato da una folla immensa di concittadini e contadini. Per la cronaca, il boia aprì il corpo dell’animale morto trovandovi all’interno altre tre uova.

 

Grazie a Giuseppina D. per la segnalazione.


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D&R: È vero che gli uomini preferiscono le bionde?

Gli uomini preferiscono le bionde, ma anche le brune. Il mito della donna dai capelli dorati tutta seno e fianchi da paura è nato con Marilyn Monroe grazie al film Gentlemen Prefer Blondes del 1953 diretto da Howard Hawks. Peccato che sotto la chioma bionda Marilyn in realtà sia sempre stata mora.

 

Marilyn Monroe

 

Molti scienziati, o presunti tali, per decenni tentano di dare una risposta a questo dubbio amletico. Secondo l’antropologo canadese Peter Frost, le donne bionde vissute durante l’Era Glaciale venivano preferite alle more perché il colore dei loro capelli era più raro e catturava l’attenzione dei maschi. Allo stesso modo, gli uomini di oggi sarebbero attratti dalle ragazze bionde per il semplice fatto che il loro colore di capelli spicca sugli altri. Di contro Lisa Walker, sociologa della University of North Carolina, crede che in realtà siano le more ad essere al centro delle attenzioni maschili, poiché il colore ambrato giocherebbe sulla passione e sensualità. Altri studi, compiuti più di recente, dimostrano invece che i single adorano alla follia le rosse: oltre il 54% guarda con ammirazione e desiderio i capelli color del fuoco, poiché ricordano il sangue (che inconsciamente attrae l’uomo) e contrastano spesso con una leggera ed innocente carnagione chiara.

Ma anche se un giorno riusciremo a decretare senza ombra di dubbio se siano meglio le bionde o le more (o le rosse), sarà stato tutto inutile. Perché tanto alla fine a scegliere sono le donne.

I diamanti sono i migliori amici delle ragazze. – Lorelei Lee interpretata da Marilyn Monroe in Gentlemen Prefer Blondes

 

Gli uomini preferiscono...

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